Outriders – La recensione su PlayStation 5

Fin dal suo annuncio all’E3 2019, Outriders ha suscitato interesse in molti, stupiti dal setting del gioco e dallo sfavillante trailer, tanto che, dopo continui rimandi, l’attesa del gioco non è per nulla cambiata.

Sviluppato da People Can Fly, autori di Bulletstorm e Gears of War Judgement, pubblicato da Square Enix, Outriders è un Loot ‘n Shoot in terza persona con elementi RPG e una forte componente online coop.

Grazie a Koch Media abbiamo potuto mettere le mani sopra la versione per PlayStation 5, scopriamo insieme in questa recensione se il titolo è riuscito a rispettare tutte le promesse.

STORIA

In fuga da una terra ormai sull’orlo della distruzione a causa di continui eventi sismici, ciò che ne rimane del popolo terrestre, tenuto in criogenia a bordo della nave spaziale Flores, raggiunge l’ultima speranza dell’umanità: il pianeta ENOCH, l’unico ad avere un habitat tale da permettere la costruzione di una colonia umana.

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Noi, gli Outriders, avremo il compito di assistere nella colonizzazione di questo nuovo e sconosciuto mondo. Ma durante una spedizione alla ricerca della fonte di un misterioso segnale, un’inspiegabile entità, chiamata l’Anomalia, ci colpirà, uccidendo parte dei nostri compagni e rendendoci in fin di vita.

Visti come dei contaminati da una parte di alcuni dei restanti membri al comando, scatterà quindi una lotta civile, che si concluderà, momentaneamente, con noi messi in criogenia nella speranza ci sia un modo per curaci nel futuro.

Svegliati 31 anni dopo, il mondo non è proprio come ci si aspettava: la guerra civile si è fatta più aspra tra i Ribelli, coloro che erano favorevoli a portare l’umanità sul pianeta causandone così la sua disfatta e gli oppositori, catapultandoci in un mondo post apocalittico fatto di lotta alle risorse.

L’Anomalia però ha concesso un potente dono a molte persone, a chi in minor entità e a chi, come noi, in modo radicale: abbiamo dalla nostra dei poteri sovrannaturali che non ci fanno vedere di buon occhio da tutti, tanto da rinominarci “Mutanti“.

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Ritrovandoci con alcuni vecchi compagni, la nostra spedizione parte all’insegna del misterioso segnale che è ancora attivo, portandoci ai confini del mondo fino ad allora esplorato.

La storia di Outriders ricalca quelle che sono le trame di vari film fantascientifici, ma nonostante ciò non riesce pienamente a brillare, complice una narrazione dettata dai dialoghi secondari con i vari personaggi che incontreremo che se non intrapresi lasceranno molti dubbi su cosa sia accaduto.

A minarne la qualità sono anche le linee di dialogo, a volte troppo catchy e giovanili che in discorsi seri fanno perdere l’interesse a quest’ultimi, sfociando in un’ilarità non richiesta, preferendo un coinvolgimento dei più giovani al gioco.

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PERSONALIZZAZIONE

Prima di iniziare la nostra partita ed atterrare su Enoch, ci viene data la possibilità di creare il nostro personaggio, scegliendo purtroppo tra una manciata di preset di volti, capigliature e segni distintivi.

Una cosa che ci ha fatto storcere il naso, oltre al ristretto numero di volti e alla mancanza di un editor più approfondito, presente in altri giochi del genere, è la qualità di questi modelli, che durante le cinematiche con noi presenti in-game ne beneficeranno in maniera non positiva.

Caratterizzato il nostro personaggio e scelto un nome, siamo quindi pronti a partire verso questo mondo sconosciuto.

4 CLASSI, 4 STILI DI GIOCO

Poco dopo il nostro risveglio e un’introduzione al nuovo mondo di gioco, ci verrà chiesto di scegliere tra 4 classi diverse: il Tecnomante, il Piromante, il Mistificatore e il Distruttore.

Ognuna di queste classi ha poteri e abilità singolari: per esempio, nel nostro walkthrough, abbiamo deciso di scegliere la classe del Tecnomante, che privilegiava le armi a lungo raggio e che ci permetteva di recuperare salute in base ai danni inflitti ai nemici.

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Questa componente di recupero della salute è presente anche nelle altre classi in modi completamente diversi, insieme alle altre abilità che differenziano lo stile di gioco che noi sceglieremo, dal manipolare il tempo e lo spazio per permetterci di effettuare interessanti uccisioni fino allo scatenare tempeste di fuoco.

La scelta di una qualsiasi classe, però, è vincolante, e non permette di accedere alle altre anche arrivati in end game, obbligandoci a ricominciare la partita con un altro personaggio qualora nelle prime ore non ci trovassimo a nostro agio.

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Il gioco ci da anche la possibilità di avere più personaggi, fino a un massimo di 6, per permetterci di personalizzarli con abilità e classi diverse. Avremo a disposizione 8 abilità sbloccabili in base al nostro livello (caratteristiche della nostra classe) e un ramificato albero di potenziamenti.

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Un albero di potenziamenti assai ramificato

Quest’ultimo, vista la vastità delle opzioni a nostra disposizione tra cui poter scegliere, ci ha subito fatto pensare che, vista la campagna abbastanza corta, uno dei punti forti del gioco sia l’end game, visto come il vero cuore del gioco, anche perché, completando la modalità storia, non riusciremo a riempire un ramo intero.

UN PIANETA POCO OSPITALE

Enoch è un pianeta tanto bello quanto diversificato: passiamo da vaste e fitte zone boschive fino a campi di battaglia che ricordano famosi sparatutto, mantenendo una forte componente futuristica e post apocalittica soprattutto nei grandi accampamenti, in un level design abbastanza ricercato.

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Uno dei paesaggi che ci offre il pianeta Enoch

A permetterci di spostarci tra le varie zone avremo a disposizione il blindato di Jakub, che avrà la possibilità di essere personalizzato solo esteticamente, in quanto non ha altre funzioni oltre a quella di portarci in altre aree.

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Ognuna di queste aree è suddivisa in vari settori nei quali, una volta liberati, potremmo spostarci velocemente tramite dei piccoli accampamenti che sbloccheremo con le bandiere di esplorazione, che ci forniranno anche ricariche per le nostre munizioni.

In questo mondo dovremo fare i conti con la nostra controparte nemica, ovvero i Ribelli, guerrafondai armati fino ai denti che non vedranno l’ora di levarci di torno col solo interesse di appropriarsi delle risorse, diventate scarsissime.

Oltre a noi, il pianeta ospita anche altri esseri viventi, per nostra sfortuna: in più zone troveremo la fauna locale, tramutata dall’Anomalia in orrendi esseri che ci vedranno come niente di più che un’ostilità.

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Qualcuno non ci vede di buon occhio su Enoch

Il gioco per tutta la sua interezza, però, ci proporrà sempre le stesse classi di nemici ripetute allo sfinimento andando a cambiare soltanto le loro skin o comunque differenziandoli pochissimo tra di loro. Un vero peccato vista l’ambientazione che poteva permettere agli sviluppatori di fare sicuramente di più.

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Uno dei Mutanti che incontreremo

Non siamo gli unici però ad averci guadagnato dall’Anomalia: dai Capitani dei Ribelli, che ne beneficiano in parte minore, fino ai veri Mutanti, i quali ci daranno un po’ di filo da torcere in alcuni sezioni della storia che non vi andremo a dire per non rovinarvi la sorpresa.

GAMEPLAY

Outriders si presenta come un classico Loot ‘n Shoot in terza persona, che strizza un occhio (ma anche due) a giochi come Gears of War, prendendone spunto sia per la modalità di copertura che di shooting.

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Anche se queste meccaniche sono più che collaudate attualmente, il gioco però non riesce a sfruttarle appieno, complici i problemi tecnici che lo attanagliano.

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La presenza di un menù di equipaggiamento molto semplice avvantaggia il giocatore, seppur uguale a quello di altri giochi del genere, permettendogli anche in momenti critici di cambiare le proprie armi velocemente non potendo mettere in pausa il gioco anche se in modalità single player.

Avremo anche la possibilità di scavare in luoghi specifici per ottenere del ferro, valuta essenziale insieme al cuoio ed ai rottami per potenziare o comprare altre armi presso i venditori negli accampamenti.

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Interessante invece la funzione Livello del Mondo, caratteristica particolare di questo titolo. Ogni volta che affronteremo una serie di nemici guadagneremo, oltre all’esperienza, anche dei punti per alzare sia la loro difficoltà sia la qualità del loot.

Avremo anche la possibilità di abbassare o scegliere noi stessi il livello del mondo, nel caso in cui nell’area che stiamo cercando di completare ci siano nemici troppo potenti per il nostro equipaggiamento.

IL NOSTRO INVENTARIO ED EQUIPAGGIAMENTO

Nel corso della nostra esplorazione di Enoch il nostro equipaggiamento sarà la chiave per progressione e soppravivenza. Ed essendo questo un Loot ‘n Shoot, dovremo stare attenti alla vasta varietà di armi e armature che troveremo, ognuna con caratteristiche e mod diverse.

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Le armi si differenziano in rarità, passando da comune a epico e anche per classe: potremo scegliere se affrontare i nostri nemici armati di pistole, mitragliatori e fucili da cecchino.

Non manca la possibilità di personalizzare le nostre bocche da fuoco: recandoci da Zahedi potremo incrementarne la rarità, avanzarne il livello, cambiarne la variante e modificarne le mod, distinte in 3 gradi.

Quest’ultime potranno essere assegnate ad ogni arma tramite il menù apposito, che vanta 3 gradi diversi di mod assegnabili anche a più oggetti equipaggiati per potenziarne l’effetto.

MISSIONI SECONDARIE ED ENDGAME

Oltre ad una trama di media durata (circa 25-30 ore per completarla) il gioco ci offre un numero considerevole di missioni secondarie e speciali, oltre a un succulento end game.

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Le prime ci verranno assegnate da vari NPC che troveremo lungo durante la storia e che varieranno dal trovare un NPC fino al recupero di determinati oggetti.

Le missioni speciali, divise in Ricercato e Caccia, ci richiederanno di uccidere determinati nemici o di cacciare alcune delle creature di Enoch. Inutile dire che il livello e la potenza di questi non sono nella norma alzando il livello di sfida, in cambio però di un buon quantitativo di loot.

La parte sostanziosa del gioco, dopo la storia principale, è l’end game, caratterizzato dalla presenza delle SPEDIZIONI, ovvero 15 missioni necessarie per completare appieno la trama.

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Queste missioni sono caratterizzate da una componente a tempo e uno stile “Orda“, ovvero uccidere tutti i nemici che arrivano presso un obiettivo nel minor tempo possibile, in modo da rientrare in uno dei 3 tempi richiesti per ottenere dei Pod da Sbarco, riutilizzabili per sbloccare la missione successiva.

Avremo a disposizione solo 3 tentativi per mappa e nel caso fallissimo torneremo alla base, mantenendo il loot collezionato. Punto a favore di questo end game è la possibilità, come per il resto del titolo, di collaborare con altri giocatori nel tentativo di sbloccare il finale.

COMPARTO TECNICO

Nonostante l’esperienza di gioco possa essere gradevole, purtroppo i problemi legati al lato tecnico ne minano la qualità. Non è difficile, infatti, incontrare diversi bug che vanno dalla compenetrazione dei personaggi fino a nemici sospesi in aria.

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Seppur Enoch presenta paesaggi che ci lasciano a bocca aperta, la presenza di muri invisibili per tutto il gioco, anche semplicemente su piccoli rialzi del terreno, ne compromettono l’esperienza, a volte anche intaccando il gameplay e non permettendoci opportunamente di interagire con oggetti o spostarci liberamente.

Una cosa che però salta all’occhio fin dall’inizio è l’utilizzo di una camera nelle cutscene e dialoghi appare fin troppo movimentata, aggiustabile nelle impostazioni di gioco ma che out of the box non può creare che nausea sul lungo andare.

Benchè la soundtrack sia molto curata (basti soltanto sentire l’epicità del tema iniziale), a rovinarne la qualità è l’utilizzo di questa, con ripetizioni forzate anche durante i combattimenti.

Un’ultima nota va ai caricamenti del gioco, che seppur veloci su next-gen, presentano dissolvenze a nero o addirittura piccole cutscene per aprire delle porte, che interrompono drasticamente il ritmo del gioco.

FUNZIONALITA’ ONLINE

Una delle componenti che dovrebbe essere fondamentale in Outriders è sicuramente la funzionalità online, che ci permetterebbe di connetterci insieme ad amici o squadre online per proseguire nella trama o completare le spedizioni in compagnia.

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Purtroppo, a data attuale, la funzionalità cross play presente nel gioco è momentaneamente disabilitata e il titolo presenta problemi nel matchmaking, con attese superiori anche ai 10 minuti per il collegamento con altri utenti su console, sempre che questi non crashino subito dopo.

Ad oggi non sappiamo ancora quando tutto funzionerà perfettamente, ma l’account ufficiale Twitter di Outriders ci tiene aggiornati sullo stato di funzionamento dei server e vi invitiamo a seguirlo per sapere quando è possibile o meno giocare online tranquillamente.

CONCLUSIONI

Outriders, quindi, studia ma non si applica correttamente: se da una parte il mondo di gioco e la storia possono essere dei punti a favore, la parte restante purtroppo è ancora acerba, risultando in un quantitativo di problematiche che vanno a minare l’esperienza del giocatore.

Noi di GameIndustry.it ci riserviamo di non dare momentaneamente una valutazione al gioco, in quanto non potendo provare a pieno le funzionalità che lo caratterizzano principalmente non ci sentiamo di dare un voto definitivo a questo titolo.

Riassumendo

Outriders è un gioco che cerca di rinsanare un genere che conta pietre miliari intoccabili, ma nel provarci non riesce a pieno in questo compito. Vista la natura cooperativa del titolo, ci auguriamo che nei mesi a seguire venga migliorata l’infrastruttura online del gioco, in quanto al momento non permette di usufruire della sua funzione chiave.

Pro

  • Un level design veramente ricercato…
  • Una storia da film fantascientifico…
  • Sistema di shooting ottimo…
  • La meccanica del Livello del Mondo è un’ottima aggiunta

Contro

  • … che si scontra con un comparto tecnico ancora acerbo
  • … intaccata da una scelta di dialoghi troppi ilari
  • … ma senza una propria identità
  • Purtroppo è carente della sua funzione principale (modalità online)
Luca Enrico Pio De Iure

Luca Enrico Pio De Iure

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