It Takes Two – Una recensione cooperativa

Dobbiamo essere sinceri, ultimamente dal mercato videoludico sta sparendo la volontà di sviluppare titoli che possano essere giocati esclusivamente tramite la collaborazione di due o più giocatori. Sempre più case di sviluppo si tirano indietro dal creare esperienze di questo tipo. Fortunatamente Hazelight studios non è tra queste.

Dopo il fantastico A Way Out, il team svedese torna nuovamente alla carica con It Takes Two, titolo pubblicato da Electronic Arts che abbiamo anche portato interamente sul nostro canale Twitch. Sinceramente noi di GameIndustry.it aspettavamo con una certa ansia questa nuova opera, abbastanza sicuri di non essere traditi dal director Josef Fares che era stato già in grado di deliziarci con il sopracitato titolo con protagonisti Leo Caruso e Vincent Moretti.

La software house avrà rispettato le nostre aspettative? Lo scoprirete solamente leggendo la nostra recensione

Una relazione complicata

Questa volta prenderemo i panni di Cody e May una coppia sposata alle prese con una situazione molto particolare, il divorzio. Cosa differenzia questa storia dalle altre di questo tipo? L’amore per la loro bambina.

L’unica cosa che spingerà infatti la nostra disastrosa coppia a collaborare sarà la loro figlia Rose che impaurita dalla separazione dei genitori chiederà aiuto ad un libro intitolato “Book Of Love” scritto dal Dottor Hakim. Quest’ultimo si rivela essere magico e dopo che lacrime di Rose cadono su delle bambole create da lei, il libro tramite un incantesimo trasferirà la coscienza dei genitori all’interno di esse.

Bambole ben allenate

Cody e May si ritroveranno quindi ad affrontare le insidie che gli vengono poste dallo stesso Dottor Hakim sotto forma di libro animato che agirà nel tentativo di riaccendere il loro amore. Fin dall’inizio vedrete come il gioco riesca ad essere sempre originale e mai banale riuscendo a variare spesso il gameplay tra una zona e l’altra.

Il tutto è condito da un ottimo sistema di movimento che oltre a riprendere le meccaniche dei più classici platform aggiungerà anche le schivate sia a terra che in aria ed il rampino, utile per oscillare e superare vari ostacoli.

Non è possibile scegliere il livello di difficoltà ma possiamo garantirvi che il gioco offre la giusta dose di sfida e soprattutto non è mai frustrante, e anzi vi ritroverete molto spesso a ridere per un salto fatto male o una caduta totalmente inaspettata

Non per forza supereroi

Se quanto scritto finora non dovesse bastare, il gioco tirerà fuori una serie di abilità che varieranno di livello in livello riuscendo sempre a darvi quella sensazione di novità senza mai sfociare nella ripetitività dal momento che tutte le sezioni durano il giusto.

I poteri ottenuti (alcuni di questi veri e propri super poteri) saranno diversi a seconda del personaggio, andranno utilizzati in maniera complementare e saranno necessari per riuscire a superare tutte le sfide che il gioco ci presenterà.
Nelle prime fasi di gioco ad esempio vi ritroverete a sparare resina con Cody ed infiammarla con May oppure ad attrarre oggetti o respingerli tramite i poli di una calamita spezzata ed affidata a ciascuno dei protagonisti.

Tra un’avventura e l’altra si aggiungono anche delle sfide 1VS1 nascoste nelle varie aree di gioco che potranno essere trovate seguendo determinati suoni. Queste consistono in vari minigiochi del tutto facoltativi che vi faranno divertire durante l’intera durata del vostro viaggio.

Lineare, divertente e libero

Il gioco presenta una trama prevalentemente lineare ma che vi lascerà parecchia libertà nell’esplorazione delle già citate aree di gioco, le quali risultano incredibilmente grandi e piene di Easter Egg. Il solo sedervi su una panchina così come l’osservare qualcosa di completamente a caso farà iniziare un dialogo particolare tra i due personaggi principali.

Tutta l’avventura sarà caratterizzata dalla presenza dello split-screen che sarà visibile a entrambi i giocatori; questa meccanica l’abbiamo particolarmente apprezzata in quanto è implementata in modo perfetto nel gameplay e non l’abbiamo trovata per nulla invadente. In alcune fasi particolari lo schermo tornerà comunque ad essere ad essere unico per entrambi i giocatori per volute esigenze registiche.

I livelli sono sviluppati anche verticalmente, perciò vi ritroverete a scalare montagne e scivolare giù da esse in meno di 5 minuti. È molto chiaro quindi come il team di sviluppo si sia impegnato nel creare delle zone che riuscissero a non risultare mai statiche ma bensì molto esplorabili grazie soprattutto all’utilizzo del rampino.

Sarà possibile inoltre esplorare le varie mappe tramite treni giocattolo o percorsi panoramici che vi faranno vivere il mondo proprio come è stato pensato dagli sviluppatori.
L’intero mondo di gioco fungerà da vera e propria meccanica di gameplay dato che si potrà interagire con molti elementi presenti allinterno di esso che serviranno a superare ostacoli e risolvere enigmi.

Nelle prime fasi di gioco ad esempio sarà possibile utilizzare dei tubi aspiranti per risucchiare uno dei 2 protagonisti e spararlo in zone sopraelevate che normalmente sarebbero inaccessibili. Le situazioni che vi si pareranno d’avanti saranno sempre differenti e riusciranno a donarvi in diverse occasioni quella sensazione di genuina sorpresa.

Quasi come un film d’animazione

Specifiche del PC

CPU – Intel i5-9600k 3,7GHz
Ram – 16GB DDR4 3000MHz
GPU – Zotac RTX 2080 8 GB

Lo stile grafico di It Takes Two è molto ispirato ed offre un ottimo livello di dettaglio, dando il meglio di sé negli spazi aperti e portando su schermo un misto tra un film d’animazione e il fotorealismo. Un connubio che Hazelight Studios è riuscita a far combaciare alla perfezione e credeteci quando vi diciamo che molto spesso resterete fermi ad ammirare il panorama.

Abbiamo giocato il titolo su PC e possiamo dire tranquillamente che il comparto tecnico si presenta assolutamente solido. Con la nostra configurazione siamo riusciti a farlo girare in 1440p a 144 fps ma non temete! I requisiti minimi sono abbastanza accessibili permettendo di poterlo giocare su più o meno tutti i PC anche con configurazioni dall’hardware non troppo recente.

È da segnalare tuttavia una leggerissima instabilità del server risolvibile uscendo e rientrando dal gioco e la mancanza del cross-play che data la natura del gioco sarebbe stato sicuramente perfetto.

Concludiamo spendendo qualche parola sul comparto audio di It Takes Two dicendovi che la colorata avventura gode di un accompagnamento sonoro buono nel complesso, pur presentando degli alti e bassi e risultando quindi sottotono se paragonata all’alto livello qualitativo generale offerto.

Love is work

In conclusione l’ultima fatica di It Takes Two si è dimostrato assolutamente all’altezza delle aspettative ed è riuscito, anche se non esente da difetti, a regalarci ore di divertimento come non se ne vedevano da secoli, riuscendo a combinare gameplay, story telling e level design alla perfezione. Dobbiamo dunque ringraziare It Takes Two per averci permesso di vivere questa fantastica avventura.

Vi ricordiamo che è possibile inoltre dividere la spesa con un amico, dato che EA ha messo a disposizione il Pass amico che darà la possibilità a chi non possiede il titolo di giocarlo nella sua interezza a patto che uno dei 2 giocatori possieda la versione completa. Detto questo noi di GameIndustry.it non possiamo fare altro che consigliarvelo caldamente.

Recensione a cura di Antonino Nicola D’angelo & Cristian Di luca

Riassumendo

It Takes Two si è dimostrato assolutamente all’altezza delle aspettative ed è riuscito, anche se non esente da difetti, a regalarci ore di divertimento come non se ne vedevano da secoli riuscendo a combinare gameplay, story telling e level design alla perfezione confezionando così un platform praticamente perfetto che ha sicuramente alzato l’asticella per i titoli futuri. Detto questo noi di GameIndustry.it non possiamo fare altro che consigliarvelo caldamente.

Voto Finale
9.5/10
9.5/10

Pro

  • Gameplay ben sviluppato
  • Level design ottimo
  • Mai ripetitivo
  • Personaggi ben caratterizzati

Contro

  • Colonna sonora non sempre all’altezza
  • Server a tratti instabile
  • Peccato per la mancanza del Cross-play e della chat vocale in gioco
Antonino Nicola D'angelo

Nato a Palermo il 3 Febbraio del 1999, cresciuto a pane e videogiochi ed amante di anime e manga. Gioca ad un po’ di tutto, prediligendo il genere degli RPG.
“Da un calcio alla ragione e fa spazio all’impossibile”

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