Resident Evil 7 – Recensione della versione Google Stadia

La saga di Resident Evil quest’anno compie 25 anni e Capcom sembra voler festeggiare in grande stile l’anniversario del brand. Maggio si prospetta infatti come un mese col botto grazie all’ottavo capitolo della saga, Resident Evil Village, che sembra avere tutte le carte in regola per regalarci ore e ore di tensione. Ma l’azienda di Osaka non si è limitata all’ultimo atteso capitolo in dirittura d’arrivo.

Affinché siano più comprensibili gli eventi di questa nuova avventura, Capcom ha pensato di rilasciare il settimo capitolo della saga nella sua versione Gold Edition per gli utenti di Stadia, includendolo inoltre nel suo servizio di abbonamento Stadia Pro, nel parco titoli disponibile.

Abbiamo deciso di parlarvi proprio di questa versione, curiosi di provare il servizio di streaming di Google e di vedere come l’avventura nella casa degli orrori della famiglia Baker si comporti in questa sua nuova incarnazione. Sarà un porting all’altezza delle solide versioni console e PC? Scopritelo nella nostra recensione!

La casa degli orrori

Con l’approdo nel 2017 di Resident Evil 7 sulla ormai passata generazione di console, Capcom ha segnato un punto di rottura con la svolta action intrapresa dalla serie col quarto capitolo, ritornando alle atmosfere horror ed i ritmi dei primi storici capitoli.

L’avventura che vede protagonista Ethan Winters alla ricerca di sua moglie Mia ci era parsa davvero convincente ai tempi del lancio su console e PC, grazie a dei buoni momenti di tensione, un’atmosfera e un setting claustrofobici e soprattutto alla famiglia Baker, che potremmo definire la vera colonna portante della storia.

La sequenza della cena in famiglia è solo una delle diverse citazioni a film cult horror come The Texas Chainsaw Massacre (1987)

Nei panni di Ethan, saremmo catapultati in una zona rurale della Lousiana dopo aver ricevuto un inquietante videomessaggio da parte di Mia, creduta morta da tempo, nel quale veniamo incoraggiati a non cercarla. La possibilità di riabbracciare la propria amata condurrà il nostro protagonista all’abitazione della famiglia Baker che, insospettabilmente, scopriremo essere legata a doppio filo col destino della consorte.

Proprio i Baker saranno i principali antagonisti dell’avventura, pronti a fare la propria comparsa quando meno ve l’aspettate. Ethan tuttavia, lo ricordiamo, non sarà indifeso: nella impervia ricerca della moglie, avrà a disposizione diverse armi utili a fare fuori le mostruose amenità che gli si pareranno davanti.

A tenerci compagnia negli oscuri corridoi della casa ci penseranno inoltre i Micomorfi, una nuova variante di infetti introdotta nel settimo capitolo. Sebbene possano risultare insidiosi da affrontare ed evitare(almeno fino a quando non ne avrete memorizzate le movenze), peccano purtroppo in varietà: ne incontrerete solo 3 tipologie, due delle quali anche piuttosto simili tra loro.

Gli ambienti di gioco opprimenti e l’oscurità aiutano a garantire una buona immersività generale e la sensazione ansiogena che qualcosa di mortale si nasconda dietro l’angolo vi permeerà per almeno 3/4 del gioco.

A spezzare il ritmo lento della progressione ci penseranno le immancabili boss fight, che in questo capitolo ci vedranno affrontare i membri della famiglia Baker in alcuni scontri resi memorabili dalla loro caratterizzazione grottesca e da una serie di trovate divertenti degne dei migliori B movie dei primi anni 2000.

Il ritorno alle origini che tutti cercavano, a portata di connessione

Se 10 anni fa mi avessero detto che avrei potuto giocare ad un titolo di questo calibro aprendo semplicemente il browser internet, senza preoccuparmi dell’hardware a mia disposizione, credo che mi sarei fatto delle grosse risate. Ebbene, oggi qualcosa del genere è più reale di quanto ci si possa immaginare.

Il gaming in streaming è una realtà in lenta crescita e la possibilità di saggiarne le potenzialità con un titolo tanto apprezzato come questo, proprio non potevamo lasciarcela sfuggire.

Quindi come si comporta Resident Evil 7 su Stadia Pro? Incredibilmente bene oseremmo dire. Armati di una connessione da 200 Mb/s, siamo riusciti a giocare tutta la campagna principale in streaming senza intoppi, con una risoluzione in 4K a 60 FPS. Vi segnaliamo che qualora voleste usufruire del servizio in 4K dovrete scaricare un’estensione a parte da Google.

Sfruttando il servizio su PC siamo stati in grado di valutare la responsività dei comandi utilizzando la combo mouse e tastiera ed il fedelissimo pad Xbox One cablato e non. Se nei primi due casi l’esperienza risulta fluida, con un input lag a tratti impercettibile, la differenza, soprattutto in termini di precisione, si fa sentire quando si prova a giocare con il controller in modalità wireless. Nulla di eclatante, ma è giusto farlo presente.

Il sistema d’illuminazione del RE ENGINE restituisce ancora oggi un ottimo colpo d’occhio generale.

Il comparto tecnico del titolo è rimasto invariato in questa versione, e sembra non discostarsi dalla versione PC con il preset grafico massimo. Ottimi gli effetti di luce e l’utilizzo dello screen space reflection, che donano una buona tridimensionalità agli scenari e mascherano alcune texture in bassa definizione. I modelli poligonali dei personaggi potrebbero risultare un po’ vecchiotti se paragonati ai prodotti più recenti mossi dal RE Engine, ma la resa complessiva risulta comunque credibile e di buon livello.

Il comparto audio di Resident Evil 7 vanta tutt’ora una cura minuziosa, con effetti efficaci in grado di esaltare anche il semplice suono dei nostri passi. Ulteriore lode va’ al doppiaggio (sia in inglese che in italiano), che si dimostra sempre all’altezza della situazione senza mai stonare.

In conclusione

Come già accennato in precedenza, Resident Evil 7 ha segnato un ritorno alle origini per la saga, e lo ha fatto con delle scelte quantomai azzeccate che concernono il game design. Le poche munizioni reperibili nel gioco, l’inventario limitato, la cassa degli oggetti, la presenza di nemici coriacei e in alcuni casi immortali pronti a farci la pelle, il ritorno degli enigmi, solo per citarne alcuni.

Con questo titolo Capcom ha riportato in auge il suo brand di punta sperimentando nuovi approcci (come la prima persona) e tecnologie (il RE Engine, che ritornerà anche nell’ottavo capitolo), tenendo comunque bene a mente quali sono stati gli elementi che hanno reso questa saga un fenomeno nel panorama videoludico.

La Gold Edition (comprensiva di tutti i DLC rilasciati post lancio), si conferma un’esperienza estremamente soddisfacente anche su Stadia, presentando una buona quantità di contenuti aggiuntivi al di fuori della campagna (che ha una durata media di 8/10 ore). Se ancora non avete avuto modo di provare da voi il titolo e fate parte degli utenti di Stadia che godono di una buona connessione, beh, non possiamo non consigliarvi questo fantastico capitolo della serie.

Riassumendo...

Resident Evil 7 Gold Edition porta su Stadia una delle esperienze survival horror più riuscite degli ultimi anni e lo fa nel migliore dei modi. La presenza di tutti i DLC in unico pacchetto, l’ottima qualità generale del porting e la sua presenza come parte dell’abbonamento a Stadia Pro sono solo alcuni dei buoni motivi per cui ci sentiamo di consigliarvelo caldamente. Se non l’avete ancora giocato e la vostra connessione ve lo permette, non avete più scuse. BENVENUTI IN FAMIGLIA!

Voto Finale
8/10
8/10

Pro

  • Comparto tecnico di buon livello
  • La Gold Edition vanta la presenza di tutti i DLC
  • Rimane ancora oggi uno dei migliori esponenti del genere

Contro

  • La connessione potrebbe essere un tallone d’Achille per la fruibilità dell’esperienza
Davide Albano

Nato e cresciuto a pane e videogiochi, non disdegna gli altri media come il cinema, i manga e soprattutto la musica, per la quale ha quasi sviluppato una dipendenza viscerale.

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