Monster Hunter non è un gioco per tutti (ma può diventarlo)

La saga Capcom ha riscosso un notevole successo nel corso degli anni, passando da una nicchia piuttosto contenuta al grande pubblico con il lancio di Monster Hunter World. Il recente Rise, che abbiamo amorevolmente recensito sulle nostre pagine, è la coronazione di tutto ciò che un Monster Hunter può e dev’essere per i giocatori.

Ma c’è un dettaglio che, specialmente in passato, ha sempre tenuto alla larga i più disparati giocatori dal brand: la poca accessibilità offerta dalla serie. Intendiamoci, i vecchi Monster Hunter sono e resteranno sempre delle perle videoludiche, ma erano titoli molto complessi e a cui bisognava adeguarsi il più in fretta possibile per poter giocare al meglio.

Tra missioni chiave non segnalate, stile di gameplay più “duro” e macchinoso, poche spiegazioni fornite dal gioco su come progredire e altri dettagli, iniziare Monster Hunter era una vera avventura. Oggi sarà ancora così?

Da Generations Ultimate a World

Il passato storico

L’ultimo gioco della saga a proporre una formula di gameplay “old school” è stato Monster Hunter Generations Ultimate, un gioco glorioso che ha raccolto l’eredità dei suoi precedenti compagni d’arme portando su Nintendo Switch una specie di raccolta di centinaia dei migliori mostri, migliaia tra armi e armature e potenzialmente infinite ore di gioco per tutti.

Il lancio di Monster Hunter World, però, è stato il vero punto di consacrazione per la saga, la svolta che ha aperto le porte a molti più giocatori, creando un access point nella serie come non se ne vedevano da anni e anni.

Le missioni erano più chiare rispetto al passato, e soprattutto era sparita la divisione tra missioni Villaggio e Base di Caccia; il sistema di potenziamento delle armi era stato rivisto e migliorato permettendo anche di smontare le vecchie armi per recuperare i materiali utilizzati. I gioielli erano stati migliorati e il gameplay era stato reso più fluido e libero.

Tutti aiuti di non poco conto, soprattutto perché queste “facilitazioni” (come sono state erroneamente chiamate dalla vecchia guardia storica di Monster Hunter) permettevano a tanti giocatori di approcciarsi alla saga per la prima volta senza sentirsi troppo spaesati.

La caccia in compagnia

Ma adesso tocca a Rise dimostrare qualcosa, tocca alla nuova fatica di Capcom portare a sé nuovo pubblico e catturare anche i giocatori da sempre appassionati alla saga.

Rise è il titolo perfetto per iniziare

Monster Hunter Rise è stato lanciato da pochissimi giorni ma, fortunatamente, ha già riscontrato un successo davvero notevole vendendo più di 4 milioni di copie nei primi tre giorni dal lancio. Un risultato molto positivo che fa ben sperare per le sorti della saga anche su Nintendo Switch.

Ciò che però risulta particolarmente interessante riguarda proprio lo stravolgimento delle Quality of Life, ovvero tutte quelle serie di miglioramenti all’esperienza d’uso del gioco che lo rendono di fatto il gioco perfetto per iniziare a giocare a Monster Hunter.

Per esempio, le missioni chiave per progredire sia nel Villaggio che nella Base di caccia ora non solo sono segnalate, ma un counter ci permetterà anche di sapere quante ne dobbiamo completare prima di poter passare al grado successivo.

Il presente e il futuro

All’interno delle schede relative ai mostri grandi, inoltre, è stata aggiunta una parte dedicata interamente ai pezzi ottenibili da un determinato mostro, rendendo molto più semplice scoprire non solo le percentuali di possibilità di ricavo del suddetto pezzo, ma anche a quale mostro rivolgersi per il “prestito“.

Il gameplay poi è stato ulteriormente potenziato con l’introduzione dell’Insetto Filo, una particolare meccanica che dovremo necessariamente imparare a sfruttare sin dalla prima missione poiché ci permetterà non solo di attivare determinate abilità scambio, ma anche di avvicinarci o sfuggire rapidamente al mostro nei momenti più opportuni.

Lo stesso insetto filo ci permette inoltre di sfruttare la nuova verticalità della mappa per scoprire segreti e raccogliere potenziamenti mediante la Fauna Endemica, ora molto migliorata e resa parte attiva del gameplay. Sfruttando la fauna endemica, infatti, potremo aumentare i valori di vita e resistenza del cacciatore, oltre alla sua difesa e alla potenza di attacco.

Cavalcare non è mai stato così divertente

Insomma, c’è tanta carne al fuoco e soprattutto è stato tutto pensato per permettere ai nuovi cacciatori di giocare senza avere il timore di annoiarsi o di vivere un’esperienza negativa. Per fare un ultimo esempio, le missioni Villaggio di Monster Hunter Rise sono un vero e proprio tutorial per quella che sarà poi la Base di Caccia, con missioni più alla portata di mano e che richiederanno meno tempo per essere completate rispetto al passato.

Ma è un gioco per tutti o no?

E qui bisogna pensare attentamente a che tipo di giocatori siete, o che vorreste essere. Monster Hunter Rise è sicuramente un titolo più accessibile rispetto ai predecessori, ma resta pur sempre un Monster Hunter.

La ripetitività intrinseca della saga non abbandona nemmeno Rise, poiché su di essa Capcom ha posto le fondamenta del successo della serie. Prima di iniziare a giocare è bene che teniate a mente lo schema fondamentale di tutti i Monster Hunter:

  • Cacciare mostro
  • Ottenere il loot
  • Creare armi e armature più forti
  • Cacciare mostro più grosso
  • Ottenere altro loot
  • Creare armi e armature ancora più forti

È ovvio, quindi, che questo schema infinito non sia necessariamente alla portata di tutti. Alcuni giocatori non apprezzano il dover ripetere le stesse cose all’infinito, anche se questa ripetitività è solo apparente ed è mitigata da una differenza sostanziale in praticamente ogni modifica che apportiamo al nostro equipaggiamento e da ogni mostro che affrontiamo.

A caccia con i compagni Canyne

In Monster Hunter Rise abbiamo infatti accesso a ben 14 categorie di armi differenti, ognuna dotata di un proprio stile e di un gameplay unico, a cui vanno aggiunte le abilità scambio che riescono a creare ancora più combinazioni nel gameplay. Inoltre, ogni mostro ha un moveset unico e sarà necessario imparare a riconoscerne i movimenti onde evitare spiacevoli rientri alla propria tenda.

La ripetitività è quindi solo apparente, poiché è possibile variare moltissimo il gioco in diverse circostanze. Però potrebbe non bastare, proprio perché lo schema generale rimane sempre lo stesso.

Ed è qui che entrano in gioco gli amici e i compagni cacciatori, nonché il multiplayer. Monster Hunter è da sempre un gioco che beneficia dell’esperienza multiplayer più di chiunque altro. Giocare online con amici e cacciatori aumenta moltissimo non solo il divertimento, ma anche la piacevolezza nel giocare e nel cacciare ogni sorta di mostro possibile.

E il fatto di poter giocare su Nintendo Switch in modalità portatile e tornare a ritrovarsi con gli amici nella stessa casa e giocare in locale, organizzando sessioni di caccia che potrebbero durare anche l’intera giornata, non fa altro che rendere il tutto ancora più emozionante.

Quindi non demordete, aspiranti cacciatori. Provate Monster Hunter Rise e buttatevi a capofitto in un’avventura che potrebbe rapirvi completamente e farvi diventare degli amanti della caccia selvaggia.

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