Sense: A Cyberpunk Ghost Story – Recensione della versione Switch

Cyberpunk, Horror ed esorcismi

Sense – 不祥 的 预感: A Cyberpunk Ghost Story è un gioco nato su KickStarter, uscito ad Agosto su Steam e il 7 Gennaio 2021 su Nintendo Switch è un gioco horror 2.5D ispirato a Clock Tower e Fatal Frame.

Con un’attenta attenzione al pacing, all’atmosfera e alla narrazione, Sense tenta di riportare il genere horror alle sue radici; celebrare il lento e pauroso strisciare del terrore invece di fare affidamento sull’action o sui jump scares.

I fantasmi – come glitch nella nostra realtà – agiscono come minacce spirituali e paranormali, non mostri da uccidere. L’horror della storia viene dall’atmosfera e dalla narrazione, non dal suono forte e dagli effetti artificiali.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch

Il gioco ha subito parecchie critiche, accuse e minacce di morte agli sviluppatori, principalmente per via dell’abbigliamento e sull’aspetto fisico della protagonista del gioco Mei-Lin Mak (a detta loro eccessivamente sessualizzata) così come per i diversi npc femminili presenti nel gioco.

Accuse ingiuste per quanto ci riguarda, ma se volete saperne di più sull’accaduto e sulla risposta degli sviluppatori, vi rimandiamo al nostro articolo al riguardo.

Inoltre Ci teniamo a ringraziare l’ufficio stampa di Decibel per la chiave del gioco per Nintendo Switch offertaci. Se siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo del gioco noi di GameIndustry, allora non vi resta altro che leggere la nostra recensione.

Andiamo a risvegliare un secolo di orrori

A Neo Hong Kong, anno 2083, una giovane donna di nome Mei Lin Mak viene trascinata in vortice di horror soprannaturale. Mentre si addentra in questo mistero secolare, Mei si ritrova a dubitare della sua percezione della realtà e della fiducia nei suoi occhi cibernetici.

Sotto le luci al neon di un paesaggio cittadino cyberpunk, le rovine dei Chong Sing Apartments nascondono un segreto maledetto immerso nel folklore e nell’innovazione cinese del futuro industriale.

Se c’è una possibilità di fuggire da questo incubo, Mei Lin deve aiutare a far passare a miglior vita 14 anime perdute ascoltando le loro storie, riuscendo così a far un po’ di luce sulla maledizione che ha colpito la sua famiglia.

Una strana combinazione, il setting cyberpunk unito a quello horror ci hanno destato non poco interesse anche se, alla fine della fiera, di cyberpunk c’è ben poco.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch

A parte l’inizio e l’epilogo non viene mostrato quasi nient’altro di cyberpunk, in quanto tutto il gioco si svolge in una serie di appartamenti chiusi al pubblico e ormai vecchi di 100 anni. Però le atmosfere horror e macabre non ci hanno di certo deluso.

Il mondo e la lore di Sense è enorme e complessa, ogni luogo rivelerà dettagli su Neo-Hong Kong e sul mondo circostante, così come le relazioni tra i personaggi. Di cui alcuni interessanti.

Per capire al meglio la storia bisognerà anche leggere tutti i vari documenti che troviamo, così come giocare l’episodio prequel (sbloccato completando il gioco) e fare NG++ per potere avere così un quadro migliore sul finale.

Anche se quest’ultimo non ci ha fatto impazzire in quanto bisogna completare il gioco ben tre volte per poter avere avere si e no un minuto di filmato extra.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch

Backtracking, enigmi e fantasmi

Sense offre un survival horror e un gameplay basato sull’esplorazione con doppiaggio parziale, risoluzione di enigmi e intricati segreti. Il giocatore dovrà cercare ed esaminare ogni angolo del mondo che lo circonda per progredire.

La maggior parte degli enigmi saranno di natura semplice, facilmente risolvibili, altri richiederanno più attenzione così come la ricerca di indizi. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla quantità di backtracking presente nel gioco.

Alcuni oggetti potrebbero non essere visibili fino al completamento di quest o eventi specifici, Alcuni potrebbero richiedere ingegno, altri invece, una volta risolti potrebbero farvi avere delle brutte sorprese.

Gli NPC popoleranno alcune aree del gioco, alcuni di loro possono essere proprio dei fantasmi, parlare con loro può rivelare informazioni sul mondo, sul mistero e persino alcuni segreti inaspettati.

Alcune interazioni richiedono uno sguardo più attento, certe volte bisognerà interagire più volte con l’oggetto per scoprire dettagli nascosti.

I fantasmi dell’edificio di Chong Sing possono ferirvi e uccidervi, noi invece nella maggior parte dei casi non potremo ucciderli o ferirli, ma potremo aiutarli a passare oltre. Santuari, offerte e risolvere misteri saranno le vostre armi.

Però da un certo punto del gioco otterremo una spada dai poteri spirituali, che ci permette di “uccidere” alcuni tipi di fantasmi, avendo così delle vere e proprie boss fight. Il metodo per uccidere e far passare “a miglior vita” i fantasmi è tutto preso da mitologie cinesi di esorcismo.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch

Il cambio di direzione ci sta, in quanto continueremo a dover fare offerte, risolvere misteri ecc. insomma il combattimento sarà semplicemente una meccanica in più. Le fight in generale risultano noiose e poco convincenti anche a causa di una legnosità e semplicità di quest’ultime.

Le 14 anime perdute dell’edificio di Chong Sing non sono gli unici spiriti presenti nel gioco. Si potranno fare diverse foto a diversi tipi di fantasmi che saranno ben nascosti, un “collezionabile” molto carino.

Oltre a collezionare foto e documenti, per conoscere meglio la lore del gioco si potranno ottenere diversi costumi per la protagonista, alcuni di essi molto belli (la maggior parte sarà possibile ottenerli solo dal ng+ in poi).

Infine bisogna fare molta attenzione, non solo possiamo morire tramite gli attacchi dei fantasmi, ma anche in seguito al fallimento di quick time event e alle decisione sbagliate prese durante l’esplorazione. Non esistono salvataggi automatici.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch

Problemi riscontrati

Questa tipologia di giochi pensiamo sia perfetta per poter essere giocata su Nintendo Switch (così come ad esempio le Visual Novel), ovviamente solo in caso in cui il titolo sia ben ottimizzato.

Purtroppo nel corso della nostra partita a Sense: A Cyberpunk Ghost Story abbiamo trovato alcuni problemi sulla console di Nintendo.

Principalmente i problemi sono due: il primo è che in alcune aree ci sono dei rallentamenti e cali di FPS, il secondo problema (che ci è capitato solo una volta) un freeze del gioco durante un enigma, abbiamo dovuto chiudere il gioco e riaprirlo per risolvere.

In conclusione

Concludendo, Sense: A Cyberpunk Ghost Story ci ha sorpreso sotto alcuni punti, come le sue atmosfere e misteri, contornati da un ottimo setting ma che dall’altro lato non viene utilizzato al meglio, visto che di cyberpunk c’è ben poco.

Un piacevole viaggio che consigliamo agli amanti del genere horror e a chi adora gli enigmi al netto di una cattiva ottimizzazione, che a parer nostro allo stato attuale delle cose non rende grazia alla creatura di Suzaku.

Sense: a cyberpunk ghost story, recensione per nintendo switch
Sense: A Cyberpunk Ghost Story

Riassumendo

Sense: A Cyberpunk Ghost Story è un pessimo gioco cyberpunk, ma un bel gioco Horror, se cercate una storia horror, piena di enigmi, fantasmi e del sano backtracking, di sicuro è il gioco che fa per voi. Le uniche pecche sono legate a una cattiva ottimizzazione del gioco su Nintendo Switch, così come la semplicità dei combattimenti, ma se riuscite a sorvolare su ciò, di certo vi goderete un ottimo titolo horror.

Voto Finale
7.5/10
7.5/10

Pro

  • Storia e lore intrigante
  • Presenza di backtracking e tanti enigmi
  • artstyle affascinante

Contro

  • gameplay durante i combattimenti legnoso e troppo semplice
  • problemi di freeze e di fps in alcune zone
Andrea De Francesco

Andrea De Francesco

Fin da piccolo appassionato del Giappone e della sua cultura, in particolare dei videogames, anime e manga. I generi preferiti sono survival horror, visual novel e jrpg.