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Mortal Shell – Recensione della versione PlayStation 4

Negli ultimi anni abbiamo vissuto appieno la nascita di un nuovo genere, coniato con il termine di “Souls-Like”, messo al mondo già dal celebre Demon’s Souls ma affermato con l’arrivo del seguito spirituale Dark Souls, sempre diretto da Hidetaka Miyazaki.

Affacciarsi a questo genere non è mai semplice, sopratutto se sei uno sviluppatore, poiché come affermato poc’anzi, nell’ampio assortimento di titoli di questo genere se ne sono manifestati in tutte le salse.

Nonostante ciò, i ragazzi di Cold Symmetry insieme al publisher Playstack, si sono cimentati in questa fitta sfida con Mortal Shell, proponendo qualcosa di nuovo ma che non si discostasse da quel genere nuovo.

Il team di sviluppo è composto solo da quindici persone, ma quest’ultima sono riuscite a creare un prodotto, a nostro parere, molto valido. Vi raccontiamo della nostra esperienza in questa recensione.

Narrazione fugace

Partiamo da un presupposto, non aspettatevi una trama ben chiara all’interno di Mortal Shell. Impersoneremo un essere “vuoto“, una sorta di anima vagante che è alla ricerca di un guscio da controllare per rimettere piede all’interno del mondo dei vivi. La nostra prima preda sarà quella di un cavaliere, del quale ne assumeremo il controllo con la nostra anima, diventando tutt’uno con quest’ultimo, assimilando così anche il suo stile di combattimento e il suo equipaggiamento.

L’essere di cui vestiamo i panni si chiama Foundling, che ha la possibilità di pietrificarsi all’occorrenza, quest’ultima meccanica giocherà un ruolo importante all’interno degli scontri di Mortal Shell. Dimenticate ogni statistica, all’interno del gioco esisteranno solo gli involucro, ognuno di esso disporrà di un move-set diverso e di abilità uniche.

Contenitori non variegati


Questi contenitori sono sparsi per il mondo di gioco e sarà possibile impossessarsene solo una volta scovati. Questi non fanno altro che prendere il posto delle famose Build che in Dark Souls bisognava costruire con tanta fatica, cercando di aggiungere un pizzico di varietà all’interno degli scontri. Non avremo a disposizione una varietà di armi immensa, ne esistono solo di cinque tipologie e queste possono essere richiamate attraverso l’apposito menù.


Sicuramente la meccanica degli involucri è interessante, ma purtroppo pecca una volta trovata la similitudine nelle statistiche, che si discostano di poco se accompagnate da determinate tipologie di armi. Anche l’armamentario è piuttosto povero, questo rende l’azione di gioco molto monotona, limitando gli approcci variegati a cui siamo stati abituati nel corso degli anni da From Software.

Un mondo aggressivo

Fin dai primi minuti di gioco avremo a che fare con un’ambientazione sconfinata, una foresta che fungerà da hub principale per le prime azioni di gioco. È innegabile che nelle prime ore di gioco si rischia di perdersi e sentire quel peso di mondo fin troppo aperto, lasciando per diverse ore spaesato a chi è alla ricerca del proprio obiettivo.

Per quanto il level design non spicca di percorsi alternativi o shortcut, il gioco ci propone della aree sufficientemente ampie da esplorare. Purtroppo per alcune zone non esiste neanche un teleport, quindi è consigliato di prepararsi bene prima di cimentarsi in un viaggio verso una località ben distante da dove ci troviamo.

Un mondo estraneo

Una delle trovate del team di sviluppo è quello di rendere misteriosi qualunque oggetto troveremo. L’effetto degli oggetti consumabili sarà svelato solo una volta che li avremo usati, questo ci mette sempre uno stato di tensione nel quale dovremo stare attenti ad assumere qualunque tipo di gioco, in particolar modo se ci troviamo in una zona senza un checkpoint nelle vicinanze.

Gli scontri non sono il fiore all’occhiello della produzione, ma sono piacevoli, anche per testare le nostre tecniche apprese da determinato gusci. In caso di morto, il gioco ci permette di avere a disposizione una seconda chance, con il nostro guscio vuoto dovremo raggiungere per tempo il nostro involucro, dandoci così una seconda opportunità per abbattere il nostro nemico. Non cullatevi di questa meccanica, il gioco è punitivo e vi farà pagare cara questa funzione con degli scontri molto più aggressivi dei Souls, spingendoci sempre al limite delle nostre abilità.

Potenziamenti e gusci

Come vi avevamo anticipato, in Mortal Shell non saranno presenti livelli e né la possibilità di aumentare determinati parametri del nostro personaggio. Ogni guscio però avrà un suo albero delle abilità, nel quale potremo investire la moneta Tar e le visioni da Sorella Genessa, nonché la nostra referente anche dopo la morte.

Bilanciamento e Tecnicismi

Purtroppo non abbiamo trovato un grande bilanciamento sulle armi, spesso ci siamo ritrovati a brandire due tipologie differenti di arma, ma trovando la stessa lentezza e quasi lo stesso danno durante gli scontri, rendendo quasi nulla l’alternativa. I nemici spesso sono eccessivamente “letali”, sopratutto nelle prime fasi di gioco.

Il motore grafico dell’Unreal Engine 4 riesce a ottenere un risultato più che buono, nonostante la risoluzione pecca leggermente nelle fasi più concitate. Il frame-rate è rimasto stabile per tutta la durata della nostra sessione sulla versione PlayStation 4.

Commento Finale

Mortal Shell è un titolo sviluppato con passione da soli quindici individui, il quale sono riusciti a scostarsi leggermente dall’appellativo di “Souls-Like” portando sul piatto qualcosa di nuovo. Nonostante tutto, la produzione non è esente di difetti, tra problemi di collisioni e animazioni fin troppo grezze.

Siamo soddisfatti per la durata, che ci ha tenuto impegnato per una ventina di ore senza mai annoiarci. Ci saremmo aspettati una varietà maggiore per le armi.

Agli sviluppatori vanno i più sinceri complimenti per il design, emerge un lato artistico oscuro ma unico nel suo genere.

Mortal Shell

Commento Finale

È innegabile, nonostante le poche risorse dei ragazzi di Cold Symmetry, sono riusciti a sfornare un titolo di buona qualità. Siamo rimasti veramente soddisfatti da Mortal Shell, nonostante qualche mese in più di sviluppo non avrebbe fatto altro che migliorare la situazione tecnica del prodotto.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Interessante la meccanica dei gusci
  • Il design è unico e affascinante
  • Gli scontri risultano divertenti e frenetici al punto giusto

Cons

  • Level design leggermente confusionario
  • Qualche piccolo problema con le animazioni
  • Ci saremmo aspettati più armi e un maggior bilanciamento
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.
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