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Resident Evil 3 – Recensione del nuovo remake di Capcom

Siamo riusciti anche noi a scappare dalle grinfie del Nemesis!

E’ passato solamente poco più di un anno da quando in queste pagine vi abbiamo parlato della rivisitazione del secondo capitolo di Resident Evil per la nuova generazione. Il successo che ha riscontrato tra il pubblico è stato immenso, dopotutto era tra i Remake più attesi dopo quello dedicato a Final Fantasy VII di Square Enix.

Cavalcando l’onda del successo di questo nuovo remake, Capcom ha deciso di gettarsi nuovamente nella mischia proponendo quello del terzo capitolo, che era stato chiesto a gran voce da tutti i fan della serie.

L’annuncio è stato molto atipico, perché il precedentemente annunciato Resident Evil Resistance, titolo incentrato sulla modalità multigiocatore, non è altro che una parte dell’offerta del terzo capitolo.

In questi ultimi giorni Resident Evil 3 è stato sull’occhio del ciclone, accusato di essere un semplice Reskin del secondo, senza portare alcuna reale novità. Quest’oggi noi siamo qui, per dirvi se effettivamente è così o meno, dopo aver affrontato il Nemesis faccia a faccia.

La fuga dall’incubo

La piaga del Virus-T ha ormai soggiogato completamente la ridente cittadina di Raccoon City, la quale ormai è brulicante di esseri assettati di sangue.

Al centro di questa catastrofe c’è Jill Valentine, membro dell’unità speciale S.T.A.R.S., che nel prologo è attanagliata da brutti incubi a causa degli eventi accaduti a Villa Spencer del primo Resident Evil.

Senza darci modo di comprendere meglio cosa si cela attorno a noi, verremo fin da subito interrotti da una chiamata di emergenza, che ci avvertirà di essere in pericolo.

Proprio in quel momento, il Nemesis, fa irruzione nella nostra abitazione, costringendo la tormentata giovane a scappare, alla ricerca di un posto sicuro dove la terribile creatura possa non raggiungerla.

L’inizio della storia è assolutamente epico, vi è una regia magistrale che rende la scena molto cinematografica e ricca di momenti da cardiopalma. E’ possibile tastare un po’ meglio la drammaticità che si cela all’interno della città rispetto al progetto del 1999.

Una maggiore adrenalina

In questo viaggio saremo accompagnati da Carlos, un membro della Umbrella Countermeasure Service, che è stato chiamato sul campo di battaglia insieme a una squadra speciale per far evacuare e salvare più cittadini possibili rimasti bloccati a Raccoon City.

In questo capitolo la città è più viva, i nemici sono più numerosi e soprattutto i documenti sparsi per tutto il gioco arricchiscono quella che è la vita al tempo della catastrofe. Prestare attenzione ad ogni singolo file presente nella nostra avventura è assai importante se si vuole comprendere il background che ci circonda.

La rivisitazione di Jill Valentine e Carlos rende i due personaggi molto più caratterizzati nella storia, evidenziando meglio il legame dei due personaggi fino alla fine del loro racconto.

Siamo rimasti un po’ delusi dalla rimozione di uno dei luoghi importanti del terzo capitolo, al suo posto è stato inserito un luogo di “transito”, cambiando in parte la struttura del gioco.

Anche i personaggi secondari hanno una caratterizzazione più attenta rispetto al passato, esaltando ogni singolo elemento dei tratti caratteriali. Peccato che il Nemesis in questo Remake non sia una presenza pressante, come accadeva nel 1999 o con il Mr. X di Resident Evil 2.

L’immensa creatura ci sarà da ostacolo solo in alcuni frangenti di gioco e dettato da motivi narrativi. Gli scontri con il Nemesis però rimangono spettacolari, ricchi d’azione e momenti di pura adrenalina.

Proprio come ventun’anni fa

Nonostante tutto, la storia rimane godibile, il racconto della giovane S.T.A.R.S. è ancora oggi emozionante e ricco di pathos. La longevità non gioca a favore del titolo, abbiamo impiegato per la prima run a  difficcoltà normale, solo quattro ore scarse senza prestare troppa attenzione agli elementi secondari.

Mentre per la seconda run ad estremo, abbiamo impiegato all’incirca sette ore, senza correre troppo e leggendo più documenti possibili.

In Resident Evil 3 entra in gioco anche l’elemento rigiocabilità. Concludendo il primo viaggio avremo accesso ad un negozio che ci permetterà di acquistare dei costumi, armi potenziate e monete  per la nostra Jill Valentine.

In questo potremo vivere l’avventura usando approcci completamente diversi, data la vasta gamma di armi messa a disposizione del titolo. Un ottimo modo questo di aumentare la longenvità che altrimenti sarebbe ancorata ad una manciata di ore.

Possiamo confermarvi che riaffrontare la storia è un’esperienza piacevole, rispetto al secondo capitolo che presentava scene molto più lente. Il giocatore è invogliato ad affrontare sfide sempre maggiori presenti nella storia principale.

Bisogna ammetterlo, il ritmo di gioco è molto più adrenalinico rispetto al secondo capitolo, la presenza di molte munizioni e di un’armamentario aggressivo rende l’azione di gioco molto più movimentata, senza contare che questa volta avremo a disposizione una tecnica chiamata “passo veloce”.

Con il giusto timing, Jill sarà in grado di schivare l’attacco dei nemici, rallentando così la scena e mirando direttamente al nemico per trivellarlo di colpi. Un ottimo escamotage nel caso di dovessimo trovare in serie difficoltà durante la partita.

Compromessi narrativi

Se pensate che Raccoon City sia molto più aperta delle sessioni di gioco di Resident Evil 2 avete sbagliato. Raggiunto un determinato luogo non avremo più la possibilità di tornare indietro per recuperare tutto ciò che abbiamo lasciato alle nostre spalle.

La storia ci propone un percorso molto più lineare, privo di enigmi e dal facile svolgimento. L’estrema semplicità permetterà al giocatore di poter rushare il titolo fino alla fine, prestando poca attenzione ai vicoli e alle strade dell’ormai distrutta Raccoon City.

Purtroppo le sessioni dedicate a Carlos sono veramente poche e tutte di breve durata, relegando al personaggio a delle parti lineare e dettate dal percorso narrativo già prestabilito. Abbiamo gradito il fatto che Carlos sia molto più lento ma preciso durante i combattimenti per via dei suoi allenamenti.

Con lui non avremo la possibilità di utilizzare il passo veloce, ma avremo a disposizione un “rompi guardia” che al momento giusto spezzerà l’attacco nemico e rallenterà il tempo, dandoci l’occasione di trivellare l’avversario con la nostra arma da fuoco

L’organizzazione è il primo passo verso la fuga

Organizzare il proprio equipaggiamento è un’elemento molto importante, perché potenziare un’arma non farà altro che aumentare gli slot occupati dalla stessa all’interno del nostro inventario.

Aumentare la capienza del nostro borsello è fondamentale se vogliamo avere a nostra disposizione un equipaggiamento di tutto rispetto per affrontare le insidie di Raccoon City. Rispetto al suo precedessore, non sono presenti molte creature aggressive, fatta eccezione di una che incontreremo verso la fine della nostra avventura.

I combattimenti risultano meno impegnativi a causa delle troppe armi e munizioni che ci vengono forniti lungo la storia. Fortunatamente gli scontri con il Nemesis ci metteranno a dura prova, anche perché richiederà un quantitativo spropositato di munizioni per vincere lo scontro.

Il Restyling dell’iconico antagonista è quasi perfetto, l’unico problema è che non è più quella figura insistente e pressante di una volta.

Ai tempi della prima PlayStation, al solo sentire gridare “S.T.A.R.S.“, il cuore impazzava a mille, mentre adesso, quando è possibile udirlo, non fa altro che preannunciare uno dei tanti scontri con la creatura, gettando al vento quell’elemento caratteristico che ha segnato una generazione di videogiocatori.

Questo però non rende il Nemesis più docile. La creatura ha la possibilità di scattare ad una velocità incredibile per raggiungerci e i suoi tentacoli non faranno altro che ostacolarci per impedire l’avanzamento della nostra protagonista verso l’area designata.

Ancora una volta è il RE Engine a muovere le fila di Resident Evil, lanciato per la prima volta con Resident Evil 7. Noi abbiamo affrontato il nostro viaggio sulla versione per PC.

Il titolo girava alla risoluzione di 1920 x 1080 con un framerate solido a 60 fps, con i setting grafici messi al massimo. I modelli poligonali sono più vivi che mai, rendendo il tutto simile ad una produzione hollywoodiana.

Audio e interpretazione magistrale!

Il ruolo di Jill Valentine è interpretato da Sasha Zotova, che riesce a far emergere la massima espressività del volto della protagonista. Il Restyling estetico dell’eroina ha permesso al personaggio di guadagnare un maggiore spessore narrativo, con un background molto più solido e credibile.

I giochi di luce presenti per tutta Raccon City rendono la città molto più spettrale della versione originale, anche se purtroppo si fa carico di alcune texture sbiadite e curate marginalmente, rendendo qualche oggetto un po’ “fuori contesto” con il resto presente nella mappa di gioco.

Purtroppo alcuni difetti è possibile vederli senza troppa difficoltà. In alcune fasi gli Zombie si fanno carico di animazioni grossolane, soprattutto quando sono presenti in gran numero sullo schermo, questo per impedire al framerate di giocare brutti scherzi.

Abbiamo gradito l’interpretazione italiana di Debora Magnaghi che ormai da Resident Evil: Operation Raccoon City interpreta Jill Valentine in modo impeccabile. Tra le voci è presente anche il talentuoso Gianluca Iacono, anche conosciuto in Italia per aver prestato la voce a Vegeta di Dragon Ball Z.

La colonna sonora di questo terzo capitolo riesce a trasportare il giocatore nelle fasi più incalzanti, ma non riesce comunque ad essere memorabile. Solo poche tracce riescono a salvarsi.

Commento Finale

Al netto di qualche incertezza, Resident Evil 3 è un buon gioco che riesce a riportare sulle nuove console un’opera leggendaria, in modo non proprio impeccabile. Sicuramente si sarebbe potuto fare di più per la longevità di gioco, evitando anche di tagliare delle parti importanti per sostituirle a delle zone di “intermezzo”.

Nonostante tutto si tratta di un’esperienza piena di scene memorabili, con i protagonisti maggiormente caratterizzati rispetto alle loro controparti originali.

Il titolo è consigliato se non avete troppe pretese sulla longevità, ma ricercate solamente qualcosa che vi tenga occupati per un po’ di ore, potendo più volte rivivere l’avventura di Jill grazie al fattore rigiocabilità.

Resident Evil 3
Overall
7.5/10

Riassumendo

Resident Evil 3 rende il giusto omaggio al titolo uscito ben ventun’anni fa sulla prima PlayStation. Purtroppo non è privo di difetti, alcune parti potevano essere curate meglio e per la longevità si sarebbe potuto fare molto di più. Nonostante ciò, questo remake si fa carico di una rigiocabilità molto alta.

Pros

  • Il background dei personaggi è molto più curato
  • La cittadina di Raccoon City è molto più ricca di dettagli rispetto al passato
  • Combattimenti molto più adrenalinici
  • La trama è ancora oggi impeccabile

Cons

  • Difficoltà non troppo elevata
  • E’ stata tagliata una delle zone più iconiche del terzo capitolo per sostituirla con una zona di transito
  • Il Nemesis non incute la giusta pressione come in passato
  • Per la longevità si poteva fare molto di più
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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