Mass Effect – Viaggio a bordo della Normandy (Parte 2)

Bentornati sulla Normandy!

Avevamo interrotto il nostro viaggio alla fine di Mass Effect, capostipite della saga, ma i razziatori non si fermano e quindi non lo faremo nemmeno noi.

Vorrei riuscire a scrivere molto di più in questa introduzione, ma, come vi avevo accennato nella prima parte, i due titoli sono stati acquistati in contemporanea.

Quello che conta è che al momento di continuare il mio cammino per la galassia, io avevo già con me il secondo capitolo della saga ed ero pronta ad installare sulla mia Xbox 360 Mass Effect 2.

Fortunatamente stavo in una community che sosteneva il mio viaggio tranquillo all’interno delle costellazioni e quindi non ricevetti alcun tipo di spoiler, nonostante in quel periodo stesse per uscire il terzo capitolo della saga.

Non vedevo l’ora di ricongiungermi al mio equipaggio, ai miei amici e anche al mio compagno di squadra con il quale avevo deciso di iniziare una romance. Sembrava tutto perfetto, cosa mai sarebbe potuto andare storto?

“QUI SSV NORMANDY SR-1, MI RICEVETE?”

Per chi non fosse ancora avvezzo a Mass Effect, magari si starà chiedendo cosa significhi la sigla “SSV Normandy SR-1”, quindi provvederò a spiegarvelo perché ci servirà in seguito.

Questo acronimo indica le caratteristiche della nostra nave spaziale, la Normandy, una fregata dell’Alleanza con tecnologia sperimentale nata da uno studio tra l’Alleanza e i Turian, la razza aliena con cui abbiamo avuto molti anni prima degli eventi di Mass Effect la prima guerra di contatto.
Il nome completo della nostra nave quindi è Systems Alliance Space Vehicle Normandy Stealth Reconnaissance-1, in pratica la nostra Normandy dispone di un dispositivo di occultamento sperimentale esclusivo che ci sarà molto utile nel corso delle nostre avventure in giro per la galassia, in particolare tenete a mente SR-1.

Il primo Mass Effect si era concluso con una sonora sconfitta di Saren e per i Razziatori, ma la minaccia di quest’ultimi era ed è ancora valida ed è quindi necessario continuare a prepararsi. O così farebbero delle persone con buon senso.

La verità è che, come sempre, il Consiglio galattico non vuole vedere l’ovvio perché si adagia sugli allori e pur di zittirci e non rendere partecipe la galassia di quello che è giusto fare, ci ha mandato in giro a perdere tempo con i Geth.

Stavolta il nostro prologo ci vedrà intenti in un’ennesima missione che sembra priva di senso e, indovinate? Sì, qualcosa andrà storto.

Non solo perderemo la nostra amata Normandy ma, dopo quell’avvenimento, ci ritroveremo sbalzati due anni più in là nel tempo a fianco di Cerberus.

Cosa è Cerberus? È presto detto. Se si esplora tutta la galassia nel primo Mass Effect faremo i primi incontri con questo gruppo para-militare che ha come scopo quello di ottenere la supremazia dell’Umanità sull’intera galassia. I loro metodi non sono ortodossi, anzi sono parecchio inclini alla violenza e hanno una più che dubbia moralità.

Quindi perché ci troveremo a combattere al loro fianco? Semplicemente perché, al contrario del Consiglio e di ciò che pensano i governanti delle altre specie, sanno che la minaccia dei Razziatori è reale e quindi ci sosterranno nell’impresa fornendoci tutti i mezzi di cui abbiamo bisogno.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno…

La prima emozione che mi ha pervaso all’inizio di Mass Effect 2 è stato il senso di abbandono. Dov’erano finiti tutti?
Dov’erano Tali e Garrus? Liara e Wrex? Che fine aveva fatto Kaidan?
Ero lì in un posto a me sconosciuto e con due perfetti estranei a farmi da squadra appartenenti alle file di Cerberus.

Jacob e Miranda. Perché avrei dovuto fidarmi di loro? E, soprattutto, chi mi assicurava che saremmo riusciti nell’intento di sventare la minaccia dei razziatori?

Ma ecco che, nonostante fossi assorta nei miei pensieri, una voce familiare mi distolse da tutto: Joker!!
Joker, il mio fidato pilota della Normandy era lì e assieme a lui c’era… La Normandy!

La Normandy SR-2 si presentò davanti ai miei occhi più bella e grande di prima. Forse Cerberus non era così male, forse il suo capo, l’Uomo Misterioso, voleva davvero aiutare la mia Shepard a compiere quella missione.

DALL’ALLEANZA AD OMEGA

Quello che ha caratterizzato fin da subito questo capitolo di Mass Effect è stata la consapevolezza di sapere dal primo momento qual è il nostro scopo finale.
La prima missione ci è servita solo per capire che in fondo potevamo essere dalla parte “giusta” della galassia.

Ormai io e Shepard potevamo contare solo sul nostro essere Spettro, perché lavorando con Cerberus non possiamo più fare affidamento sull’Alleanza. Nonostante anni di militanza lì, bisognava cambiare i termini del contratto.

Se in Mass Effect risultava normale fare una capatina sulla Cittadella per qualsiasi genere di servizio, stavolta siamo stati relegati ad agire esclusivamente nei Sistemi Terminus, ai confini della galassia. Il nostro scopo sarà quello di oltrepassare il portale Omega non appena saremo pronti, quindi la nostra base operativa a terra non potrà che trovarsi su Omega. No, sto scherzando.

Omega sarà un luogo importante per la nostra ricerca, per trovare alleati e tanto altro, ma principalmente il nostro punto di riferimento sarà la Normandy in tutto e per tutto.
Sulla Normandy ci potenzieremo, faremo amicizia con il nuovo equipaggio e formeremo la nostra nuova squadra.

La missione richiederà il meglio del meglio e questo ci porterà ad avere una squadra di ben 12 personaggi: in pratica un esercito.
La maggior parte di loro è lungi dall’essere quella che viene definita una “brava persona”. Alcuni membri non lo saranno proprio, tuttavia se avremo voglia potremo approfondire la conoscenza con ciascuno di loro.

QUALCUNO SU CUI FARE AFFIDAMENTO

Nonostante sapessi di star giocando ad un Mass Effect, qualcosa continuava a non piacermi. Era come se mancasse quel non so che per avere lo sprint, divertirmi realmente, avere il coinvolgimento emotivo che per me era stato fondamentale nel titolo precedente.

Il gioco è permeato dal mantra “prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno”.
Non è semplice andare avanti nella storia di Mass Effect 2. Non è semplice riuscire ad empatizzare con tutto l’ambiente che si ha intorno.

Le nostre missioni saranno tutte di tipo molto utilitaristico e dal carattere personale. Io e la mia Shepard ci siamo ritrovare a fare qualsiasi cosa fosse necessaria affinché avessimo la certezza di avere i nostri compagni di squadra fino all’ultimo.

Non c’era più la fiducia cieca l’uno nell’altro dettata dall’ideale e dalla consapevolezza di avere un nemico comune. Sentire la minaccia dei Razziatori non bastava più.

Vi avevo accennato che a nostra disposizione avremo ben 12 compagni che saranno indispensabili nella lotta ai Razziatori e dei loro adepti e vi assicuro che sarà stancante averci a che fare.

La squadra della mia Shepard sarà formata da persone che non sono state scelte dal destino, ma dall’Uomo Misterioso. Fortunatamente alcuni di loro saranno individui veramente interessanti, con altri ci ritroveremo a nostro agio mentre altri ancora lasceranno il tempo che trovano.

Lo ammetto, in prospettiva della missione finale, ho cercato di rendermi amici e ricevere lealtà da ciascuno di loro. Soprattutto con chi non mi andava a genio è risultato più che difficile e spesso mi sono ritrovata ad agire in modo opposto a quanto volevano loro perché li tolleravo poco, ma priorità alla missione.

Questo titolo ha messo veramente alla prova la leadership della mia Shepard e la mia pazienza, ma lo scopo finale era riuscire a renderla quel capo a cui si affiderebbe la vita e la si rischierebbe per riuscire nell’obiettivo.

Una volta pronti, attraverseremo il portale Omega.

QUALCOSA PER CUI VALE LA PENA LOTTARE

Eccoci nuovamente giunti a tirare le somme.

I miei toni più pacati sul titolo la dicono lunga su quello che rappresenta per me la traversata su Mass Effect 2.

Buona parte del titolo è permeata da un continuo “do ut des” ossia un fare per ottenere un qualcosa: l’equipaggio, i potenziamenti, la lealtà, ecc.
Non c’è spazio per le emozioni che non siano la pesantezza causata dal ruolo che Shepard ricopre.

Fortunatamente ogni azione svolta, ha dato i suoi frutti ed è valsa la pena lottare nuovamente per difendere la galassia dall’arrivo imminente dei Razziatori. Questa nostra missione ufficiosa ci ha portato a prendere un altro po’ di tempo e a scoprire qualcosa che può risultarci utile in futuro, ma quanto ci è costato?

Ciascuno di noi, affrontando Mass Effect 2, avrà un proprio verdetto che si ripercuoterà nel capitolo successivo. Ma cosa accadrà a Shepard dopo tutto questo? Cosa avrà comportato aver fatto parte di Cerberus? Saremo pronti per i Razziatori?

Purtroppo queste domande ci perseguiteranno fino a Mass Effect 3 e solo lì riusciremo ad avere delle risposte.

Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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