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Moons of Madness – Recensione edizione PlayStation 4

Un viaggio su marte

Al giorno d’oggi l’industria videoludica è piena di grandi giochi ispirati al mondo lovecraftiano, e spesso ne escono alcuni ben riusciti.

Non per nulla il genere horror e lovecraft ormai vanno a braccetto nell’industria videoludica, sono molti infatti i giochi che ne hanno preso ispirazione, come ad esempio Bloodborne e The Sinkin City.

Il team Funcom, con Moons of Madness, ci porterà su Marte in un’avventura che risulterà più un film che un videogame.

Scoprite insieme a noi cos’ha da offrire

Un incubo a occhi aperti

Impersoneremo il protagonista Shane Newahart, un ingegnere della società di esplorazione spaziale Orochi su Marte, ritrovatosi in una visione mostruosa della stazione spaziale in cui vive.

Il gioco ci introduce la storia tramite delle scene colme d’azione ma di breve durata, che fanno fin da subito capire al giocatore che qualcosa all’interno della stazione non va. Verremo accolti da tentacoli, canti disturbanti e da una persona che a quanto pare porta rancore nei nostri confronti.

Da qui in poi esploreremo la base di Marte e in contemporanea ricercheremo il significato nascosto dietro i nostri incubi, ma non sarà così facile.

Le storie proposte da Moons of Madness sono sconnesse tra loro, rendendo la narrativa poco fluida e intuitiva. Ci aspettavamo di più da questo punto di vista data la breve durata del gioco.

La trama è composta da episodi rapidi e brevi senza una reale correlazione tra di loro: drammi familiari, cloni e altro ancora non arrivando mai una conclusione.

Nemmeno i backlog/lore all’interno dei computer sparsi per la mappa aiuteranno a chiudere il cerchio o aggiungere dettagli in più, lasciando cosi una narrazione con fin troppi buchi.

Macchinoso

Oltre ai problemi con la trama che ha i suoi alti e bassi, si aggiunge anche il gameplay.
La meccanica principale presente sarà legata a un semplice scanner che ci aiuterà ad analizzare l’area circostante e ad accedere alle varie macchine presenti nella stazione.

Una volta connessi a un dispositivo, avremo uno dei tanti enigmi presenti come: problemi matematici o vari tubi da collegare, ritrovandoci nel complesso con puzzle banali e scontati, che non daranno mai un reale senso di sfida al giocatore.

Oltre alla scansione con i vari puzzle, avremo anche enigmi ambientali limitati alla mera ricerca di un oggetto o alla semplice rotazione di una macchina, che dovremo riportare alla posizione corretta per poter proseguire.

A causa di ciò il gameplay risulterà legnoso nel tempo per la presenza di molte procedure ripetitive e inutili a lungo andare, come ad esempio chiudere le porte nello spazio per evitare il soffocamento.

Una nota di merito va alla cura abbastanza maniacale dei dettagli, a partire dalle animazioni come quella del riempire il serbatoio d’aria, che spesso potrà avere cambiamenti in base all’atmosfera che ci circonda.

Una paura fittizia

Come molti altri giochi, verremo privati di armi e quant’altro per difenderci aumentando così la sensazione di paura e impotenza quando ci ritroveremo faccia a faccia con qualcosa di mostruoso.

I nemici si dimostreranno deludenti, limitandosi spesso a banali jump scares o semplici incontri di pochi secondi, che non saranno mai capaci di mettere realmente inquietudine come l’ambientazione di alcune zone.

Moon of madness nonostante la sua semplicità, non riesce a garantire un esperienza di gioco piacevole, a causa anche dei movimenti molto macchinosi e ripetitivi.

Con un gameplay non molto dinamico e con dei puzzle fin troppo prevedibili e poco strutturati, risultando così nel complesso come un’opportunità persa dagli sviluppatori.

Moon of Madness
Overall
6/10

Riassumendo

Il porting di Moons of madness, è tecnicamente ben riuscito sulla console di casa Sony, nonostante i difetti riscontrati in questo gioco dalla natura basilare e semplicistica.

Nota d’onore alla cura ai dettagli e l’ambientazioni

Pros

Buona atmosfera

Cura ai dettagli

Buon comparto sonoro

 

Cons

Comandi scomodi

Enigmi facili

Storia confusionaria

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