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Mafia: Definitive Edition – Recensione

Thomas Angelo è finalmente tornato nella famiglia

Sembra ieri quando Illusion Softworks si apprestava a rilasciare nel mercato videoludico: Mafia: The City of Lost Heaven. A quel tempo, ci trovammo davanti un gioco che esaltava grandi scene memorabili, accompagnate da una colonna sonora d’impatto e da una narrazione tipica dello stampo malavitoso Italiano.

Con il rilascio della Remastered di Mafia II, non siamo stati un granché colpiti, ma come avevamo anticipato, il pezzo da novanta di Hangar 13 era la Definitive Edition del primo capitolo, riportato allo splendore per l’attuale generazione. Si tratta di un rifacimento in tutto e per tutto, partendo dal motore grafico fino alla rielaborazione di determinate scene chiave nella narrazione.

Tornare a Lost Heaven è stata una grande emozione per noi e pad alla mano siamo tornati in quel Taxi, dove la storia ha avuto inizio nel lontano 2002.

L’epoca del proibizionismo

La trama inizia con Thomas Angelo, detto Tommy, che parla al Detective Norman, il quale ascolta storia che ha da narrare il protagonista per incastrare il Don Salieri, per il quale ha lavorato dal 1930 fino al 1938. Il racconto ha inizio nel 1930, quando Tommy dopo aver terminato il suo turno di lavoro, si trova coinvolto in una grossa sparatoria, dove due uomini lo minacciano di ucciderlo se si rifiuta di guidare e aiutarli a seminare i rivali dell’altra famiglia.

Dopo un’accesa fuga, il Don Salieri ricompensa Tommy con un ingente somma, trovandosi il giorno successivo ad essere percorso dai nemici che aveva seminato con i due “amici” italiani che aveva aiutato la sera prima. Da qui inizia il percorso verso la malavita, dove ogni lavoro viene pagato bene, addentrandosi in una lotta sanguinaria contro Don Morello, amico di lunga data di Salieri che adesso si contendono la città di Lost Heaven.

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Il rispetto

La storia ci permette di conoscere molti personaggi, tutti con un passato dietro. Con questa nuova edizione, alcuni personaggi hanno mostrato una backstory molto profonda alle loro spalle, aggiungendo un enfasi non indifferente all’intera vicenda. Anche le scene d’intermezzo tra Tommy e il Detective Norman sono molto più realistiche, si riesce a percepire come il primo sia nervoso e teme di essere visto da occhi indiscreti mentre sta tradendo la propria famiglia.

Rielaborare l’intera sceneggiatura non era un compito semplice, ma i ragazzi di Hangar 13 ci sono riusciti con ottimi risultati. Alcuni personaggi sono rimasti leggermente stereotipati. Se il primo Mafia era già all’ora impeccabile nella sua versione originale, in questo rifacimento risulta una vera perla, il migliore dei tre capitoli della serie.

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La cultura siciliana è palpabile in alcune fasi della storia, ma purtroppo determinati punti risultano incoerenti e quasi fastidiosi, con dialetti fin troppo forzati e con un doppiaggio italiano che storpia la pronuncia di molti termini.

La longevità è di circa nove ore, noi le abbiamo impiegate giocando in modalità normale, cercando di esplorare il più possibile all’interno delle missioni, alla ricerca degli oggetti collezionabili. Come ben saprete, il titolo non ci permette durante la campagna l’esplorazione libera, sarà un unico racconto che ci porterà fino alla fine in un percorso guidato, dettato ai fini della storia.

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Varietà alla base

Per esplorare l’immensa Lost Heaven avremo la modalità “guida libera“, che ci permetterà di ottenere tutto ciò che abbiamo lasciato in giro per la città, rubando auto e aggiungendole alla nostra collezione. Tra i vari collezionabili troviamo le riviste, ancora una volta presenti e nascosti in punti meno visibili.

Nonostante possa essere divertente esplorare la città, il vero elemento resta comunque la storia principale, il fulcro per il quale Mafia è diventato un titolo leggendario, scavandosi un posto nel cuore di diversi giocatori. Perché è importante ribadire un elemento, questo non è un freeroaming alla Grand Theft Auto dove il mondo lo fa da protagonista, questa è una produzione che gira tutto attorno ai personaggi e ai loro background, lasciando il resto come un elemento secondario.

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Le missioni sono variegate, spesso ci ritroveremo coinvolti in scontri a fuoco tipici degli anni ’30, dove i mafiosi lottavano per il contrabbando di merci e per la conquista dei territori degli avversari. Fortunatamente sono tutte varie, nessuna missione è ripetitiva, anzi, spesso invoglia ad andare avanti.

La cittadina di Lost Heaven è viva, arricchita da tantissimi elementi a schermo, tra veicoli e cittadini che vagano per la città. Guidare per le strade è molto più “difficile” rispetto al passato, la polizia noterà ogni singolo movimento sospetto, soprattutto se non rispetteremo il codice della strada.

L’impatto tra veicolo e condizioni atmosferiche ci sono sembrati più che ottimi, infatti nelle giornate di pioggia i nostri veicoli avranno un aderenza minore. I complimenti vanno agli sviluppatori per aver reso i veicoli “pesanti” e reali, anche se la guida è molto arcade e non punta totalmente al realismo.

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Qualche incertezza

L’hitbox non è preciso, spesso ci troveremo difronte a un sistema di colpi fin troppo vago, intravedendo una incertezza nel sistema di combattimento. Fortunatamente l’IA è abbastanza agguerrita, non mancheranno occasioni dove ci costringeranno ad attuare una strategia molto più “calma” e studiata per non incappare in una morte prematura.

Ci saremmo aspettati qualche miglioramento in più dall’esperienza di Mafia 3, ma nonostante i vari feedback dei videogiocatori, molti dei difetti sono stati tramandati in questo capitolo. Siamo rimasti soddisfatti dal realismo che il gameplay propone, la mira non è mai troppo precisa, perché Tommy non è altro che un ex tassista, non un gangster esperto, riflettendo quest’ultimo sul giocatore.

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Emozioni granitiche

8Le ambientazioni di Mafia restano ancora oggi uno dei punti più alti della produzione, emanando tutta quella atmosfera da film gangster basato sugli italiani. Siamo rimasti notevolmente sorpresi dalle varie espressioni facciali dei personaggi, i modelli poligonali sono stati curati e arricchiti di moltissimi dettagli. Il cast è stato impeccabile durante le loro performance, donando un quadro generale quasi perfetto.

Il doppiaggio italiano è di ottima fattura, ma personaggi come Paulie mostrano qualche discrepanza durante l’esecuzione del dialetto siciliano, con termini e pronunce totalmente errate ma soprattutto troppo stereotipate. La colonna sonora riesce a dare il meglio di sé, arricchendo quei momenti emotivamente forti della storia, ricostruendo con dei suoni dei momenti ricchi di pathos e indimenticabili.

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Noi abbiamo avuto modo di mettere le mani sulla versione per PlayStation 4 Pro, dove il gioco offre una stabilità granitica, con un comparto grafico arricchito da texture di alta qualità. Anche gli effetti di luce riescono a rendere Lost Heaven una delle ambientazioni più belle del genere videoludico. Nonostante ciò, sono presenti diversi pop-in fastidiosi, senza contare alcuni luoghi curati solo marginalmente e con scenari spogli.

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Commento Finale

Mafia: Definitive Edition è un capolavoro non privo di difetti, che riesce a narrare una storia di sangue e rispetto. Nonostante conoscessimo già le vicende di Thomas Angelo, riviverle con tutte queste migliorie nella sceneggiatura hanno reso ancor più forti il racconto.

I problemi tecnici non vanno a impattare l’esperienza di gioco, fortunatamente Hangar 13 non ha ripetuto gli stessi errori commessi con la remastered del secondo capitolo. Nonostante siano passati 18 anni, Mafia è tornato nella sua forma quasi perfetta, senza mostrare un minimo segno di invecchiamento nei confronti dei capitoli successivi.

Mafia: Definitive Edition

Riassumendo

Mafia: Definitive Edition è un remake ben riuscito che riesce a portare allo splendore quell’opera rilasciata nel lontano 2002 da Illusion Softworks.

Overall
8.5/10
8.5/10

Pros

  • La storia è ancora più emozionante grazie alla nuova sceneggiatura
  • I personaggi hanno un background di qualità
  • Lost Heaven è ancora oggi magnifica
  • Colonna sonora impeccabile

Cons

  • Qualche bug di troppo che compromette i salvataggi
  • Il sistema di shooting si porta appresso i problemi del terzo capitolo
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Federico Molino

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.
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