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Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning – Recensione

Il regno ha bisogno nuovamente del nostro aiuto!

Sono passati poco più di otto anni da quando Electronic Arts ha messo sul mercato il gioco di ruolo di Kingdoms of Amalur: Reckoning. Il progetto destò un buon interesse da parte del pubblico per via delle menti che si celavano dietro al titolo.

Infatti tra lo staff troviamo Ken Rolston, che ricoprì il ruolo di designer in The Elder Scrolls III: Morrowind e in The Elder Scrolls IV: Oblivion. L’universo del gioco fu affidato alle sapienti mani dell’autore fantasy R.A Salvatore, che si è occupato di sviluppare tutto l’universo di Amalur e ciò che lo circondava. Mentre gli artwork furono a cura di Todd McFarlane.

Con queste premesse Kingdoms of Amalur: Reckoning si presentò al pubblico, riscuotendo un discreto successo. Oggi il titolo ritorna tra i videogiocatori, con una nuova versione che porta il titolo Re-Reckoning, pronta a offrire l’esperienza originale ma rivisitata per la generazione attuale.

Le premesse di THQ Nordic per questa remastered sono piuttosto valide, appunto per questo ci siamo fiondati nell’universo di Amalur per scoprirle con mano e darvi il nostro giudizio su quest’ultime.

Un regno devastato

La narrazione ci porta nel mezzo di una battaglia scatenata da Gadflow, il re della Corte del Ghiaccio che è pronto a tutto pur di ottenere il trono. Il Re dei Fae della corte del Ghiaccio è un essere immortale, così come il suo esercito, per questo riesce a sbaragliare qualunque armata gli si pari contro.

A interrompere il ciclo di dominio di Gadflow interviene il protagonista, un essere che viene gettato nel Pozzo delle Anime, da cui riemerge tornando in vita e scoprendo di essere un elemento chiave per ribaltare la situazione all’interno del regno. Ci troveremo quasi subito coinvolti in una fuga, alla ricerca di risposte e del perché proprio noi siamo dei “riemersi“, appurando con mano le atrocità che l’esercito nemico sta adoperando verso degli innocenti.

Solo dopo aver incontrato il tessitore, capiremo di essere una creatura il cui destino è per metà scritto e per metà no, gli unici a poter plasmare quest’ultimo e modellarlo al proprio piacimento attraverso le scelte. La storia ci permetterà di affrontare e incontrare diverse tipologie di razze e mercenari, trovandoci spesso a relazionarci con essi, affrontando anche i loro conflitti interni.

Qualche lacuna

Sono presenti pure le gilde, ognuna di essa avrà a disposizione per noi una serie di compiti principali e secondari, che vanno ad arricchire di dettagli l’intero universo di Amalur. Purtroppo le prime ore di gioco sono abbastanza lente e frammentate, la storia stenta a partire a causa delle troppe missioni scollegate, rendendo il quadro finale confuso.

Nonostante le apparenze iniziali, la storia riesce a ingranare una volta raggiunte le prime quindici ore di gioco. Troveremo diversi dettagli affascinanti che ci faranno comprendere il mondo che ci circonda, e il perché di determinate scelte intraprese da alcuni personaggi chiave. I cattivi che giocano un ruolo principale rimangono quasi anonimi, con un background abbastanza abbozzato, nonostante avessero delle premesse interessanti al primo impatto.

Abbiamo impiegato all’incirca quaranta ore per portare a termine solo la campagna principale del titolo, siamo rimasti piacevolmente soddisfatti alla fine dei conti. La narrazione non spicca per originalità, ma è un territorio dove quasi ogni gioco di ruolo di questo calibro ha delle lacune.

A spada in mano

Pad alla mano, è facile sentire la sensazione di sentirsi dentro a un capitolo qualunque di The Elder Scrolls. Questo è dovuto al lead designer che lascia la sua impronta. All’inizio del titolo avremo a disposizione un Editor per il personaggio principale, che purtroppo non presenta chissà quali elementi di personalizzazione, rilegando a pochi modelli e poche razze la scelta.

Potremo potenziare il nostro personaggio con delle armature e armi, queste migliorabili negli appositi fabbri e mercanti. Lungo la nostra avventura dovremo esplorare il più possibile per aumentare la forza del nostro eroe, oltre che richiederà spesso un farming leggermente eccessivo per rimanere competitivi contro i nemici che ci si parano lungo la nostra traversata verso la fine. Il sistema di craft è molto semplice, nulla di troppo complesso ma che riesce a fondere l’elemento di gathering e craft in un miscuglio funzionale.

I combattimenti avvengono in tempo reale, non esiste nessuna pausa e spesso ci ritroveremo coinvolti in scontri con numerosi nemici, creando un azione molto ampia. Avremo a disposizione degli attacchi normali, pesanti che si suddividono in ravvicinato e distanza. Potremo impugnare spade, daghe, archi e bastoni incantati. Arrivati a un certo punto del gioco, avremo a disposizione anche diverse magie che ci aiuteranno a combattere le atrocità presenti nel regno di Amalur.

Contenuti e novità

I contenuti all’interno del gioco non vengono meno, tra missioni secondarie, storyline dedicate alla gilda e i vari contenuti aggiuntivi presenti in questa nuova riedizione, permettono di raggiungere una longevità spropositata, che riesce a toccare oltre le cento ore di puro fantasy.

All’interno di questa nuova edizione è stata aggiunto un nuovo livello di difficoltà “Molto Difficile”, che permette ai videogiocatori di affrontare una nuova sfida contro gli eserciti dei Fae. Il Level Cap è stato ufficialmente rimosso, adesso entrando in una zona di un determinato livello, il gioco calcolerà quello del giocatore garantendogli un livello di sfida sempre equilibrato.

Sono stati sistemati finalmente tutti quei bug e crash che rovinavano l’esperienza di gioco. Il comparto grafico è stato messo a nuovo, i modelli poligonali risultano più piacevoli da vedere, allo stesso modo i luoghi che andremo a visitare. Nonostante il lavoro di pulizia, ci saremmo aspettati qualcosa in più da parte degli sviluppatori. I filmati sono rimasti quelli originali, si nota il distaccamento tra i momenti in gioco e le sequenze cinematografiche.

Audio di buona qualità

Anche il comparto audio mostra qualche muscolo, grazie alla colonna sonora curata da Grant Kirkhope, conosciuto di recente anche per il lavoro svolto su Mario + Rabbids Kingdom Battle di Ubisoft Milan. Purtroppo non possiamo dire lo stesso del doppiaggio inglese, spesso stona con l’interpretazione del personaggio, donando un risultato a malapena accettabile.

Commento Finale

Sono passati diversi anni dal nostro ultimo approccio con Kingdoms of Amalur: Reckoning, durante questo tempo abbiamo avuto modo di conoscere altre produzioni fantasy simili. Nonostante ciò, il titolo rimane piacevole e fresco come ai tempi, purtroppo determinati problemi non sono stati risolti e la narrazione flebile non aiuta sicuramente a far spiccare la produzione.

Il lavoro di rimasterizzazione è accettabile, peccato però per alcune texture, si sarebbe potuto osare molto di più. Sicuramente consigliamo Re-Reckoning a chi non ha mai giocato nel 2012 il titolo originale, o per chi ai tempi si affezionò a questo universo. Per noi è promosso, non a pieni voti ma è riuscito a sorpassare la sufficienza. Non vediamo l’ora di saperne di più dell’espansione in uscita nel 2021.

 

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning

Riassumendo

Kingdoms of Amalur: Re-Reckoning è un prodotto di buona qualità che riesce a divertire anche a distanza di otto anni. Ci saremmo aspettati qualche nuovo contenuto inedito già con il rilascio del prodotto, ma ci toccherà attendere il 2021 per la nuova espansione che dovrà espandere ancora l’universo di Amalur.

Overall
7.5/10
7.5/10

Pros

  • Le ambientazioni sono ancora oggi molto vaste e piacevoli da esplorare
  • Il combat system è molto hack ‘n slash
  • Le musiche sono piacevoli
  • Graficamente è buono ma…
  • Longevità elevata grazie anche ai contenuti aggiuntivi

Cons

  • …si sarebbe potuto osare di più con l’engine grafico
  • Ci saremmo aspettati qualche contenuto inedito
  • Qualche bug e crash è rimasto
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.
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