Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy – Recensione

Atelier Ryza: Ever Darkness and the Secret Hideout è stato l’apri pista della nuova trilogia legata all’ormai storica serie Atelier, sviluppata da Gust nel 1997.

Tutto iniziò con Marie, protagonista di Atelier Maire: The Alchemist of Salburg. Il titolo venne rilasciato su PlayStation 1 e Sega Saturn nello stesso anno. Il titolo venne accolto con ottimo successo da parte della critica e Gust continuò a supportare la nascente serie.

Gli Atelier, fino a Ryza, non si discostano molto dal progetto originale, ma con l’avvento della settima alchimista, Sophie, Gust ha cominciato a rimodernizzare e innovare la serie.

Il punto massimo è stato raggiunto con Atelier Ryza: Ever Darkness and the Secret Hideout, che, come dicevamo prima, ha portato due novità nella serie, la prima legata all’apertura della nuova trilogia dedicata all’ottava alchimista, la simpatica Ryza, e l’altra legata al gameplay.

Serie Atelier

Il capitolo riscosse un enorme successo, portando Gust a pubblicarne un seguito ben un anno dopo il rilascio e quest’oggi grazie a Koch Media siamo riusciti ad avere una copia del titolo.

Chissà quali migliorie e novità sono state integrate nel nuovo capitolo, ma soprattutto cos’altro avranno Ryza e i suoi amici da raccontarci questa volta? Scopritelo con noi in questa recensione!

Gli avventurieri non si fermano mai

La storia riprende ben tre anni dopo la fine del precedente capitolo. Avevamo lasciato la giovane Ryza e i suoi amici dopo lo scontro contro la temibile regina dei Philusca, riuscendo a fermarne l’avanzata ed a risigillare il portale collegato all’Underworld.

Il gruppo si congeda dall’isola di Kurken così che ognuno possa avverare i propri sogni. Solo Ryza decise di rimanere nella terra natia, continuando i suoi studi alchemici.

Questo secondo capitolo, si apre con l’arrivo di una lettera da parte di Tao, che al momento è impegnato con gli studi presso la capitale reale Ashra-am Baird.

L’amico, le racconta di alcune misteriose rovine presenti intorno alla città apparentemente legate all’alchimia ed invita la giovane alchimista a partire per questa nuova avventura.

Decisasi a svelare i misteri legati alle rovine, parte da casa per raggiungere l’amico, ma viene subito fermata dall’uomo più in vista di tutta Kruken, il signor Moritz Brunner, che le consegna una misteriosa pietra nera.

Dopo le prime ore di gioco, scoprirete che lo strano ninnolo affidatoci non è altro che un uovo di fata, al cui interno dimorava una strana creatura alata di cui faremo la conoscenza nelle prime ore di gioco. Chissà se c’è un nesso tra i misteriosi resti antecedenti all’impero Klint e il nuovo amico volante di Ryza?

L’unica cosa certa, è che Gust anche questa volta si è superata, riuscendo a proporre una trama interessante e ben congegnata, che rispetto al precedente titolo, parte sin da subito, riuscendo a dare anche il giusto spazio ai personaggi comprimari e rendendoli parte di questa nuova avventura, atta a gettare le basi per un probabile terzo capitolo conclusivo.

Gameplay migliorato rispetto al passato

Come vi abbiamo detto in precedenza, Gust con Atelier Ryza 2 alza l’asticella non solo dal punto di vista narrativo, ma migliora ulteriormente anche il gameplay, innovando ulteriormente ciò che era stato fatto in precedenza, grazie anche all’ascolto dei feedback dei giocatori e confezionando così un prodotto che a parer nostro è perfetto.

Partendo dalla maggiore interazione con l’ambiente circostante, che ci permetterà ad esempio di poter nuotare sott’acqua, arrampicarvi sui muri e perfino cavalcare le creature, andando così a espandere le aree esplorabili sia in grandezza che in verticalità.

Per quanto riguarda invece il punto chiave della serie Atelier, l’alchimia, troviamo un sistema snellito e perfezionato. Precedentemente avevamo due livelli ben distinti tra quello del personaggio e quello alchemico.

Con Atelier Ryza 2 invece quest’ultimo sparisce, lasciando posto a un enorme albero delle abilità con il quale potremo interagire tramite l’utilizzo dei punti SP, ottenibili tramite la sintesi o le missioni secondarie.

L’utilità dell’alchimia è rimasta invariata, in quanto questa vi permetterà di sbloccare nuove ricette, nuove tecniche e persino potenziare il calderone alchemico. Facendo così Gust, ha lasciato piena libertà ai giocatori, permettendogli di poter sbloccare abilità e ricette, secondo le proprie preferenze.

Un’altra meccanica aggiunta è quella legata alla Bussola del Ricordo, un oggetto speciale con il quale sarà possibile raccogliere le memorie delle persone vissute in passato in quel dungeon e dintorni. Una volta raccolti i vari indizi, dovrete abbinarli tramite l’apposito menu così da ricostruire gli eventi legati all’area in cui vi trovate e risolverne il mistero.

Tante combo e tante strategie

Il combat system merita un approfondimento a parte, in quanto è stato rivisitato nell’HUD, semplificato e riorganizzato in toto, favorendo una maggiore leggibilità a schermo.

Per quanto concerne il gameplay nudo e crudo, Gust ha ritoccato interamente il sistema dedicato ai punti CC e alla barra dei turni, permettendo l’inserimento delle abilità all’interno degli attacchi normali, così da poter creare le proprie combo.

Gli attacchi base saranno di vitale importanza per quanto riguarda l’ottenimento dei punti AP e una parata perfetta vi premierà con l’ottenimento di punti extra.

Tramite le Order Skill, potrete inoltre attivare delle combo automatiche per i vostri alleati, per le quali vi basterà semplicemente rispettare i suggerimenti che riceverete da essi nel corso della battaglia.

Unite tutto ciò alla possibilità di avere più compagni a disposizione, che vi permetterà così di poter abbinare attacchi speciali offensivi con quelli di supporto, tra un attacco base e una parata, e capirete quanto sia stato ulteriormente stratificato il combat system.

Un connubio ben riuscito che vi permetterà lo studio dei vari scontri per poter così utilizzare la migliore strategia contro particolari boss o nemici.

Un comparto tecnico che non rende giustizia

Configurazione PC

CPU: Intel i9-7900x 4,3ghz
GPU: RTX NVIDIA 2080 TI
RAM: 64GB DRR4 4000MHz

Ma non ci sono solo belle parole da spendere su Atelier Ryza 2. La versione da noi recensita è quella per PC e con nostro dispiacere non siamo rimasti soddisfatti del lavoro svolto.

Partiamo col dire che il titolo non riesce ad andare sopra la risoluzione del 1080p se non tramite modifica manuale dei file di gioco, e con la mancanza del supporto ai monitor 21:9 vi aspettano delle orribili bande nere laterali a schermo.

Come se non bastasse, durante le nostre 50 ore di gioco i crash non sono mancati, presentandosi in maniera casuale nelle sezioni dialogate legate alla storia principale.

Teniamo a precisare che il titolo precedente non soffriva di tali problemi e che al momento questi non sono stati risolti nemmeno con l’ultima patch. È un vero peccato veder bistrattata da Koei una serie ormai longeva e famosa come Atelier.

Speriamo che per il terzo capitolo della trilogia dedicata a Ryza venga messo più impegno e dedizione sul comparto tecnico, in modo da render gloria a un ottimo prodotto che al momento non riesce ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità.

L’utilizzo di un motore grafico ormai vetusto porta con sé gli stessi problemi del precedente titolo, presentando texture dalla qualità infima, ambienti sporchi e una carenza poligonale generale.

Nulla da dire invece sui modelli dei vari personaggi, molto dettagliati e ben fatti, con il character design affidato anche questa volta a Toridamono. Il comparto sonoro infine si è dimostrato all’altezza, presentando una colonna sonora variegata e vivace, capace di mutare al momento opportuno, che ci permetterà di vivere degnamente questa nuova avventura.

Il doppiaggio giapponese anche questa volta ci ha pienamente soddisfatti, grazie anche alla presenza di celebri voci, invece per quanto concerne il testo in inglese, quest’ultimo non è il massimo, molte volte vengono condensati fin troppo alcuni dialoghi.

Ryza

L’ultima opera di Gust Studios, Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy rappresenta un passo in avanti su tutti i fronti rispetto al primo Atelier Ryza, mantenendone soltanto i problemi legati al comparto tecnico.

Un prodotto ben confezionato, con un gameplay ulteriormente affinato, affiancato da una colonna sonora piena di melodie meravigliose e adatte ad ogni situazione. Se siete fan della serie e sicuramente avrete già giocato al primo capitolo legato alla serie Secret, non possiamo fare a meno d consigliarvi anche questo sequel.

Se questo è il vostro primo Atelier, potrete sì iniziare da questo nuovo episodio, ma vi consigliamo caldamente di recuperare prima la precedente avventura della giovane Ryza.

Riassumendo

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy alza nuovamente l’asticella della serie Atelier, proponendo un gameplay totalmente migliorato, al netto delle solite pecche tecniche legate ad un motore grafico ormai vetusto. Consigliato ai fan della serie e della nuova alchimista Ryza!

Voto Finale
8.5/10
8.5/10

Pro

  • Trama ben scritta e interessante
  • Sistemi di crafting e alchimia migliorati
  • Ottima longevità del titolo
  • Combat system ancor più dinamico

Contro

  • Il motore di gioco sente il peso degli anni
  • Alcune nuove meccaniche non sono implementate a dovere 
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Gianpaolo Di Mauro

Nato ad Acireale il 28 giugno del 1996, cresce con le passioni dei videogames e della pasticceria grazie anche ai genitori che gliele hanno tramandate. Due mondi completamente opposti ma che in un modo o nell'altro riesce a farli incastrare. Adora gli RPG ma non disdegna gli altri generi, soprattutto quelli mai esplorati.