Olija – Recensione della versione PlayStation 4


Il mercato videoludico ha accolto negli ultimi anni una sempre maggiore affluenza di titoli indie, raggiungendo una varietà di generi non indifferente e ritagliandosi l’attenzione di una buona fetta dei giocatori odierni, in cerca di qualcosa di diverso, che fosse libero dai vincoli a cui sono soggetti i tripla A.

Il panorama indie conta ad ora un numero impressionante di esponenti, ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna. Devolver Digital si inserisce in questo contesto in qualità di publisher, avendo finanziato numerosi progetti che una volta approdati sui nostri scaffali (fisici e digitali) hanno riscontrato il favore di critica e pubblico (come dimenticarsi di Hotline Miami).

Oggi il publisher ci riprova, questa volta investendo sul lavoro di Skeleton Crew Studio, un team multietnico con sede a Kyoto che ha voluto dedicarsi allo sviluppo di videogiochi.

Olija è il prodotto di questa collaborazione, arrivato sugli store digitali lo scorso 28 Gennaio, ha destato il nostro interesse, ci teniamo dunque a ringraziare Skeleton Crew Studio per averci fornito un codice del gioco.

Saranno riusciti a farsi largo nell’oceano di titoli indipendenti? Scopritelo con noi nella nostra recensione!

L’Odissea di Faraday

La storia di Olija è incentrata sull’avventura di Faraday, il lord di una non meglio precisata terra abitata da pescatori, che versa in un grave stato di carestia. Questa grave condizione porterà il protagonista a radunare una ciurma e viaggiare in mare per una grande caccia che possa risollevare le sorti della sua nazione.

Colti da una tempesta, dopo settimane di navigazione, la spedizione naufragherà e i marinai risulteranno dispersi. Faraday si risveglierà nel misterioso paese di Terraphage dove, solo e in una terra sconosciuta, dovrà affrontarne le insidie per recuperare i membri del suo equipaggio e ritornare a casa.

Ad aiutarlo nella sua avventura interverrà spesso il personaggio di Olija, (che non è un caso sia stato scelto come nome del titolo) la quale rivestirà un ruolo fondamentale in diversi punti della vicenda.

Le premesse narrative sono tutt’altro che originali, ma è il modo in cui queste vengono raccontate al giocatore che fanno la differenza. La narrazione infatti è affidata perlopiù ad un narratore esterno agli eventi, che interviene aggiungendo tasselli fondamentali alla comprensione degli eventi, al background dei personaggi e più in generale all’ interessante immaginario di questa nuova epopea.

Con un ritmo piuttosto incalzante, che gioca bene le sue carte lasciando un velo criptico al tessuto narrativo e coinvolgendo il giocatore al suo interno.

Affrontare l’ignoto delle avversità

Olija è un action adventure a scorrimento laterale con un level design che richiama fortemente il genere metroidvania. Nei panni di Faraday il nostro compito sarà quello di salvare i naufraghi appartenenti al nostro equipaggio ormai dispersi e recuperare tre chiavi che apriranno un portale mistico che parrebbe l’unico modo di tornare in madrepatria.

La struttura di gioco è piuttosto basilare. Partendo ogni volta da Oaktide, vera e propria base di fortuna creata dai naufraghi per organizzare le nostre esplorazioni, i nostri viaggi ci porteranno alla scoperta delle altre isole che compongono il mondo di Terraphage.

Oaktide inoltre fungerà da Hub centrale nel quale potremo, recuperando i vari naufraghi sparsi per i livelli, avere accesso a diversi miglioramenti per Faraday e per la struttura, acquistabili utilizzando delle pietre preziose come valuta. Potrete quindi aumentare la vostra salute e utilizzare i materiali raccolti in esplorazione per craftare diversi oggetti.

Ogni isola sarà a sua volta divisa in vari livelli da completare, pieni di membri del Rottenwood Clan, pericolosi nativi del luogo in grado di usare poteri sovrannaturali che cercheranno di ostacolarci in tutti modi possibili. Faraday però non sarà indifeso e anzi, avrà accesso a diversi equipaggiamenti tra i quali troveremo una spada, una balestra ed un moschetto.

Tra questi tuttavia spicca l’Arpione, un’arma leggendaria fulcro attorno al quale si sviluppa il game design di Olija. Questo infatti sarà essenziale non solo per difenderci dai vari nemici nelle aree, ma sarà adibito soprattutto alla risoluzione dei vari puzzle ambientali che si fondono sapientemente alle meccaniche legate al platforming.

Il potente manufatto inoltre, ci permetterà una notevole mobilità all’interno dei livelli, dandoci la possibilità, una volta lanciato contro un bersaglio (sia esso un nemico o un elemento dello scenario) di proiettarci verso di esso. Tale capacità unita ai diversi upgrade ottenibili nel corso dell’avventura e alle buone idee profuse nella realizzazione delle mappe garantiscono un’ottima varietà generale.

Ad ostacolare la ricerca delle chiavi ci penseranno i vari boss di fine livello, piuttosto diversificati tra loro e che vi richiederanno un approccio particolare per essere sconfitti. Niente di troppo complicato o originale nel complesso, ma comunque piacevoli da affrontare.

Naufraghi in un mare di pixel

Il comparto tecnico di Olija utilizza una grafica in pixel art per dare vita al mondo di Terraphage. Sebbene alcuni scorci siano molto ispirati, stilisticamente parlando il titolo non brilla per personalità e anzi risulta un po’ anonimo. La forza del gioco risiede soprattutto nel suo affascinante background , che prende spunto dalle leggende dei marinai e dalla cultura orientale.

Nota di merito invece per la colonna sonora, che ben ci accompagna nelle diverse fasi di gioco, sposandosi perfettamente con le fasi in cui il gameplay cede il passo alla narrazione, dimostrandosi sempre efficace ed azzeccata per tutta la durata dell’avventura, che si attesta sulle 5 ore.

La fine dell’Odissea

Siamo arrivati al termine del viaggio di Faraday. Un viaggio tutto sommato piacevole che purtroppo non osa abbastanza, nonostante sia contornato da una valida narrazione criptica in grado di rapire il giocatore ed un level design ben congeniato. Ad accompagnare l’epopea del protagonista troviamo una colonna sonora molto ispirata, capace di infatuare il giocatore, soprattutto nelle fasi più concitate. Ma si sa, un viaggio non è fatto di soli bei momenti. Olija è penalizzato da una pixel art anonima, che non riesce a donare un’identità unica al prodotto dei ragazzi di Skeleton Crew Studio.

Riassumendo

Olija è un’avventura cappa e spada dal retrogusto orientale che farà la felicità degli amanti degli action adventure old school. Un titolo senza troppe pretese, che presenta delle buone idee sotto il profilo ludico, ma che non riesce ad esprimersi al massimo a causa di uno stile grafico datato e senza carisma.

Voto Finale
7.5/10
7.5/10

Pro

  • Level Design funzionale e divertente
  • Narrativamente sorprendente
  • Colonna sonora d’impatto

Contro

  • Pixel art anonima
  • Alcune battaglie sono fin troppo semplici
Davide Albano

Nato e cresciuto a pane e videogiochi, non disdegna gli altri media come il cinema, i manga e soprattutto la musica, per la quale ha quasi sviluppato una dipendenza viscerale.