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Gleamlight – Recensione

Pensavate di aver trovato il nuovo Hollow Knight?

Lo avevamo pensato e sperato tutti. Finalmente Hollow Knight aveva fatto scuola, e dopo che l’incredibile opera a cura del TeamCherry aveva conquistato i nostri cuori, portafogli e pagine social, la speranza di vedere altri sviluppatori trarre profitto dall’esperienza del titolo nominato poco sopra divampava come le fiamme tra Gondor e Rohan.

Ma più che una fiamma, quel che ci aspetta è un’infornata di orchi deformi che fuoriescono dalle fucine di Isengard per poi morire di freddo subito dopo.

Gleamlight è questo. Niente di più, niente di meno.

L’avventura, in quello che doveva essere un magico mondo di vetro che poteva riportare alla mente il primo boss dello storico Medievil, inizia quando un personaggio senza nome, vestito da mago rosso, trova una spada.

Fine della storia. Non sapremo mai più niente, né chi sia l’eroe, né com’è caratterizzato il mondo, né perché quella spada fosse li. Niente di niente.

Gameplay? Dov’è il gameplay?

Se a livello di storia il gioco è palesemente inadeguato, allora a livello di gameplay sicuramente mostrerà una costruzione solida e valida, no?

E invece no, perché il gameplay è estremamente semplice e limitato. Avremo modo di usare letteralmente tre tasti, ovvero la levetta per muoverci, un tasto per saltare e uno per attaccare. Tutti gli altri tasti sul controller risultano totalmente inutili, un po’ come la classe “Spreco d’Ossigeno” di Bloodborne.

E nemmeno i nemici sono molto meglio. Le animazioni sono piuttosto basilari e semplici e le tipologie di nemico terminano dopo pochissimo. Addirittura alcuni boss vengono ripetuti durante il gameplay, manco stessimo giocando a Bravely Default e le sue ripetizioni temporali.

Per il resto, il gioco è strutturato a “stage“, ovvero che per superare un determinato livello dovremo raggiungere un obbiettivo specifico, cioè spezzare una sfera rossa per liberare il passaggio al livello successivo o affrontare il boss di turno.

E so che questo potrebbe sembrarvi strano, ma non c’è nient’altro da dire. Il gioco finisce a caso così com’è iniziato, nel nulla più totale.

Gleamlight - Recensione

Riassumendo

Gleamlight è uno di quei giochi senza anima ne corpo, che purtroppo non spicca in nulla ma mostra problemi da tutte le parti.

Overall
4/10
4/10

Pros

  • Finisce in fretta

Cons

  • Storia non pervenuta
  • Gameplay basilare e poco sfaccettato
  • Nemici ripetuti
  • Bisogna pagarlo
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