Little Nightmares II, recensione oscura e spaventosa

“Ci sono molti che non vogliono dormire per paura degli incubi. Purtroppo, ci sono molti che non vogliono svegliarsi per la stessa paura.”
(Richelle E. Goodrich)

La piccola serie dei titoli Little Nightmares ha appena compiuto il passo definitivo verso la maturità. Il secondo capitolo è appena sbarcato su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC, nonché sulle nuove ammiraglie grazie alla retrocompatibilità, e già è riuscita a portare una pesante coltre d’ombra nelle menti di chi lo dovrà giocare.

Protagonista di Little Nightmares II è Mono, un ragazzino che cela il suo volto dietro a un sacchetto di carta, così da non esporsi al mondo e difendersi da tutti coloro che vogliono vederlo fallire. Al suo fianco troviamo nuovamente Six, la precedente protagonista e ora nostra fedele alleata in quest’avventura in costante bilico tra prequel e sequel.

Sarà riuscita Tarser Studio a replicare il successo del primo capitolo?

“La vita è questa, forse, un sogno terrificante.”
(Joseph Conrad)

L’avventura di Mono prende piede dove il precedente capitolo aveva interrotto la sua corsa, immergendoci immediatamente in una formula di gameplay che fonde l’aspetto tipico di un platform a uno stile narrativo che punta a coinvolgere il giocatore anche grazie all’interazione con gli oggetti e l’ambiente circostante.

Mono è intrappolato in una dimensione oscura dove una gigantesca torre pare proiettare un terrificante segnale in grado di ipnotizzare tutte le persone davanti alla TV, come un assuefacente richiamo tra le braccia di una persona amata. Questo fenomeno incomprensibile prende forma in un nemico oscuro e pericoloso, da cui è bene tenersi alla larga onde perdere la retta via.

Durante le 6 ore circa necessarie a portare a compimento la missione principale incontreremo Six, vestita nel suo tipico cappuccio giallo e pronta ad aiutarci grazie all’eccellente lavoro svolto dall’intelligenza artificiale. I movimenti di Six sono infatti credibili e non risultano praticamente mai forzati, restituendo quindi una sensazione piacevole in fase di gameplay.

Il suo aiuto ci sarà indispensabile per risolvere i tanti piccoli puzzle con cui Little Nightmares II ci metterà alla prova costantemente. Puzzle che, tra l’altro, risultano sempre molto interessanti e ben congegnati. Difficilmente vi troverete in una situazione di stallo troppo a lungo, a patto di ragionare bene sugli oggetti a vostra disposizione e sui movimenti che potrete fare.

“Il mondo non è un posto molto comodo se si ha un incubo da affrontare.”
(Tommy Lee Jones)

Ciò che però rende davvero maestosa la nuova produzione Tarsier Studios è l’intreccio incredibile che si viene a creare tra le atmosfere, oscure e tetre e tagliate solo da un sottile filo di luce, e la colonna sonora che è al contempo elaborata e intrigante ma mai invasiva, perfetta per affrescare di note un dipinto d’incubo come quello proposto da questo titolo.

In ultimo, Little Nightmares II riesce a convincere persino sul piano della narrazione. Una narrazione leggera, non invadente, eppure di grande interesse. Giocare il titolo una sola volta potrebbe non bastare per sottolineare tutti i grandi pregi di questo stile narrativo, poiché mentre noi saremo impegnati a comandare Mono, tanti piccoli dettagli andranno ad impreziosire il nostro percorso.

È vero, Little Nightmares II dura poco più di 6 ore. Eppure, rigiocarlo una seconda volta potrebbe aprirvi la strada a un nuovo piano narrativo, potrebbe portarvi a scoprire un dettaglio prima non notato, potrebbe approfondire ancora di più le tematiche dell’abbandono e dell’evasione che trasudano da questi piccoli particolari.

“Come fai a svegliarti da un incubo, quando non stai dormendo?”
(Dal film L’uomo senza sonno)

Little Nightmares II è, quindi, una produzione che alza di molto il livello qualitativo della serie, già alto di suo grazie al precedente capitolo e ad alcuni fumetti pubblicati nel corso degli anni. Eppure, quest’opera porta con sé anche un difetto che è bene tenere a mente quando andremo ad affrontare la nostra avventura per la prima volta: la difficoltà.

Il genere a cui appartiene Little Nightmares solitamente fa leva più sulle atmosfere che su una vera difficoltà. Difficilmente ci si troverà di fronte, quindi, a un’avventura hardcore dove la precisione nei movimenti e l’occhio preciso sugli elementi a schermo la fanno da padrona. Questo nuovo capitolo della serie invece tende una mano a una difficoltà superiore, dove sarà proprio necessario fare attenzione a ogni minimo movimento per non rischiare di perdere la vita.

Il Trial&Error diventa quindi una parte integrante del gioco, dove a volte vi verrà richiesta una prontezza di riflessi forse fin troppo eccessiva, persino nelle inedite fasi di combattimento che a volte risultano quasi troppo forzate o esagerate. Ciò ovviamente non rovina l’esperienza globale del gioco, e sarebbe sciocco perdere l’occasione di vivere questa bell’avventura solo per un livello di difficoltà a volte troppo esagerato.

Capita, inoltre, che in alcune zone dei vari livelli venga richiesta una precisione nei movimenti quasi ai livelli di serie ben più blasonate, precisione che però viene talvolta vanificata da una risposta nei comandi non perfetta al 100%.

In conclusione

Little Nightmares II è l’ennesima prova del grande talento di Tarser Studios, una software house che è riuscita a farsi notare con un primo capitolo degno di nota e che ora ha alzato l’asticella con un nuovo capitolo assolutamente maestoso e ben congegnato.

Peccato per alcuni piccoli problemi relativi a un’eccessiva difficoltà, più che altro dovuti forse a una rifinitura delle meccaniche di gioco non perfetta al 100%. Se riuscirete a passare sopra a questo dettaglio vi troverete comunque di fronte a un titolo assolutamente di prestigio, che merita di venir giocato anche per via del prezzo assolutamente onesto a cui viene venduto.

Riassumendo...

A fronte di una difficoltà forse eccessiva, Little Nightmares 2 riconferma il talento del Tarser Studios nel saper creare un mix di narrazione e atmosfera convincente, che siamo sicuri riuscirà a tenervi incollati allo schermo per tutta la sua “breve durata”.  

Voto Finale
8/10
8/10

Pro

  • Atmosfere ben costruite
  • Colonna sonora perfetta
  • Mono è un personaggio davvero interessante
  • La narrativa da scoprire poco alla volta

Contro

  • A volte la difficoltà è davvero eccessiva

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