Mass Effect – Viaggio a bordo della Normandy (Parte 1)

Ogni volta che inizio una mia retrorecensione, è importante raccontarne la storia in modo da creare un contatto con chi mi legge per riuscire a fargli vedere il gioco con i miei occhi. Quando ho iniziato il progetto su Mass Effect, mi era sembrato semplice da affrontare perché ho un format e in teoria sapevo cosa avrei potuto scrivere sulla saga. Ma non è stato così semplice!

Avevo appena avviato Mass Effect 3 per proseguire la mia campagna contro i razziatori, ma mi sono dovuta fermare: qualcosa dentro di me mi ha detto di farlo. Ormai il tempo del gioco si era esaurito e bisognava prendere il coraggio a due mani e scrivere tutto quello che rappresenta la saga e, soprattutto, quello che rappresenta nel mio percorso videoludico.

Qualche articolo fa avevo accennato al momento in cui acquistai la mia Xbox 360, ma in quel momento non dissi quale fu il titolo che presi assieme alla console. E no, non fu Mass Effect…

Quando acquistai la mia console Microsoft, il primo gioco con cui ebbi a che fare fu Crisis 2 e probabilmente se non fosse stato per il mio motion sickness, che mi ha sempre proibito di completare o giocare alcuni titoli – principalmente fps –, non sarei tornata al negozio alla ricerca di qualche esclusiva Xbox 360 o di altri titoli… Non per un primo momento, almeno.

Fu proprio per una “necessità” che mi avvicinai alla saga, galeotto fu il prezzo, perché con 20€ circa mi portai a casa sia il primo che il secondo Mass Effect: in quel momento nemmeno sapevo che da lì a pochi giorni sarebbe uscito il terzo episodio conclusivo.

Premetto che ero totalmente all’oscuro di quello che era il titolo. Non sapevo di cosa parlasse, ma avevo letto “Bioware” sulla copertina – questo mi ricordò la mia esperienza su Knights of The Old Republic, che mi piacque tantissimo – e per quel prezzo accettai il fattore incognita, ritornando a casa col mio bottino.

Ancora non sapevo dove mi avrebbe portato quel viaggio…

EFFETTO MASSA

Era giunto il momento di inserire il disco nella console, farne l’installazione per evitare che la console prendesse il volo e avviare il gioco.

Ed eccolo lì, il mio invito a premere start e a dare inizio alla mia avventura.

Avviando la nuova partita, ebbi la conferma di ritrovarmi davanti ad un gioco di ruolo. Creai la mia Shepard, le diedi un background, scelsi la mia classe e diedi inizio alla mia storia.

Nel 2148 degli esploratori scoprirono le rovine di un’antica civiltà spaziale su Marte. Nei decenni successivi, questi misteriosi manufatti rivelarono delle nuove, straordinarie tecnologie che consentivano di raggiungere i sistemi più remoti della galassia. Tutto ciò era reso possibile da una forza che controllava l’intera struttura spazio-temporale.

Per gli Umani fu la più grande scoperta della loro storia.

Le altre civiltà della galassia la chiamano…

Sembrerà una cosa da nulla, ma io fui conquistata da questa introduzione che era accompagnata non solo da un brano di atmosfera molto coinvolgente, ma anche dall’entrata epica della mia protagonista all’interno di un mondo che dovevo ancora scoprire e conoscere, ma che già mi aveva catturato.

Rimasi altresì colpita dai dettagli che accompagnavano l’ingresso di Shepard: le espressioni facciali dei personaggi e il doppiaggio ben curato.

Ma c’era poco tempo per parlare, bisognava agire ed eseguire gli ordini. Bisognava dare inizio alla prima missione e… Fare la conoscenza del mio primo turian, Nihlus!

L’obiettivo era chiaro: atterrare su Eden Prime e recuperare un ennesimo antico manufatto Prothean – stavolta funzionante – per studiarlo nella speranza che porti un ulteriore progresso all’umanità e, soprattutto, far sì che l’Umanità abbia il suo primo Spettro.

Venni, dunque, a conoscenza di cosa fossero gli Spettri (corpo militare speciale a servizio del consiglio galattico) e che esisteva un consiglio galattico, tantissime altre specie e che dovevo portare una piccola squadra su un pianeta diverso dalla Terra e divenuto una colonia umana Eden Prime.

La mia prima missione interplanetaria stava per iniziare ed ero gasatissima.

Finché non successe qualcosa di strano. Il colloquio fu bruscamente interrotto da una comunicazione di emergenza: qualcosa aveva attaccato la colonia, bisognava sbrigarsi. La missione era passata dall’essere di semplice recupero ad essere di soccorso.

Una volta su Eden Prime non è stato molto semplice muoversi.

Le difficoltà non erano solo relative ai comandi che non erano molto intuitivi, ma il problema era soprattutto dovuto ai cali di fps. Tuttavia non mi fermarono e proseguii la mia esplorazione alla ricerca sia della sonda che dei sopravvissuti, perché c’era qualcosa di molto strano. Chi o cosa li stava attaccando?

Andando in giro per l’ambientazione raccoglievo oggetti e mi scontravo contro un minigioco di cui non avevo informazioni sul come funzionasse e mi veniva richiesto dell’omni-gel come alternativa a quest’ultimo e io manco sapevo cosa fosse in quel momento…

Proseguii, trovai qualche superstite che mi raccontò cosa fosse successo e grazie ai dialoghi scoprii anche che ogni mia risposta mi avvicinava di più all’essere un eroe o un rinnegato. Ma al momento non sapevo a cosa servisse questa dinamica e comunque avevo a che fare con un gioco di ruolo e quindi dovevo seguire quello che mi diceva il cuore e la mente.

Sappiate fin da adesso che non ho mai sbloccato la via del rinnegato: nemmeno nelle diverse run, quindi non so come si sarebbero potute svolgere alcune vicende se avessi utilizzato altre opzioni di dialogo.

Fu così che venni a conoscenza dei Geth, esseri sintetici dotati di IA collettiva. I geth non solo uccidevano gli umani ma li impalavano(?), cosa stava succedendo?

Proseguendo il cammino verso la sonda, mi imbattei in un cadavere stavolta familiare. Nihlus era stato ucciso da qualcuno. Un superstite che era nascosto in quel luogo mi informò che era stato ucciso da un certo Saren, un altro Spettro, e che il suo obiettivo era la distruzione della colonia oltre che della sonda.

Bisognava sbrigarsi a disinnescare tutte le bombe nell’impianto di ricerca e salvare, oltre alla colonia, anche questa dannata sonda.

Una volta superato l’ostacolo esplosivo, Kaidan, un compagno di squadra della mia Shepard, ebbe la malsana idea di avvicinarsi troppo al manufatto ed ecco che, da brava caposquadra, la vedo rischiare la morte a causa di non si capisce quale input ricevuto dalla sonda stessa che ha mostrato delle visioni davvero malsane e terribili.

Dannato Saren!

Fortunatamente Shepard è sopravvissuta, ma bisogna fare rapporto al consiglio di quanto ha fatto Saren. Era tempo di condurre la Normandy verso la Cittadella.

Inutile dire lo stupore di poter ammirare non solo la Cittadella, la “capitale” della galassia, ma anche le nuove specie aliene che mi si sono poste innanzi.

Mi persi nella ricerca del Presidium, ma quando finalmente riuscii ad arrivarci la riunione col Consiglio e con Saren era iniziata. Nessuno ha creduto alla parola degli Umani contro mister sonolospettromigliore Saren per assenza di prove. Fortunatamente la missione successiva fu adibita allo scopo, oltre che a reclutare nuovi compagni alieni.

Ormai il Consiglio non poteva più ignorare l’umanità: la mia Shepard era diventata il primo Spettro umano. Il suo primo compito avrà come obiettivo quello di sventare la minaccia di Saren e finirà con lo scoprire qualcosa di peggio: la minaccia dei Razziatori.

I Razziatori erano considerati una leggenda, una di quelle storie che si raccontano per spaventare i bambini che non vogliono andare a dormire, eppure sembra che ogni 50.000 anni ricompaiano a mietere vittime e a distruggere la civiltà nella galassia. Bisogna fermarli e Shepard combatterà in prima linea con questo scopo!

Ma tutto ciò lo vedremo nel capitolo successivo.

NON SOLO SHEPARD

Il prologo della vicenda apre la strada all’esplorazione di un mondo che va al di là delle semplici vicende Umane, ma mette nelle mani un’intera galassia che è formata da diverse specie, dalle diverse culture e caratteri. Shepard conoscerà, quindi, non solo una nuova umanità e il come si è evoluta nel corso di pochissimi anni. Cambierà anche il ruolo di quest’ultima all’interno della galassia in modo che non siano più considerati come gli ultimi arrivati.

In questo viaggio la nostra comandante non sarà mai sola, ma verrà affiancata da diverse specie (umani, turian, krogan, quarian e asari).

Ogni personaggio della squadra farà in modo di farti conoscere non solo la sua specie, ma chi è stato, chi è e chi vuole diventare. Ogni dialogo che si avrà con l’equipaggio della Normandy rafforzerà la fiducia e creerà dei legami indistruttibili, facendoli diventare degli amici, dei compagni con cui vuoi passare il tempo. Perché è questa la sensazione che ho avuto ogni volta che parlavo con Wrex o Liara o Garrus o Tali o Kaidan (Ashley no, non la sopportavo!). Nonostante la loro diversità, mi sono affezionata a ciascuno di loro e ho passato delle ore bellissime in loro compagnia e ammetto che da quei momenti è nato il mio debole per i krogan.

Non appena completavo una missione prioritaria, il mio primo pensiero era andare a parlare con ciascuno di loro, scoprire nuovi dettagli, sapere cosa pensavano della missione e della nostra amicizia nascente e, perché no, chiedergli cosa ne pensassero di un altro compagno del team visto che le loro razze potevano essere rivali o aver avuto in passato guerre che ne hanno determinato anche un’eventuale difficoltà di sopravvivenza.

Anche quando la missione non era particolarmente interessante o il veicolo di esplorazione per i pianeti inguidabile, era sempre bello sentirli parlare e magari battibeccare su qualcosa. Credo che i momenti più esilaranti siano quelli passati in ascensore sulla Cittadella: ammetto che sceglievo certe combinazioni di personaggi proprio per sentire battute taglienti o qualcos’altro di simpatico.

Avere degli amici leali al proprio fianco ti fa sentire forte e capace di superare ogni ostacolo. E il fatto che anche lo svolgimento della narrazione ti aiuti in questo, dà quel di più che serve per farti entrare pian piano Mass Effect nel cuore.

Ma non è solo questo.

Nonostante sia un gioco, sei portato ad immergerti in questo nuovo mondo, ad immedesimarti in Shepard ed empatizzare con quello che succede al punto che spesso le decisioni fondamentali per il proseguo della trama lasceranno davvero uno spunto di riflessione o perderai qualche momento per cercare di capire cosa sia più opportuno fare perché sei tu a determinare le sorti della galassia.

E vi assicuro che questa cosa al momento dell’uscita del gioco doveva far pensare parecchio. Mass Effect è stato per me il primo gioco dove ho avuto la possibilità di importare le mie decisioni nel capitolo successivo e mantenere il mio di universo e non giocare ad uno pre-impostato da qualcun altro. Penso che sia stato anche questo ad aver lasciato il segno nella mia storia da videogiocatrice e ad aver messo il primo tassello necessario per inserire Mass Effect nelle mie saghe preferite.

Concludo qui la prima parte. Spero di rivedervi a bordo della Normandy in direzione Mass Effect 2.

Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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