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Kingdom Hearts Melody of Memory – Recensione

Square Enix e Indies Zero propongono la popolare serie in una nuova veste di rhythm game.

Fino a qualche mese fa, la longeva saga di Square Enix ci lasciava nuovamente in sospeso con il finale del DLC di Kingdom Hearts III: Re Mind, che andava ad aprire nuovi scenari in vista del futuro della serie in seguito alla conclusione dello storico arco narrativo legato all’antagonista Xehanort.

Un ciclo di storie legato al malvagio portatore del Keyblade che tuttavia continua ad arricchirsi attraverso gli update pubblicati a cadenza mensile sul mobile game Kingdom Hearts Dark Road, debuttato pochi mesi fa.

Nonostante le lunghe pause che Tetsuya Nomura e il suo team sono stati soliti prendersi in qualche occasione, a ‘sto giro la produzione di un nuovo capitolo non ha dovuto richiedere un’attesa eccessiva e il risultato è la trasposizione del famoso action RPG in un’inedita versione rhythm game.

Già in passato la casa di sviluppo giapponese aveva stuzzicato il pubblico di appassionati con giochi musicali dedicati ai suoi brand più famosi, come i Theatrhythm di Final Fantasy e Dragon Quest che, come in questo caso, tentavano di mischiare le caratteristiche da gioco di ruolo alle più frenetiche dinamiche musicali, collaborando con il team di Indies Zero.

A differenza di questi ultimi però, Melody of Memory occupa un ruolo canonico nell’intera serie del regno dei cuori, costituendo di fatto una sorta di ‘fil rouge’ tra gli eventi passati e la nuova saga che attende gli eroi del Keyblade, come una sorta di riassunto (anche piuttosto blando) più accessibile ai fan storici che non agli utenti meno preparati sulla saga.

Tuttavia il contenuto inedito di questo nuovo capitolo è assai breve, e si riduce a pochi momenti nella parte finale dell’avventura con alcune cinematiche dalla durata di circa 30 minuti totali.

Per scoprire ancora di più sul destino che attende gli eroi di Kingdom Hearts, ci siamo tuffati nell’ennesima avventura di Sora, Paperino e Pippo e siamo qui pronti a parlarvene con una piccola percentuale di spoiler, per cui la lettura è consigliata esclusivamente a chi è a conoscenza degli ultimi avvenimenti.

Un tuffo nei ricordi

Come già detto in precedenza, Melody of Memory segue direttamente le vicende narrate in Kingdom Hearts III e relativo DLC, in cui alla ricerca di un metodo per riuscire a rintracciare Sora dopo la sua misteriosa sparizione, i nostri protagonisti tentano di analizzare i ricordi di Kairi, alla ricerca di un indizio.

È proprio da Kairi che il gioco propone il suo punto di vista, la cui voce narrante ci accompagnerà per quasi l’intera durata della campagna principale, mostrandoci le scene di intermezzo in forma di memorie i passaggi più importanti della storia fin qui.

Kingdom Hearts Melody of Memory cutscene

La modalità in questione prende il nome di Tour mondiale, e ci permette di viaggiare tra tutti i mondi Disney (e non) presenti nei numerosi capitoli della serie, navigando in un enorme mappamondo da percorrere a bordo della fedele gummiship, ripercorrendo in ordine la lunga prosecuzione di ciascun titolo e superando di volta in volta le Battaglie musicali.

Ogni singolo scenario affrontato propone tre sfide al giocatore, che sia il colpire tutti i nemici volanti o terminare il percorso alla difficoltà massima, così da poter guadagnare le stelle necessarie ad avanzare in determinate sezioni della mappa.

Nel caso in cui l’abilità del giocatore risulti abbastanza soddisfacente da completare tutti i requisiti, potrebbe anche essere possibile accumulare abbastanza stelle da evitare di passare in qualche mondo, tirando dritto verso la parte finale del gioco.

Fortunatamente la conquista delle stelle non è un processo eccessivamente tedioso e tutto sommato l’esperienza può essere completata senza troppe difficoltà nella progressione. Inoltre, ad ogni stage completato il gioco permette di sbloccare diversi collezionabili, come illustrazioni, carte dei personaggi, musiche, materiali etc.

Gli stage prevedono il completamento di un percorso in cui Heartless, Nessuno e Nesciens verranno incontro ai nostri protagonisti e dovranno essere eliminati a ritmo di musica. Ogni colpo può essere inflitto tramite la pressione di uno dei tasti tra L1, R1 o X, in totale discrezione del giocatore e combinandoli in caso di presenza di due o tre avversari simultaneamente.

La scelta di questa mappatura dei comandi, oltre al triangolo per l’attivazione di alcune magie, e il cerchio che permette di attivare sia il salto che l’abilità Glide per raggiungere nemici e note fluttuanti, non conferisce una responsività piacevole, specie nelle situazioni più concitate, complice anche una sintonia con il brano musicale non sempre precisa in alcune fasi.

È solo al completamento di alcuni dei percorsi che si potrà avviare una cutscene in cui Kairi interviene per riassumere brevemente (forse anche troppo) alcuni dei passaggi delle avventure dei compagni nel corso degli anni. Di questa raccolta però non fa parte Kingdom Hearts Union X, che probabilmente sarebbe stato assai gradito dai fan.

Kingdom Hearts Melody of Memory fight

Il GDR in un gameplay musicale

In questa sequela di meccaniche rhythm game, la componente del gioco di ruolo risulta purtroppo ridotta all’osso, riassumibile in un paio di aspetti del gameplay piuttosto scarsi, come una sorta di prodotto preparato con una scarsa voglia di realizzare effettivamente qualcosa di nuovo.

Il gioco mette a disposizione la scelta di quattro team differenti tra i più iconici del brand, che andranno sbloccati con la progressione nella storia. Ognuno dei componenti dispone di un livello e delle statistiche di attacco e difesa, che incideranno sul danno procurato o subito nel corso della partita.

Ebbene, si parla di danno subito in quanto a sancire il game over è una barra dei PS, che diminuirà ad ogni nota mancata fino al suo esaurimento, che potrà essere rallentato equipaggiando oggetti curativi ai personaggi prima di affrontare la battaglia e ottenibili tramite l’elaborazione dei materiali.

Solo in alcune, pochissime, circostanze uno dei membri del gruppo verrà sostituito da uno dei personaggi del mondo Disney corrente, che tuttavia non fornisce al gruppo alcun tipo di abilità aggiuntiva al team e che può portare il gameplay ad un’eccessiva ripetitività, rotta solamente dalle modalità Battaglie boss e dai Tuffi musicali della memoria.

Kingdom Hearts Melody of Memory battle

Queste due categorie di sfida, insieme alle Battaglie musicali analizzate finora che compongono la quasi totalità del gameplay, sono due differenti versioni delle sfide musicali con delle piccole differenze.

Le Battaglie boss sono forse le sequenze più spettacolari, in cui a fare da sfondo alla sequela di note passate sullo schermo ci sono alcune (purtroppo poche) delle boss fight più iconiche affrontate da Sora e company. Sostanzialmente il gameplay non è molto differente dalle battaglie analizzate finora, se non l’inclusione degli analogici come tasti validi per le note da completare.

I Tuffi musicali della memoria invece, vedono il trio volteggiare sulle cinematiche prese direttamente dai vari capitoli della serie. Sia chiaro, non vi sono particolari differenze tra le tre modalità, ma sarebbe stato più gradito un equilibrio che non privilegiasse eccessivamente le Battaglie musicali.

Sicuramente, una differenza piuttosto netta è il cambio di prospettiva, che nelle battaglia musicali tende a sviare il giocatori in alcuni tratti per via dell’inquadratura alle spalle del giocatore e in cui talvolta la telecamera compie strani movimenti che rendono l’esperienza al giocatore più tediosa del dovuto, impedendo di vedere correttamente gli avversari che vengono incontro, complice anche un’eccessiva quantità di nemici a schermo che può confondere in più di un’occasione.

Man mano che il tour proseguiva, la sensazione che ci ha pervaso è quella di un lavoro svolto con eccessiva svogliatezza, che emerge in maniera ancora più evidente quando ci si focalizza sull’aspetto tecnico dell’opera.

Melody of Memory non manca certamente di fare un figurone sotto l’aspetto musicale, grazie ancora una volta alle magnifiche melodie della compositrice Yoko Shimomura, le cui composizioni sono forse il più grande punto di forza dell’opera e motivo per il quale i fan potrebbero valutare di recuperare il gioco.

Kingdom Hearts Melody of Memory menu

Tuttavia se tralasciamo questo aspetto, il titolo mette in mostra asset e modelli riciclati dalle recenti versioni Final Mix dei vari capitoli, e che sicuramente non possono fornire una resa estetica adeguata, specie dopo l’ottimo salto in avanti mostrato in Kingdom Hearts III. Un passo indietro davvero di cattivo gusto.

Oltre il Tour

Una volta portata a termine l’avventura ed essere arrivati finalmente alla scoperta (forse) del luogo in cui Sora dovrebbe plausibilmente trovarsi, il gioco può ancora fornire qualche ora di divertimento.

Oltre alla possibilità di rivivere tutte le canzoni sbloccate nel tour mondiale in una raccolta di più di 150 brani originali della saga, a fare gola ai più completisti di voi ci penserà la sezione dedicata al museo, che raccoglierà tutti collezionabili tra carte e illustrazioni che sarete stati in grado di sbloccare durante il tour.

Questa componente può portare le ore di gioco dalle 7 circa richieste per terminare l’avventura principale, a quasi il doppio se avete come obiettivo il completamento dell’intero compendium di oggetti da collezione.

A tal proposito, una modalità cooperativa online e in locale, permetterà di sbloccare alcuni dei rari oggetti necessari al completamento del museo, dilettandovi in battaglie musicali all’ultima nota, a cui però è possibile abilitare la meccanica dei trucchi, che se attivati provocheranno non pochi fastidi al percorso dell’avversario.

Senza dubbio, questa componente è una piacevole nota positiva dell’esperienza di Melody of Memory, fornendo quantomeno un modo piuttosto avvincente e appagante di spingere il giocatore a fare del suo meglio per raccogliere quanti più oggetti possibile.

Kingdom Hearts Melody of Memory cutscene

In conclusione

Kingdom Hearts Melody of Memory è passabile più come una sorta di tributo alla popolare serie di Tetsuya Nomura, seppur pesantemente penalizzato da un pessimo lavoro sotto l’aspetto tecnico ed estetico dell’opera.

Indubbiamente, il titolo in qualità di rhythm game è in fin dei conti piuttosto valido, e oltre alle meravigliose musiche della Shimomura, che non possono che arricchire l’esperienza, e qualche piccolo difetto, le varie modalità presenti nel gioco potrebbero stuzzicare non pochi amanti del genere.

Tuttavia, la quantità di scene inedite, nonchè di ‘riassunti’, presenti in questo nuovo capitolo, non ne giustificano l’acquisto da parte dei fan che desiderano semplicemente ricevere dettagli aggiuntivi sulla narrazione, data la poca mole di informazioni rivelate di cui alcune non troppo indispensabili, oltre ad un prezzo di listino eccessivo.

Insomma, se amate alla follia Kingdom Hearts, le sue splendide OST e vi interessa immergervi in un’esperienza rhythm game, Melody of Memory può tranquillamente fare al caso vostro e regalarvi diverse ore di divertimento. Se invece desiderate unicamente andare avanti con la trama, sperando che Nomura abbia rivelato interessanti novità e fornito maggiori spiegazioni, allora potreste rimanerne piuttosto delusi.

In ogni caso vi ricordiamo che Kingdom Hearts Melody of Memory è disponibile su PlayStation 4, Nintendo Switch e Xbox One al prezzo di 59,99 euro.

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Kingdom Hearts Melody of Memory

Riassumendo

Kingdom Hearts Melody of Memory, seppur sofferente di alcuni piccole criticità a livello di gameplay e più di qualche difetto in ambito tecnico, si rivela tutto sommato un buon rhythm game capace di soddisfare per qualche ora i più grandi appassionati della serie di Square Enix e di conquistare magari anche qualche novizio nei titoli di questo genere. Tuttavia il breve passo in avanti compiuto dalla storia e il prezzo più alto di quanto meriterebbe la qualità dell’opera, non ne garantiscono un accesso consigliato a chi è semplicemente interessato al proseguo delle avventure di Sora e dei suoi amici.

Overall
6.5/10
6.5/10

Pros

  • Le stupende musiche di Yoko Shimomura
  • La varietà di modalità e di sfide di completamento

Cons

  • Mappatura dei comandi che può risultare scomoda
  • Poca trama inedita
  • Asset e modelli riciclati dai precedenti capitoli
  • Componente GDR poco valorizzata
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