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Follia – Dear father – Recensione della versione PC

Andiamo a scoprire un prodotto totalmente italiano

Follia – Dear father è un gioco survival horror stealth in prima persona, creato da Real Game Machine, un team di sviluppo indipendente italiano sponsorizzato dalla compagnia “Steve Jobs” e distribuito dai Destructive Creations.

Lo sviluppo è iniziato verso fine 2015, e ha finalmente visto la luce su Steam il 30 Aprile 2020. Prossimamente in arrivo anche un DLC per poterci giocare in VR e portare questa esperienza horror su un livello completamente diverso. Per quanto riguarda le versioni PlayStation 4 e Xbox One, invece ancora non abbiamo una data di uscita ufficiale.

Noi di GameIndustry siamo riusciti ad avere in anteprima il titolo attraverso un codice Steam che ci è stato gentilmente concesso. Se siete curiosi su Follia – Dear father non dovete fare altro che proseguire nella lettura della nostra recensione!

L’inizio della follia

In questa nuova avventura horror impersoniamo Marcus Pitt, un ragazzo che riceve una strana mail contenente un messaggio in cui è riportato che i suoi genitori hanno avuto un grave incidente nel campus universitario dove lavorano, e che quindi deve recarsi il prima possibile lì.

Il suo viaggio lo condurrà a indagare e a scoprire la verità riguardo al campus, ai suoi genitori e alle orride creature che lo infestano, ma durante il suo percorso verrà trascinato nel suo peggior incubo e dovrà combattere per trovare un via d’uscita cercando di rimanere vivo e sano di mente.

L’università è stata trasformata in un luogo di orrore e morte. Marcus avrà inizialmente una manciata di oggetti utili come la torcia e un accendino per aiutarsi a superare i corridoi bui. Dovrà, inoltre, farsi coraggio e raccogliere tutte le sue forze per sopravvivere e continuare a cercare i suoi genitori.

Anche se potrebbe essere già troppo tardi, la speranza di trovarli vivi sarà l’ultima a morire. Tutte le persone del campus sembrano già essere state trasformate in qualcosa di apparentemente non umano.

L’incipit ci è sembrato interessante, ma una volta entrati nel campus ci siamo resi conto che la storia perde parecchio tono, i dialoghi sono ridotti all’osso.

Per tutto il gioco sembra quasi che non ci sia una reale progressione di trama finchè non arrivi poco oltre metà e a fine gioco, si può dire che sono gli unici punti dove abbiamo una vera progressione e qualche vero dialogo oltre le grida del protagonista Marcus.

Scappa, corri, nasconditi!

Andiamo ora a trattare la componente principale del gioco, il gameplay. Follia – Dear father si presenta come un survival horror in prima persona pieno di jumpscare pronti a far spaventare il giocatore, ed è diviso in tre difficoltà: facile, normale e difficile.

Con musiche, suoni e grida che creano l’atmosfera di giusta tensione e paura, unita a una ambientazione horror con cadaveri e sangue ovunque. Insomma, il giusto mix per questo genere di gioco.

Il gameplay del gioco è molto simile alla serie di giochi Outlast, dove il protagonista deve scappare da delle creature cercando di scoprire i vari misteri del luogo in cui si trova, avendo con sé solo una telecamera a pile per riuscire a vedere nel buio degli ambienti.

In questo caso però, invece della telecamera, avremo una torcia a pile, pile che potremo recuperare nel corso della nostra avventura, così da poter illuminare le tante aree buie del gioco.

Oltre la torcia fin dall’inizio avremo un accendino, il quale ha una carica infinita, ma illuminerà meno della torcia e un’area meno ampia. Inoltre, a differenza della torcia, con l’accendino acceso non potremo correre in quanto si spegnerà subito. Bisognerà quindi capire bene quando è il caso di usare la torcia, potendo così correre, e quando è possibile utilizzare l’accendino per risparmiare le batterie della torcia.

Potremo anche trovare delle armi da mischia come un piede di porco, anche se non saranno tanto utili per combattere quanto per pararsi. Molti nemici non potranno esser sconfitti, quindi, come ci suggerirà spesso lo stesso gioco, è meglio scappare da loro.

Il piede di porco, inoltre, avrà una doppia funzione, quella di poter aprire certe porte chiuse, altre invece saranno proprio bloccate o avranno bisogno di una chiave per poter essere aperte.

Ci capiterà spesso di trovare orride creature alle nostre calcagna, pronte a farci venire infarti e a ucciderci nel modo peggiore possibile, rendendo l’utilizzo dello stealth quasi obbligatorio, soprattutto se avete già in mente un piano su dove andare o cosa fare per non farsi prendere dal panico.

Nel caso in cui la salute del personaggio scarseggi, potremo curarlo grazie ai preziosi kit medici che troveremo nella struttura; bisognerà anche fare attenzione alla gestione dell’inventario tra kit medici, pile e oggetti chiave.

Scappare dalle creature, però, non sarà l’unica cosa da fare in questo gioco, dovremo anche usare un po’ di cervello per risolvere gli enigmi che ci vengono proposti e raccogliere i vari documenti per capire di più su quello che è accaduto alle persone nel campus.

Il gioco fin dai primi momenti ci ha presi molto soprattutto per l’atmosfera, e attirati dallo scoprire cosa cela il prossimo angolo, il gioco ha i suoi alti e bassi ma in quanto a horror, riesce molto bene nel suo intento.

Il comportamento delle creature

Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale dei nemici, ci siamo resi conto che nascondersi sembra diventare inutile, cosa che dovrebbe essere una caratteristica principale in un titolo del genere.

Una volta che una delle creature del gioco ci insegue è difficile seminarla, ma è possibile farlo, il vero problema viene dopo. La creatura, anche se non ci vede più, inizia a passeggiare nelle vicinanze, ma non si allontana mai dal personaggio, come se sapesse già la nostra posizione. Questo problema accade anche quando non siamo mai stati scoperti.

In poche parole, si troverà sempre nelle nostre vicinanze anche quando facciamo il possibile per non fare rumore e rimarrà in attesa lì vicino, non va a cercarci nella struttura poiché sa già dove trovarci.

Ciò rende un po’ inutile la componente stealth, e alcune volte la situazione diventa frustrante sapendo di non potere mai avere un vero momento per poter esplorare con più calma.
Non appena proviamo ad allontanarci, infatti, ci vedrà subito e dovremo andare avanti con il mostro alle calcagna fino ad un certo evento di storia che ci darà spazio e tempo per riprendere fiato.

Aspetto grafico e tecnico

Parlando dell’aspetto grafico del gioco, a parte qualche piccola imperfezione, ci è piaciuto abbastanza, il tutto crea un’ottima atmosfera horror.

Per quanto riguarda, invece, l’aspetto tecnico di Follia – Dear father siamo rimasti un po’ delusi. Abbiamo notato che ogni tanto la telecamera si “bloccava” in prossimità di certi ostacoli, ma basta fare un passo indietro per risolvere il problema. Inoltre, i movimenti del protagonista, così come quello dei nemici, risultano molto legnosi e certe volte poco “naturali”.

Una cosa invece di cui siamo rimasti colpiti nel provare Follia – Dear father è che non solo il gioco, tra le varie lingue, è sottitolato in italiano, ma è anche doppiato in italiano. Ad essere sinceri come doppiaggio non è il massimo ma è stata una piacevole sorpresa.

Abbiamo provato il titolo con un PC abbastanza performante che va oltre i requisiti consigliati, nella precisione con un Ryzen 5 1600x, RX 580 8GB e 16GB di RAM.
Con tutte le impostazioni al massimo, tuttavia, non siamo riusciti a raggiungere i 60 FPS, ma ci siamo fermati a 45. Il gioco offre la possibilità di poter bloccare i frame a 30, 45 e 60.

Per poter giocare a 60 FPS fissi abbiamo dovuto abbassare un po’ le impostazioni grafiche, ma niente di troppo grave. Nota di merito per la compatibilità con i monitor ultrawide, opzione che non è sempre presente, nemmeno nei giochi più blasonati.

Con nostro rammarico abbiamo riscontrato due problemi, di cui uno grave, ma andiamo per ordine.

Ci siamo resi conto che il controller da qualche problema, quello PlayStation 4 non viene totalmente riconosciuto, molte volte la pressione di un tasto porta l’azione di un comando diverso da quello impostato e la telecamera si blocca.

Il controller Xbox One invece funziona quasi alla perfezione, tranne per il fatto che i dorsali RT e LT  che non vengono riconosciuti. Rimane comunque giocabile almeno con quello Xbox, anche se i tasti non si possono mappare.

Non crediamo sia un problema di controller in quanto li abbiamo sempre usati per altri giochi e non ci hanno mai dato problemi. Mentre se si gioca con mouse e tastiera non si avrà alcun problema per i controlli.

Andiamo ora a parlare del secondo problema, decisamente più grave. Dopo aver avviato il gioco siamo arrivati alla schermata di caricamento del salvataggio, una volta fatto possiamo accedere al menù iniziale del gioco.

Il problema riscontrato è legato allo slot 1 del salvataggio, nome utente e percentuale di gioco risultano errate negandoci così il caricamento e la cancellazione dello slot di salvataggio.

Abbiamo provato in diversi modi a risolvere, ma nessuno di questi ci è stato d’aiuto: abbiamo provato con il riavvio continuo del gioco, la riparazione dei file tramite Steam e a disinstallare e reinstallare il gioco. Alla fine abbiamo risolto reinstallando il gioco su un altro hard disk. Una volta fatto, il gioco ci ha mostrato correttamente gli slot di salvataggio, permettendoci di caricare lo slot 1.

Sinceramente non abbiamo idea di cosa sia successo e del perché, probabilmente si tratta di un bug che potrebbe anche non ricapitare. Ma essendoci capitato, ci siamo sentiti in dovere di farlo presente.

In Conclusione

Concludendo, Follia – Dear father è un survival horror con molto potenziale, che riesce bene nel suo intento grazie ad atmosfere e musiche che vi terranno sempre sotto tensione.

Ha un buon comparto grafico con delle pecche sul comparto tecnico, soprattutto a causa della presenza di alcuni bug più o meno gravi, che speriamo possano essere risolti con i prossimi aggiornamenti.

Anche se presenti i problemi riportati poco sopra, ci sentiamo di consigliarlo agli amanti del genere così da poter supportare uno studio indipendente nostrano.

Follia - Dear father
Overall
6.5/10

Riassumendo

Follia – Dear father è un survival horror italiano non esente da difetti, alcuni più gravi di altri, ma che riesce nel suo scopo intrigando e tenendo il giocatore costantemente sotto tensione.

Pros

  • Riesce a tenere il giocatore sempre sotto tensione
  • Meccaniche di gioco interessanti
  • Un buon aspetto grafico

Cons

  • IA dei nemici frustrante
  • Aspetto tecnico un po’ scadente
  • Riscontrato un bug abbastanza problematico
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Andrea De Francesco

Fin da piccolo un grande appassionato del Giappone e della sua cultura in particolar modo di manga, anime e videogiochi. I generi che preferisce sono: visual novel, jrpg e survival horror.

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