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Final Fantasy VII Remake non è davvero un gioco per tutti

Pregi e difetti dell’opera Square Enix

Final Fantasy è una saga leggendaria, che ha praticamente inventato il genere dei JRPG (ma qui i fan di Dragon Quest potrebbero avere da ridire) e soprattutto lo ha portato al suo massimo splendore, passando da capolavori pubblicati su NES fino alla recente PlayStation 4 e PC.

E proprio PlayStation è la console che ha ricevuto per prima forse uno dei Final Fantasy più famosi e importanti di sempre, l’opera che ha permesso non solo al brand, ma al genere intero, di compiere quel balzo evolutivo che ha trascinato questa tipologia di giochi nell’olimpo.

Parliamo ovviamente di Final Fantasy VII, l’opera dell’allora Squaresoft pubblicata sulla prima PlayStation di Sony dopo una brusca rottura di rapporti con Nintendo durati sin dall’alba dei tempi della saga.

Final Fantasy VII

L’impatto riscontrato dalla settima fantasia totale è stato tale da riscrivere completamente l’immaginario JRPG dell’epoca, spingendo i produttori a seguire questo nuovo filone con titoli dotati di un’avveniristica grafica 3D e di storie sempre più profonde e complesse (ciao Xenogears).

I personaggi, la colonna sonora composta da Nobuo Uematsu, i disegni di Nomura, il mondo tetro in cui domina una società conosciuta con il nome di Shinra e la minaccia sempre più opprimente di Sephiroth, un EX Soldier in cerca di vendetta per ragioni a noi sconosciute sono sempre stati i cardini centrali di Final Fantasy VII.

Final Fantasy VII Remake, di nome ma non di fatto

Fatto questo dovuto preambolo, è impossibile non comprendere l’esaltazione dei fan quando Square Enix ha presentato ufficialmente il progetto Final Fantasy VII Remake, il quale prometteva di dare nuova vita a uno dei capitoli più amati di sempre.

E il risultato è sotto gli occhi di tutti: Final Fantasy VII Remake è arrivato su PlayStation 4 poche settimane fa ed ha collezionato traguardi estremamente importanti sia da parte della critica che nei numeri di vendita, nonché tra i fan di nuova e vecchia data.

Ed è proprio a questi fan che mi rivolgo, a coloro che hanno giocato l’ultima fatica Square Enix sperando di trovarsi di fronte a un remake, e invece si sono ritrovati in mano qualcosa di più, o forse qualcosa di meno.

C'è una certa differenza tra vecchio e nuovo
C’è una certa differenza tra vecchio e nuovo

Escludendo il lato grafico eccellente, l’ottimo combat system di nuova generazione che riesce finalmente a fondere a dovere meccaniche RPG con le sempre ricercate meccaniche action, è sulla storia nonché su come essa viene raccontata e sui suoi contenuti che vorrei soffermarmi.

Dopo oltre 40 ore di gioco, la maggior parte dei boss secondari sconfitti, praticamente tutte le armi recuperate e dopo aver finito la storia con tanto di arene, non ho potuto non chiedermi: è davvero un remake?

Cos’è un Remake?

In teoria (data la scarsità di nomenclature più precise per identificare al meglio le varie tipologie di remake e remastered) un remake dovrebbe essere la riproposizione in salsa moderna di un videogioco passato, modificandone la maggior parte delle componenti come il gameplay e la grafica, ma senza intaccare la storia.

Ciò non accade in Final Fantasy VII Remake, dove anche la narrazione è stata modificata, e la percezione delle differenze è sottile ma facilmente visibile da chi ha giocato al gioco originale. La stessa cosa non si può dire, invece, di chi mette mano per la prima volta a questo capitolo della saga.

Una bossfight entrata nella leggenda

Chi non ha mai vissuto le avventure di Cloud su PlayStation 1 non potrà rendersi conto delle infinite sfaccettature inserite qui, non capirà perché è tanto importante la nuova profondità data a Jessie, ma soprattutto non riuscirà a cogliere il terrore e l’oppressione generate da Sephiroth, il cattivo per antonomasia del mondo JRPG.

Ed il motivo è invero semplice, ed è da ritrovarsi nelle scelte degli sviluppatori di creare un qualcosa di nuovo e di dare una nuova spinta alla Compilation, come dimostra il dibattutissimo capitolo 18 del titolo che ha sollevato ben più di qualche critica tra i fan storici.

Questo è il limite di questo Remake

Il team di sviluppo, compreso il producer Nomura, hanno inteso questo gioco non come un semplice remake, bensì come un nuovo tassello della Compilation di Final Fantasy VII, più precisamente come il quinto capitolo dell’avventura che trova in Before Crisis, Crisis Core e in Last Order i suoi prequel.

Chi non ha esultato in questa scena mente

Tutto ciò crea un problema piuttosto scomodo in chi giocherà per la prima volta il remake: non si troverà di fronte al gioco originale in salsa moderna, ma avrà bisogno di recuperare tutti i vari titoli della Compilation per potersi fare un quadro generale completo.

Prequel

  • Before Crisis: Final Fantasy VII (Mobile)
  • Crisis Core: Final Fantasy VII (PSP)
  • Last Order: Final Fantasy VII (DVD)

Ambientati nel periodo di Final Fantasy VII

  • Final Fantasy VII (PlayStation, PC)
  • Final Fantasy VII Remake (Playstation 4)

Sequel

  • On the Way to a Smile (romanzo)
  • Final Fantasy VII: Advent Children (DVD, BD)
  • Final Fantasy VII: Dirge of Cerberus (PlayStation 2)
  • Dirge of Cerberus: Lost Episode – Final Fantasy VII (Mobile)

Questa è la lista completa dei titoli appartenenti alla Compilation, molti dei quali purtroppo non sono più reperibili (come i capitoli dedicati ai dispositivi mobile), mentre il libro One The Way to a Smile è stato recentemente tradotto in Italiano.

Tutti i Final Fantasy legati al settimo capitolo
I vari capitoli della Collection of Final Fantasy VII

Il mio consiglio, quindi, è di vedere Final Fantasy VII Remake come un nuovo capitolo della Compilation e di giocare comunque l’originale, acquistabile su tutte le piattaforme moderne come PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e mobile (Android ed iOS).

Quali saranno le scelte per il futuro della serie, e soprattutto quando avremo modo di mettere le mani sul secondo episodio di questo Remake? Molto probabilmente, fino ad allora non avremo davvero modo di tastare con sicurezza la validità di questa opera.

Chissà che non scelgano di modificare una certa scena, in cui la morte di uno dei protagonisti svolge un ruolo estremamente importante per tutta la narrazione, portando quindi questo remake ad essere qualcosa di ancora più lontano e diverso dall’opera originale del 1997.

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