FeaturedRecensioniVideogames

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered – Recensione

Lo storico titolo di Infinity Ward è stato finalmente rimasterizzato.

Dopo il ritorno del primo Call of Duty: Modern Warfare, tutti si aspettavano un ritorno del secondo capitolo, essendo stato uno dei migliori della serie.

Dopo tanti rumor, leak e dichiarazioni, Activision ha deciso di rilasciare a sorpresa Modern Warfare 2, ma senza la sua modalità multigiocatore ed eliminando le divertenti Spec-Ops.

Nonostante qualche taglio, l’esperienza singolo giocatore di Modern Warfare 2 è tra le migliori offerte della serie Call of Duty, un racconto che ancora oggi è funzionale, in pieno stile “Americano” e che merita questa nuova edizione.

Noi non potevamo non parlarvi di questa riedizione, arrivata come esclusività temporale per un mese su PlayStation 4.

Certe cose non cambiano

Gli eventi della storia prendono piede dopo ben cinque anni narrati da Call of Duty 4: Modern Warfare, dopo la dipartita di Zakhaev e di Al-Asad la guerra civile ha continuato imperterrita ad avanzare portando la Russia e il Medio Oriente sull’orlo del precipizio.  Per poter contrastare il terrorista Vladimir Makarov, diversi stati hanno dato vita alla Task Force 141, che è incaricato di scovare ed eliminare definitivamente il nuovo leader degli ultranazionalisti.

La narrazione è vissuta dagli occhi di più soldati, tra questi c’è il soldato scelto Joseph Allen che è stato trasferito alla CIA, e in seguito inserito come infiltrato tra le fila di Makarov per indagare ed eliminarlo dall’interno. Tra gli altri personaggi abbiamo Gary “Roach” Sanderson e lo storico John “Soap” MacTavish, entrambi della Task Force 141, che hanno il compito di indagare e recuperare informazioni in modalità incognito, senza minare la loro copertura.

Quello che rende unica la narrazione di Modern Warfare 2 è che non è un semplice racconto di guerra, dove il nostro obiettivo è guidato dalla presenza di un grosso nemico, ma è proprio un viaggio che esplorare le sfaccettature della guerra moderna in ogni suo minimo microrganismo.

I personaggi di questo capitolo di Call of Duty sono tra i più curati e amati dai giocatori, grazie anche a una scrittura di spessore che dimostra ancora oggi di donare un tasso di adrenalina grazie alle sue sessioni di puro spettacolo cinematografico e dal gunplay ancor tutt’oggi moderno.

La longevità non è sicuramente un punto forte della serie di Infinity Ward, ma si è sempre contraddistinta per una trama corta però matura e ricca di pathos fino alla fine. Per completare la storia in modalità normale basteranno soltanto cinque ore, mentre alle difficoltà più avanzate si può impiegare anche sette ore.

Esteticamente impeccabile

Il nuovo Engine che muove la struttura esalta tutte quelle ambientazioni storiche che abbiamo affrontato ormai un bel po’ di anni fa. L’unico momento che tradisce la sua natura originaria è quando le animazioni cominciano a farsi più “movimentate” e durante l’esplorazione delle mappe, dove emerge il difetto principale: quello di essere alla base un titolo della generazione passata.

Purtroppo molti problemi non sono stati risolti, oltre che lo svolgimento lento di alcune fasi è rimasto invariato, essendo alla base lo stesso Modern Warfare uscito su PlayStation 3. Bisogna dire che il gioco però a pad alla mano dimostra di avere un feeling ancor tutt’oggi valido, godibile e che mette a dura prova i più veterani della serie grazie a un livello di difficoltà competitivo.

Le armi di questa riedizione esaltano la potenza bellica della guerra moderna, esaltata da un engine molto valido nella grafica e negli effetti particellari. Ancora qualche incertezza rimane invariata per quanto riguarda l’impatto delle armi sulle superfici, dove certi proiettili riescono a perforare superfici alquanto “Improbabile” e non riuscire in quelle più “probabili“.

La mano del Team di Beenox si vede fin da subito, grazie ai modelli poligonali di tutti i personaggi della storia, resi ancora più spettacolari e ricchi di moltissimi dettagli. Abbiamo gradito le aggiunte di effetti particellari nelle scene più storiche della storia. Vi ricordiamo che già Beenox aveva effettuato un’ottimo lavoro con il recente Crash Team Racing: Nitro Fueled.

Incertezza Audio

Abbiamo qualche nota negativa per il doppiaggio Italiano, che sembra non sia stato rimasterizzato a dovere, ma è stato usato quello storico di undici anni fa. E’ vero, sono presenti molti doppiatori storici, ma spesso ci troviamo davanti a una qualità audio che stona con tutto il contesto, con voci troppo basse dovuto a un missaggio non proprio perfetto.

Le tracce musicali rimangono sempre d’impatto, riescono a condire l’azione più adrenalinica al momento giusto per tutte le cinque ore di campagna in compagnia dei membri della Task Force.

Nota positiva per il fronte frame rate, dato che abbiamo ben 60 Fps e 1620p per la versione PlayStation 4 Pro, mentre per PlayStation 4 abbiamo sempre 60 Fps ma 1080p nella risoluzione.

Commento Finale

Per quanto sia ancor tutt’oggi una grandissima opera quella di Modern Warfare 2, il lavoro svolto da Beenox non è allo stesso livello di quello di Raven Software, che si è occupato di rimasterizzare solo qualche anno fa il buon Call of Duty 4: Modern Warfare.

Bisogna dire che il prezzo al quale viene venduto è onesto, al netto di mancanze importanti come il Multiplayer e le Spec-Ops, Modern Warfare 2 è un’esperienza tutta da vivere, soprattutto se non avete mai giocato questo storico capitolo della famosa serie di Infinity Ward.

Modern Warfare 2 Campaign Remastered
Overall
7/10

Riassumendo

Modern Warfare 2 è tornato finalmente in tutto il suo splendore, grazie a una trama ancor tutt’oggi matura. Purtroppo la sua natura Old-Gen viene a galla nelle fasi più movimentate, e la mancanza di un comparto importante come il Multiplayer non è indifferente.

Pros

  • La campagna è ancora piacevole da seguire
  • I nuovi modelli poligonali sono curati nei minimi dettagli
  • Il Gunplay è piacevole

Cons

  • La sua natura Old-Gen viene a galla nei momenti più movimentati
  • La mancanza del multiplayer e le spec-ops rendono l’opera godibile solo a un pubblico ristretto
  • Longevità molto deludente a causa della mancanza delle spec-pps
Tags

Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Close