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Disintegration – Recensione versione PlayStation 4

Un curioso misto tra RTS e FPS nella prima opera solitaria di Marcus Lehto.

Il post umanesimo è un tema affascinante, carico di sfumature oscure dalle quali diversi scrittori hanno attinto a piene mani per creare romanzi passati alla storia della letteratura, film d’incredibile spessore e importanza per il mondo del cinema e opere varie tra canzoni e videogiochi.

Questo incredibile incipit Cyberpunk è la base di partenza per Disintegration, la neonata opera videoludica da solista di Marcus Lehto (il papà di Master Chief, mica bazzecole) al comando della software house V1 Interactive.

Pronti a partire?

Come ben sappiamo il Cyberpunk ha diversi significati, ma soprattutto si divide in tantissime tipologie di pensiero differenti che però hanno in comune un filone unico che li unisce, ovvero quello che vede il futuro dispotico come possibilità reale al mondo presente. Ce lo hanno insegnato bene film come Blade Runner e opere come Ghost in the Shell.

Il futuro è meccanico

Disintegration ci catapulta immediatamente in un futuro estremamente complicato, dove il vero interesse delle persone è solo uno: sopravvivere.

A 150 anni nel futuro da oggi, il mondo è stato colpito da ogni sorta di tragedia possibile, da terrificanti pandemie che hanno distrutto la vita della popolazione terrena fino a cambiamenti climatici estremi che hanno reso inabitabile il pianeta, da carestie terrificanti fino anche a guerre nucleari tra i paesi più potenti del mondo. L’unico modo per sopravvivere è l’Integrazione.

L’integrazione, il punto centrale dell’avventura

Sviluppata dal gigante corporativo Sang Froid, la tecnologia dell’Integrazione prevede d’inserire il cervello umano in macchine dalla forma umanoide in grado di resistere al meglio alle difficoltà estreme imposte da quel futuro tanto oscuro e distopico. É così che la razza umana avrebbe raggiunto la salvezza, in attesa di tempi migliori.

Ma in pochi avrebbero potuto immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di un futuro ancora più oscuro e pericoloso. Dopo aver effettuato l’Integrazione, un gruppo di rivoltosi inizia a ribellarsi alla corporazione preferendo mantenere il proprio corpo meccanico e rifiutando di tornare all’interno del corpo organico, dando il via a una campagna d’indottrinamento senza precedenti.

Nel corso del tempo questo movimento divenne una setta vera e propria, chiamata con il nome di Rayonne, atta a raccogliere tutti i naturali ancora rimasti in vita e a metterli di fronte a una scelta: vivere per mezzo dell’integrazione o morire.

Nei panni di Romer Shoal ci ritroveremo a guidare una piccola banda di ribelli, impegnata a sconfiggere non solo la setta estremista Rayonne, ma anche il temuto Black Shuck, capo delle forze armate della setta nel Nord America.

Pronti a partire!

L’immaginario creato da Mark Letho è splendido e incarna alla perfezione quella che può venir considerata una delle molte correnti del Cyberpunk. Eppure ci sarà immediatamente chiaro, una volta avviato il gioco e iniziata la campagna, di come la storia sia utilizzata quasi solo come pretesto per buttarsi nel bel mezzo dell’azione.

Scandita da 12 missioni, la cui durata supera di poco le 10 ore totali, la tanto intrigante storia perde il ruolo di motore principale dell’avventura e lascia immediatamente il posto al gameplay, diventando una componente di scarso interesse ai fini dello stesso.

Tra FPS e RTS

Una delle caratteristiche distintive di Disintegration è infatti il gameplay, forse la parte più interessante della produzione. A bordo di un Graviciclo, una specie di veicolo volante dotato di armi, avremo il compito di attraversare tutti e 12 i livelli proposti dal gioco accompagnati da massimo quattro compagni di squadra a piedi.

Questo è il vero punto forte del gioco, poiché mescola con efficacia meccaniche tipiche dei First Person Shooter a meccaniche classiche dei Real Time Strategy.

Un salto

Mentre alla guida del Graviciclo avremo la possibilità di sparare e supportare i nostri compagni con una visuale in prima persona, dovremo impartire ordini alla squadra indicando loro come muoversi, se sfruttare o meno le coperture offerte dai paesaggi, attivare le loro abilità speciali e interagire con oggetti particolari che ci permetteranno di recuperare materiali e di guarire le nostre ferite.

A questa gestione da gioco strategico si unisce un’ottima distruttibilità ambientale, la quale permette di sfruttare al meglio il sistema di coperture per salvaguardare i compagni di squadra ma anche di abbattere quelle dei nostri avversari, portandoli allo scoperto e facilitandone la sconfitta da parte della squadra.

Imparando a gestire al meglio il gameplay ci troveremo di fronte a moltissime possibilità di gioco, tra cui allontanarci dai nostri compagni per andare a scovare i cecchini appartati negli angoli più remoti della mappa, oppure offrire fuoco di copertura per aiutare la squadra ad avvicinarsi al nemico.

Il sistema di controllo dei compagni risulta estremamente intuitivo e pratico, poiché riunisce tutte le azioni in un unico tasto con il quale potremo dire loro che cosa fare. A questo si uniscono i tasti delle frecce direzionali, il cui compito è di attivare le abilità secondarie dei singoli componenti della squadra.

Con la pressione del giusto tasto scopriremo molti dettagli sulla mappa

Ovviamente sfruttare queste abilità spetterà a noi, e se riusciremo ad attivarle al momento giusto riusciremo a guadagnarne la massima efficacia sul terreno, sconfiggendo o rallentando il più possibile determinati nemici per poi concentrarsi maggiormente sulle unità corazzate, più lente ma più pericolose soprattutto per il nostro Graviciclo.

La formula ibrida di V1 Interactive, fatta eccezione per rari momenti in cui l’intelligenza artificiale sembra non rispondere come vorremmo ai nostri comandi, risulta molto solida e divertente da giocare. Ci sono tuttavia alcune incertezze che andrebbero rifinite, come il sistema di shooting che non pare completamente a fuoco e restituisce un feedback piuttosto atipico e poco preciso.

Sarebbe stato bello poter personalizzare in libertà il graviciclo. A volte si ha la sensazione che il gioco non dia la giusta importanza al velivolo, tra armi dalla discutibile efficienza e nemici che rischiano di abbatterlo con estrema facilità.

La possibilità di migliorare e potenziare le bocche da fuoco sarebbe stata assolutamente ben accetta, così come quella di cambiarne la forma in base agli equipaggiamenti e l’equipaggiamento curativo che purtroppo non rientrano nelle nostre facoltà decisionali.

Una varietà poco varia

A far da sfondo ai molti limiti di Disintegration troviamo una varietà di contenuti e ambientazioni piuttosto povera. Le mappe di gioco sono poche e non molto differenti tra loro, pur trattandosi di comuni livelli a senso unico piuttosto che da grandi aree da esplorare.

E’ meglio tenere sempre sotto controllo la situazione dei propri compagni

Anche i nemici tendono a ripetersi dopo un po’ di livelli, aiutando si il giocatore ad affrontarli al meglio ma diluendo molto quella che poteva essere la ricerca di una strategia precisa per affrontare ognuno di essi e uscire vincitori dalle numerose battaglie che dovremo sostenere.

Non manca poi ovviamente il multiplayer, versante sul quale il team di sviluppo sembra aver voluto dedicare molte delle sue risorse ma che si rivela comunque piuttosto banale. In parole povere, potremo affrontare tre modalità differenti in scontri 5 VS 5, per un totale di 6 mappe su cui giocare.

Ci troveremo a giocare in tre modalità diverse:

  • Controllo zona, come suggerisce il nome vince chi controlla la zona per più tempo
  • Collezione, il classico deathmatch con uccisione confermata
  • Recupero, una sorta di “cattura la bandiera” dove dovremo recuperare tre nuclei energetici per primi

Malgrado le ben 9 classi a disposizione, presto ci sarà ben chiara la necessità di bilanciamento tra classi, poiché laddove alcune classi sono semplicemente inutili, altre invece primeggiano incontrastate (ad esempio i Lost Ronin, che sono praticamente inarrestabili).

I potenziamenti non sono poi molti

La fanteria diventa inoltre praticamente inutile in questa modalità, poiché perdere tempo a comandare le nostre unità potrebbe significare una sconfitta veloce e dolorosa ai nostri danni. Infine, un sistema di progressione avrebbe sicuramente giovato alla qualità online del titolo, che così rischia solamente di perdersi nella numerosa folla dei titoli dotati di multiplayer online.

Un comparto tecnico altalenante

Se fino a ora ci siamo trovati davanti a un titolo con molti problemi, ma dotato di un gameplay comunque interessante e divertente, d’ora in poi potremmo avere a che fare con più di un problema che potrebbe dividere l’utenza.

Il fronte tecnico del titolo è chiaramente datato, e mostra tutti i suoi limiti già nelle prime ore di gioco. La modellazione poligonale è piuttosto semplice e così anche i paesaggi non risultano praticamente mai incredibili da guardare, nonché spesso ripetuti durante il corso dello stesso livello.

Comparto grafico
Una cutscene del gioco

Anche il framerate non è esattamente perfetto, con fluttuazioni piuttosto costanti in base al contesto di gioco. Se in aree più piccole il framerate tende a rimanere attorno ai 30 fps, in aree più vaste e con più nemici in movimento assisteremo a cali piuttosto fastidiosi.

Lo stesso design dei protagonisti e dell’intero gioco risulta piuttosto anonimo e non dotato di quel particolare guizzo che ci saremmo invece aspettati dalla mente dietro a Master Chief. Un vero peccato, perché la base di partenza Cyberpunk prometteva invece grandi cose.

Buoni invece il comparto sonoro, con effetti di buona qualità e canzoni che non ci daranno mai fastidio. Peccato per alcuni problemi di Leap-Sync, i quali si verificheranno in modo piuttosto pronunciato soprattutto qualora ci trovassimo a fare uno screenshot o comunque cambiassimo per un attimo la schermata (ad esempio aprendo le impostazioni o tornando alla home tramite l’apposito tasto).

Commento finale

Disintegration è un titolo che tenta di portare un nuovo concetto all’interno dei videogiochi, non tanto per quanto riguarda la trama bensì per il gameplay, unendo due generi molti distanti sotto un’unica bandiera. Peccato per il risultato altalenante e per la componente tecnica arretrata, perché le idee per un futuro Disintegration 2 potrebbero essere piuttosto numerose e interessanti.

Disintegration 49.99€

Disintegration

Disintegration è il tentativo di Mark Letho di tornare alla ribalta dopo aver messo da parte il suo Master Chief con una nuova avventura. Ad una trama dalle caratteristiche tipiche del genere che passa purtroppo in secondo piano si affianca un gameplay ben congegnato ed intrigante, accompagnato da una realizzazione tecnica piuttosto contenuta che mostra il fianco a diverse limitazioni. Le 12 missioni che compongono la campagna principale non risultano infatti soddisfacenti a sufficienza per consigliare l’acquisto di questo gioco a prezzo pieno.

Overall
6.8/10
6.8/10

Pros

  • Misto tra FPS e RTS
  • Gameplay interessante

Cons

  • Stile anonimo
  • Livello tecnico insoddisfacente
  • Multiplayer poco caratterizzato
  • Poca varietà
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