La Nicchia Nascosta – Freedom Wars – Una guerra per la libertà

Avete presente quando, alla ricerca di qualcosa di nuovo, vi cimentate nello sport “frugare tra gli scaffali” del vostro beneamato negozio di videogiochi? Inaspettatamente, senza troppa fiducia, trovate un gioco mai visto che attira la vostra attenzione e vi fa dire:

“Proviamolo, perché no?”

E così tra varie peripezie vi ritrovate a “provarlo” e senza accorgervene passano le ore accompagnate con la scusa che quella sarà l’ultima missione che farete, e niente… il giorno dopo sarete pronti ad affrontare la giornata con due belle occhiaie da panda. La Nicchia Nascosta quest’oggi vi presenterà un titolo in grado di incantare la maggior parte dei giocatori con le sue meccaniche alla God Eater intrecciate con un pizzico di narrazione ispirata a Shingeki no Kyojin.

Pronti ad infiltrarci tra i ranghi del Panopticon di Freedom Wars?

Freedom Wars è un action RPG sviluppato da Japan Studio (famoso per Shadow of the Colossus e Gravity Rush) e rilasciato in occidente il 29 ottobre del 2014 come esclusiva per PlayStation Vita. Ha occupato il primo posto nella classifica giapponese per le prime due settimane, diventando così il secondo gioco più venduto nel Sol Levante.

Ritengo che sia stato un peccato che in occidente la PlayStation Vita non abbia riscontrato il successo che si meritava, anche considerando il fatto che poche case di videogiochi non l’abbiano supportata a dovere. Un titolo che, a mio rammarico, è uscito al momento giusto sulla piattaforma sbagliata, nonostante fosse la console portatile più performante di quegli anni.

Tratteremo quindi un gioco che dietro le quinte tesse i fili di una tela dai temi dark e pesanti, rafforzati da un background non adatto a tutte le età. Un titolo che regala divertimento e dei buoni personaggi nascondendo in sé un mondo distopico che, con questi ritmi, un giorno potrebbe diventare realtà. Junichi Yoshizawa (Ex produttore), infatti aveva dichiarato in un’ intervista che l’ambientazione del gioco è una critica alla società moderna.

Il 16 Maggio 2013 un curioso trailer aveva rivelato che il gioco potesse chiamarsi Panopticon, ma pochi giorni dopo è stato smentito avvalendosi del nome che ora tutti conosciamo: Freedom Wars.

Che cos’ è il Panopticon?

Per immergerci nei personaggi e nell’ambientazione, è necessario conoscere qualche informazione in più. Il Panopticon o Panottico (il nome si riferisce anche a un gigante con un centinaio di occhi proveniente dalla mitologia greca), è un carcere ideale progettato dal filosofo e giurista Jeremy Bentham nel 1791.

Ovviamente nel gioco la funzionalità sarà simile, ma più attinente a un’epoca post apocalittica. Freedom Wars descrive questo carcere come una nazione artificiale sotto forma di città stato che fornisce sicurezza ai suoi abitanti in cambio di contributi che loro stessi versano al governo. In seguito ad una disgregazione dei paesi, ogni Panopticon ha raggiunto una propria indipendenza e una vasta percentuale della popolazione è costretta a scontare condanne affinché queste città mantengano un controllo efficace per via della mancanza delle risorse.

Combattendo alla vista di un panorama a pezzi in un mondo che una volta era intero

In un futuro lontano (anno 102014), in un mondo che non è più come lo conosciamo, la maggior parte dell’umanità è imprigionata in questi Panopticons dove si è alla ricerca di un modo per ritornare a vivere in superficie, anche a costo di farsi la guerra l’uno con l’altro.

On High è una città stato che esiste nel cielo. Grazie alle proprie abilità e tecnologie farà spesso incursioni e assalti contro gli esseri umani che vivono sulla terra e questi eventi prendono il nome di “Punizioni“. A contribuire al sostentamento di questa realtà, ci sono i peccatori (Togabito), persone poste a costante sorveglianza e private dei loro diritti personali. Tali diritti possono essere riconquistati, solo gradualmente, attraverso la partecipazione alla guerra come “Volontari”.

Basandosi anche sulla filosofia che i neonati sprecano risorse, l’esistenza della persona è essa stessa un crimine: il figlio di un peccatore è egli stesso un peccatore. Utilizzando la scusa delle risorse e della riduzione della condanna, i peccatori, sin dalla tenera età, vengono mandati ad affrontare e sconfiggere come punizione mostri meccanici giganti chiamati “Rapitori”. Il loro obiettivo è catturare i cittadini, in quanto risorse insostituibili per i Panopticons.

Il giocatore vestirà i panni di un giovane protagonista nato con 1.000.000 di anni da scontare per una pena detentiva chiamata “crimine della vita”. Dopo tanti anni passati a mettere a rischio la sua vita in prima linea viene arrestato per reato di “Amnesia” e la sua condanna ricomincia da capo.

L’ incontro con Beatrice, una ragazza tenuta prigioniera in un settore segreto, sarà l’innesco che alzerà un’aria di rivoluzione. Chi è la ragazza? Quali cambiamenti porterà ad una società ormai sull’orlo del precipizio?

Un Panopticon un po’ speciale

I peccatori che ci circonderanno saranno divisi in personaggi principali e secondari. I primi non saranno personalizzabili e saranno presenti per tutta la durata della storia, a differenza di quelli secondari che saranno totalmente customizzabili e non influiranno sugli eventi narrati.

I personaggi si presentano all’apparenza carismatici, ma purtroppo lasciati senza un vero approfondimento, suscitando più domande che risposte. Ci ritroveremo coinvolti tra i conflitti di un padre e una figlia che ci porteranno a capire quanto sia difficile crescere e tenere al sicuro una persona che ami in un contesto così pericoloso. Saremo accompagnati da un combina guai dal buon cuore che ci farà intuire che di criminale non ha nulla, conosceremo lupi solitari e anche persone con strani fetish ma che condividono tutti lo stesso obiettivo: la libertà. Impareremo a convivere con persone una più diversa dall’altra ma che sul campo di battaglia diventano una cosa sola.

Avrei voluto saperne di più, ma sono comunque stati in grado di incantarmi con le loro vicende, portandomi a pensare a loro come ottimi amici e alleati insostituibili con cui condividere l’avventura.

Un personaggio che ho adorato è stato Abel Strafe Balt, il peccatore più forte e pericoloso al mondo che vanta i suoi 9.999.999 anni di condanna e che, con la sua Furia Rossa, ci convincerà che il malvagio può essere più affascinante di tutti i buoni messi insieme.

Esplorando il Panopticon e parlando con gli altri NPC nel tempo libero troveremo alcuni peccatori con diversi punti di vista, come chi è riuscito a scontare la propria pena e, nonostante sia libero, prova nostalgia e amarezza per essere lontano dal campo di battaglia. Quando non si ha più nulla da proteggere o un obiettivo in un mondo in cui non vi è rimasto più nulla si corre il rischio di perdere se stessi.

Che cosa è la libertà? Forse un altro modo per intendere “non ho nulla da perdere”? L’essere umano dovrà sempre vivere vincolato a qualcosa per andare avanti? Freedom Wars è un gioco che induce a tirare le proprie somme forzando su una moralità che pare scontata.

Più armi che fortuna

Freedom Wars è un titolo Action RPG con una visuale in terza persona. Ci verrà offerta una vasta scelta di armi utili per plasmare il nostro stile di gioco. Quest’ultime presenteranno diversi gradi di rarità (le migliori hanno il colore bianco), attributi, benefici e svantaggi: un esempio è la spada da mischia pesante che potrà essere anche potente, ma lenta e difficile da maneggiare. Per i cecchini, invece, il fucile avrà una gittata enorme e dei colpi micidiali, ma provvisto di poche munizioni. Sarà consentito equipaggiare due armi e destreggiarsi tra queste sarà la parte più divertente.

Durante la storia verremo muniti di strutture che saliranno di livello e nelle quali potremo costruire armi. I cittadini salvati nelle missioni, saranno messi a lavorare in questi edifici e ci permetteranno di diminuire il tempo della fabbricazione delle armi tanto quanto è alto il loro status. Ogni arma ha benefici e attributi e potremo combinare tra loro varie armi aggiungendo abilità sia all’arma stessa che al giocatore.

Un ruolo non meno importante lo assume un androide, il nostro automa conosciuto come “accessorio”. Molto spesso sarà la nostra ancora di salvezza, ma ancora più spesso il parafulmine dei nostri insulti vista la sua inutilità. Ovviamente potremo equipaggiarlo con armi modificate e potenziate ma, al contrario del nostro personaggio, la scelta sarà solo una. Alcune volte, in via occasionale, potranno essere catturati dai rapitori ma non temete, saranno sostituiti in tempo record, almeno fino a quando non andrete a recuperarli tramite un’apposita missione di salvataggio.

  • Freedom wars è un action RPG sviluppato da Japan Studio (famoso per Shadow of the Colossus e Gravity Rush) e rilasciato in occidente il 29 ottobre del 2014 come esclusiva per Ps Vita.

Il campo di battaglia sarà caotico e frenetico. Avremo un contatore con un numero limitato di vite e qui entra in gioco una meccanica simile a quella di God Eater: una volta che il contatore arriverà a zero avremo fallito la missione, a meno che i nostri alleati (o il nostro automa) non ci risveglino in tempo con un elettroshock.

Oltre ad armi e compagni avremo anche il supporto di un originale e fantastico aggeggio chiamato “rovo“. Il rovo è un laccio di spine che si suddivide in tre forme e tre livelli diversi: il difensivo si limita a rafforzare le tue difese e quelle dei nostri alleati, il curante si dedica al recupero della vita e invece il catturante alla difficile immobilizzazione dell’avversario tramite trappole.

  • Freedom wars è un action RPG sviluppato da Japan Studio (famoso per Shadow of the Colossus e Gravity Rush) e rilasciato in occidente il 29 ottobre del 2014 come esclusiva per Ps Vita.

La principale funzionalità, in ogni caso, è quella che permette di aggrapparci al nucleo delle minacciose macchine per provare a distruggerlo: finché la barra della durabilità non si esaurisce, ci ritroveremo a volare insieme a draghi nel cielo o andare a spasso con gattoni troppo cresciuti, il tutto mentre continueremo a schiacciare il pulsante cerchio per spezzare varie parti del corpo del nemico che, a lungo andare, ne risentirà (insieme al vostro dito).

In queste spedizioni, oltre a far salire il proprio codice, a diminuire gli anni della pena e quant’altro, guadagneremo dei punti che potranno essere utilizzati per le personalizzazioni del personaggio, miglioramenti per gli alleati e determinati privilegi. Ogni violazione di qualsiasi restrizione aggiungerà anni alla pena del giocatore, soprattutto se violate all’interno del carcere e, se vorremo abbassare di nuovo la nostra pena, dovremo compiere qualche altra missione.

Una community unita

E ora finalmente entriamo nel punto forte di questo titolo: il multiplayer. Oltre ad aggiungere nuove modalità, spingerà il gioco ad una longevità pazzesca, il tutto accompagnato da uno stile grafico molto bello e particolare. Le rovine e la desolazione si sposeranno bene con la narrazione e l’ambiente rendendo il gameplay accattivante per ore, a discapito di mappe che spesso andranno a ripetersi durante il corso del gioco.

La Lobby è composta da una squadra di quattro giocatori e (a quel tempo) la maggior parte dei giocatori online aveva ormai già finito il gioco e sfoggiava dal proprio fianco l’immancabile coda-pelliccia di Abel, che confermava la sua popolarità non solo per il carisma ma anche per lo stile.

  • Freedom wars è un action RPG sviluppato da Japan Studio (famoso per Shadow of the Colossus e Gravity Rush) e rilasciato in occidente il 29 ottobre del 2014 come esclusiva per Ps Vita.
  • Freedom wars è un action RPG sviluppato da Japan Studio (famoso per Shadow of the Colossus e Gravity Rush) e rilasciato in occidente il 29 ottobre del 2014 come esclusiva per Ps Vita.

La modalità multiplayer è vincolata da un sistema noto come “League of Panopticons” in cui i giocatori vengono separati in 47 Panopticons che rappresentano le prefetture del Giappone, mentre in Asia e nell’ovest 50 città realmente esistenti. Ogni Panopticon compete con gli altri per svilupparsi e apparire nelle classifiche mondiali.

Hong Kong era il Panopticon con più peccatori rispetto agli altri (come Honolulu, che è una città delle Hawaii) e molto spesso online si veniva coinvolti in una modalità raid chiamata “invasione” che portava giocatori di piccoli paesi diversi ad allearsi tra di loro per togliere punti a questo grande colosso e traferirli al proprio. Concesso che, pagando la giusta quantità di punti, si poteva cambiare schieramento, io la mia Honolulu non l’ho mai tradita.

Un’altra modalità da menzionare è il pvp dove tutti i giocatori combattono tra loro in un’ arena per salire di rango nelle classifiche mondiali. La maggior parte sono veterani in grado di mandarti K.O non appena la battaglia inizia.

Parlando della mia esperienza passata, la community incontrata era molto disponibile e non l’ho trovata assolutamente tossica o altro. Giocatori provenienti da tanti paesi collaboravano senza alcuna esitazione in questo gioco che incita a interagire con le persone, mettendo da parte le barriere etniche e culturali, con il raro ausilio degli appositi microfoni per coordinarsi al meglio.

Riprendendo in mano il gioco, sono stata colpita da un’amara verità: i server ora sono completamente vuoti. Avendo passato molte ore nei miei fine settimana nella modalità multiplayer, trovo personalmente un peccato che i giocatori abbiano abbandonato questo titolo.

Il Fan service che non può mancare

Una canzone molto famosa all’interno del gioco è cantata come propaganda da un gruppo immaginario di ragazze Idol giapponesi che hanno il compito di tenere le masse sotto controllo. Creata per promuovere il gioco prima dell’uscita, utilizzabile anche sul campo di battaglia e acquistabile come tema sulla console, si intitola: “Let’s Contribute: Imprisonment of Love for 1,000,000 years” eseguita da Shina Natsukawa, Sora Amamiya e Momo Asakura.

Visto i riscontri positivi ottenuti dal gioco sono stati prodotti anche artbook e gadget, poi seguiti da una Novel Spin-off intitolata Freedom Wars: Blue Thorn of Prisonscritta da Masachika Kobayashi e illustrata da Kei Watanabe ed Erika Ide.

Conclusioni

Freedom Wars si focalizza più sul gameplay che sulla trama, riuscendo comunque a intrattenere grazie alla varietà di armi, modalità e personaggi utilizzabili sul campo di battaglia.

Porta a riflettere sui legami di una famiglia che non si riconoscono solo dal sangue ma anche dagli ostacoli superati insieme, e che la vera fine arriverà solo quando le persone uccideranno la propria umanità.

In sostanza, Freedom Wars è un gioco in cui non si è creduto abbastanza, che tralascia una storia non del tutto curata nei minimi dettagli, dando più importanza alla community multiplayer. Tuttavia rimane indubbiamente una piccola perla da recuperare, se non altro per quanto riguarda il gameplay frenetico ed appagante unito ad una storia che, nonostante le mancanze sopra-citate, riesce a divertire e soddisfare. Il prezzo per recuperarlo è molto basso ma è un titolo che consiglierei principalmente ai nostalgici degli RPG come God Eater e a chi vuole giocare anche un buon single player, tenendo conto dei server ormai abbandonati.

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