I Pilastri Manga – Da leggere obbligatoriamente prima di morire

Premessa

Oggi vi proporrò qualcosa di più rilassante rispetto a l’articolo che feci su Togashi, dove manifestai il mio disappunto generale sulle argomentazioni (senza cognizione di causa) che girano ancora in rete.

Ho deciso di esporvi in maniera approfondita ma allo stesso tempo riassuntiva quelli che per me sono i MUST READ manga, cercando di essere il più interessante e esplicativo possibile.

Tra questi abbiamo i veri e propri picchi massimi della qualità fumettistica Giapponese, ed altre opere che rappresentano anche un punto di partenza per i vari generi (Battle Shonen, Horror, Sci Fi ecc.) ormai costellati da svariate diramazioni.

Detto questo penso si possa finalmente cominciare.

Lone Wolf & Cub

Sinossi

Lone Wolf & Cub racconta le gesta di Ogami Itto, antico kaishakunin* che per causa di una falsa accusa e dell’onore perduto, ha sofferto la morte della moglie e dei servitori, assassinati dal clan Yagyù.

Ciò darà luce a una sete di vendetta senza pari, capace persino di fargli calpestare il codice del Bushidō ed abbracciare la via disonorevole dell’assassino, diventando un mercenario accompagnato continuamente da suo figlio Daigoro.

Cosi ha inizio un viaggio alla ricerca della pace interiore, come disse Buddah: “Il Meifumado** è dentro di noi.”

* (una persona incaricata di decapitare l’individuo durante il seppuku mettendo fine alle sue pene)

** (definito come “inferno buddista” o anche il “sentiero dell’inferno”)

Disamina

Ci sono molti manga che possono essere giustamente considerati dei classici per un motivo o per l’altro. Di questi, solo pochissimi che si contano sulle dita di una mano possono arrivare allo status di Irraggiungibili.

Kojima e Koike

Il Gekiga (manga di genere storico drammatico) creato da Kazuo Koike (scrittore) e Gōseki Kojima (disegnatore) è considerato quasi all’unanimità l’opera giapponese più influente del 20° secolo.

Tutto questo è dovuto al modo realistico con cui è stato raccontato il Giappone medievale, tanto da risultare maniacale.

Le sequenze d’azione e i duelli sono coreografati in modo da lasciare senza fiato il lettore, per la bellezza e per la pulizia delle tavole, sorprendendolo con una delle battaglie più lunghe che si siano mai viste in un fumetto, dove ognuno dei 178 pannelli rimarrà marchiato a fuoco nella vostra mente in eterno.

Gōseki Kojima con il suo tratto semplice ed evocativo è riuscito a dare un certo realismo e una buona dose di crudezza al tutto, mantenendo una reminiscenza dell’espressionismo tipico dell’arte tradizionale giapponese Ukiyo-e (tipo di stampa artistica su carta, impressa con matrici di legno, fiorita nel periodo Edo, tra il XVII e il XX secolo).

Kazuo Koike dal canto suo racconta la storia tramite un formato episodico come fossero degli insegnamenti di vita in pillole, senza però rinunciare alla profondità e alla crescita dei personaggi e della storia.

Difatti Ogami Itto è un personaggio stratificato, che si è fatto carico del ruolo di Ronin mantenendo comunque un certo onore, dal ruolo di padre e marito fermo ma amorevole a quello di Akuma che stermina chiunque intralci il suo cammino.

Cammino che non è soltanto materiale ma anche spirituale, pieno di riflessioni morali, religiose e filosofiche.

Itto si spoglierà delle emozioni, delle illusioni che condizionano e indeboliscono lo spirito combattivo e l’animo umano, pur di arrivare al proprio obbiettivo.

Daigoro è un bambino di soli 3 anni, innocente, vivo e giocoso, ma anche una vittima in balia degli eventi che lo porteranno ad indurirsi e crescere prima del previsto, brandendo non più innocentemente una palla per giocare, ma una lama con intenzioni omicide, come un cucciolo che ringhiando tira fuori le zanne.

Molto spesso i due verranno divisi per via delle situazioni burrascose e grazie a questo escamotage, gli autori si soffermeranno sulla figura di un bambino disperso, che rischia ogni volta la vita, nel cui sguardo però non risiede la paura di morire.

Questa si fa viva al pensiero dell’ipotetica perdita della figura paterna, unica costante in un mondo di variabili, seguita da una determinazione indomita, incrollabile.

Il rapporto fra questi personaggi è veramente speciale. Raramente si approfondisce così tanto in un manga il legame padre-figlio, i quali puntano tutto gli uni sugli altri guardandosi letteralmente le spalle a vicenda.

Una serie immortale che non sa neanche cosa sia il peso degli anni, godibile ancora oggi come nel 1970.

Tutto questo senza dimenticare la cosa più importante, ovvero l’influenza di questo gioiellino sia dentro che fuori il Giappone.

Sono stati realizzati un sequel, una serie alternativa, sette pellicole, due serie tv live action, quattro opere teatrali e un beat’em up arcade a scorrimento laterale, prodotti che hanno riscontrato un grande successo.

Parlando dell’influenza su anime/manga si finirebbe non si sa quando ad elencarli tutti, ma vi cito solo alcuni dei più rilevanti come:

  • Vagabond
  • Blade of the Immortal
  • Kenshin samurai vagabondo
  • Mushishi
  • Hokuto no Ken

E questo soltanto in madrepatria.

In occidente un certo Frank Miller rimase affascinato ed accecato dallo stile fumettistico così diverso dai soliti comics americani e da tutto quello che conosceva, tanto da esserne influenzato per il resto della vita, realizzando opere come Ronin, Sin City ecc.

Addirittura egli firmò personalmente le copertine della prima edizione americana (1987) poi realizzate da Bill Sienkiewicz e Matt Wagner.

Anche un’altra grande personalità ne rimase colpita, Genndy Tartakovsky il papà del Laboratorio di Dexter, Primal e ovviamente Samurai Jack, una vera e propria lettera d’amore all’operato di Koike e Kojima.

Riuscire ad imporsi con il proprio lavoro tramite il linguaggio silenzioso e universale delle sole immagini, rinunciando al testo (il più delle volte), e all’essere schiavi delle parole e degli spiegoni, cosa oramai comune da anni in qualsiasi medium, è una cosa per cui sarò sempre grato al loro talento.

Più recentemente invece la serie TV The Mandalorian che ha spopolato, prende lo scheletro del manga e lo riadatta nell’universo di Star Wars con un risultato molto interessante ed omogeneo.

Considerazioni Finali

In conclusione Lone Wolf & Cub è qualcosa che va’ oltre il semplice fumetto, e sfocia in un vero e proprio poema epico, come un altro manga che tratteremo in futuro (foreshadowing).

Ecco perché sinceramente non mi ritengo assolutamente in grado di aver dato giustizia a questo Capolavoro (con la C maiuscola) come andrebbe fatto con un articolo. Sì tratta di un’esperienza che va’ vissuta in prima persona, e l’unica cosa che posso fare è consigliare a chi non lo ha mai letto di approcciarcisi il prima possibile. Per chi invece lo ha già spolpato a suo tempo, consiglio comunque di fare un bel ripasso per riassaporarlo al meglio, in quanto ogni lettura nasconde una chiave di lettura differente.

Ultimissima cosa, supportate il fisico e il mercato italiano, comprate (se possibile) la nuova edizione Planet Manga che può risultare scomoda da un certo punto di vista e fin troppo onerosa, ma ne vale la pena sia per le tavole meravigliose che hanno bisogno di respirare dal solito formato classico, sia per avere un pezzo di storia contemporanea in casa.

Peace.

[1]

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