Demon’s Souls – Recensione del Remake

Se vi dicessi King’s Field vi viene in mente qualcosa? Forse i più giovani non riuscirebbero a dare una risposta, ma i più anziani, soprattutto i pionieri dei giochi confinati nel Sol Levante sì.

Stiamo parlando di un RPG sviluppato nel 1994 da From Software e disponibile soltanto nel territorio nipponico. Arrivato su PlayStation 1 e successivamente su PlayStation 3 tramite il PlayStation Network.

Kings Field
Questo predecessore di Demon’s Souls?

Il titolo ebbe ben due seguiti diretti, King’s Field II e King’s Field III, ma forse vi starete chiedendo, cosa centra questo gioco con quello che stiamo recensendo?

Beh, Demon’s Souls, un nome che nel 2009 era conosciuto da pochi anche se la critica lo aveva promosso pienamente, è il seguito spirituale di King’s Field. Confinato, anche a lui è capitata la stessa sorte, per un periodo nelle terre del Sol Levante, la creatura di From Software, progenitrice della serie Dark Souls e di tutto ciò che è Soulslike, riuscì ad arrivare nel resto del mondo.

Il titolo si presenta come un action RPG molto difficile, per non dire proibitivo, in cui tramite la vostra abilità e soprattutto pazienza dovrete riuscire a farvi strada contro i demoni di Boletaria.

Non tutti i giocatori che lo hanno provato sono riusciti a portarlo a termine o comunque a causa della continua rabbia e frustrazione dovuta alle insidie poste dagli sviluppatori nel mondo di gioco, portando a ripetute morti questi lo abbandonavano.

Boletaria
Ma che bel castello!

Erano anni che i fan del genere richiedevano una remastered del titolo visto il completo abbandono della versione per PlayStation 3 a seguito anche della chiusura dei server che tagliavano molti contenuti anche a chi prediligeva l’offline.

Sony non ha mai aperto bocca al riguardo fino all’11 Giugno 2020, data in cui si è celebrato l’evento dedicato ai titoli di PlayStation 5. C’è voluta un’intera generazione, PlayStation 4, prima di poter avere questo Remake.

L’arduo compito di riportare allo splendore il titolo che ha fatto da capostipite a Dark Souls, Dark Souls II, Dark Souls III, Bloodborne e Sekiro e ai titoli simili in termini di gameplay come Nioh e Nioh 2, è stato affidato ai ragazzi di Bluepoint Games che avevano già dimostrato l’enorme dote nel fare remake di titoli passati, come quello di Shadow of the Colossus.

Finalmente arrivati al 19 Novembre 2020, data del d1 di PlayStation 5 in Italia e di Demon’s Souls, il titolo di From Software è tornato nelle nostre mani, chissà se i ragazzi di Bluepoint Games sono riusciti ad alzare ulteriormente l’asticella, qualitativamente parlando, di questo nuovo remake!

Welcome to Boletaria

Prima di catapultarvi nello splendido mondo triste e cupo creato dalla mente di Hidetaka Miyazaki dovrete creare il vostro alter ego tramite un sistema di creazione del personaggio rivisto e migliorato rispetto all’originale.

Editor Personaggi
Editor Personaggi

L’editor realizzato da Bluepoint Games permette di personalizzare a piacimento il proprio personaggio, a partire dal sesso fino ai dettagli più minuziosi del viso e corpo. Durante la nostra prova abbiamo passato due ore piene dentro l’editor per cercare di creare la nostra Nobile secondo i nostri gusti.

Prima di concludere la creazione, avrete la possibilità di scegliere la classe e l’oggetto da portare nella vostra infernale avventura. Per questa run abbiamo deciso di prendere la Nobile come classe perché utilizzatrice di magie e con buone statistiche per potersi godere il titolo senza vedere molte volte il game over.

Creazione del personaggio

Finita la creazione ci ritroviamo in una sequenza video, interamente doppiata in Italiano che termina con il nostro arrivo in una terra a noi sconosciuta, per il momento.

Finita la parte legata al tutorial, che culmina con una battaglia con un grosso boss, che se sconfitto ci condurrà in un ulteriore area, ma in entrambi i casi verremo catapultati nel Nexus, hub di gioco dove passeremo molto tempo a causa di alcuni aspetti del gameplay legati ad esso.

Giunti nell’hub di gioco che è stato totalmente rifatto, potremo soltanto catapultarci nella prima Arcipietra da liberare dall’assediamento dei demoni.

Senza dilungarmi troppo ed evitando più spoiler possibili, vi basta sapere che dovrete liberare Boletaria dai demoni e per farlo dovrete ottenere le cinque Arcipietre custodite da dei potenti nemici.

Casa dolce casa

I ragazzi di Bluepoint Games hanno deciso di rimanere il più fedeli all’originali, svecchiando soltanto le animazioni e correggendo alcuni dei vecchi bug che impedivano la corretta fruizione del gioco su PlayStation 3, alcuni glitch invece sono stati mantenuti, proprio per poter ricreare la stessa esperienza di gioco di ben 10 anni fa.

Le vecchie trappole
Quante morti dovute a questa trappola

Quindi di nuovo nelle meccaniche fondamentalmente non è stato aggiunto niente, soltanto migliorato e aggiornato ai canoni moderni, viene però mantenuta la Tendenza del Mondo e del Personaggio.

Queste due meccaniche vanno a rendere più o meno semplice il gioco, visto che potrete avere una Tendenza Bianca Pura, che vi garantirà danni extra, più punti vita e determinati oggetti e una Tendenza Nera Pura, che vi darà maggiori danni, ma al contempo stesso nemici più ostici e altri oggetti non ottenibili in alcun modo.

Inoltre, questo cambiamento da Bianco a Nero non sarà soltanto legato a un fattore di statistiche e testo, ma l’intero mondo di gioco risponderà alla vostra Tendenza. In base alla vostra scelta avrete nuove aree a disposizione o incontrerete nuovi NPC, scegliete bene da che parte stare e ricordate che il Grigio, Neutrale, è realmente neutro, nessun vantaggio né svantaggio.

Tendenza
Vediamo la nostra Tendenza

Oltre alla meccanica della Tendenza, presente solo in Demon’s Souls, permangono le potenti magie viste nel titolo originale, che vi permettono di uccidere con tranquillità qualsiasi nemico vi si pari davanti.

Complice anche la gestione degli MP che vengono ricaricati col tempo permettendoci di lanciare magie all’infinito.

Bluepoint Games ha introdotto giusto un paio di accorgimenti per poter bilanciare il gioco il più possibile, ad esempio ora le erbe pesano di più, impedendone lo stivamento nell’inventario, salvo utilizzo di un apposito anello.

Vengono introdotte nuove armature, un nuovo anello e un simpatico segreto celato dietro una porta misteriosa.

Trappola rotolante
Ho fatto strike!

Ovviamente non è tutto rose e fiori visto che il titolo nella sua forma di remake porta dietro con sé il codice sorgente dell’opera originale, quindi avremo un’IA dei nemici non eccelsa e che avremmo voluto vedere sotto una nuova luce, grazie anche alle ultime tecnologie messe a disposizione degli sviluppatori per quanto riguarda l’IA dei nemici.

Ma lo snaturamento del prodotto non era nei piani di Bluepoint Games, che tutto sommato si lascia giocare.

Incantesimo
Lanciando incantesimi parte il Feedback Aptico

Oltre a ciò, ci dispiace vedere le nuove funzioni del controller DualSense non sfruttate appieno, con dei Trigger Adattivi relegati all’arco e il Feedback Aptico poco presente, l’unica funzione next-gen sfruttata a dovere è il Tempest Engine che tramite cuffie i suoni vengono ricreati in 3D.

Un’assaggio della next-gen

Demon’s Souls riesce a girare in 4K nativi a 30 FPS e in 4K dinamici a 60 FPS, che potrete attivare tramite la modalità “Prestazioni”. Ovviamente con il primo setting d’impostazioni avremo una qualità visiva generale migliore ma con un frame rate che secondo noi in Demon’s Souls non rende giustizia.

Invece, con la modalità prestazioni passeremo a dei 4K dinamici ma a 60 FPS, la differenza di dettagli non è molta, quindi avremo la possibilità di poter giocare al titolo con un frame rate doppio e con una qualità grafica eccelsa.

Particellari e luce
Effetti a gogò

Bluepoints Games ha aggiunto la modalità “Cinematica” solo per un mero esercizio di stile, visto che una volta avviato il titolo, questo sarà settato in automatico in “Prestazioni”.

La fluidità raggiunta, unita a tutto il grande lavoro svolto su texture, modelli, effettistica, particellari e soprattutto alla Global Illumination che permette alla console di calcolare in tempo reale tutte le fonti di luci, ottenendo un qualcosa di stupefacente che non fa sentire la mancanza del tanto famoso Ray Tracing.

A condire la meravigliosa grafica del titolo intervengono dei filtri e una photo mode, che a parer nostro forse era meglio relegarla al New Game Plus in quanto questa permette la messa in pausa del gioco e la localizzazione dei nemici presenti nell’area in cui ci troviamo, snaturando l’essenza del gioco.

Luce
Questo non è Ray Tracing!

Grazie anche alla velocità notevole del nuovo SSD integrato in PlayStation 5 che permette caricamenti fulminei, eliminando così i tediosi caricamenti tra le varie Arcipietre e permettendo il farming di anime e oggetti senza tempi morti.

Infine il Tempest Engine che viene integrato perfettamente nel titolo permettendoci di sentire chiaramente e in modo preciso le diverse fonti di suono prodotte da una Boletaria in preda dalla disperazione. Ovviamente per poter usufruire di questa tecnologia dovrete utilizzare delle cuffie con cavo jack o le Pulse 3D di PlayStation 5.

La maledizione del Nexus vi attende

Demon’s Souls titolo di lancio di PlayStation 5 e sua esclusiva, meritevole di essere giocato dai fan e dai nuovi, a patto di sapere prima a cosa si va incontro.

Il titolo rimane pressoché identico all’originale in quanto basato sul codice sorgente della versione per PlayStation 3 e i ragazzi di Bluepoint Games hanno voluto mantenere quanto più intatta possibile l’esperienza offerta dal capitolo progenitore della serie Dark Souls partorito da From Software e dalla testa di Hidetaka Miyazaki.

Complice la nuova veste grafica, i 60 FPS e i leggeri accorgimenti posti al titolo, lo consigliamo caldamente a chi non ha vissuto l’epoca PlayStation 3 o a chi si è avvicinato soltanto recentemente ai titoli di From Software e vuole provare il Souls più terribile in termini di difficoltà.

Garantendovi un ottimo quantitativo di ore visto che sono presenti ben due finali.

Riassumendo

Bluepoint Games è riuscita nell’impresa creando un remake appoggiato sulle solidi basi del capitolo originale, migliorandone il lato grafico e tecnico ma mantenendone intatta l’essenza. Consigliato sia agli amanti del genere che ai novizi che vogliono mettersi alla prova con un titolo bello tosto.

Voto Finale
9/10
9/10

Pro

  • Tecnicamente e graficamente eccelso
  • Atmosfera invariata
  • Caricamenti fulminei
  • Integrazione del Tempest Engine ben fatta
  • Molte ore di gioco garantite vista la natura del titolo

Contro

  • Problemi legati all’IA dei nemici invecchiata male
  • Funzioni del DualSense sfruttate male
  • Si muore tante volte
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Nato ad Acireale il 28 giugno del 1996, cresce con le passioni dei videogames e della pasticceria grazie anche ai genitori che gliele hanno tramandate. Due mondi completamente opposti ma che in un modo o nell’altro riesce a farli incastrare. Adora gli RPG ma non disdegna gli altri generi, soprattutto quelli mai esplorati.