YS: Memories of Celceta – Recensione della versione PlayStation 4

La serie di YS non è mai stata pubblicizzata più di tanto. Probabilmente perché Nihom Falcom non ha mai avuto un grande budget rispetto ai colossi dell’industria. Eppure, oggi siamo di nuovo qui a parlare di un capitolo della serie.

In questo caso, il publisher ha riportato allo splendore YS: Memories of Celceta, la versione rilasciata circa sei anni fa su PlayStation Vita, questa volta scegliendo come zona d’arrivo la console fissa di Sony: PlayStation 4.

Non è passato molto tempo da quando in questo portale vi abbiamo parlato dell’ottavo capitolo, YS: Lacrimosa of Dana, il quale ci aveva in parte convinti, nonostante qualche piccolo difetto.

Parlando di Memories of Celceta, si tratta di un titolo dalla grande qualità narrativa, ma il dubbio che al momento permane è uno: sarà riuscito il team a rendere giustizia a questo storico titolo della serie?

Who am i?

La storia si apre con una scena critica, dove Adol, protagonista di YS: Memories of Celceta, sta vagando per la città in condizioni critiche e finisce per scontrarsi con uno dei passanti della città.

La scena fa da ponte per la opening ufficiale del progetto, che mostra alcune animazioni in fermo immagine, il cui risultato non è cattivo, ma visivamente stona leggermente rispetto a ciò a cui siamo stati abituati da titoli dello stesso genere.

Il nostro eroe ha un attacco di amnesia, non ricorda chi è e soprattutto non ha alcuna memoria delle numero avventure vissute, dove è sempre stato lodato per il suo coraggio e tenacia negli scontri.

Come un cliché, il nostro obiettivo sarà quello di recuperare queste memorie ormai perdute, che vengono a galla durante il sonno attraverso delle visioni. Saremo chiamati a esplorare la grande foresta di Celceta, le cui profondità nascondono un oscuro segreto.

L’esplorazione della foresta è apparentemente collegata all’amnesia di Adol Christin, sotto rivelazione di Duren, scopriremo che la possibile causa sia stata un incidente accaduto proprio in quest’ultima, prima di svenire.

Il plot non è dei più originali o esaltanti, ma riesce a fare il suo dovere, grazie a una serie di colpi di scena che permetteranno al giocatore di aumentare il suo interesse verso la narrazione. A fare da protagonista la storia, sono i lunghi dialoghi della storia, oltre alla possibilità di apprendere ulteriori dettagli dai personaggi non giocanti sparsi per le mappe di gioco.

Tre membri per un party molto funzionale

Il party è composto da tre membri e avremo la possibilità di essere accompagnati da personaggi dal calibro di Karna, Duren, il Generale Leo e la Governatrice Griselda. L’affiatato gruppo aggiunge quel pizzico narrativo in più al background di Memories of Celceta.

L’inizio, come quasi ogni produzione di Falcom, è molto lento e pacato, ma a tempo debito riesce a innescare momenti di epicità. Si tratta di una storia che bisogna apprezzare lentamente, senza affrettarne il suo corso, cogliendo ogni minima sfumatura nei dialoghi.

Nonostante il genere a cui appartiene, se ci concentreremo solo sulla narrazione principale, impiegheremo trenta ore scarse per portarla a termine. Se invece punteremo a completare quanti più compiti possibili, si riesce a toccare anche la cinquantina di ore di gioco.

L’elemento principale è quello ruolistico, fondendo il classico con il moderno. Gli incontri avverranno tutti sullo schermo, abbandonando così gli incontri casuali con transazione. Il combat system ricorda a tratti quanto visto negli ultimi Tales of.

La formula rende l’azione molto più frenetica di quel che si possa immaginare, affrontando così scontri molto movimentati e dalla durata di una manciata di minuti. Anche i “Boss” non risultano particolarmente duraturi, ma si fanno carico di tecniche che mettono a dura prova l’abilità dell’intero Party.

Dettagli contrastanti

Le ambientazioni sono molto vaste, ricche di oggetti nascosti ed elementi da esplorare. L’esplorazione è parte fondamentale dell’esperienza di YS: Memories of Celceta, poiché vi permette di potenziare e ampliare il vostro equipaggiamento con degli oggetti unici.

Anche il mega dungeon di Celceta si fa carico di tantissimi elementi che permettono di chiudere un occhio alla poca cura dei dettagli delle ambientazioni, nonostante sia in possesso di un level design di qualità.

I villaggi sono ancora una volta presenti, ci daranno la possibilità di potenziare o vendere il nostro equipaggiamento negli appositi negozi. Di tanto in tanto, i venditori di armi e armature cambieranno il loro assortimento di oggetti ogni qualvolta ci recheremo da quest’ultimi.

Per chi è alla ricerca di una sfida, abbiamo una brutta notizia da dargli, purtroppo generalmente la difficoltà si attesta su livelli molto bassi, permettendo una progressione molto semplice e lineare. Anche il farming è stato ridotto, la progressione dei personaggi è molto veloce rispetto agli standard del genere.

Il comparto tecnico purtroppo non è stato svecchiato a dovere. Se su PlayStation Vita il lavoro di Falcom poteva essere più che accettabile nonostante la console non venisse sfruttata a pieno delle sue potenzialità, su PlayStation 4 la situazione è completamente diversa.

Il porting non presenta una grande rivoluzione sul comparto grafico, la pulizia è veramente minima e spesso si ci imbatte in pop-in alquanto fastidiosi da vedere.

Le scene in anime riescono a sorprendere ancora una volta, grazie anche all’upscaling in Full HD di PlayStation 4.

Commento Finale

Nonostante tutto apprezziamo il lavoro di Falcom nel voler portare il suo YS: Memories of Celceta ai videogiocatori della console fissa di Sony. È un titolo che ci sentiamo in dovere di consigliare a tutti gli amanti del genere e della saga.

La narrazione riserva delle grandi sorprese durante il suo corso, sorprendendo con un finale di grande qualità. Anche il gameplay a pad alla mano è piacevole e scorrevole, ricco di azioni frenetiche e tipiche degli hack ‘n slash.

Peccato per il lavoro di “restyling” molto povero e relegato quasi esclusivamente a un upgrade della risoluzione del gioco.

Se siete alla ricerca di un avventura senza troppe pretese sul comparto tecnico, YS: Memories of Celceta potrebbe essere il titolo che fa al caso vostro.

YS: Memories of Celceta

Riassumendo

YS: Memories of Celceta è ancora oggi una piccola perla del team di Nihom Falcom Corporation, grazie alla sua narrazione di qualità. Purtroppo la pulizia grafica per la versione PlayStation 4 è solo marginale, e non sono stati apportati grandi cambiamenti sostanziali.

Voto Finale
7/10
7/10

Pro

  • La storia è ancora oggi valida
  • Il Party è variegato e dalla facile progressione
  • Il gameplay è frenetico
  • Grande varietà all’interno del dungeon

Contro

  • Il lavoro di pulizia grafica è solamente marginale
  • La difficoltà è piuttosto bassa
  • Ci saremmo aspettati qualche contenuto in più in occasione del lancio su PlayStation 4
Federico Molino

Federico Molino

http://GameIndustry.it

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.