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Come una scelta di Nvidia ha influenzato la Next-Gen

Ray Tracing ovunque

Siamo ormai vicini al rilascio di PlayStation 5 e Xbox Series S/X e tra le tante novità introdotte salta all’occhio il tanto chiacchierato Ray Tracing.

Vi starete chiedendo cos’è il Ray Tracing?

Il Ray Tracing è una tecnica di geometria ottica del 1979 che si basa sul calcolo del percorso fatto dalla luce. Viene utilizzato nel campo della modellazione di sistemi ottici come le lenti per le fotocamere, microscopi, telescopi e binocolo.

Ray Tracing

L’algoritmo venne proposto da Turner Whitted nel 1979 ma per l’epoca era impossibile da esser utilizzato a causa della grossa potenza hardware richiesta per simulare pochi pixel al secondo.

Ma in tutto questo vi starete chiedendo “A cosa serve il Ray Tracing nei giochi se viene sfruttato per tutt’altra cosa?“.

Presto detto, questa tecnica permette di simulare molto realisticamente la riflessione e la rifrazione sugli oggetti e sul mondo di gioco.

Ogni oggetto ha una geometria e una composizione chimica: queste caratteristiche innescano dei fenomeni di riflessione e rifrazione della luce che creano giochi di riflessi ed ombre, estremamente difficili da simulare tramite un calcolatore.

Prima del Ray Tracing veniva usato il Ray Casting, un’altra tecnica molto più vecchia della precedente che si basa sul far partire ogni raggio dall’occhio, uno per ogni pixel e trovare l’oggetto più vicino che ne blocca il percorso.

Il Ray Casting ha sostituito l’algoritmo di Scanline grazie alla sua capacità di gestire con semplciità le superfici solide o non piane e inoltre è stato utilizzato in molte produzioni televisive, documentari e film, tra cui il celebre Tron.

Tron

Soltanto Nvidia nel 2018 durante il consueto evento di presentazione delle nuove GPU ha annunciato la serie RTX, le prime schede al mondo capaci di gestire il Ray Tracing, ben 10 anni di ricerca e sviluppo prima di avere le prime schede capaci a gestire il rendering del Ray Tracing.

Siccome è un effetto molto pesante vengono introdotti gli RT Core, ovvero uno dei due nuovi processori presenti all’interno del chip Turing e ora dentro Ampere, la nuova serie RTX 3000 annunciata e rilasciata pochi giorni fa.

L’RT Core gestisce solamente la parte relativa al Ray Tracing togliendo così il peso del calcolo alla GPU centrale.

Ad oggi la tecnologia è limitata alle schede Nvidia ma a breve AMD mostrerà e rilascerà le nuove GPU RDNA2, le stesse presenti dentro le nuove console in arrivo a Novembre.

Ma serve veramente?

L’effetto al suo debutto e fino al 2019 circa è stato denigrato da molti utenti, a causa anche della poca diffusione, infatti i titoli a supportarlo sono giusto un paio:

  • Battlefield 1
  • Control
  • Metro Exodus
  • Wolfensterin: Youngblood
  • Stay in the Light
  • Shadow of the Tomb Rider
  • Quake II RTX
  • Atomic Heart
  • Call of Duty: Modern Warfare
  • Cyberpunk 2077
  • Doom Eternal
  • Dyng Light 2
  • Minecraft
  • Watch Dogs: Legion
  • Fortnite

Soltanto ultimamente il Ray Tracing è stato riportato in auge grazie anche alla scelta di Sony e Microsoft nel volerlo inserire nelle console future.

Rispondendo alla domanda vi possiamo dire che non è di certo fondamentale quanto avere degli FPS costanti o dei caricamenti veloci azzerando così il pop-in in gioco, ma se implementato bene riuscirà a farvi immergere molto di più rispetto a un titolo in cui non è presente.

Quindi vedremo sempre più titoli supportarlo come ad esempio il nuovo Spider-Man Miles Morales, The Last of Us: Remastered e The Last of Us Part II che riceveranno un aggiornamento gratuito che andrà a introdurlo, Gears of War 5, Halo Infinite e perfino FIFA 21 lo supporterà.

La scelta di Nvidia nel riportare in vita una tecnica molto vecchia ricorda similmente le scelte fatte da Apple nel corso di questi anni, dove riusciva a introdurre nuove feature che “obbligavano” i competitor a correre ai ripari inserendo a loro volta la stessa feature, come ad esempio la porta Thunderbolt, utilizzatissima oggi giorno, sopratutto nell’ambito windows per quanto riguarda i box per le GPU esterne da abbinare ai notebook.

Quindi possiamo dire che grazie a Nvidia, al progresso tecnologico legato al mondo del computer (SSD, CPU e GPU sempre più performanti) e alla rincorsa alle risoluzioni più alte 4K e 8K con alti refresh rate con questa nuova generazione di console vedremo molto più realismo e complessità nei nuovi giochi.

Questa è pure una delle “cause” legate all’aumento di prezzo dei titoli per PlayStation 5 e Xbox Series S/X che toccano gli 80€, un aumento di ben 5/10€ rispetto ai giochi per PlayStation 4 e Xbox One, dovuto al maggior lavoro richiesto nella produzione di assets in alta risoluzione e mappe sempre più grandi e dettagliate.

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Gianpaolo Di Mauro

Nato ad Acireale il 28 giugno del 1996, cresce con la passione dei videogames affievolita una volta conosciuto il mondo della pasticceria.
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