Atelier Mysterious Trilogy Deluxe Pack – Recensione della versione PS4

La saga di Atelier è una serie di JRPG che con gli ultimi due titoli della Secret Series Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout e Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy sta riscontrando un buon successo fra gli appassionati del genere.

La Gust ha deciso quindi di confezionare la Mysterious Trilogy in un pack in modo da far gioire gli appassionati della serie e, allo stesso tempo, far avvicinare i novizi che hanno giocato gli ultimi usciti dando così un motivo valido per poter recuperare altri capitoli del brand.

Grazie a Koch Media abbiamo avuto modo di aver accesso al pack contenente tutta la triologia in edizione deluxe. Riuscirà questo intruglio ricco di pozioni, giovani donzelle e natura a immergerci in questo viaggio alla scoperta dell’alchimia? Vediamolo insieme!

Un viaggio alla scoperta dell’alchimia, del mondo e dei dipinti

La storia di Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX inizia con la nostra protagonista, intenta a seguire le orme della sua nonna ormai scomparsa, ovvero quello di completare il libro di ricette alchemiche tramandatogli per poter così migliorarsi e finire il suo compito. Dopo aver completato una ricetta il libro prende vita, il suo nome è Plachta e non ha memoria, starà a Sophie accompagnata dai suoi amici far recuperare i ricordi al libro e scoprire cosa si cela nel suo passato e al contempo migliorare le proprie abilità di alchimista.

La storia di Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey DX ha luogo ad Ertona, cittadina rinchiusa in una grotta mineraria. Fin da piccola Firis desidera uscire per scoprire cosa si cela oltre le barriere della sua terra nativa ma gli viene vietato dalla madre preoccupata di pericoli che potrebbero far male alla propria figlia. Sarà proprio con l’arrivo delle due protagoniste del precedente Atelier, Sophie e Plachta che la nostra eroina inizierà la sua avventura alla scoperta di un mondo nascostogli per molto tempo.

La storia di Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings DX parte con le nostre due protagoniste in un’atelier alle prese con la sintesi di oggetti richiesti da un loro cliente, purtroppo per le due le cose non vanno bene, in quanto la situazione economica della loro famiglia non è delle migliori. Un giorno, trovano nella bacheca degli annunci un’iniziativa con la quale Lydie e Suelle potranno risollevarsi dalla situazione e riuscire a realizzare il loro sogno: diventare le migliori alchimiste del regno e scoprire cosa si cela dietro a dei quadri magici.

Ti va di cucinare?

Da sempre la saga di Atelier vanta di una forte componente legata al farming di risorse che vengono impiegate nel crafting di oggetti utili per la nostra avventura, e questa trilogia non è da meno. Durante i nostri viaggi infatti, potremo usufruire di un calderone. Durante il crafting, avremo una griglia formata da un’area quadrata di celle, ogni risorsa verrà indicata con una forma e colore che dovremo inserire cercando di non sovrapporle tra di loro in modo da poter creare l’oggetto richiesto con la rarità più alta.

Le risorse che utilizzeremo hanno un grado che ne indica la qualità, più’ il grado è alto più l’oggetto che andremo a craftare risulterà migliore garantendoci dei bonus. Il crafting di questi tre capitoli dipenderà molto dalla qualità degli oggetti creati in quanto, non solo ci daranno maggiori benefici ma saranno necessari per alcune quest secondarie che ci richiederanno certi NPC che incontreremo nella nostra avventura.

In Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX, andando avanti con la storia, sarà possibile potenziare il calderone a nostra disposizione per poter avere una griglia più grande e quindi gestire meglio le risorse e avere più bonus, che potranno essere persi sovrapponendo i materiali.

In Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey DX e Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings DX avremo diversi tipi di simboli chiamati “Catalyst”, che daranno dei bonus specifici se gli andremo a incastonare le nostre risorse sopra di loro.

Durante il nostro viaggio, avremo a disposizione un sistema di cronometraggio dove andando avanti nell’esplorazione di aree, farming di risorse e crafting di oggetti il tempo scorrerà. In Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX questo aiuterà la progressione della memoria di Plachta che si aggiornerà facendoci sbloccare nuove ricette ma andrà anche a sbloccare nuove aree dove potremo trovare nuove risorse, nuovi personaggi che apriranno degli shop ed entreranno anche nel nostro party.

Sebbene in Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX non avremo particolari limiti di tempo per fare certe azioni, negli altri capitoli alcune di queste avranno una forte dipendenza da questa meccanica. Un esempio sono certe missioni che andranno finite entro un tempo stabilito, oppure certi cambiamenti climatici andranno a rendere più difficoltosa la ricerca di risorse che in quel momento potranno servirci per un particolare oggetto.

Un’ altra meccanica presente in questa trilogia è quella degli LP, punti che andremo ad usare per ogni azione che eseguiremo nelle aree di gioco. Meno punti avremo, maggiori malus otterremo come, ad esempio, trovare meno oggetti durante l’esplorazione. Gli LP avremo comunque modo di ripristinarli riposando nel nostro atelier oppure utilizzando il calderone.

Il sistema di combattimento è piuttosto basilare in tutti i tre i titoli ma ci sentiamo di segnalare una funzionalità di Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX: lo “Stance”. Questa feature ci permette di andare ad approcciarci durante il combattimento su due stili differenti: con “Defense” abbiamo un modo più difensivo di combattere e resistere maggiormente ai danni con un’iniziativa minore sul turno, mentre con “Offense” siamo più veloci in battaglia ma avremo una difesa minore.

Nei capitoli della trilogia successivi a Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX il sistema di Stance è stato abbandonato per far spazio ad un sistema più classico. Sarà presente anche la Chain Burst bar, una barra che si riempirà compiendo azioni con i nostri personaggi. Una volta riempita, potremo eseguire delle combo concatenando incantesimi o attacchi con due o più personaggi. Ogni azione avrà un certo tipo di velocità che ci permetterà di avere precedenza sul turno rispetto ad un nemico o ad un nostro alleato.

In Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX e Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings DX, il mondo sarà suddiviso in aree che potremo esplorare combattendo mostri o raccogliendo risorse, mentre in Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey DX, vengono abbandonate per introdurre l’Open Map. Nonostante l’enorme aggiunta, alcune mappe risultano abbastanza spoglie e con pochi elementi a schermo mentre in altre risultano distribuiti in maniera non omogenea.

Un mondo ricco di colori ma povero di originalità

Per quanto riguarda Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book DX, abbiamo trovato la grafica del gioco piuttosto povera, con mappe non proprio ben definite ed elementi a schermo che risultano poco dettagliati. Nonostante ciò, il gioco viaggia a 60 frame al secondo e non abbiamo riscontrato cali di framerate, freeze o altri particolari problemi, presentandosi in maniera molto fluida, con dei caricamenti rapidi che rendono l’esperienza veramente godibile.

Per quanto riguarda invece sia Atelier Firis: The Alchemist and the Mysterious Journey DX che Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings DX si è avuto un enorme salto dal punto di vista grafico rispetto al primo capitolo. Le mappe ed i personaggi sono molto più colorati e presentano molti più dettagli rendendo il tutto più vivo e diverso dal titolo precedente dove ogni area era piuttosto piccola e troppo simile l’una con l’altra. I due giochi viaggiano a 30 frame al secondo e anche qua i giochi non presentano particolari problemi dal punto di vista tecnico.

La colonna sonora di questa trilogia accompagna i titoli in maniera convincente con delle tracce che rendono piacevoli le nostre sessioni di gioco. Ogni singolo brano non stona e si presta molto bene in ogni situazione in cui abbiamo a che fare con le nostre beniamine: balzeremo da musiche leggere e rilassanti mentre esploriamo a tracce più rapide e adrenaliniche quando affrontiamo dei mostri o un boss.

Conclusioni

Atelier Mysterious Trilogy Deluxe Pack è una trilogia che se pur con alti e bassi potrà far gioire quella nicchia di appassionati di JRPG che puntano ad ore e ore di crafting e farming di oggetti, accompagnati da un mondo colorato e ricco di giovani donzelle carine, il tutto senza troppi complicati boss da sconfiggere. Se siete invece alla ricerca di una storia profonda con dei personaggi ben caratterizzati, questo bundle non fa per voi, in tal caso vi consigliamo di recuperare la serie di Ryza.

Riassumendo

Atelier Mysterious Trilogy Deluxe Pack è un bundle consigliato per i fan più accaniti della serie. Con un sistema di crafting molto interessante, accompagnati da una colonna sonora sempre piacevole e da personaggi ben disegnati, vi troverete a vivere un’enorme quantitativo di ore dedicate al farming, che faranno felice soprattutto gli amanti del grinding. Peccato per un comparto tecnico ancora datato e un prezzo un po’troppo elevato per quel che viene offerto.

Voto Finale
7/10
7/10

Pro

  • Sistema di Crafting interessante
  • Molte ore di farming…
  • Buon accompagnamento musicale
  • Ottimi modelli dei personaggi principali

Contro

  • Ci saremmo aspettati molto di più per quel che costa
  • …forse troppe
  • Non si presta a sessioni di gioco prolungate
  • Comparto tecnico ancora datato
Jonathan Grazioli

Amante dei videogiochi fin dalla tenera eta’. Fin da piccolo con sua madre si divertiva a giocare a titoli che gli hanno segnato l’infanzia e che ancora oggi porta nel cuore (Metal Gear in primis).
Oggi sta continuando la sua propria passione portando avanti con se i generi che ama di piu'(jrpg, vn e stealth), anche se in genere ama qualsiasi gioco che sappia immedesimarlo e teletrasportarlo in altri mondi.

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