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Mafia II: Definitive Edition – Recensione

Dopo dieci anni dalla nostra ultima visita, facciamo ritorno a Empire Bay

A sorpresa, nemmeno un mese fa, l’account Twitter ufficiale della serie Mafia era tornato attivo. Poco dopo è arrivato l’annuncio del ritorno della trilogia completa su PC, PlayStation 4 e Xbox One e oggi siamo qui per recensire Mafia II: Definitive Edition.

Al momento, oltre al secondo capitolo, è già disponibile all’interno della Collection anche Mafia III: Definitive Edition, il quale non ha subito grosse modifiche rispetto alla release originale. Il capostipite della serie, invece, sarà rilasciato nella seconda metà di Agosto.

Com’è tornare a Empire Bay dopo dieci anni dalla nostra ultima visita? I lavori di remastering a opera di D3T sono stati all’altezza delle aspettative? Non ci resta che tuffarci nuovamente nel 1943 e nella vita turbolenta di Vito Scaletta per scoprirlo.

Salire di rango

Vito Scaletta è un ragazzo italiano emigrato con la famiglia a Empire Bay quando era solo un bambino. Il sogno americano tanto inseguito si è da subito rivelato fallace, costringendo Vito a ricorrere subito a modi alternativi per tirare su i soldi necessari per sopravvivere.

Dopo essere stato arrestato a seguito di un furto, riesce a evitare il carcere venendo mandato a combattere in Sicilia, sua terra di origine, durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo vari mesi, e a seguito di una ferita, riesce a tornare a Empire Bay nel 1943, ed è qui che ha inizio la storia vera e propria.

Nemmeno il tempo di tornare, e Vito Scaletta deve nuovamente ricorrere al crimine per cercare di risollevare la famiglia dai debiti causati dal padre, oltre a trovare un modo per avere abbastanza soldi per una vita migliore.
Grazie all’amico Joe Barbaro comincia subito a darsi da fare, arrivando a lavorare per figure di spicco della mafia locale.

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La trama è senza ombra di dubbio uno dei pregi maggiori di Mafia II: i personaggi principali sono ben scritti, così come le vicende che coinvolgono Vito Scaletta e la sua scalata nei ranghi della criminalità organizzata. Il tutto è condito da un’atmosfera noir ben resa sia dai fatti narrati che visivamente, e questo feel ci accompagna nel corso di tutta la storia.

In questa edizione rimasterizzata la storia è rimasta completamente inalterata, e l’unica differenza dalla release originale è l’inclusione dei tre DLC, i quali contribuiscono ad aumentare la longevità del titolo che di suo non è particolarmente lunga.

Un open world poco aperto

Le fasi di shooting non sono invecchiate benissimo, e risultano abbastanza legnose per gli standard moderni. Per quanto riguarda la guida, invece, non ci sono particolari appunti da fare: risulta abbastanza piacevole viaggiare per le strade di Empire Bay, se non fosse per l’open world offerto dal gioco.

È l’open world, infatti, la parte che ci ha lasciati maggiormente perplessi. Già dieci anni fa risultava fin troppo limitato per quei tempi, e nel 2020 non possiamo non ribadire quanto sia vuoto. Il team di sviluppo ha deciso di non apportare alcuna modifica, né implementando qualche missione secondaria, né cercando di ravvivare un po’ le strade di Empire Bay con qualche attività in più.

Si tratta veramente di un’occasione sprecata: se si fosse puntato più in alto, come altre remastered rilasciate in questo periodo (vedesi Xenoblade Chronicles: Definitive Edition), l’esperienza fornita sarebbe stata decisamente migliore.

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Cosa può cambiare in dieci anni

Il lato su cui si è concentrato D3T è quello tecnico: i modelli dei personaggi principali sono stati ritoccati e il sistema di illuminazione è stato rivisto completamente, rendendo il primo impatto piuttosto piacevole.
Il problema giunge proseguendo con le ore di gioco: la stessa cura non è stata messa nei modelli dei personaggi secondari e in alcuni dettagli del mondo di gioco, i quali trasudano 2010 da tutti i pixel.

Sul profilo audio sono stati riproposti i doppiaggi originali, sia in italiano che in inglese, i quali risultano ben realizzati soprattutto per quanto concerne i personaggi principali.
La colonna sonora rimane impressa fin dai primi minuti, e contribuisce nel creare l’atmosfera noir che fa da sfondo alle vicende del gioco.

Inoltre, fin dall’uscita sono stati segnalati problemi tecnici di vario tipo, da glitch durante le cutscene, passando per caricamenti infiniti del Capitolo 14 fino a problemi di sincronizzazione del doppiaggio. Mentre giocavamo su PC abbiamo fortunatamente riscontrato solo l’ultimo di questi problemi, e maggiormente solo con il doppiaggio italiano piuttosto che con quello inglese.

D3T e 2K Games stanno già lavorando per la risoluzione di questi problemi, i quali stanno minando l’esperienza di molti giocatori sia su PC che su console.

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Fascino criminale

Mafia II: Definitive Edition è sicuramente un ottimo modo per approcciarsi alla serie la prima volta, grazie alla trama intrigante e ben scritta, e si riesce facilmente a chiudere un occhio su alcune componenti del gameplay invecchiate non proprio benissimo.

I problemi riscontrati dal punto di vista tecnico non sono tali da rovinare l’esperienza, almeno per quanto riguarda la versione PC in base a quanto abbiamo provato, ma nel caso non foste convinti nell’acquisto una patch correttiva è in dirittura d’arrivo.

Si tratta anche di un’ottima preparazione, assieme al terzo capitolo, in vista dell’arrivo del remake del capostipite della serie, il quale sarà disponibile a partire da Agosto.

Mafia II: Definitive Edition

Riassumendo

Mafia II: Definitive Edition, anche a distanza di dieci anni, resta un’ottima esperienza da avere nel proprio bagaglio videoludico soprattutto se si è persa l’occasione in passato. Nonostante non sia esente da difetti, non possiamo fare a meno di consigliarvi questa edizione rimasterizzata.

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

  • Storia intrigante
  • Inclusi tutti i DLC
  • Qualche miglioramento grafico…

Cons

  • Open world poco stimolante
  • Nessuna novità rispetto all’originale
  • … Però si può incappare in vari problemi tecnici
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Sofia Marotta

Classe '95, videogiocatrice dal 1998. Negli anni ha cambiato spesso genere preferito, ma da quando ha scoperto Shin Megami Tensei gli RPG sono il suo pane (quasi) quotidiano. Quando non gioca o non parla di videogiochi, scrive racconti o guarda quello che capita su Netflix mentre ricama. I suoi giochi preferiti in assoluto sono The Binding of Isaac: Afterbirth+ e Catherine
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