Ghost ‘n Goblins Resurrection – Recensione del ritorno di Sir Arthur

Tentando di andare a ritroso di circa 35 anni di storia videoludica, Ghost ‘n Goblins spicca senza ombra di dubbio tra le produzioni arcade che ai tempi stabilivano con fermezza il concetto generale della difficoltà nei videogiochi, decisamente più improntata ad un raggiungimento del game over più semplice. Tale approccio spingeva il giocatore a tentare copiosamente di riuscire nel completamento del livello restando incollato al cabinato.

Procedendo con il passare degli anni, Capcom ha poi tentato di riproporre lo stesso tipo di esperienza al pubblico ma, salvo la parentesi di Gouls ‘n Ghost, sequel del titolo citato in precedenza (e spiritualmente presente anch’esso nel nuovo progetto di ‘resurrezione’ del brand) ed un timido accenno di riscoperta con un capitolo per PSP datato 2006, la serie pareva ormai destinata a finire nel dimenticatoio.

Dopo anni di letargo invece, l’avventura di Sir Arthur e dei suoi sobri boxer è stata riesumata da Tokuro Fujiwara, già director ai tempi del capitolo originale, ed oggi autore di un tributo d’amore a quella serie che tanto ha rappresentato per molti appassionati videogiocatori: Ghost ‘n Goblins Resurrection.

Ogni secolo ha il suo Arthur

L’operazione condotta da Capcom riesce a riproporre in maniera piuttosto fedele l’essenza dell’originale run ‘n gun del 1985, pur affinandone le meccaniche e aggiungendo alcune dinamiche di gioco al fine di rendere l’esperienza quanto più adatta ad uno scenario moderno.

Il viaggio nelle vicende procede seguendo la storia di Sir Arthur, fiero cavaliere pronto a coprire la propria biancheria intima decorata da un virile motivo di fragole con la sua autorevole armatura. Anche questa volta accompagneremo il prode eroe nella caparbia missione di salvataggio dell’amata principessa dalla chioma zaffiro e del suo regno, vittima del soggiogamento del Signore dei demoni.

Sin da subito, il gioco intende da un lato mostrare una delle sue principali differenze con i precedenti capitoli, dall’altro dispensare un primo avvertimento al giocatore che per la prima volta si addentra nel pericoloso territorio di Ghost ‘n Goblins apportando una grossa novità: la selezione della difficoltà.

Se fino ad oggi coloro che possono definirsi veterani della serie hanno dovuto convivere con frustranti ricordi legati alla complessità della progressione di gioco, Capcom ha optato a ‘sto giro per un approccio che consenta anche ai meno esperti di godersi l’esperienza senza obbligatoriamente passare per imprecazioni e insulti vari.

Tale aggiunta mina però quella che dovrebbe essere l’esperienza nella sua purezza, tendendo invece, nella sua realizzazione, a stravolgere la natura stessa del gioco se affrontato alla difficoltà più bassa, in mancanza di una via di mezzo adeguata.

Ghost 'n Goblins Resurrection

Questo perché cominciare Ghost ‘n Goblins Resurrection affidandosi alla caritatevole modalità Paggio, renderà l’intera run fin troppo semplice e priva di sfida, con respawn che vi proietteranno sempre nell’esatto punto in cui è avvenuta la disfatta e una resistenza agli attacchi nemici ben maggiore. Optare per questa scelta andrà inoltre a precludervi alcune sfide e oggetti segreti sparsi per il livello.

Approcciandosi invece alla modalità Scudiero, la struttura di gioco si differenzia drasticamente, rivelandosi sin da subito piuttosto ostica e tediosa per chi non è avvezzo al genere. Essa toccherà poi livelli di complessità ben più elevati con le modalità Cavaliere e Leggenda, quest’ultima consigliata come predefinita dal gioco nonché coraggiosa scelta di chi nella vita non teme nulla.

Un salto nel buio

Nel tentativo di andare incontro al giocatore, gli sviluppatori hanno ben pensato di permettere ad Arthur di lanciare le armi che ha a disposizione seguendo le direzioni disposte lungo i quattro punti cardinali, cosa che a lungo andare si rivelerà una scelta senza dubbio azzeccata. Altra novità è rappresentata dall’introduzione di abilità magiche che, se richiamate al momento opportuno, possono offrire un supporto al giocatore in un momento di difficoltà.

Quest’ultima meccanica appare però ben poco consona a quello che è il ritmo di gioco, spesso troppo frenetico e confusionario nel suo ‘run’ da permetterci di fermare l’azione per qualche secondo, ovvero il tempo necessario a permettere all’incantesimo di fare effetto.

Ogni singola abilità sarà rappresentata in uno schema ad albero che ne mostra il costo e gli effetti per ciascuna di essa, rendendone disponibile l’equipaggiamento tramite il raggiungimento di un determinato numero di lucciole raccolte nei livelli. Tuttavia, a parte qualche eccezione, questi power up non figurano come un elemento capace di fornire un effettivo sostegno al giocatore.

L’unica cosa su cui Sir Arthur può dunque contare in battaglia sono le sue armi: un arsenale di ben otto strumenti che conferiscono la possibilità di approcciarsi in modo differente allo scontro, che sia tramite un pugnale lanciato dritto per dritto, le frecce di una balestra sparate in diagonale a due a due o una palla chiodata che segue il profilo del terreno.

Se nelle fasi più action il gioco non presenta alcun tipo di problema, lo stesso non si può dire quando ci si trova ad affrontare qualche sezione platform in alcune delle fasi più avanzate del gioco: il salto di Sir Arthur risulta infatti troppo pesante e legnoso, costantemente a rischio fallimento e che mal si sposa con alcune scelte di level design che richiedono specificatamente una maggiore destrezza e velocità nell’avanzamento sulle piattaforme. Un aspetto del gameplay che può produrre ben più di qualche grattacapo al player di turno

Ghost 'n Goblins Resurrection

Nel caso in cui superiate inermi (quanto più possibile) gli stage, alla conclusione di ognuno di essi ci sarà una bella boss fight ad attendervi, pronta ad alzare drasticamente il livello di sfida. La maggior parte di questi scontri, alcuni più di altri, presenta una realizzazione ispirata e curata sotto ogni punto di vista.

A scandire il vostro arrivo verso le battute finali di ogni livello, un timer posizionato a schermo vi mostrerà lo scadere dei 7 minuti che avrete a disposizione per portare a termine ogni scenario. Questo tuttavia subirà un riavvio ad ogni respawn a prescindere da quale dovesse essere il punto in cui è sopraggiunta la vostra dipartita, rendendolo difatti quasi del tutto inutile ai fini del gameplay.

Due è meglio di uno

L’aggiunta che senza dubbio risulta avere un maggiore impatto positivo sull’esperienza di gioco è l’inserimento di una modalità cooperativa locale: condividendo il joycon con un amico infatti, Sir Arthur verrà affiancato da uno spirito fluttuante, pronto a fornire al prode cavaliere l’adeguato supporto affinché escano entrambi indenni dalle situazioni più pericolose.

Ghost 'n Goblins Resurrection

Dal creare piattaforme aggiuntive, al sollevare di peso Arthur e trascinarlo per diversi metri, ciascuno dei tre spiriti disponibili cambierà sensibilmente l’approccio al gioco per entrambi i giocatori, che diventerà si più semplice ma anche bisognoso di una buona sincronia dei giocatori pur di evitare esclusivamente la morte del nostro protagonista. Il fantasma in questione infatti non subirà una morte permanente in caso di abbattimento, ma sarà bensì reso inutilizzabile per alcuni istanti.

Una fiaba medievale

Sul versante strettamente ludico Ghost ‘n Goblins Resurrection presenta dunque alcune incertezze che, seppur non inficiano drasticamente sulla godibilità dell’esperienza, possono essere causa di qualche fastidio nel corso delle circa 7 ore di gioco necessarie per completarlo (tempistiche soggette alla bravura personale). A prescindere da ciò sul versante tecnico il titolo non accenna ad inciampare.

Il RE Engine utilizzato da Capcom si dimostra ancora una volta uno strumento versatile e dignitosamente performante: il gioco gira costantemente ad una buona risoluzione, sia in versione portatile sia in docked, con un frame rate fissato a 60fps, che non presenta cali neanche nelle situazioni più concitate.

La resa stilistica dell’opera è assolutamente invidiabile, fregiandosi di un’atmosfera fiabesca ed uno stile bidimensionale che plasmano un immaginario medievale suggestivo, arricchita dalle animazioni dei personaggi realizzate come se si stesse inscenando uno spettacolo di marionette su schermo. Il tutto è addolcito dalla classica colonna sonora rimaneggiata per l’occasione con un tono orchestrale che si sposa alla perfezione con il mood generale delle ambientazioni.

Ghost 'n Goblins Resurrection

In conclusione

Ghost ‘n Goblins Resurrection è la giusta lettera d’amore ai fan del primissimo capitolo arcade, capace di regalare le stesse emozioni, al contempo piacevoli e negative, provate al tempo dei numerosi Game Over nelle sale giochi. Una dimostrazione in grande stile di come rendere omaggio ad uno dei porta bandiera della sfida videoludica, che seppur con qualche piccola incertezza, si è ridestato da un letargo durato decisamente troppo.

Vi ricordiamo che qualora siate interessati, Ghost ‘n Goblins Resurrection è disponibile all’acquisto sull’e-shop di Nintendo Switch al prezzo di 29,99 euro.

Ghost 'n Goblins Resurrection

Riassumendo

Il pubblico di videogiocatori più anziano e cresciuto a pane e sala giochi, resterà piacevolmente colpito dal riscoprire il senso di sfida e soddisfazione che il completamento di un livello di Ghost ‘n Goblins sa dare. D’altro canto per i nuovi arrivati può essere una buona occasione per riscoprire la gloria di un vecchio classico reso in una chiave estetica moderna e risultato di quello che è di fatto un tributo alle opere più iconiche della serie.

Voto Finale
7.5/10
7.5/10

Pro

  • Ottima direzione artistica
  • Modalità coop
  • Il giusto tributo ad un vecchio classico

Contro

  • Difficoltà non perfettamente bilanciata
  • Fasi platform rivedibili

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