Recensioni

Going Under – Recensione versione PlayStation 4

A caccia di mostri

Abbiamo avuto il piacere di mettere mano a Going Under, titolo che è stato presentato 5 mesi fa attraverso dei trailer. Il gioco si presenta come un tipico Dungeon Crawl e Roguelike.

E’ il primo gioco sviluppato ufficialmente dai ragazzi di indiee Aggro Crab, sarà riuscita a distinguersi nel suo genere, portando qualcosa di unico sulle nostre console? Scopritelo insieme a noi in questa recensione.

Tirocinio o forse no?

Iniziamo dalle basi, impersoneremo una ragazza chiamata Jackie Fiasco, la quale inizierà la sua attività da stagista come addetta al marketing presso la startup di bevande gassate “Fizzle“.

Fin da subito notiamo che c’è qualcosa che non va in questo ufficio a causa di un mostro, il nostro capo allora ci chiederà fare robe da “normale tirocinante“, ossia uccidere dei mostri e scendere nelle aree oscure dell’edificio alla ricerca delle misteriose reliquie.

Nonostante siamo stati assunti come tirocinanti, ci ritroveremo in pochissimo tempo a dover cacciare demoni per poter ottenere delle reliquie sacre.

Il tutto accompagnato da una storia piena di satira e che sa far luce sulle attuali pessime condizioni di chi fa tirocinio, in cui i personaggi al suo interno non hanno modo di fermare la catastrofe che si avvicina sempre di più alla sede.

A caccia di mostri

In questo roguelike insolito dovremo superare svariate stanze prima di poter raggiungere il boss e sottrargli la sua reliquia. Per fare questo dovremo esplorare l’area di gioco, che viene divisa in blocchi per poter così arrivare al prossimo piano che ci avvicinerà sempre di più al boss.

Ogni area avrà un bel po’ di nemici che saranno legati al tema dell’azienda. Ad esempio troveremo degli scheletri minatori in giro per le stanze andando a simulare i minatori di Bitcoin.

Sarà obbligatorio uccidere tutti i nemici per poter proseguire. Per poterli uccidere avremo a disposizione ben poco in realtà, tre armi che ci possiamo portare dietro ad eccezione delle armi pesanti e delle abilità che sbloccheremo durante il gioco.

La cosa più interessante del gameplay sono proprio le armi, quasi tutti gli oggetti di scena possono trasformarsi in armi, da una semplice matita o una tastiera. Oltre al normale attacco corpo a corpo avremo anche la possibilità di lanciare alcune armi che rimbalzeranno di continuo o si romperanno sul momento.

Ci sarà una cosa a cui dovrete fare attenzione, la durata delle armi che una volta portata a 0 la barra della durabilità, questa si distruggerà, proprio come accade in The Legend of Zelda Breath of the Wild, inoltre è presente un valore numerico che indica la forza dell’arma.

Going under presenta anche un’altra meccanica interessante, se utilizzeremo e troveremo più volte uno specifico pezzo di equipaggiamento, questo pian piano riempirà una barra che una volta completata ci permetterà di poterlo selezionare prima dell’avvio della partita così da averlo fin dall’inizio.

Going Under

Riassumendo

Il prodotto presenta pochi problemi tecnici al di fuori di piccoli cali di frame, risultando comunque un titolo di buona qualità. Accompagnato da uno stile artistico particolare e da un gameplay semplice e intuitivo ma che alla lunga può sfociare sulla ripetitività.

Overall
7/10
7/10

Pros

  • Storia con tanta ironia
  • Meccaniche delle armi
  • Stile artistico

 

Cons

  • Ripetitività
  • Piccoli cali di Frame
Tags
Close