Monster Hunter Rise non è un gioco per tutti e non può diventarlo

Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo in cui avrei dovuto sfoderare la spada in difesa di coloro che affermano che Monster Hunter non è un gioco per tutti, sono rimasta perplessa.

Sul sito era stata appena combattuta la battaglia non solo in favore del gioco, visto il suo ottimo punteggio in recensione, ma era anche stata avviata una crociata per diffondere il verbo secondo cui un gioco come quello Capcom potesse diventare adatto ad ogni tipo di pubblico.

Perché allora chiedere un mio parere? Perché mettersi lì a ribaltare il verdetto che vedeva Rise in una posizione così inattaccabile?

Ma, se i capoccia chiedono, avranno i loro buoni motivi e quindi è tempo di prendere in mano le redini, installare il gioco su Switch e vedere se il mio parere può continuare davvero in favore del “gioco non per tutti”.

INTRODUZIONE

La mia prima esperienza con un gioco di Monster Hunter risale all’epoca PSP. Avevo da poco finito le scuole superiori quando un mio amico, innamorato della saga, mi passò il suo UMD dicendomi quanto fosse figo. Devo essere sincera, di quel gioco ricordo solo che c’era della neve, che brandivo forse una spada e cercavo una campagna, che a quanto pare nemmeno esisteva.

Io sono da sempre una giocatrice appassionata di storie e quindi per me è stata da sempre fondamentale la campagna, non solo per appassionarmi al gioco e ai personaggi, ma anche come scusa per prendere dimestichezza con i comandi. Tutto ciò non era presente in quel capitolo di Monster Hunter e quindi ringraziai per il pensiero, ma restituii il gioco in pochi giorni. Non faceva per me.

Una situazione quasi analoga si presentò nel 2018 con l’uscita di Monster Hunter World. Pur avendo già accennato al fatto che non mi attirasse, un altro amico mio me lo regalò dicendomi che stavolta era presente la campagna e che quindi mi sarei immersa più facilmente in questo nuovo mondo, aggiungendo che era addirittura più semplice giocarci rispetto al passato.

Accettai il dono, non senza qualche remora, e iniziai a giocarlo.

L’incipit della campagna mi incuriosì abbastanza da non abbandonarlo subito e cercai di impegnarmici il più possibile, prima di dire eventualmente basta.

Passai circa 30 ore sul titolo, uccidendo mostri, compiendo missioni, avanzando nella campagna… Ammetto che provai soddisfazione nel riuscire ad avere il mio primo set completo di armature, seppur scarso, ma quando feci mente locale sul fatto che per riuscire ad avere qualcosa di sempre più potente dovevo puntare ad un farming di ore e magari sempre sullo stesso mostro, decisi che si era concluso il mio tempo su World e lasciai perdere tutto: non fa per me il farming fine a sé stesso come in questo caso. Il fatto che l’utenza sul gioco fosse al 99.9% maschile e le proporzioni delle armi dovevano lasciarmi presagire qualcosa.

Ma questa era la storia del World, la domanda che ci poniamo oggi è: Monster Hunter Rise è un gioco che può essere per tutti?

Proseguite nella lettura per saperlo.

LA CACCIA NEL CUORE

Ancora stento a crederlo, eppure tra tutti i giochi che potevano far destare dal letargo la mia console Switch, è stato proprio Monster Hunter Rise ad averne l’onore e l’onere.
Non mi dilungherò molto sugli eventuali aspetti di ottimizzazione o meno dei caricamenti. Anche se indubbiamente risultano troppi per i miei gusti.

Tuttavia, il mio compito è quello di accompagnarvi nel mio nuovo tentativo di apprezzare un genere che non mi appartiene.

Avviamo dunque una nuova partita e vediamo cosa ci riserva il futuro una volta personalizzato il nostro giovane cacciatore.

Il breve filmato iniziale ci porta nel nostro alloggio all’interno del villaggio dei cacciatori di Kamura e la mia prima perplessità sta nella posizione assunta dal nostro di cacciatore. Ma è un’opera di matrice giapponese, quindi sospensione dell’incredulità e diamola per buona. Una coppia di gemelle ci conduce dal capo villaggio e dopo le dovute informazioni di rito ci invia a compiere le nostre care missioni tutorial.

Devo ammettere che il feeling del villaggio, rispetto al World, è migliore perché è davvero tutto a portata di mano e non dispersivo. Quindi brava Capcom, hai risolto una delle cose fastidiose del World.

Adesso è tempo di decidere quale arma si adatta di più al nostro bisogno di compensazione e agilità, fatte quindi le relative prove e superate le infinite schermate piene di parole, diamo il via alle danze con la prima missione sul campo.

In questo episodio ad affiancarci nel tutorial pratico sarà il nostro maestro di caccia, il quale ci spiegherà non solo come muoverci con le armi, ma ci darà notizia di quello che è il sostanziale miglioramento nel gameplay che caratterizza questo titolo: il canyne, un nuovo cucciolone da passeggio che ci aiuterà sia nei combattimenti che negli spostamenti dandoci la possibilità di cavalcarlo, e l’insetto filo, la versione di Monster Hunter del rampino che non solo ci renderà più semplice arrampicarci per le pareti, ma sarà anche di supporto nella caccia e in generale per teletrasportarci come il caro Noctis di FINAL FANTASY XV da un punto all’altro.

Altra novità riguarda anche lo spostamento rapido dalla zona di esplorazione al villaggio in modo che il tempo di percorrenza della mappa sia sostituito da quello di caricamento: perché è sempre meglio vedere disegni in stile feudale giapponese nella schermata loading piuttosto che vedere il proprio personaggio farsela a piedi fino a casa.

Questi miglioramenti inerenti ai mezzi di trasporto rappresentano comunque un grande passo avanti rispetto al passato, quindi sta a noi abituarci ad avere esclusivamente un solo punto di viaggio rapido e poi comunque farsela a piedi o in groppa al nostro cagnolone.

A livello di esplorazione, ci ritroviamo di fronte alle feature classiche di World e credo dei Monster Hunter in generale: raccogliere le piante, i funghetti, gli insetti, le ossa, la carne, il pesce, la frutta… Insomma, la spesa necessaria per il sostentamento del cacciatore. Senza contare i minerali necessari per migliorare il nostro equipaggiamento: hanno velocizzato questa operazione rispetto al passato, per cui ora possiamo ridurre i tempi di farming.
Anche se fino ad un certo punto! Alla fine stiamo solo parlando di non assistere alle animazioni scriptate per l’estrazione dei minerali per più tempo del dovuto.

Ogni zona è, naturalmente, caratterizzata da un determinato tipo di fauna e che soprattutto nelle fasi iniziali presenta gli stessi mostri che abbiamo già incontrato nel capitolo precedente e che dovremo uccidere in quantità per avere i nostri amati primi miglioramenti per l’equipaggiamento.

Anche in questo MH, una volta ucciso il nostro nemico dovremmo scuoiarlo per ottenere la nostra ricompensa. Questa operazione non ha avuto il tanto agognato miglioramento per cui non basta chiedere una volta di farlo per ottenere tutto ciò che è possibile recuperare.

Ma se per quanto riguarda la fase esplorativa e del gameplay in generale possiamo rilevare alcuni miglioramenti che non possono far storcere troppo il naso, credo che il problema principale risulti ancora la gestione delle missioni.

Rispetto a World avremo le missioni di caccia suddivise in diverse categorie. Da una parte troviamo gli obiettivi principali che possono essere le missioni del villaggio e servono per il proseguo della campagna, se possiamo chiamarla così, e poi le missioni “urgenti” ossia degli incarichi provenienti dagli abitanti del villaggio affidati direttamente alla nostra gemella di fiducia che hanno una durata limitata. A queste si aggiungono le missioni della gilda, giocabili anche in multiplayer.
Certo, in seguito sbloccheremo le cacce grosse, ma attualmente siamo cacciatori inesperti e dobbiamo fare pratica con le tante meccaniche.

Una cosa che non mi è mai piaciuta in World è stata l’impossibilità di prendere più di un incarico principale. Speravo che questa cosa fosse stata modificata, ma non è stato così.
Puntualmente dobbiamo prendere una missione, portarla al termine e farci ricatapultare al villaggio per poi ripetere il procedimento.

Ora, va bene, posso pure sopportare questo continuo andare e tornare al villaggio per fare una missione invece di impostarla direttamente dal menù principale una volta riscattata, ma continuo a non darmi pace per non avere io il potere decisionale sul ritorno al villaggio: fin troppe volte mi è capitato di non riuscire a recuperare tutto il bottino dei mostri perché il gioco ha deciso che non posso tornare io al villaggio quando mi pare.

Questa è una dinamica che posso comprendere se la missione viene effettuata in multiplayer, ma in single player bisognerebbe un po’ cambiare questa struttura, come bisognerebbe anche dare la possibilità di cominciare eventualmente una missione mentre si è in fase di esplorazione o dare la possibilità di terminare più quest prima di tornare al villaggio.

Siamo nel 2021, queste meccaniche risultano ormai obsolete.

Penso che risulti un po’ inutile ottimizzare i tempi del farming se poi si perde più tempo a fare avanti e indietro da un punto all’altro della mappa. Senza contare che, alla fine, l’unico scopo del gioco continua ancora ad essere quello di prendere il proprio complesso e sbatterlo in testa al nemico, prendere i materiali, migliorare le armi e ripetere all’infinito il processo.

NEVER ENDING HUNTING

Quindi la domanda è: davvero ti piace l’idea di un loop infinito in questo tipo di giochi? Allora è il gioco che fa per te, in caso contrario, ti conviene usare i soldi per un altro gioco. Perché quello che è evidente anche in questo capitolo di Monster Hunter è il fatto che sia un gioco che di base richiede moltissimo tempo per essere giocato e che, contemporaneamente, questo tempo te lo ruba nei continui caricamenti e viaggi inutili.

Per quanto ci sia stato un lavoro per cercare di svecchiare il titolo e renderlo più alla portata di tutti, continua ad essere un gioco non adatto a tutti e io voglio indietro le mie ore lasciate sul titolo che non mi verranno più restituite.

Comunque per quanto riguarda il comparto grafico e sonoro è stato fatto un buon lavoro, quindi in caso recuperate la OST!

Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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