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Journey – Un viaggio alla scoperta delle poesie interattive

L'impatto emotivo dei giochi-poesia

Nel mondo videoludico spesso ci si ritrova a prestare totale attenzione ai titoli tripla A del momento, giochi con gameplay divertenti o con grafiche iperrealistiche, pieni di missioni secondarie o semplicemente con una componente co-op divertente. Ci sono, però, tante piccole perle nascoste in acque totalmente differenti, alcuni senza missioni, né combattimenti, addirittura senza frasi scritte o parlate.

Che razza di titoli sono? Potrebbe pensare la maggior parte delle persone. Alcuni potrebbero non considerarli neanche giochi effettivi, perché nella cognizione generale delle persone un videogioco deve far divertire, deve raccontare storie epiche, con combattimenti altrettanto epici e cinematografici.

È per questo che Journey, una delle piccole perle create da Thatgamecompany per PlayStation 3 e successivamente per iOS e PlayStation 4 nascoste nelle profondità del mare enorme dei videogiochi, non riceve quasi alcuna attenzione.

Journey fa parte di una categoria di giochi denominata “giochi-poesia”, ovvero titoli il cui scopo è quello di far riflettere il giocatore attraverso le emozioni e realizzare cose all’apparenza banali ma che nella routine di tutti i giorni possono totalmente venire dimenticate.

Una poesia sul significato della vita

Journey tratta, come da titolo, di un viaggio. Un viaggio che nasconde un significato molto più profondo di quello percepibile a primo impatto. Il giocatore veste nei panni di un essere umanoide completamente ricoperto da una tunica e un cappuccio rossi che si risveglia nel bel mezzo di un deserto con soltanto una montagna visibile in lontananza, dalla quale emerge un pilastro di luce.

Egli deve quindi farsi strada attraverso il deserto utilizzando una sciarpa magica che permetterà al personaggio di volare per un breve lasso di tempo, ma non sarete completamente da soli. Ad aiutarvi ci saranno delle creature di pezza dalle sembianze animalesche che popolano il mondo di gioco e, connettendovi online, da un’altra persona incappucciata. È proprio qui che la vera natura di Journey si mostra in tutto il suo splendore.

Non esiste alcun modo per comunicare con l’altra persona eccetto il canto, una nota musicale generata casualmente ogni volta che viene premuto il pulsante cerchio. Più a lungo verrà premuto, più forte sarà il canto, e questa abilità vi tornerà utile per attirare alcune creature per risolvere determinati puzzle durante il gioco.
Due persone incappucciate senza alcun modo di comunicare se non cantando, incuranti della nazionalità, genere o età dell’altra persona, che cercano di completare il viaggio insieme, conoscendosi nel mentre, in un perfetto esempio di uguaglianza che solo giochi come Journey possono fornire.

Il gioco presenta una grafica molto semplice e delicata ma d’impatto, con molti giochi di luce che creano panorami mozzafiato, come il sole al tramonto che fa brillare i fiumi di sabbia come se fossero fatti d’oro liquido. Durante il viaggio troverete diverse statue inscritte, dove il gioco, tramite un filmato completamente muto, cerca di spiegare la storia e l’obiettivo finale che, con il proseguire dell’avventura diventa sempre più chiaro.

Journey deserto

Il legame tra i due partner sarà fondamentale per proseguire nel viaggio e concluderlo, in quanto la sciarpa magica del giocatore verrà ricaricata stando accanto all’altro viandante o toccando una delle creature di pezza in giro per la mappa. Superati deserti, grotte, guardiani spaventosi e templi sottomarini, finalmente i due incappucciati arriveranno all’ultimo ostacolo: il monte innevato.

Il livello metterà a dura prova il legame tra i due e la loro capacità di coordinazione, in quanto il freddo gelido congelerà lentamente la sciarpa magica impedendo qualsiasi tipo di movimento aereo, freddo che può essere combattuto restando accanto all’altra persona, scambiandosi calore a vicenda.

Journey montagna

Finalmente arrivati in cima la vera essenza di Journey prenderà vita e in quel momento vi sarà più chiaro: il motivo del viaggio, l’obiettivo finale, ogni cosa. I due giocatori cercheranno di raggiungere la luce, incuranti della tempesta brutale che strapperà via pezzi della loro sciarpa a ogni soffio e che soffocherà il canto finché il vento non si placherà, per poi cadere nel silenzio totale.

Solo bianco tutt’intorno, i due incappucciati cammineranno a fatica per poi cadere inesorabilmente nella neve inermi, l’uno accanto all’altro. A quel punto, la grande figura bianca che ha guidato i giocatori nei filmati guarderà a terra l’umanoide incappucciato, seguita da tante altri esseri identici, e in quel momento il nostro personaggio verrà ricoperto dalla luce, la sciarpa verrà completamente ricostruita e volerà verso il cielo, schivando i pericolosi guardiani fino a raggiungere un mondo oltre le nuvole tempestose, un paradiso di montagne bianche, creature fluttuanti e cieli azzurri.

Journey paradiso

Lì il vostro partner vi attende, e insieme volerete verso la luce vista sin dal primo livello del gioco, cantando con tutte le vostre forze per festeggiare la fine. Lì, di fronte al portale luminoso, c’è la fine del viaggio. Entrambi i giocatori si scambieranno dei canti d’addio, per poi camminare insieme nel portale, dove la luce dissolverà ogni cosa facendo spazio ai titoli di coda, in cui verrà mostrata una stella cadere sul deserto da cui nascerà un nuovo omino incappucciato.

Journey. Un viaggio. Il percorso più lungo e importante di ogni singola persona, un tragitto che può essere vissuto da soli, ma che potrebbe diventare molto più facile se accettassimo l’aiuto di qualcun altro. Un viaggio pieno di emozioni, di luoghi diversi, di paura, di meraviglia. Un cammino che, indipendentemente dalla persona, un giorno finirà, ma non sarà mai una vera fine perché un’altra vita comincerà subito dopo, e con essa una nuova avventura.

Questa è la vera essenza di Journey, un gioco che cerca di ricordare ai giocatori che la vita è un viaggio che va vissuto nella sua interezza e che può diventare molto più piacevole con altre persone ad aiutarci, senza discriminazioni di genere, etnia ed età. Un gioco che senza parole, né registrazioni vocali è in grado di raccontare una storia così profonda col semplice uso dei sensi, delle immagini, della musica, superando ogni tipo di barriera linguistica.

Un gioco non ha necessariamente bisogno di combattimenti o di storie epiche per diventare una piccola gemma. A volte bastano un deserto, un cappuccio rosso… e un amico.

Poesie del cielo, del vento e del mare

Journey è solo uno dei tanti giochi-poesia, appunto titoli che basano la loro esistenza sulle esperienze sensoriali. Sono giochi artistici che purtroppo non vengono riconosciuti come dovrebbero. Ricordiamo nella stessa categoria Flower e Flow, due giochi per PlayStation 3 creati sempre da Thatgamecompany.

Flower è un’esperienza che si basa sul movimento sensoriale del controller, tramite il quale muoveremo un soffio di vento attraverso un prato fiorito. Il gioco non ha obiettivi, bisogna soltanto rilassarsi e cercare d’intrappolare quanti più petali possibili all’interno del nostro piccolo venticello per creare uno scenario che ricorda quasi un dipinto in movimento, simboleggiando la magia e la serenità della natura nella sua forma più pura. In base a quanti oggetti raccoglieremo nel nostro venticello, lo scenario cambierà, passando da zone montuose a scenari urbani.

 

Flow riprende un tema molto simile a quello di Flower, questa volta ispirato ai microrganismi degli abissi marini. Il tema principale è ancora una volta quello della natura nella sua forma più pura, di conseguenza giocheremo nei panni di un microrganismo che nuota tramite i movimenti sensoriali del controller in un mare azzurro, cibandosi di altri microrganismi per evolversi, diventare più grande e spingersi in abissi più profondi. Anche in questo caso la mappa di gioco cambierà in base a quanto, e come, crescerà la nostra creatura.

 

Un altro gioco-poesia che riprende il tema della bellezza della natura è Abzû, creato da Giant Squid Studios e pubblicato da 505 Games per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Il gioco ricorda molto Journey come stile e gameplay, mantenendo il tema della natura di Flow e Flower. Infatti il gioco si basa sul viaggio negli abissi di una sommozzatrice che si risveglia nel bel mezzo dell’oceano, intenta a riportare la vita nelle profondità marine tramite delle fonti magiche.

abzu oceano

La storia ricalca sulla falsa riga di Journey, dove il giocatore dovrà proseguire nei livelli senza guide scritte e vocali, affidandosi soltanto all’ingegno per risolvere i puzzle per scoprire la verità. Le ambientazioni variano molto, passando da zone di mare aperto a caverne sommerse, il tutto contornato da tantissime creature marine che nuotano nello scenario e con cui possiamo anche interagire.

Abzu barriera corallina

Un altro gioco degno di nota è Sky: Figli della luce, successore spirituale di Journey pubblicato nel 2019 per iOS e nel 2020 per Android da Thatgamecompany e in arrivo su PlayStation 4 e Nintendo Switch.
Il giocatore prenderà il controllo di un personaggio con un mantello rosso che gli permetterà di fluttuare per un breve periodo di tempo, meccaniche molto simili a Journey, ma a differenza di quest’ultimo il gioco si basa molto sulle interazioni sociali.

Sky montagna

I giocatori continuano a comunicare tra di loro tramite il canto, ma se il legame tra i due supera un determinato livello tramite lo scambio di una candela rossa è possibile sbloccare la funzione di chat o emozioni varie, ad esempio l’abbraccio. Il giocatore deve esplorare questo mondo magico e mozzafiato e parlare con degli spiriti che gli forniscono cosmetici e pezzi di mantello per permettergli di volare più a lungo, oltre a filmati muti che espandono la storia del mondo, il tutto aiutando gli altri giocatori a raccogliere collezionabili.

Sky foresta

I giochi-poesia hanno un potere enorme in grado di scuotere gli animi delle persone che riescono a leggere tra le righe e a scoprire il vero significato dietro quelle storie che a primo impatto possono sembrare fini a sé stesse. Che sia Flow, Flower, Abzû, Journey, Sky o qualsiasi altro gioco-poesia, vale la pena provarli e percepire sulla propria pelle il potere enorme che possono avere sulla psiche e sull’animo.

Dopotutto i videogiochi non sono soltanto divertimento: sono esperienze, sono passioni. Ogni videogioco ci ha lasciato qualcosa dentro, ci ha cambiati in qualche modo e ci ha fatto aprire gli occhi su cose a cui magari non prestavamo attenzione.

I giochi-poesia basano tutto su quello. Cercano di ricordarci la bellezza delle cose semplici, di quelle spesso scontate come la vita stessa. Fanno leva sulle percezioni sensoriali per farci ricordare che spesso le parole non servono a rafforzare un concetto, a volte basta immaginare di essere un soffio di vento che gioca coi petali, o di trovarci in fondo al mare a giocare con le creature marine più disparate.

L’esistenza di questi giochi è importante in una società che basa tutto sulla perfezione assoluta, spesso dimenticando che semplicità non è sinonimo di scadente, ma che è sinonimo di unicità.

Con questi giochi bisogna aprire la mente e il cuore, bisogna superare le apparenze e le impressioni iniziali. Sono titoli che nel loro piccolo cercano di ricordarci come vivere, sono piccoli poeti che sullo schermo si improvvisano pittori e danno vita alle loro parole senza effettivamente usarle. Sta a noi interpretare il tutto per ricevere un insegnamento che porteremo dentro per tutta la vita.

Ricordiamo, infine, che il porting di Journey per PlayStation 4 è attualmente gratis fino alle 5:00 AM del 6 Maggio 2020 per l’iniziativa Play at Home di Sony, la quale ha lo scopo di ridurre l’impatto dell’epidemia da COVID-19.

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