Fragile Dreams – Un viaggio all’insegna dell’amore

Il Nintendo Wii, che nel 2013 ha venduto oltre ventidue milioni di copie in tutto il mondo, superando persino il suo predecessore Gamecube e dichiarandosi così la console più venduta di Nintendo, ha attirato maggiormente l’attenzione di un pubblico di minore età legato principalmente ad un passatempo famigliare.

Inaspettatamente, questa console casalinga ospita un’IP dalle sfaccettature meno family friendly di quello che ci si potrebbe aspettare, la quale tratta dei temi che un giovanissimo pubblico non può comprendere appieno o giocare con tutti i suoi veri colori.

Quest’oggi porteremo alla luce un titolo che all’epoca fece scalpore, ormai relegato all’anonimato a causa del salto generazionale e ad un infelice calo di interesse per la console, rendendolo così una piccola perla difficile da recuperare per il giocatore odierno.

Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un action RPG sviluppato e pubblicato da Namco Bandai Games con la collaborazione di Tri Crescendo (gli stessi autori di Eternal Sonata e Baten Kaitos). Realizzato come esclusiva per la console fissa di Nintendo, è stato rilasciato il 22 Gennaio 2009 in Giappone, il 16 Marzo 2010 in Nord America pubblicato da XSEED Games e, come ultima tappa, in Europa il 19 Marzo del medesimo anno pubblicato da Rising Star Games.

Il gioco è stato accolto dalla critica con giudizi molto positivi, tra questi la rivista di Famitsu gli ha assegnato un punteggio totale di 31 su 40, ha venduto 26.055 copie durante la prima settimana ed è diventato il secondo gioco più venduto in Giappone.

In Europa il titolo è stato rilasciato con il doppiaggio giapponese e accompagnato da sottotitoli in inglese, rendendo problematico l’approccio ad un contesto già di per sé complicato. Dopo aver riscontrato il suo meritato successo, alcuni fan hanno fornito una patch italiana da applicare esclusivamente se in possesso della copia originale, peccato che il reperimento di quest’ultima sia ad oggi molto difficile in quanto il prezzo del gioco risulta ancora molto alto e, in base alle edizioni, proibitivo.

Un viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo

Sullo sfondo di un futuro post-apocalittico, in un mondo diventato teatro di abbandono e degrado, il protagonista Seto salirà sul palco per raccontarci in prima persona le varie vicende nelle quali sarà coinvolto e cerca di rivoluzionare un genere che era stato già trattato in tutte le salse senza però riuscirci.

Avendo vissuto per quindici anni in un osservatorio, lontano dal mondo esterno, Seto non conosce le emozioni. L’unica persona con la quale ha mai avuto contatto è un anziano che vive sotto il suo stesso tetto, ma quest’ultimo è più interessato a passare il resto dei suoi giorni nell’indolenza piuttosto che a insegnargli cosa sia un sentimento.

L’improvvisa morte dell’anziano lascia Seto indifferente e incapace di riconoscere l’emozione che ogni essere umano teme più dell’oscura mietitrice: la solitudine. Quella notte stessa il giovane si metterà a ficcanasare tra gli averi del defunto ma, quando una misteriosa creatura a forma di maschera nera gli si parerà davanti, le lancette dell’orologio della sua realtà inizieranno a muoversi.

La misteriosa apparizione si befferà di lui e se ne andrà non prima di averlo definito una creatura inutile ma Seto, senza dargli troppo peso, riprenderà la sua ricerca trovando una strana pietra blu allegata ad una lettera lasciatagli dall’anziano.

Parole di rimpianto per non averlo amato abbastanza traspaiono dalla carta accompagnate dal senso di colpa dovuto alla consapevolezza di lasciarlo da solo così presto.

“Dirigiti a est e troverai un’alta torre rossa. Potresti trovare degli altri sopravvissuti oltre a te.”

Così si alza il sipario del viaggio del ragazzo tra le rovine di una Tokyo vuota e abbandonata, guidato solo da un bagliore di speranza. Che cosa attenderà Seto?

L’incontro con una ragazza dai capelli argentei suscita la prima curiosità del giovane. Spaventandola involontariamente, le provoca una rovinosa caduta e, nel sincerarsi delle sue condizioni, le sfiora una guancia. La ragazza sorpresa fugge rapidamente via.

Questo evento farà intestardire il protagonista nell’immergersi nella sua ricerca e ci dimostra, quasi fosse una formula matematica, che l’essere umano non può vivere senza un proprio simile, nonostante ci si possa ferire a vicenda.

A questo punto Seto trova un nuovo scopo: riprovare quel calore avvertito sulla mano. Chi sarà quella misteriosa ragazza? Riuscirà a dare un significato alla propria esistenza?

“A te tanti domani “

Fragile Dreams, come in ogni apocalisse che si rispetti, si avvale di un cast non molto vasto, ma ben caratterizzato. Saremo circondati da personaggi irriverenti, strani e diffidenti che ci faranno partecipi dei loro trascorsi, rimanendoci nel cuore e lasciandoci amarezza e preziosi sentimenti.

Seto, il ragazzo che non ha mai vissuto veramente, tra fantasmi alla ricerca di redenzione e nuovi amici acquisiti durante la strada, ci insegnerà che ci sono tanti punti di vista quante sono le persone, dando l’importanza al viaggio e non alla meta.

Proseguendo nella storia, verremo trascinati da un protagonista che si troverà davanti a molte difficoltà rimanendo però sempre fedele a se stesso. Ci ritroveremo tra le mani un Seto provato che, attraverso la sua ingenuità e senza alcun indugio, continuerà a donare il suo coraggio e la sua gentilezza.

Ventidue racconti ideati da diciannove scrittori diversi arricchiranno la trama, tramite alcuni oggetti intrinsi delle memorie di personaggi che mai conosceremo, portandoci a versare anche qualche lacrimuccia. Vivendo in un mondo ormai che volge alla sua fine, marcheranno che oltre la disperazione ci sono anche cose belle e importanti e che non bisogna dare nulla per scontato, perché quello che hai vissuto, è quello che sei.

Come ci comporteremmo noi di fronte a un’ipotetica fine del mondo?

È nato prima il gioco o la console?

Fragile Dreams si discosta dal genere survival horror e si limita ad un gameplay semplice, sfruttando le piene potenzialità del Wiimote e del Nunckuk. È curioso come l’ideatore Kentarō Kawashima abbia concepito il gioco ancor prima dell’uscita della console stessa, sfruttandola subito per il suo progetto una volta presentata sul mercato.

Vestendo i panni dell’ormai indiscusso Seto, il nostro arsenale sarà ben fornito, ma purtroppo poco pratico per via delle meccaniche legnose e antiquate. Tra armi dalla breve durabilità, un mirino traballante e un tempismo non sempre ottimale, state pur certi che mancherete il bersaglio il più delle volte.

Spezzando una lancia (magari non quella equipaggiata) a suo favore, molto simpatica è l’interazione dei comandi Wii con l’ambiente e i personaggi circostanti. Vuoi cercare un fantasma che si nasconde nella stanza? O valutare se il pavimento possa reggere il tuo peso? Semplice, avvicina l’orecchio al mini altoparlante del telecomando e ascolta i suoni che fuoriescono, eviterai di girare a vuoto per una buona mezz’ora o rovinose cadute da ponti arrugginiti.

  • Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un action RPG sviluppato da Namco Bandai Games con la collaborazione di Tri Crescendo
  • Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un action RPG sviluppato da Namco Bandai Games con la collaborazione di Tri Crescendo
  • Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un action RPG sviluppato da Namco Bandai Games con la collaborazione di Tri Crescendo
  • Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un action RPG sviluppato da Namco Bandai Games con la collaborazione di Tri Crescendo

Molto importante sarà la torcia che ci accompagnerà per tutta la durata del gioco, soprattutto quella dalla luce verde ci consentirà di rivelare inquietanti messaggi scritti sui muri, rendendo il tutto più suggestivo.

Come avrete capito, il suo punto forte non è il gameplay e neanche una grafica ormai datata con giochi di luce superati, ma piuttosto le ambientazioni che rendono molto bene il contesto nel quale il protagonista è costretto a vivere. Quest’opera delizierà i fan dei giochi nipponici conquistandoli con il suo stile anime.

Con il tocco incantevole della famosa Riei Saitō, le musiche sono state composte con cura per coincidere con l’atmosfera malinconica e svigorita che ruota intorno al gioco. La sigla di apertura “Hikari” e la sigla di chiusura “Tsuki no Nukumori” sono state cantate da Aoi Teshima.

Per ogni addio c’è sempre un nuovo incontro

Fragile Dreams: Farewell Ruins of the Moon è un gioco sottovalutato, all’apparenza fiabesco ma in grado di stupire con temi maturi e cupi, andando a toccare le corde del nostro cuore e portandoci a riflettere su quanto ogni giorno siamo fortunati ad avere una persona speciale al nostro fianco.

Un titolo che, ora come ora, con gli strumenti moderni potrebbe ancora avere frecce al suo arco, facendoci desiderare un remake sulle console di nuova generazione o anche un sequel che risponda a domande rimaste irrisolte. Un concreto esempio è rappresentato dal manga disegnato da Hirune Sumino che ha dato vita a un volume di sei capitoli che si colloca alla fine della storia principale.

Lo consigliamo a coloro che riescono ad andare oltre il gameplay per dare priorità ad un’affascinante trama, dalla durata di circa venti ore, in grado di regalare emozioni e nuove prospettive di un mondo non cosi diverso dal nostro.

Considerazioni Finali

In conclusione, questa esperienza alla ricerca dell’amore con Seto, potrebbe assolutamente essere apprezzata dall’attuale generazione. Il gioco, nonostante ci abbia frustrato con il suo battle system, ci ha fatto seguire tutto d’un fiato una trama lontana dalla frenesia moderna che a volte ci fa dimenticare di dire “grazie di essere con me”.

Troviamo difficile raccontarvi le emozioni che abbiamo provato nel giocarlo, in quanto ognuno di noi le recepisce in modo differente a seconda del proprio “Io”. Accade di rado di imbattersi in un titolo che scava cosi a fondo nell’interiorità, lasciando un’impronta indelebile e rendendolo degno di arricchire un bagaglio culturale videoludico.

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