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La generazione videoludica attuale è stata una delle migliori di sempre

Dopo sette anni sul mercato, come se la sono cavata le attuali console?

Sono passati ormai sette anni dal lancio di Xbox One e PlayStation 4, le console di attuale generazione che dominano il mercato videoludico e che aiutano quotidianamente le persone a connettersi tra loro per divertirsi, proponendo un vastissimo repertorio di titoli eccezionali.

A queste piattaforme si unisce Nintendo, con il suo Nintendo Switch, l’eccezionale console ibrida che sta distruggendo ogni record di vendita precedente dell’azienda e sta dando del filo da torcere a Sony, pur rimanendo in una fetta di mercato non in competizione con le classiche console casalinghe.

Sette anni di successi, di titoli incredibili, di vera evoluzione del medium per come lo abbiamo conosciuto prima e per come abbiamo modo di conoscerlo al giorno d’oggi.

Ci sono tante cose di cui parlare, tante piattaforme che scalpitano nell’attesa di poter dire la propria, tanti software che vogliono farvi sapere come hanno contribuito a rendere migliore il nostro settore. E’ tutto pronto, non resta che iniziare.

2013: odissea nello spazio videoludico

PlayStation 4 e Xbox One, le due piattaforme lanciate rispettivamente da Sony e Microsoft, sono state al centro dell’attenzione per 7 lunghi anni. L’inizio di questa generazione è stato, senza mezzi termini, una noia mortale.

Pochi giochi interessanti, tantissime remastered e praticamente solo titoli di terze parti a reggere una produzione interna che arrancava su entrambe le piattaforme. Dove l’esponente di punta di Sony era un Knack o un Infamous Second Son, per Microsoft abbiamo avuto modo di mettere le mani su Ryse: Son of Rome, Dead Rising 3 e Forza Motorsport 5, più tutta una serie di titoli di minore rilevanza come Sunset Overdrive.

A tutti gli effetti, i primi anni della generazione videoludica possono essere etichettati come “more of the same“. La maggior potenza a disposizione rispetto alle console precedenti non era ancora stata sfruttata appieno, e i progressi tecnologici in campo PC erano talmente evidenti che le due console arrivavano sul mercato già vecchie e arretrate.

Dovremo aspettare quasi un anno e mezzo prima di vedere una vera killer application, un vero gioco in grado di accendere la passione negli amanti delle esclusive, sbarcare su PlayStation 4 e iniziare quello che diverrà a tutti gli effetti il predominio totale di Sony: Bloodborne.

Malgrado gli evidenti problemi di risoluzione e framerate, il titolo di From Software portava sulla console casalinga un gioco di così alta qualità che era impossibile resistergli, e le grandi vendite che il titolo riuscirà a portarsi a casa attesteranno in pieno questo meritato successo.

Mentre Sony lanciava grandi giochi come The order 1884, Uncharted 4: La Fine di un Ladro, Ratchet and Clank, No Man’s Sky, The Last Guardian, la remastered di The Last of Us e molti altri titoli, dal versante Microsoft si assisteva a un silenzio sempre più sconfortante.

Sono stati anni duri per Microsoft, che ha subito quasi in silenzio rimanendo a osservare una Sony sempre più agguerrita che lanciava titoli di enorme spessore uno dietro l’altro, accaparrandosi sempre più mercato e guardando la concorrenza sempre più lontana.

Eppure, malgrado titoli come Persona 5, Horizon Zero Dawn, Gravity Rush 2 e tanti altri, anche Microsoft alla fine è riuscita a dire la sua, a mostrare al mondo il suo modo d’intendere il mercato videoludico proponendo un servizio che da li a poco avrebbe guadagnato grande fama e importanza, ovvero il GamePass.

Ma dei servizi vorrei parlarvi dopo, mentre ora vorrei farvi capire perché, a mio modo di vedere, questa generazione è stata tra le migliori. E lo faremo con i software, con i giochi che sono passati dall’essere poco più che versioni potenziate degli stessi titoli del passato a grandi produzioni che hanno spostato ancora più in alto l’asticella della qualità, e lo faremo mettendo in campo tutte le piattaforme moderne.

Potremmo parlare di come titoli come Horizon Zero Dawn abbiano portato anche su console un livello grafico qualitativo incredibilmente alto, proponendo uno spettacolo di colori e pixel senza precedenti, oppure di un Forza Horizon 4 che è riuscito a innalzare sull’olimpo il genere dei giochi di corse come mai prima d’ora era stato fatto, con una qualità non solo grafica, ma anche contenutistica assolutamente incredibile.

E’ stata anche la generazione in cui la tendenza nei generi videoludici si è rimescolata, portando quasi alla scomparsa dei JRPG e innalzando come mai prima d’ora gli Action Open World, con mondi sempre più grandi e dettagliati e dotati di trame sempre più articolate e ricche.

Malgrado grandi giochi come Persona 5, Dragon Quest XI S e Xenoblade Chronicles 2, è indubbio che i JRPG abbiano subito una battuta d’arresto considerevole, orientandosi verso produzioni più piccole e dal budget più contenuto, a volte addirittura sfociando in altri generi videoludici, un po’ come accaduto con Final Fantasy VII Remake che è diventato un Action JRPG, ibridando le classiche meccaniche del combattimento a turni con quelle di un gioco d’azione.

Ma è stata anche una generazione di ritorno per i grandi nomi, quegli autori che con la forza delle loro idee hanno saputo creare opere a oggi immortali, un po’ come accaduto con Hideo Kojima e il suo fantascientifico Death Stranding, oppure Koji Igarashi tornato alla ribalta del genere Metroidvania con Bloodstained: Ritual of the Night, Fumito Ueda con l’incantevole e controverso The Last Guardian e molti altri ancora.

E poi ci sono loro, i re incontrastati della generazione, il genere che più di tutti ha trovato terreno fertile nelle nuove console e dalle idee che esse permettevano di realizzare: gli Open World.

Potrei citare tanti giochi, tantissimi. Il già nominato Horizon Zero Dawn, il gigantesco Red Dead Redemption 2 di Rockstar, l’immortale Grand Theft Auto 5 che continua a vendere milioni di copie ormai da anni e anni, il rilancio della storica saga Assassin’s Creed con Origins prima e Odyssey adesso ed infine il re incontrastato del genere: The Legend of Zelda Breath of The Wild.

Le possibilità offerte da un mondo aperto sono infinite, e tutti loro hanno saputo sfruttarle al meglio per mettere in campo titoli in grado di accogliere un numero sempre maggiore di giocatori. Le innovazioni portate poi anche in altri generi sono state innumerevoli.

Partendo dalla semplice gestione delle quest secondarie, fino ad arrivare all’incredibile motore fisico di Breath of the Wild e al suo mondo aperto e vivo, ricco di cose da fare, di quest opzionali da completare. Malgrado tutto, anche titoli che puntavano più su grandi mappe aperte piuttosto che su un open world hanno potuto beneficiare di queste preziose esperienze.

A chiudere la generazione attuale ci pensa The Last of Us 2, forse l’apice per il suo genere d’appartenenza su questa piattaforma. Difficilmente su PlayStation 4, ma anche su PlayStation 5 e Xbox Series X, vedremo altri giochi così curati e splendidi graficamente per molti, molti anni.

Realtà Virtuale, l’immersività creativa

Tra le grandi innovazioni di questi sette anni non possiamo non citare la realtà virtuale, forse una delle varie innovazioni che con più forza ha saputo creare un nuovo mondo, una nuova realtà videoludica collegata a quella classica ma dotata d’identità propria.

L’inizio è stato molto turbolento, con periferiche molto costose e giochi che non erano altro se non l’adattamento di titoli già esistenti e pensati per essere controllati con un gamepad piuttosto che con i propri movimenti.

Ma, come sempre, anche qui la voglia di creare qualcosa di nuovo ha prevalso. Sony ha lanciato il PlayStation VR dedicato alla sua PlayStation 4 Pro, con giochi molto interessanti che spaziano in tanti campi come sparatutto e platform (tra tutti, Astro Bot è una dei più belli), giochi di guida e rhythm game (Beat Saber, per citarne uno, è divertente e dotato di un certo grado di sfida).

E anche su PC abbiamo visto l’arrivo di una vera killer application, conosciuta col nome di Half Life Alyx. Il ritorno di Valve sulle grandi scene è coinciso con uno dei più importanti e grandi giochi per Realtà Virtuale, in grado di togliere l’attenzione dai classici titoli d’infima qualità per far apprezzare a tutti una vera esperienza in prima persona.

I Servizi, mai così tanti e così di qualità

Se c’è un altro campo in cui il mondo videoludico ha conosciuto una vera innovazione, è sicuramente quello dei servizi.

Nel 2013 in pochi si sarebbero aspettati un’evoluzione del genere, partendo dai classici abbonamenti PlayStation Plus e Xbox Live Gold. Poco sopra vi avevo accennato a Microsoft e al suo GamePass, e qui voglio approfondire al meglio.

Il GamePass è la risposta dell’azienda americana ad anni di silenzi e mancanze, dovute a una gestione semplicemente terribile dell’ex direttore della sezione Xbox Don Mattrick.

Il Neo Director Phil Spencer è stato in grado di donare alla piattaforma nuova vita e una rinnovata importanza, anche grazie al GamePass. In poche parole, per la modica cifra di 9.99€ al mese (o 14.99€ al mese grazie a Ultimate) potrete accedere a un catalogo di oltre 100 giochi in continua espansione.

Tali giochi possono essere scaricati direttamente sulla vostra console, e non sarà necessario acquistarli ulteriormente per poterne usufruire. Ecco quindi che per una modica cifra potremo mettere le mani su tanti titoli, anche di grande rilevanza e spessore come Red Dead Redemption 2, il tutto a portata di GamePad.

Anche Sony ha provato a lanciare un servizio simile, ma basato sullo streaming. Parliamo di PlayStation Now, la piattaforma di streaming videoludico dell’azienda giapponese che, però, al momento fatica a decollare come dovrebbe.

Al suo fianco si pone Stadia, piattaforma di streaming di casa Google che permette di accedere a tutto il suo catalogo praticamente da qualsiasi dispositivo, tablet o smartphone, PC o qualsiasi altro. O almeno, in teoria, così dovrebbe funzionare.

Forse sarà peri prezzi dei giochi non concorrenziali, forse per le linee internet poco evolute, ma Stadia è più un fallimento che altro. Malgrado i giochi in regalo per gli abbonati al servizio, la piattaforma Google ancora non è riuscita a trovare il suo spazio nel nostro mercato.

E infine, potremmo mai non parlare di Epic Games Store? Forte del successo e degli incassi milionari di Fortnite, Epic Games ha lanciato il suo store per PC, entrando in diretta competizione con il ben più famoso e vetusto Steam.

Grazie alla politica sui guadagni dei giochi a favore degli sviluppatori e ai molteplici giochi in regalo, l’Epic Games Store è riuscito a ritagliarsi una sua fetta su tutti i PC dei videogiocatori. Mancano ancora diverse feature sul launcher, e qualche produzione esclusiva non farebbe male, ma sicuramente i giochi gratuiti fanno gola a moltissimi.

Nintendo Switch, l’outsider che non ti aspettavi

Pensavate che mi sarei scordato di Nintendo? Purtroppo per voi, non potrei lasciare da parte l’azienda che più di tutte guarda ai videogiochi come esperienza ludica prima ancora che come dimostrazione di mera potenza bruta.

Grazie al suo Switch, Nintendo è riuscita a creare la via di mezzo perfetta tra le classiche console casalinghe e le portatili, da sempre il punto forte dell’azienda giapponese.

Nel giro di poco più di tre anni Nintendo Switch ha superato le 55 milioni di console vendute, anche grazie a titoli esclusivi di grande spessore come The Legend of Zelda: Breath of the Wild, Super Mario Odyssey, Xenoblade Chronicles 2, Fire Emblem Three Houses, Mario Kart 8 Deluxe e Splatoon 2, Astral Chain e Luigi’s Mansion 3, e molti altri.

L’idea di poter giocare a titoli prima disponibili solo su PC o console fisse ovunque e con chiunque grazie ai joycon e alla portatilità ha permesso a Nitendo di creare una console perfetta da avere sempre con sé.

Malgrado tutto, Switch rimane una console da affiancare alle altre. Ovviamente è possibile acquistarla e divertirsi con i numerosissimi titoli presenti sull’eShop, ma se cercate esperienze come The Last of Us 2 o Halo Infinite, più che altro a livello grafico, forse avete sbagliato piattaforma.

Ovviamente la produzione di Nintendo è costante e ricca, con giochi in grado d’infrangere record su record e di portarsi a casa voti sempre più alti.

Il mercato Indie florido come non mai

Uno dei grandi vincitori di questa generazione, tuttavia, è il mercato dei giochi Indie. Nati come piccole produzioni di software house dotate di un budget ridotto, il mercato Indie ha acquistato una sua grande rilevanza con titoli di assoluto spessore che spesso hanno alzato l’asticella generale della qualità.

Titoli come Hollow Knight, Cuphead, Dead Cells, Stardew Valley, Bastion e Transistor, Hotline Miami, Undertale, Celeste, Owlboy, Icey, GRIS e moltissimi altri che potrebbero rendere infinita questa lista hanno conquistato a suon di vendite e qualità altissima i cuori dei giocatori.

Tale mercato è diventato così importante da ritagliarsi momenti mediatici totalmente dedicati, come il Nindie Direct di Nintendo o gli State of Play di Sony dove spesso vengono presentati titoli di questo calibro.

Pur mantenendo un costo solitamente ridotto, tanti giochi provenienti dal mercato Indie hanno saputo portarsi a casa grandi risultati, e hanno anche trovato terreno fertile nelle console moderne grazie a un’attenzione maggiore da parte dei media videoludici e della stessa community di videogiocatori.

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