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Sony e Microsoft, la vera innovazione non è più nell’hardware

I servizi sono ormai al centro di tutto

Pensavamo che il cloud avrebbe presto preso piede al posto del gioco tradizionale, pensavamo anche che le vendite digitali avrebbero devastato il mercato del fisico giù da anni. Pensavamo anche che avremmo giocato in 4K e 60 fps già da tempo su console, eppure la vera innovazione sta nascendo giusto adesso.

Lo streaming è il futuro

Qualche giorno fa Microsoft ha fatto una mossa in grado di modificare per sempre gli equilibri nel mercato videoludico. Zenimax Media, la società di holding che controlla(va) altre software house come Bethesda e id Software, ora è in mano all’azienda di Redmond. Ma come si traduce tutto ciò?

Paga poco, gioca tanto

Vi ricordate quando, anni fa, bisognava uscire di casa, prendere l’auto o la bicicletta e correre al primo Blockbuster disponibile per poter affittare una videocassetta o un DVD, pena passare la propria serata senza poter vedere alcunché in TV?

Quei giorni sembrano ormai solo un lontano ricordo. Al giorno d’oggi è sufficiente prendere il telecomando, schiacciare sul pulsante dedicato a Netflix o a Prime Video e scegliere uno tra le migliaia di prodotti disponibili, tra serie TV e film in streaming. Il mercato del fisico si è terribilmente sottodimensionato, riuscendo tuttavia a ritagliarsi un piccolo spazio che per ora sembra inattaccabile.

Addio affitto di DVD e videocassette

Questo è esattamente ciò che accadrà in futuro anche al mondo dei videogiochi, e il GamePass di Microsoft ne è l’esempio più lampante e di successo possibile. Esistono altri servizi, tra tutti Google Stadia, Nvidia GeForce Now e il PlayStation Now che offrono già da tempo la possibilità di giocare in streaming sui propri dispositivi ad alcuni giochi, ma nessuno di loro ha ancora incontrato il successo sperato.

Sarà per la formula mista adottata da Microsoft o per la grande capacità di Redmond di essere aggressiva sul mercato, donando diversi mesi di gioco ai suoi utenti a cifre ridicole (1€ al mese molto spesso) e dall’altra riempiendo costantemente il catalogo con diversi giochi di successo e al contempo con tanti piccoli prodotti minori da far emergere.

Sarà forse per quell’approccio ibrido che tanto piace ai giocatori, con la possibilità di scegliere letteralmente qualsiasi piattaforma con cui giocare. Preferite scaricare i giochi? Nessun problema, potete farlo su PC e Xbox. Volete solo giocarli in streaming? Xcloud è qui per voi. Avete uno smartphone o un tablet, o anche un PC poco potente? Lo streaming vi aspetta, vi basta una connessione e un controller.

E tutto questo è racchiuso dietro a un paywall di appena una decina di euro al mese (o poco più). Per assurdo, acquistare un gioco al day 1 che arriva sul gamepass nello stesso momento vi porterà via molti più soldi di quelli che vi costerebbe mantenere 6 mesi di gamepass. Un approccio rivoluzionario che rischia davvero di trasformarsi nella vera killer feature del futuro.

Cosa può fare Sony?

Il Gamepass, come abbiamo visto, è un servizio semplicemente strepitoso. Ma è anche vero che, malgrado il grande numero di utenti che sta raccogliendo, richiede una certa spesa costante da parte di Microsoft la quale può certamente permettersi questo modello economico sul lungo periodo.

Ma Sony, invece, come potrebbe comportarsi? Ebbene, l’azienda giapponese ha già sottolineato come per lei sarebbe impossibile sostenere un servizio identico al Gamepass, mettendo nel Now tutte le sue esclusive al Day 1 e acquistando dalle terze parti contratti per portare nomi importanti nello stesso servizio.

La realtà, dopotutto, è che Sony deve continuare a fare ciò che ha fatto fino a oggi. Produrre grandi esclusive per i propri utenti grazie agli studi precedentemente acquisiti. Anche se certo, potenziare un po’ il Now, rendendolo magari parti del servizio PlayStation Plus, non porterebbe altro se non più utenti e guadagni all’azienda.

Del resto, Microsoft e Sony hanno adottato strategie di mercato totalmente diverse, al punto che le due piattaforme sono tranquillamente sovrapponibili tra loro senza doversi necessariamente intaccare. A questo punto la strategia di Microsoft di lanciare Xbox Series S a un prezzo aggressivo come 299€ si rivela decisamente ben ponderata.

Non sarà difficile, in futuro, vedere moltissimi possessori di PlayStation 5 affiancare anche una Series S con la quale sfruttare l’offerta generosa del Gamepass che, tuttavia, immagino potrebbe aumentare di prezzo più avanti negli anni.

E gli altri servizi?

Questa è la parte che trovo più interessante. Gli altri servizi come si comporteranno d’ora in poi? O meglio, cosa dovrebbero fare per non deperire?

Sicuramente il servizio che meno risentirà della concorrenza di Microsoft è Nvidia GeForce Now. Lo streaming Nvidia infatti è in grado di raccogliere le librerie di giochi di tanti altri prodotti, tra cui Steam, e di streammarle sfruttando il suo stesso servizio sui dispositivi compatibili. Una feature unica al momento.

Chi invece deve impensierirsi seriamente è Google Stadia. Il prodotto di BigG non è ancora riuscito a imporsi sul mercato malgrado le grandiose premesse, e anzi in questo momento si trova in una fase di limbo dove continuano ad arrivare si giochi, ma pochi rispetto alla concorrenza e soprattutto a prezzo pieno o alle volte addirittura a prezzo maggiorato.

Ciò rende l’offerta di Stadia molto meno aggressiva e interessante rispetto a GamePass e Xcloud, i quali vantano una libreria molto interessante e un prezzo estremamente inferiore. Google dovrebbe quindi puntare a rendere più snello il servizio, prendendo accordi con Apple per farlo sbarcare anche su iPad e iPhone e proponendo sconti più interessanti, oltre che a inserire determinate feature promesse mesi fa e ancora mai viste.

Sarebbe anche interessante se iniziassero a stipulare contratti d’esclusività per titoli da lanciare sulla propria piattaforma, integrandola poi con tutti i vari servizi di cui dispone Google al fine di garantire un afflusso costante di nuovo pubblico, cosa che al momento manca.

Insomma, il futuro ormai è tracciato, e non è più in mano al solo hardware. Per quello ci pensa Nintendo, che con il suo classicismo e la sua voglia costante di sperimentare nuovi approcci al videogioco riesce ancora a regalarci console sorprendenti.

Per gli altri, è ora di mettere in moto la macchina dei servizi prima che Microsoft se ne accaparri il monopolio.

Summary

Microsoft ha fatto la sua mossa e ha giocato d’anticipo con il GamePass, perché ormai è chiaro che il futuro dell’industria videoludica girerà completamente attorno ai servizi.

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