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Xenoblade Chronicles: Definitive Edition – Recensione del ritorno del JRPG di culto

Alla riscoperta di una storia epica moderna

Dieci anni fa, usciva sugli scaffali giapponesi Xenoblade Chronicles, un JRPG in esclusiva per la Nintendo Wii che di lì a poco avrebbe causato un enorme terremoto all’interno dell’industria.

Sviluppata da Monolith Soft., già famosa per la trilogia sci-fi Xenosaga, questa nuova opera ebbe un’immediata esplosione in popolarità, favorita dalla sua trama coinvolgente e piena di sorprese, da ampie mappe aperte e una direzione artistica che superava i limiti tecnici della console.

Nonostante ai tempi abbia avuto una vita molto travagliata per poter raggiungere l’occidente, Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è ora disponibile in tutto il mondo su Nintendo Switch, pronto a farsi scoprire e conquistare una nuova generazione di giocatori.

Dopo dieci anni, tuttavia, avrà mantenuto intatta la magia iniziale che lo ha reso famoso? E come sono stati trattati alcuni dei difetti che affliggevano la versione originale? Scopritelo nella nostra recensione.

Le cronache di una storia leggendaria

La storia segue le avventure di Shulk, un giovane Homs che da sempre ha vissuto all’interno di Colonia 9, una piccola cittadina situata sulla caviglia di Bionis.

Nel mondo di Xenoblade non esistono infatti continenti o isole, ma solo un mare sconfinato da cui emergono due enormi titani, il verdeggiante Bionis e l’oscuro e freddo Mechanis. Secoli prima, le due divinità si erano combattute senza esclusione di colpi, e dopo un pareggio, sui loro freddi corpi, la vita ha cominciato a fiorire.

Arrivati al presente, i rapporti tra le razze che vi abitano sono tutt’altro che floride: gli Homs infatti, abitanti di Bionis, sono in pericolo a causa degli abitanti di Mechanis, i Mechan, spietate macchine dalla corazza resistente a qualsiasi arma convenzionale.

Solo la leggendaria Monade è in grado di ferirli, ma ben pochi possono sperare di controllare il potere della spada.

Shulk scoprirà di essere tra questi “prescelti”, e a seguito dell’attacco della sua dimora, intraprenderà con Reyn un viaggio di vendetta e di scoperta, sia per svelare i misteri della mistica arma che per fermare l’eterno conflitto tra razze.

Durante le loro avventure incontreranno numerosi antagonisti ed alleati, e scopriranno verità rimaste sepolte per secoli, fin dai tempi di quel primo, leggendario duello tra le loro divinità progenitrici.

Un mondo sconfinato tutto da scoprire

Oggi come dieci anni fa, le ambientazioni di Xenoblade Chronicles sorprendono per la loro bellezza ed ambizione. Ogni mappa di gioco consiste in un piccolo open world, dove è possibile trovare nemici di qualsiasi livello, boss opzionali, aree segrete e missioni secondarie.

Esplorando è possibile inoltre trovare località speciali che fungeranno da destinazione per il viaggio rapido, semplificando molto la navigazione all’interno di spazi così ampi.

Ovunque ci si trovi, è possibile inoltre scorgere diversi punti di riferimento che permettono di capire su quale lato del titano ci si trovi, che consistono nel corpo di Bionis alle nostre spalle e nell’imponente presenza di Mechanis sul lato opposto dell’orizzonte.

Il gioco presenta anche un sistema dinamico per il ciclo giorno/notte e condizioni atmosferiche, che contribuiscono a variare la fauna presente nella zona, assicurando così di compiere sempre nuovi incontri.

Se nel party attivo sono presenti determinati personaggi è inoltre possibile intraprendere dei Dialoghi Empatici in certi punti delle mappe, piccole scene dove i protagonisti del gioco interagiscono tra loro per conoscersi meglio e approfondire i propri legami.

Il potere della Monade

Il sistema di combattimento è rimasto inalterato, e si posiziona a metà tra un action RPG ed un classico sistema a turni, con meccaniche che ricordano molto un classico MMO, in cui noi prendiamo il controllo di un personaggio accompagnato da due alleati mossi dalla CPU.

Dopo aver incontrato un nemico sulla mappa infatti sarà possibile muoversi liberamente intorno ad esso, e se si è abbastanza vicini il personaggio che stiamo controllando inizierà ad effettuare degli attacchi automatici.

Questi non faranno molto danno, poiché il cuore del gameplay risiede nelle Tecniche, delle azioni speciali con un tempo di ricarica variabile che posseggono una grande varietà di effetti, e che possono a tutti gli effetti ribaltare completamente le sorti di uno scontro.

Lotta

Ogni personaggio inoltre possiede una Tecnica Speciale, al centro della barra in basso, il cui funzionamento varia a seconda dei casi. Shulk è un caso speciale, perché la sua gli permette di attivare i poteri della Monade.

In generale, la Monade permetterà al giovane protagonista di usare diverse Tecniche Speciali che verranno sbloccate nel corso della storia, ma la sua caratteristica principale è quella di poter donare visioni del futuro: durante gli scontri ci potrà capitare di ricevere una visione che mostra un attacco particolarmente pericoloso, che rischia di eliminare uno o più compagni di avventura.

In questo caso starà a noi trovare la strategia giusta per cambiare il risultato della sfortunata predizione prima che si avveri, usando una Tecnica che contrasti l’attacco nemico o curando il bersaglio perché sopravviva al colpo.

L’Assalto di Gruppo è infine una tecnica che ci consentirà di fermare temporaneamente il tempo e di scegliere una mossa per ciascuno dei membri del party in campo. La sua durata, inizialmente ridotta, sarà estesa nel corso dell’avventura.

Ogni membro del party avrà un suo stile di gioco predefinito e diverso dagli altri, ma i diversi Alberi Abilità sbloccabili per ognuno di essi e la varietà di Gemme d’Etere equipaggiabili permetterà comunque non poca personalizzazione delle proprie strategie di battaglia.

Un Futuro Comune

La grande novità di questo remake è l’episodio aggiuntivo Un Futuro Comune, che funge da epilogo secondario per la storia principale.

In questa nuova avventura la protagonista è Melia, una ragazza della razza Haientia già conosciuta durante la storia principale, che accompagnata da Shulk e da due nuovi personaggi Nopon, Kino e Nene, vuole fare ritorno a casa e riunire la sua gente dispersa sulla Spalla di Bionis.

Shulk Melia Kino e Nene sulla Spalla di Bionis

Sebbene la storia non aggiunga nessun particolare dettaglio all’epilogo originale, si tratta comunque di un ottimo episodio aggiuntivo per approfondire un personaggio che ha avuto pochi momenti per brillare nella storia principale, e mostrare nel dettaglio i traguardi ottenuti da Shulk al termine della sua avventura.

Il gameplay è rimasto sostanzialmente invariato, anche se enormemente semplificato dalla rimozione degli Alberi Abilità, la presenza di soli quattro personaggi tra cui scegliere per comporre il proprio party e la trasformazione dell’Assalto di Gruppo in una potente mossa speciale.

La nuova avventura dura all’incirca una decina di ore, che raddoppiano nel caso si cerchi di completare tutti gli obiettivi secondari al 100%, ma non aggiunge nulla di troppo sostanziale.

Shulk assieme ai Noponspectors dopo un Assalto di Gruppo

Un’altra novità è l’aggiunta della Modalità Sfida all’interno del gioco principale. In maniera simile a quanto già visto in Xenoblade Chronicles 2, questa modalità proporrà una serie di battaglie particolarmente difficili, e ricompenserà il giocatore in base alle sue prestazioni con nuovi equipaggiamenti ed oggetti.

Limando alcuni difetti

L’obiettivo principale di questa remaster era di offrire ad una nuova generazione di giocatori l’avventura originale di dieci anni fa, modernizzandone gli elementi più antiquati grazie all’esperienza guadagnata dal team di sviluppo coi titoli più recenti della serie.

Le missioni secondarie sono enormemente migliorate, grazie alla combinazione e miglioramento dei sistemi già visti in Xenoblade Chronicles X e 2.

Sulla minimappa sarà sempre presente una linea tratteggiata che guiderà verso il prossimo obiettivo, che nell’overworld sarà sempre visibile grazie ad un’icona visibile da ogni punto della mappa.

Anche la loro gestione è stata semplificata, grazie alla possibilità di aprire un menu rapido e la possibilità di scegliere se seguire la missione principale o quelle secondarie alla semplice pressione di ZR.

Infine tutti i menu di gioco sono stati resi più snelli e leggibili rispetto al passato, fornendo numerosi opzioni per ridurre al minimo la quantità di tempo che è necessario passare al loro interno.

Solo i controlli in battaglia risultano leggermente più scomodi rispetto alla Wii, poiché il D-Pad per scegliere le tecniche da eseguire e lo stick analogico per muovere il personaggio si trovano entrambi sulla sinistra, e non ai lati opposti del controller, rendendo meno fluida l’esecuzione delle mosse mentre ci si muove attorno al nemico.

Un lato tecnico ancora traballante

Il più grande difetto di Xenoblade Chronicles 2, uscito alla fine del 2017 su Nintendo Switch, era la sua risoluzione, che raramente raggiungeva il suo obiettivo di 720p anche in modalità docked.

È stato quindi un vero peccato scoprire che anche Xenoblade Chronicles: Definitive Edition, a distanza di due anni e mezzo, soffre degli stessi esatti problemi. In modalità portatile la risoluzione varia tra i 378p e i 540p, mentre raggiunge i 720p solo con la console collegata al televisore.

Il gioco inoltre presenta dei pop in molto violenti durante l’esplorazione delle aree più estese, che rendono zone con alta presenza di cespugli e erba quali la Gamba di Bionis abbastanza sgradevoli da vedere nella loro interezza.

Il colpo d’occhio è comunque migliore, grazie ad una gestione diversa dei filtri dell’immagine, ma ci saremmo aspettati un salto di qualità decisamente maggiore.

In compenso, i nuovi modelli dei volti dei personaggi sono un netto miglioramento, donando loro una capacità espressiva totalmente assente nella loro incarnazione su Nintendo Wii a causa dei limiti di hardware e, al tempo stesso, arricchendo assieme al nuovo sistema di illuminazione le iconiche cutscene originali.

Altra nota positiva è la colonna sonora, la quale è stata quasi completamente rifatta con numerose tracce remixate e registrate usando un’orchestra dal vivo al posto di sample digitali prefabbricati, aumentando notevolmente la qualità audio.

Nel caso i fan di vecchia data non apprezzino la nuova versione delle musiche, è comunque presente l’opzione di usare la loro versione originale, distinguendole tra quelle di battaglia e quelle dell’overworld.

In conclusione

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition rimane fedele al titolo originale che aveva conquistato i cuori di migliaia di giocatori dieci anni fa, e ne cementa ancora una volta la posizione di diritto tra i classici moderni senza tempo.

I piccoli ritocchi ai menu e l’interfaccia di gioco migliorano notevolmente l’esperienza, e l’episodio Un Futuro Comune, sebbene poco influente, costituisce un’aggiunta gradita e ben realizzata.

Un vero peccato che nonostante tutti gli upgrade tecnici effettuati, la risoluzione del gioco risulti ancora così traballante, rendendo più difficile godere al massimo degli splendidi paesaggi che il mondo di Shulk ha da offrire.

Se comunque siete interessati alla serie dopo aver provato questo magnifico titolo, vi invitiamo a leggere la nostra recensione di Xenoblade Chronicles 2 e del suo DLC Torna: The Golden Country, anch’essi disponibili su Nintendo Switch.

Se siete curiosi inoltre di conoscere le origini della serie e i collegamenti tra i vari capitoli, leggete la nostra guida alle serie “Xeno”.

Xenoblade Chronicles: Definitive Edition

Riassumendo

Nonostante l’età del gioco originale, Xenoblade Chronicles: Definitive Edition è ancora capace di sorprendere con una storia emozionante e senza tempo, unita ad un gameplay coinvolgente e variegato e una direzione artistica eccezionale.

Alcuni limiti tecnici gli impediscono ancora di raggiungere il suo massimo potenziale, aggravati dal fatto che gli stessi erano presenti anche nel titolo precedente di Monolith Soft.

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

  • Una storia epica ed emozionante, piena di colpi di scena e sempre attuale
  • La nuova direzione artistica migliora ulteriormente la presentazione del gioco
  • Grande libertà di esplorazione e gameplay coinvolgente
  • Colonna sonora remixata in altissima qualità

Cons

  • I problemi con la bassa risoluzione non sono stati risolti
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Alberto Marcuzzi

Amante dei videogiochi di ogni genere fin dalla tenera età, è inevitabilmente attratto dai titoli provenienti dalla terra del Sol Levante. Quando inizia un nuovo gioco, non è soddisfatto finché non ne ha sviscerato tutte le meccaniche.
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