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Spellbreak – Recensione del Battle Royale a suon di magia

Avevamo avuto modo di provare Spellbreak durante il suo periodo di prova, in una build non propriamente completa ma che mostrava già il suo potenziale come Battle Royale. In occasione del rilascio della versione completa, abbiamo deciso di fiondarci nuovamente in questo Battle Royale “magico“.

Nonostante nel parco del genere siano presenti grossi nomi che hanno conquistato migliaia di videogiocatori, il team di Proletariat si fa coraggio e si cimenta in questa avventura, cercando di differenziarsi dalla grande massa.

Ammettiamo che durante la nostra prima prova, il titolo ci aveva convinto ma con qualche riserva. Quest’oggi siamo qui per capire se effettivamente i ragazzi di Proletariat siano riusciti a colmare quelle lacune e portare Spellbreak allo step successivo che meritava.

Benvenuto nella landa!

In un breve filmato ci verrà spiegato che Helycon, un’isola ormai in rovina, sono presenti una gilda di maghi, tra quest’ultimi vie è un traditore: il giocatore.

Subito dopo, il gioco ci lancerà subito in un grosso tutorial, nel quale ci verranno spiegate le differenze tra le sei classi presenti all’interno degli scontri. Ogni classe è caratterizzata da un attacco principale completamente diverso, partendo dalla piromanzia fino ad arrivare agli attacchi più tossici, che causano danni a lungo termine.

A cambiare la tipologia delle nostre armi ci penseranno i guanti, presenti sulla mappa e con la possibilità di poterli combinare, dato che avremo un guanto per mano. All’interno degli scontri risulta essere una delle meccaniche principali e che aggiungono una difficoltà non indifferente durante i match.

Magia di ogni tipo

In base alle combinazioni e alla scelta dei guanti, otterremo un risultato diverso, alcuni ci daranno una maggiore forza nel breve tempo, mentre altri puntano a fare un danno sul lungo termine, fungendo però da supporto e non da DPS diretto.

Sicuramente è una delle meccaniche più funzionali dell’interno gioco, la scelta della classe e la combinazione aggiungono quel pizzico di divertimento in più, oltre che una sfida e curiosità nel testare le differenti tecniche. Le classi avranno la possibilità di aumentare di livello, permettendoci di accedere a delle nuove magie basate sull’elemento principale di quest’ultima, oltre che i talenti che ci permetteranno di usufruire di bonus passivi all’interno degli scontri.

A differenza degli altri Battle Royale, all’inizio della battaglia non ci troveremo completamente disarmati, ma avremo in dotazione il nostro guanto standard di classe. Ovviamente sarà richiesto esplorare le lande alla ricerca di pozioni curative e scudi, che permettono al giocatore di trovarsi sempre pronto per ogni evenienza.

Un mago non preciso

Gli scontri risultano molto fluidi e divertenti, spesso ci troveremo a “danzare” a suon di salti e tecniche, svolazzando per la mappa per la conquista della vittoria. Abbiamo riscontrato una leggera monotonia nelle mappe di gioco, fin troppo uguali tra loro e poca varietà, ci saremmo aspettati qualche ambiente più vasto e caratterizzato diversamente.

Ancora il team di sviluppo ha molto lavoro di ottimizzazione da effettuare, alcune armi sono fin troppo forti rispetto ad altre e rendono gli scontri troppo sbilanciati, portando spesso alla frustrazione. Anche le hitbox non sono precise, spesso capiterà di ritrovarsi difronte a colpi non incassati per problemi di ottimizzazione.

Abbiamo provato il gioco sia su PC che su PlayStation 4, in entrambi i casi bisognerà lavorare molto per sistemare il mirino di gioco, oltre che il framerate non risulta stabilissimo nelle fasi più accese della battaglia, andando ad intaccare le performance del giocatore durante quest’ultimi.

Customizzazione ed estetica

Anche in Spellbreak sarà possibile personalizzare il proprio personaggio. Quest’ultimi sarà possibile ottenerli proseguendo nel gioco, arrivando ad un certo punto però, avremo accesso ad alcuni avatar solo usufruendo della moneta virtuale a pagamento. Nonostante ciò, vogliamo assicurarvi che il team di sviluppo ha inserito molti elementi cosmetici ottenibili senza spendere un solo centesimo di tasca vostra.

L’estetica di Spellkbreak è ottima, lo stile fumettoso è piacevole da guardare e ammirare, anche se a fargli giustizia sono i modelli poligonali dei personaggi, molto ispirati. Peccato per le ambientazioni poco variegate, avrebbero aggiunto un valore in più alla produzione, la quale ci auguriamo possano essere migliorati con i futuri aggiornamenti.

Il comparto audio è di buona qualità, i brani presenti sono piacevoli e non manca mai occasione nel soffermarsi piacevolmente all’ascolto. Anche il doppiaggio inglese, per quanto presente in minima parte, non è da bocciare.

Commento Finale

Nonostante il titolo sia finalmente uscito dalla sua fase di Early Access, il team di sviluppo ha ancora molto lavoro da sistemare. Siamo rimasti piacevolmente colpiti da Spellbreak, nonostante la poca varietà di mappe attualmente presenti all’interno del gioco.

Ci auguriamo che in futuro possa vantare un ottimizzazione migliore nel lato tecnico, oltre che un bilanciamento delle classi. Non vediamo l’ora di saperne di più di cosa ci offrirà in futuro Spellbreak.

Spellbreak

Commento Finale

Spellbreak è un titolo di buona qualità, ma ha ancora bisogno di qualche sistemata al sistema di mira e al framerate. Nonostante tutto, si tratta di un Free-to-Play piacevole da giocare da solo e in compagnia.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Divertente da giocare
  • Esteticamente piacevole
  • Le combinazioni dei guanti è una trovata interessante

Cons

  • Ci saremmo aspettati più varietà negli ambienti di gioco
  • Framerate non sempre stabile
  • Ancora ha bisogno di qualche bilanciamento nelle classi
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.
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