RIDE 4 – Recensione su PlayStation 5

Non è la prima volta che parliamo di RIDE 4, poiché abbiamo avuto l’onore di provarlo in anteprima a Settembre 2020 grazie a Koch Media.

Sempre grazie ad essa abbiamo potuto mettere le mani sulla versione PlayStation 5, ed è proprio quest’ultima che approfondiremo in questa recensione.

Il Gran Turismo delle Moto

Prima di passare al comparto tecnico è giusto dire che RIDE 4 è l’esperienza di simulazione definitiva per gli appassionati. Si può infatti regolare ogni singola caratteristica della propria moto, come ad esempio la possibiità di ridurre il rapporto delle marce o vice versa.

Un enorme nota di merito va’ alla fisica impiegata nel titolo che è molto realistica e non risulta mai frustrante. Inutile dire che se si cerca un titolo di corse dove si deve solamente tenere premuto l’acceleratore, non è questo il titolo che fa per voi.

Per riuscire a completare una singola gara bisognerà conoscere il tracciato, tenere conto dello stato delle gomme e della pista, senza contare la necessità di bilanciare il peso del proprio pilota per superare le varie curve.

Insomma aspettatevi di passare parecchie ore ad allenarvi dato che la curva d’apprendimento (specialmente all’inizio) è parecchio ripida, forse anche troppo.

È possibile attivare diversi aiuti che vanno a ridurre il lato simulativo, ma a nostro parere, si rischia di perdere l’essenza del titolo. Un altro punto a favore va’ all’IA che è estremamente competitiva e vi darà sicuramente del filo da torcere.

Pronti a diventare i campioni della World Superbikes League?

RIDE 4 presenta una corposa modalità Carriera che prende ispirazione, senza neanche nasconderlo troppo, da Gran turismo.

Oltre ad avere 3 Leghe da completare, suddivise in Regionali, Mondiali e Finali, troviamo anche per ognuna di esse una patente specifica che deve essere ottenuta per poter accedere alle leghe sopracitate, tramite il superamento di sfide specifiche.

Vi possiamo garantire che non sarà affatto facile completarle e vi richiederanno parecchi tentativi.

Ma non finisce qui, perché il titolo presenta anche la modalità Gareggia, che include 3 tipi di gare: la Gara singola, Endurance e Prove a tempo.

Come da nome la Gara singola consiste in una normalissima gara contro la CPU. Ci saremmo aspettati di trovare anche un’opzione per poter giocare asssieme ad un amico in locale, dato che questi titoli si prestano molto a questo tipo di modalità di gioco. Purtroppo Ride 4 ne è privo.

La gara Endurance è a nostro parere la più interessante delle 3. In questa modalità infatti avremo il consumo del carburante e delle gomme attivo, fattori che vi costringeranno a fare almeno 1 pit stop. E se non vi basta quanto detto, le gare Endurance andranno dalla durata minima di 20 minuti fino ad un massimo di 24 ore.

Per quanto riguarda le Prove a tempo, sono normalissime gare senza CPU dove dovrete cercare di battere il vostro tempo migliore in un determinato tracciato.

L’ultima modalità disponibile è il multiplayer online che consiste sostanzialmente in delle gare contro altri giocatori, con una lobby di massimo 20 persone. Anche quest’ultima non ci ha per niente convinto, dato che non dà al giocatore nessun senso di progressione.

Sarebbe stata gradita la presenza ad esempio di una modalità competitiva o anche solo una sorta di pass stagionale a premi. Manca insomma, qualcosa che spinga il giocatore a continuare a giocare anche dopo aver completato la modalità carriera.

Tecnicamente notevole

Appena si avvia RIDE 4 non si può non notare la cura e l’amore che Milestone ha profuso all’interno del titolo.

Per quanto riguarda la fedeltà dei modelli e del lavoro per riproporli all’interno del gioco c’è poco da dire, è stato svolto un ottimo lavoro. Vi assicuriamo che rimarrete ore nello showroom ad ammirare le oltre 200 moto disponibili.

Stesso discorso vale per i tracciati, che sono ricreati usando delle tecnologie di scan 3D di ultima generazione e sono stati riproposti in modo impeccabile, presentandosi molto belli da vedere.

Da segnalare tuttavia la mancanza del Ray tracing, che a parer nostro avrebbe dato quel tocco di fotorealismo in più che non guasta mai.

Sfrecciate a 60 FPS

La prima differenza che possiamo notare rispetto alla versione PS4 sta nella stabilità del frame rate e della risoluzione. Il titolo si mantiene sempre sui 60 FPS fissi in 4K sulla nuova ammiraglia di Sony.

Inoltre grazie alla maggiore potenza computazionale della console, gli avversari che possono essere presenti in gara passano da 11 ad un totale di 19.

Il tutto scorre su schermo in modo talmente fluido che sembra quasi che il titolo giri ad FPS molto più alti.

Una nota di merito va anche all’SSD che riduce e rende quasi assenti le schermate di caricamento. Vi capiterà spesso di riavviare una gara ed il tempo di attesa tra una schermata e l’altra sarà di pochissimi secondi.

Sentire la moto tramite il Dualsense

È ormai appurato che il nuovo pad di casa Sony sia un’aggiunta non da poco, e Milestone per questo titolo ne ha sfruttato appieno ogni singola caratteristica.

Credeteci quando vi diciamo che sentirete letteralmente la moto nelle vostre mani.

Grazie ai trigger adattivi infatti è possibile dosare l’accelerazione e le frenate in modo graduale senza avere sbalzi di pressione, meccanica che si fonde in modo totale con il feedback aptico.

Quest’ultimo vi farà capire le forzature nel vostro stile di guida modificando la vibrazione, e addirittura potrete sentire ogni singola insidia o asperità del terreno, come ad esempio l’assenza di aderenza sul bagnato.

Insomma il Dualsense migliora in modo sostanziale l’esperienza di gioco, e possiamo assicuravi che non riuscirete più a farne a meno.

Eccoci arrivati al traguardo

Come avrete potuto constatare i ragazzi di Milestone con RIDE 4 sono riusciti a migliorare la serie, proponendo un titolo validissimo che grazie alla sua fedeltà sia grafica (dovuta alle tecnologie di scansione 3D) che tecnica, rimane il miglior titolo simulativo in ambito motociclistico in circolazione.

Tutto ciò al netto di un comparto multiplayer non soddisfacente, soprattutto in un titolo del genere dove ogni vero purista non vede l’ora di mettersi in gioco contro altri giocatori.

Se siete disposti a chiudere un occhio alle lacune del gioco, RIDE 4 è sicuramente un titolo che ogni purista del genere non può assolutamente lasciarsi scappare.

RIDE 4

Riassumendo

RIDE 4 seppur con qualche difetto, rimane un titolo validissimo nonché la migliore scelta per ogni appassionato di moto. Supportato dalla potenza di PlayStation 5 e dalle feature innovative del Dualsense non possiamo fare altro che consigliarvelo.

Voto Finale
8/10
8/10

Pro

  • Modelli e tracciati fedelissimi
  • Carriera corposa
  • Comparto tecnico solido
  • Dualsense sfruttato a dovere

Contro

  • Modalità secondarie insoddisfacenti
  • Curva d’apprendimento molto alta
  • Peccato per la mancanza del Ray tracing
Antonino Nicola D'angelo

Antonino Nicola D'angelo

Nato a Palermo il 3 Febbraio del 1999, cresciuto a pane e videogiochi ed amante di anime e manga. Gioca ad un po' di tutto, prediligendo il genere degli RPG. "Da un calcio alla ragione e fa spazio all'impossibile"