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Valkyria Chronicles 4 – Recensione su Google Stadia

Valkyria Chronicles 4 è uscito originariamente su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e ora è disponibile su Google Stadia. Scoprite con noi se vale la pena giocare questo titolo!

Una serie che torna a brillare

Parlare di questa serie non è facile. Il primo capitolo uscì su PlayStation 3 nel 2008. In seguito sono stati sviluppati il secondo e il terzo capitolo su PlayStation Portable, in particolare quest’ultimo è stato rilasciato solo in Giappone. In occasione del decimo anniversario della saga, è stato messo sul mercato il quarto, questa volta su home console.

Non preoccupatevi però, è possibile partire direttamente da quest’ultimo, in quanto gli eventi sono sì legati a quelli del primo, ma perfettamente comprensibili e autoconclusivi, anche da chi non ci ha mai giocato.

Un inizio frenetico

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Inizialmente, veniamo introdotti a Claude Wallace, protagonista del gioco, nonchè comandante dell’unità E del 1º Battaglione dei Ranger Corazzati, e Raz compagno e amico proveniente dalla stessa città natale di Claude. Dopo aver fatto anche la conoscenza di Kai, amica d’infanzia e compagna dei due, veniamo catapultati in battaglia a causa dell’attacco di un battaglione imperiale.

La trama è svolta in un universo alternativo, ispirato al nostro, durante gli anni della Seconda Guerra Europea. Gli schieramenti sono due: la Federazione Atlantica e l’Impero e le cause del conflitto vanno ricercate sul possesso di un prezioso minerale: la ragnite.

L’impero è in vantaggio e così i piani alti decidono di attuare un piano che include più unità della Federazione, inclusa la nostra: la cosiddetta “Operazione Croce del Nord”. L’obiettivo è arrivare rapidamente alla capitale imperiale, ovvero Schwartzgrad.

Una storia tramandata

La narrazione avviene mediante il diario di Claude nella Modalità libro, dove è possibile avanzare nei capitoli della trama, vedendo intermezzi e combattendo le battaglie. Sono disponibili inoltre le Storie dell’unità, riguardanti il passato dei singoli personaggi, sbloccabili schierandoli diverse volte nelle battaglie.

Gli intermezzi narrativi si svolgono perlopiù attraverso riquadri, esattamente come in passato. A nostro avviso gli sviluppatori avrebbero potuto osare un po’ di più e mostrare le scene con i vari personaggi coinvolti. Nulla di grave sia chiaro, ma non ci sono stati passi in avanti in tal senso.

In generale possiamo dirci soddisfatti della narrativa di questo capitolo, anche se simile a quella del primo.

Battaglie più strategiche che mai

Nel gioco sono disponibili ben sette classi: il ricognitore, il soldato d’assalto, il lanciere, l’ingegnere, il cecchino, il granatiere e i carri, dove ognuna di esse ha le sua peculiarità e le sue debolezze.

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A proposito dei carri, ne esistono di due tipi: quelli armati e quelli corazzati. I Primi sono pensati per resistere al danno e infliggerne molto, mentre i secondi sono pensati per portare con molta facilità i vari personaggi in giro per la mappa.

Ogni classe è potenziabile nel Quartier generale, accessibile dalla modalità libro. Ad ogni avanzamento di livello, tutte le unità saliranno in modo analogo, così da evitare di gestire i potenziamenti di ogni singolo personaggio.

Il Quartier generale offre altre possibilità, quali l’aggiornamento dell’equipaggiamento (spendendo i soldi acquisiti dopo ogni battaglia), il rivedere vari tutorial , il leggere dettagli su modalità, luoghi o personaggi e molto altro.

Il sistema di combattimento si basa sul sistema BLiTZ, dove è necessario passare continuamente dalla modalità Comando alla modalità Azione e viceversa.

La prima ci offre una panoramica della mappa, dove è possibile impartire ordini alle nostre unità (ovvero una serie di potenziamenti o azioni esclusive) o muovere una di esse, così da passare alla seconda modalità. Possiamo inoltre farli ritirare o chiamarne altre.

Per fare una di queste azioni, è necessario spendere un CP e una volta finiti, non sarà possibile fare altro durante il turno corrente.

La modalità Azione è accessibile ogni volta che da quella di Comando si decide di muovere un personaggio, al costo di un CP. Durante questa schermata, dobbiamo tenere sotto controllo la barra di movimento, che indica quanti passi l’unità può ancora fare e inoltre, ad ogni azione, l’unità può attaccare una sola volta.

É proprio qui che possiamo vedere chiaramente le caratteristiche di ogni classe.

I soldati d’assalto sono la classe più equilibrata, essendo in grado di fare molto danno alla breve distanza e muoversi lungo un buon raggio. I ricognitori hanno molto movimento, ma infliggono poco danno.

I cecchini e i lancieri sono pensati per infliggere tanti danni, al costo di muoversi poco per la mappa. In particolare i primi sono pensati più per i carri e per le corte distanze, i secondi per le lunghe distanze.

Gli ingegneri sono gli “healer” del gioco e possono rifornire di munizioni le unità lungo tutta la mappa, riparare barricate o le scale e disattivare le mine antiuomo o anticarro sparse per la mappa.

Infine i granatieri hanno poco movimento, ma sono in grado di avere un raggio d’azione molto ampio e inoltre l’attacco avviene tramite un mortaio dall’alto.

Abbiamo trovato il sistema di combattimento molto divertente e appagante, ma con qualche sbavatura, in particolare le collisioni tra i nostri personaggi durante le fasi di azione possono risultare fastidiose, soprattutto negli spazi stretti, dove non è possibile andare “oltre” al compagno.

Sarebbe bastata l’aggiunta di una semplice animazione e invece è possibile ritrovarsi in queste situazioni fastidiose. Inoltre non ci sono grosse novità rispetto ai capitoli precedenti.

Un comparto tecnico meraviglioso

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Concludiamo questa recensione parlando del comparto tecnico. Il motore grafico è il CANVAS. Possiamo notare fin da subito come il gioco presenti uno stile disegnato a mano e pieno di colori, sicuramente molto piacevole.

Le musiche sono composte dal leggendario compositore Hitoshi Sakimoto, già autore di numerose colonne sonore, ad esempio quella di Final Fantasy XII o quella di Vagrant Story. Le tracce sono sicuramente di alto livello in quanto sono in grado di accompagnare emotivamente il giocatore alla perfezione.

Ulteriore nota sulla versione recensita. Abbiamo testato Valkyria Chronicles 4 su Google Stadia con una connessione pari a 200 Mbps e non abbiamo rilevato nessun problema. Inoltre è compatibile con qualunque controller, da impostare nelle opzioni di Stadia .

Riassumendo

Valkyria Chronicles 4 segna un ottimo ritorno della serie che sostanzialmente ricalca la formula già vista in nei precedenti capitoli, senza fare grandi passi in avanti. Il titolo però nel suo insieme funziona alla grande, regalandoci una bella trama, un gameplay molto appagante e un comparto artistico e sonoro di alto livello, che saranno in grado di coinvolgere emotivamente il giocatore.

Voto Finale
9/10
9/10

Pro

  • Trama molto coinvolgente
  • Gameplay stratificato e appagante
  • Comparto artistico e sonoro di alto livello

Contro

  • Fin troppo simile ai capitoli precedenti, senza novità importanti
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