I Pilastri Manga – Da leggere obbligatoriamente prima di morire

Premessa

Eccoci tornati con questa rubrica che pian piano carbura. Oggi abbiamo deciso di scrivere a differenza dello scorso editoriale di una perla fin troppo sconosciuta.

La poca risonanza è dovuta sia al suo genere d’appartenenza, l’Hard Sci Fi, che non è affatto comune né semplice da trattare, sia per la pubblicazione su Flashbook Edizioni, che senza nulla togliere all’edizione curata e pregiata, non è di certo la vetrina più grande in Italia.

Detto questo non mi ripeterò sulle restanti premesse, quindi se vi siete persi il precedente articolo eccolo qui.

Iniziamo.

2001 Nights

Sinossi

2001 Nights racconta in un formato episodico la curiosità insaziabile dell’essere umano.

Le duemila e una notte, le “notti”, ossia i vari racconti di cui è composto il manga, sono complessivamente 20.

Legati a volte tra di loro a livello cronologico, per via di riferimenti o da temi simili, i 20 racconti vanno nel complesso a formare una visione che coprirà quattro secoli di storia, quella che verrà definita “l’era spaziale.”


L’opera è più o meno divisibile in tre blocchi narrativi:

  • Il primo narra i primi tentativi dell’umanità con lo spazio, cercando di superare il problema delle distanze.
  • Il secondo della ricerca di pianeti con risorse, atti a divenire una seconda casa.
  • Il terzo della colonizzazione, e la “scoperta” del fatto che l’uomo sia troppo insignificante per l’universo.

Questi vanno a scandire la lenta e sofferta avanzata dell’umanità sino ai confini del sistema solare, dove l’uomo nella sua piccolezza si cimenta con la macchia quasi infinita e sconosciuta dello spazio stesso, cercando il proprio posto nel cosmo.

Disamina

Uno degli aspetti che ha sempre terrorizzato ed affascinato sin dall’alba dei tempi l’essere umano è l’ignoto, il non sapere. Lo spazio profondo incarna perfettamente questi concetti, esaltandoli e lasciando fantasticare i romantici in cerca di apparenti risposte.

Ed è proprio quello che Yukinobu Hoshino ha fatto con la sua opera magna. Ovviamente non stiamo parlando di risposte oggettive, trattandosi pur sempre di un fumetto, ma di interpretazioni con basi solide quale è l’Hard Sci Fi come genere.

Prima di ogni altra cosa partiamo dal titolo, 2001 Nights, un poetico incrocio tra la struttura a racconti di “Le mille e una notte” e la fantascienza filosofica ed inspiegabile di “2001 Odissea nello spazio”.

Il tutto inizia con un ottimismo tanto surreale da sembrare una declinazione del sole in perenne solstizio d’estate, per poi accorgersi della sua natura effimera ed ingannevole, vedendo lentamente imbrunirsi il tutto, come la speranza divampante spegnersi inesorabilmente al raggiungimento di “Lucifero“.

Il maestro Yukinobu tratta dei temi molto impegnativi, che fanno parte delle grandi epopee fantascientifiche: l’evoluzione tecnologica, il concetto di spaziotempo, l’istinto di sopravvivenza della specie, il confronto con l’universo e con un ipotetico dio.

Mette in risalto anche i traumi psicologici causati ai pionieri, perennemente al chiuso, lontani anni luce dall’ambiente terrestre.

E come nello spazio anche sulla terra scoperte del genere causano ripercussioni sociopolitiche, religiose e psicologiche non trascurabili.

Argomenti tanto ambiziosi, che vanno spesso a solleticare l’interesse del lettore comportano rischi come:

  • Banalità, semplificando concetti così gravosi il rischio è molto alto.
  • Presunzione dell’autore che spaccia per fatti quella che è solamente la sua onesta opinione.
  • Una possibile noia dovuta alla prolissità della mole testuale.

Naturalmente se quest’ opera è stata inserita in questa rubrica significa che tali problematiche non saranno presenti durante la sua lettura.

Passando al tratto, il manga ricorda molto la wave anni 70, risultando in gran parte occidentalizzato.

Il character design ricorda sotto molti punti di vista JoJolion. Ora non fraintendete, mi riferisco esclusivamente alla scelta di far assomigliare tramite i lineamenti molti personaggi tra di loro, non allo stile caratteristico di Hirohiko Araki.

Per quanto riguarda invece quello che osserviamo esternamente cioè la distesa del cosmo, (astronavi, basi spaziali, pianeti ecc. sono rappresentati tutti egregiamente, certo non paragonabili ad un lavoro del mostro sacro che è Takehiko Inoue, ma la loro bella figura la fanno ugualmente.

Tutto ciò a dimostrazione di quanto il mangaka sia veramente un’amante del genere in questione.

L’autore per il suo operato sia visivo che tematico, si è ispirato ai maestri dell’immaginario fantascientifico, come:

  • Stanley Kubrick
  • Andrej Tarkovskij
  • Ray Bradbury
  • Arthur C. Clarke
  • Isaac Asimov

reinterpretando a suo modo la scrittura, la struttura dell’universo rappresentato e i momenti d’arte poetica. Un vero e proprio tripudio di conoscenze.

Per chi magari fosse interessato alle trasposizioni, sono state animate due serie OVA* una chiamata “Space fantasia 2001 yoru monogatari” e l’altra “TO”.

*(Original Video Animation, produzioni anime direttamente pubblicate per l’home video)

Ma non solo, sicuramente il prodotto più interessante post realizzazione fu proprio il seguito diretto di 2001 Nights ovvero 2001+5.

Il sequel è un fumetto racchiuso in un volume unico, che comprende alcune storie autoconclusive ambientate nello stesso scenario di quelle già raccontate in precedenza, quasi tutte scritte e disegnate successivamente. Anche questo volume è stato pubblicato da Flashbook in italia.

Tirando le somme, le opere di Hoshino rappresentano un punto di riferimento per chiunque si voglia approcciare a raccontare il gargantuesco mistero che è l’universo.

Considerazioni Finali

Parto già in sesta dichiarando che 2001 Nights è la controparte orientale dell’Eternauta, Capolavoro immortale di Hèctor Oesterheld.

Non mi riferisco chiaramente al contenuto ma allo status, entrambe rappresentano i massimi esponenti della fantascienza hard (a livello fumettistico) come la conosciamo oggi.

Mi è sembrato quindi doveroso riproporre e magari dare un po’ di visibilità in più ad un MUST, il quale si meriterebbe di esser riscoperto ed acclamato anche dalle nuove generazioni.

Peace.

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Michelangelo Maximo Firemi

"When i say nothing, i say everything".

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