Due parole su Cyberpunk 2077 e CD Projekt Red

Come non gestire il lancio di un videogioco al suo massimo splendore

Se siete giocatori appassionati ormai lo saprete piuttosto bene, ma qualche giorno fa CD Projekt Red ha finalmente lanciato Cyberpunk 2077, il suo nuovo titolo atteso dai fan come poche altre produzioni riuscirebbero mai a fare.

Quella che era una spasimante ed elettrizzante aria di eccitazione che contornava il lancio del gioco si è, però, trasformata ben presto in un risentimento molto profondo nei confronti della stessa software house che si è vista sommersa da un mare di critiche e insulti provenienti da tutto il mondo del web.

La causa principale di queste ferocissime critiche, infatti, è dovuta all’oggettiva poca trasparenza in fase di sponsorizzazione del gioco da parte della software house, la quale ha consapevolmente sorvolato nel mostrare il gioco destinato alle console di vecchia generazione lasciando intravedere per pochi attimi un breve gameplay tratto dall’unica console old-gen in grado di farlo girare in maniera dignitosa: Xbox One X.

Dalle stelle alle stalle elettriche

Fino a pochi giorni prima del lancio i fan erano letteralmente in delirio per l’enorme attesa che si era generata attorno a Cyberpunk 2077. Le grandi presentazioni degli scorsi anni, l’introduzione di grandi attori come l’amatissimo Keanu Reeves, la promessa di una Night City da esplorare più bella che mai, tutto faceva pensare al sicuro capolavoro in arrivo.

Eppure qualcosa non andava nella comunicazione di CD Projekt Red, alcuni dettagli lasciati volontariamente nell’ombra hanno iniziato a insospettire i fan più interessati. Ma ben presto le recensioni sono arrivate, e i 9 sono fioccati come piccoli cristalli di neve congelata che scendono dal cielo in una notte invernale.

L’entusiasmo era alle stelle come mai prima d’ora, ormai mancava poco al giorno del lancio. Ma, soprattutto, mancava poco all’ora della verità. Quando questa è giunta, un unico pensiero ha riempito le teste dei giocatori: “ma che cos’è questa roba?”

Night City spoglia e vuota, un dettaglio grafico che fa pensare più a un gioco di inizio generazione PlayStation 3 e Xbox 360 piuttosto che a un gioco quasi cross gen con Xbox Series X|S e PlayStation 5, tanti di quei bug da lasciar sorpresi persino Bethesda e Ubisoft, il tutto al costo pieno di 69,99€.

La situazione è, ovviamente, molto più complessa di così. Le recensioni che hanno lanciato 9 come se piovesse si riferivano alla versione per PC del titolo, che effettivamente si trova su un gradino nettamente superiore rispetto a qualsiasi versione attuale per qualsiasi console. Le ultime recensioni, le poche che hanno avuto modo di testare le versioni console, sono contraddistinte da una media voto che raggiunge a fatica il 6.

Inutile sottolineare che i fan di mezzo mondo si siano istantaneamente rivoltati contro la software house, chiedendo a gran voce di venir rimborsati della loro spesa, feriti dall’astuta (quanto stupida) mossa di marketing portata avanti da CD Project Red, una tra le aziende più amate al mondo grazie a titoli di estrema qualità come la saga di The Witcher.

Passi indietro e rimborsi

La situazione è risultata talmente tanto complicata che l’azienda ha immediatamente diramato, tramite i suoi canali ufficiali, tutta una serie di comunicazioni volte a tranquillizzare i fan circa lo stato dei lavori di patch correttive e quant’altro.

Nei prossimi mesi, infatti, sono previste diverse patch di aggiornamento che dovrebbero sistemare i problemi più gravi che affliggono la produzione su Xbox One e PlayStation 4, oltre che a eliminare tutti i vari bug rimasti irrisolti e migliorare le prestazioni altalenanti di una Night City che, tutt’ora, sembra più oscura che mai.

La folla inferocita, però, non è ancora contenta. E allora Sony per prima apre alla possibilità di chiedere un rimborso completo del gioco tramite il suo PlayStation Store, arrivando addirittura a rimuovere il gioco in formato digitale rendendolo inacquistabile da chi volesse provare l’azzardo di giocarlo adesso.

Questa è una mossa mai vista prima, un precedente estremamente importante e pericoloso, ma anche emblematico di come una situazione possa venir gestita al peggio delle possibilità. Non era mai capitato in passato, nemmeno con titoli inizialmente disastrosi come The Elder Scrolls V: Skyrim su PlayStation 3 (inizialmente ingiocabile) o Dark Souls su PC (ingiocabile ancora oggi senza una patch correttiva fan-made) di vedere una major obbligata a rimuovere un titolo dal proprio store.

Le ultime notizie vogliono, inoltre, Microsoft impegnata nel restituire i soldi degli acquisti tramite l’Xbox store ai giocatori che faranno richiesta di rimborso, e addirittura la stessa CD Projekt Red si è prodigata per rimborsare anche le copie fisiche già vendute.

Tutto ciò ovviamente ha avuto un impatto piuttosto pesante anche sulle quotazioni in borsa dell’azienda, la quale ha perso grandi percentuali del valore azionario e arrivando a perdere in pochi giorni fino a 1/3 del proprio valore complessivo.

Il marcio tra utenza e dirigenza

La situazione, ovviamente, è tanto delicata quanto complicata, ma mette in piena luce la verità marcia che contraddistingue da sempre tanto la fanbase dei videogiocatori quanto la dirigenza di un’azienda che ha trovato giusto lanciare sul mercato un prodotto chiaramente manchevole e non completamente ottimizzato.

Nell’ultima sessione di Q&A gli sviluppatori di CD Project Red si sono infatti scagliati con sacra violenza contro i dirigenti, accusandoli di aver obbligato i dipendenti a lunghe e dure sessioni di crunch per poi considerare completo lo sviluppo del un videogioco già a gennaio, ben consci della reale situazione attorno alla produzione.

Jason Schreier, giornalista affermato nell’ambito videoludico, ha portato alla luce tutta la verità dietro alle irrealistiche scadenze prefissate per lo sviluppo di Cyberpunk 2077. Assumono una nuova consistenza le voci riportate da un insider tempo fa che vedevano un grande malcontento girare all’interno dell’azienda, con una dirigenza disinteressata al destino delle versioni Xbox One e PlayStation 4 del gioco.

I prossimi mesi saranno assolutamente i più duri mai affrontati da CD Project Red, un’altra tra le grandi aziende videoludiche a perdere quell’alone di virtù che si era faticosamente costruita nel corso degli anni grazie alle sue grandi produzioni di qualità.

Ma c’è un’altra verità che è giusto sottolineare, e questa volta riguarda i videogiocatori.

Pur con le giuste motivazioni, è innegabile che la risposta tremendamente aggressiva dei giocatori nei confronti dell’azienda si stia facendo via via sempre più esagerata e ingiusta. Cyberpunk 2077 è chiaramente un titolo non completamente sviluppato e che richiederà ancora diversi mesi di patch correttive, ma le critiche più feroci arrivano proprio da coloro che, negli anni, hanno perdonato mosse di marketing ben peggiori.

Celebri sono i casi di Fallout 76, titolo Bethesda lanciato sul mercato in una versione semplicemente spoglia di qualsiasi cosa e piena di problemi tecnici. Anche No Man’s Sky ha subito un trattamento simile, visto il lancio sul mercato da parte di Hello Games accompagnato da grandi promesse, poi tutte disattese una volta preso in mano il gioco.

Eppure la storia avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Entrambe le produzioni sopra citate sono state lanciate nella loro condizione peggiore, ma dopo un immenso lavoro da parte degli sviluppatori entrambi i titoli hanno riacquisito l’onore inizialmente perduto.

In particolar modo No Man’s Sky è diventato negli anni un gioco ben più mastodontico e completo rispetto alle più rosee promesse fatte in fase di presentazione, passando dall’essere un gioco odiato dalla community e vincere addirittura un premio ai The Games Awards per uno dei migliori supporti nel tempo visti negli ultimi anni.

Le critiche dei fan sono diventate così esagerate da aver straboccato i recinti del solo Cyberpunk 2077 e aver invaso il territorio di altri giochi. Death Stranding, l’opera più recente di Kojima, ha infatti stretto una collaborazione proprio con CD Projekt Red per Cyberpunk 2077. Non è passato un solo giorno dall’annuncio che immediatamente il titolo è stato colpito da una pesante ondata di review bombing da parte dell’utenza, facendo crollare la votazione media degli utenti su Metacritic portandola a un misero 3.2.

È inoltre incredibile la scelta di Sony, ovviamente volta a proteggere la propria immagine, di ritirare Cyberpunk 2077 dal suo store, quando sullo stesso negozio virtuale il controllo qualità è a livelli infimi tanto da permettere l’esistenza di vere e proprie porcherie videoludiche che non dovrebbero nemmeno esistere.

Quale sarà il futuro di Cyberpunk 2077?

Questa è in assoluto la domanda più complicata a cui poter trovare una risposta. Sicuramente CD Projekt Red dovrà lavorare a lungo e duramente per sistemare un gioco che, malgrado gli enormi risultati ottenuti nelle vendite (su internet si parla di quasi 15 milioni di copie al lancio), sta scuotendo e dividendo la community dei videogiocatori.

Altrettanto sicuramente tutti i piani di espansione previsti dall’azienda dovranno venir rimandati a data da destinarsi in attesa di patch dedicate a sistemare definitivamente il gioco. Intanto noi videogiocatori possiamo scegliere solamente due strade.

Possiamo dare fiducia a CD Projekt Red e attendere con pazienza il rilascio delle suddette patch in caso avessimo già acquistato il gioco, cercando di goderci quella che è comunque una storia splendida ambientata in un mondo tra i più belli dell’immaginario fantascientifico.

Oppure possiamo scegliere di riavere i soldi indietro nel caso in cui li avessimo già spesi, o possiamo evitare direttamente l’acquisto fino a quando non avremo la certezza che il gioco funzionerà come ci era stato promesso.

Fino ad allora, non ci resta che attendere e sperare che gli sviluppatori riescano a mettere una pezza a quella che è stata una mossa di marketing assolutamente fallita, nonché la caduta di una delle aziende videoludiche tra le più amate al mondo.