Road To NieR – L’avvento della YoRHa

A distanza di molti anni, Yoko Taro è tornato sulla serie di NieR portando un nuovo capitolo in collaborazione con Platinum Games, cronologicamente posto diversi anni dopo NieR Replicant e Gestalt.

Al momento della sua uscita, il titolo ha ricevuto un’accoglienza positiva, molto più di quanto Replicant e Gestalt avessero mai raggiunto.

In questo ultimo capitolo della Road to NieR vi parleremo della storia di Automata e di quali messaggi si celino dietro ad esso. Anche in questo caso, l’influenza di Drakengard è abbastanza forte, ma il suo collegamento principale rimane Replicant, dato che troveremo molti punti in comune.

L’invasione

A seguito di un’ invasione aliena, l’umanità è stata piegata al volere delle biomacchine, che furono per l’appunto costruite dai primi citati. Purtroppo sulla Terra rimane ben poco, le ultime forme di vita umane si sono rifugiate in alcuni accampamenti, mentre il restante è stato spedito sulla luna, per fondare una nuova colonia umana.

La Luna è protetta dal “Bunker”, guidata dalle unità YoRHa, degli androidi creati con l’obiettivo di difendere la terra e far sì che l’umanità possa risorgere dalle proprie ceneri, fornendo così il massimo supporto.

Durante la storia controlleremo due tipologie di unità, 2B, un Androide disegnato al combattimento e 9S, un modello scanner che fornisce supporto ai compagni durante le operazioni. Nella prima fase di gioco, entrambi si troveranno a esplorare una fabbrica abbandonata, nella quale sono stati rilevati dei segnali anomali.

Purtroppo l’operazione non viene completata come previsto, poiché si troveranno a dover affrontare diversi Goliath, tra cui “Marx” e “Engels”, costringendoli ad attivare la scatola nera e a farsi esplodere per annientarli.

In questa fase apprendiamo che gli Androidi riescono a trasferire i loro dati attraverso il server del Bunker, mantenendo così i ricordi e riuscendo a “reincarnarsi” in una nuova macchina dello stesso modello. La prima Run (il percorso dell’ending A), si pone principalmente l’obiettivo di spiegare perché le biomacchine nonostante tutto, possano avere dei sentimenti, nonostante queste siano “programmate” e senza dei sentimenti.

Uno dei principali elementi che vengono evidenziati sono i sentimenti repressi degli Androidi, durante il primo finale, vedremo 2B e 9S per la prima volta far emergere il loro lato “umano”, temendo la morte e la perdita di un proprio caro.

Ben oltre il sentimento

Un messaggio molto criptico, ma abbastanza forte, è che le biomacchine abbiano dei sentimenti, a modo loro provano a perfezionarsi e allo stesso tempo falliscono. In certi punti vengono quasi paragonati agli umani, entrambi falliscono e cercano di imparare dai propri errori.

Il giocatore viene messo davanti ad un grosso punto interrogativo, il quale si chiederà spesso se quello che stiamo vivendo accada effettivamente per un valido motivo. Le convinzioni dei protagonisti vengono meno durante alcune rivelazioni, costringendoci a riconsiderare anche le nostre azioni passate.

Una delle presenze più grandi che metteranno in dubbio la nostra “moralità” sarà proprio Pascal, una biomacchina che ha deciso insieme al suo villaggio di vivere una vita tranquilla, lontana dalla rete unificata. In una parte di gioco, vedremo come Pascal sia effettivamente in quasi tutto un umano, il quale tiene molto ai “bambini” del suo villaggio e come per loro farebbe di tutto pur di renderli felici.

Nier Automata Pascal

L’inganno degli Androidi

Sia 2B che 9S, si troveranno a dover fare i conti con una scomoda verità, che farà rivalutare tutta la loro carriera da Androidi, facendogli chiedere il perché di tutto ciò. Abbandonati da ogni divinità e senza un vero scopo, Yoko Taro nella sua storia cerca di far ragionare il videogiocatore secondo la propria moralità, costringendoci a dare un senso alla nostra “vita” e al nostro percorso.

Viene sempre marcato il discorso che le Macchine siano designate per avere un destino, e a tale devono adempiere. Ma il finale più importante di Automata, ci permette di rompere le catene del destino, attraverso un dialogo tra due Pod (due unità completamente scriptate e senza sentimenti), che cominciano a provare un senso di affetto e protezione verso quelle due unità chiamate 2B e 9S.

Il messaggio finale di Yoko Taro è abbastanza chiaro, il destino bisogna costruirselo da sé e cercare in qualunque modo di opporsi alle avversità del mondo, cercando di plasmare il proprio futuro con le proprie mani, indipendentemente da ciò che ci viene detto, cercando di scegliere con la nostra testa le nostre convinzioni.

Nier Automata A2

Il peso del Mondo

E con quest’ ultimo paragrafo, vi vogliamo ringraziare per aver seguito la nostra rubrica dedicata a NieR. Siamo felici di essere arrivati fin qui e non vediamo l’ora di proporvi altri contenuti a tema Drakengard e Nier, che attualmente stiamo preparando e che ben presto vi sveleremo.

Nier Automata Artwork

Dunque, non mi resta che darvi appuntamento alla recensione di NieR Replicant, prevista per questa settimana.

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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