Shin Megami Tensei III Nocturne HD Remaster – Recensione PlayStation 4

La serie Shin Megami Tensei è sempre stata di nicchia, non riuscendo ad emergere agli occhi del grande pubblico. Negli ultimi anni però, grazie a Persona – appartenente al filone narrativo di SMT – è riuscito ad avere una rilevanza maggiore tra i videogiocatori.

Il terzo capitolo è da sempre il preferito dei fan della serie e per l’occasione, ATLUS ha deciso di deliziare i fan con questa nuova versione completamente rimasterizzata, che presenta pure un Voice Acting inedito, non presente dunque nella versione per PlayStation 2 rilasciata in Occidente nel 2005.

Questa è l’occasione per chi non ha mai posseduto console Nintendo (dove sono stati pubblicati la maggior parte dei capitoli della serie post Nocturne) di provare per la prima volta un episodio di Shin Megami Tensei.

Per chi non lo sapesse, il titolo in Europa arrivò con tutt’altra nomenclatura: Lucifer’s Call. Il terzo capitolo della serie è anche famoso per il suo adesivo che indica la collaborazione con Dante di Devil May Cry.

La versione su cui si basa questa Remastered è la Maniax Chronicle Edition, che ci è stata gentilmente concessa da Koch Media. Sarà riuscita la casa di sviluppo nipponica a soddisfarci?

La Chiamata di Lucifero

Al centro delle vicende narrative si pone un ragazzo, Nocturne, al quale potremo dare un nome e un cognome personalizzato, proprio come nei più classici dei giochi di ruolo giapponesi.

Ci viene annunciato che il mondo è ormai verso la sua fine, quest’ultimo è destinato a perire per mano dell’uomo ed è pronto ad accogliere una nuova “entità“. La città di Tokyo viene colpita da una sfera immensa che getta il mondo nel caos.

Prima di vedere la ridente cittadina nipponica distrutta, impersoneremo le prime ore da normale studente, insieme ad alcuni dei nostri compagni di liceo, mentre visiteremo un ospedale, per poi scoprire che quest’ultimo è il covo di una setta chiamata “Culto di Gaia”. Questi cercheranno in tutti i modi di far avverare quella che è la profezia scritta sul Canone di Miroku.

Distopia Temporale

La profezia prevede che il mondo debba essere inghiottito dall’oscurità, in modo da permettergli una rinascita andando ad epurare tutto ciò che c’è di marcio, umanità inclusa. Il protagonista sarà chiamato ad esplorare questo mondo criptico, pronto a spezzare le catene del destino, affrontando il caos che altrimenti porterebbe il mondo ad una completa rovina senza alcuna speranza per il futuro.

La storia di Shin Megami Tensei III è sempre stata molto singolare, anche rispetto agli altri capitoli. Tutt’oggi alcuni elementi rimangono poco chiari, difficili da capire ma intriganti, che permettono al giocatore di essere sempre stuzzicato dalla curiosità e di approfondire sempre di più quello che lega Nocturne alla demologia. Per chi ha giocato Persona, dimenticatevi i personaggi carismatici a cui siete stati abituati dal quinto capitolo, dato che il gioco si focalizza su ben altro.

La maturità del demone

Nonostante ciò, non mancano all’interno della storia dei momenti che rendono memorabile l’intreccio di Nocturne. Si tratta di una storia che verte principalmente sul simbolismo più che sui protagonisti delle sue vicende.

La tematica affrontata è molto cruda e cupa, va ben oltre la lotta tra il bene e il male e grazie alle sue note religiose e demologiche, propone un racconto maturo all’interno di uno scontro ideologico. Anche i mostri hanno di fondo un loro background: alcuni si ispirano a determinate culture e religioni, nascondendo una storia che contestualizza il perché abbiano assunto tale aspetto.

La Old School non tramonta mai

Uno degli elementi più importanti è sicuramente il sistema di combattimento, rimasto invariato dal suo prodotto originale. In primis, troviamo il Press Turn System, un battle system a turni meno dinamico di quello visto nelle recenti produzioni di Atlus, ma più classico.

All’interno degli scontri, potremo convincere i nemici ad unirsi alle nostre schiere, permettendoci di ampliare il party giocabile reclutando compagni molto più letali. Per convincerli ci servirà tanta pazienza. Un importante aiuto in tal senso ci sarà dato dai nostri alleati, i quali potranno persuadere gli avversari utilizzando delle tecniche specifiche per permettere di concludere con successo le trattative.

Nessuna pietà

Non aspettatevi degli avversari clementi: a difficoltà normale, Nocturne vi darà parecchio filo da torcere. Scegliere accuratamente chi schierare in battaglia sarà fondamentale, vi richiederà molta pianificazione, soprattutto in virtù degli slot limitati.

I nostri Demoni subiranno delle mutazioni man mano che otterranno esperienza, sbloccando principalmente delle nuove abilità che ci permetteranno di essere più efficienti durante le battaglie. Sarà inoltre possibile fonderli per ottenere delle nuove entità totalmente uniche che erediteranno le abilità dei soggetti sacrificati.

Anche il nostro protagonista ad ogni livello subirà dei cambiamenti che ci permetteranno di aumentare alcuni parametri. Inoltre, grazie ai Magatama, potremo equipaggiare alcuni perk per il nostro eroe, conferendoci una maggiore resistenza (o in a alcuni casi addirittura l’invulnerabilità) a determinate debolezze.

Poteri in espansione

Spendere i punti abilità con un certo criterio sarà fondamentale per evitare di rimanere bloccati in alcune battaglie più impegnative. Bisogna sempre tenere conto di quanti punti azione e quanti punti mana si dispone durante lo scontro, dato che questi ultimi in particolare non saranno facili da recuperare.

L’esplorazione del gioco avviene attraverso una mappa nella quale muoveremo il cursore, in maniera assai familiare a quanto visto nei primi capitoli di Persona, con un sistema quasi identico, non fosse per qualche piccola differenza. Le mappe di gioco sono molto ampie, nascondono tanti segreti e percorsi secondari e saremo chiamati spesso ad esplorare più volte determinati luoghi.

Una Remaster non proprio perfetta

Le migliorie principali di questa Remaster di Shin Megami Tensei III sono individuabili nei modelli poligonali dei personaggi, totalmente rifatti e resi molto più “moderni”. Non possiamo purtroppo dire lo stesso degli ambienti di gioco, che, nonostante abbiano subito un lavoro di upscaling e pulizia generale, restano comunque sottotono.

Lo stesso accade con le cutscene, rimaste identiche a quelle della versione per PlayStation 2, non presentando alcuna miglioria e mantenendo addirittura lo storico e ormai obsoleto formato in 4:3. Abbiamo notato inoltre alcuni problemi di aliasing, soprattutto durante le cutscene in game, dove il fenomeno sembra essere molto più frequente ed accentuato.

La localizzazione in italiano ci è sembrata molto coerente, a parte qualche termine che a nostro modesto parere, andava adattato in tutt’altro modo.

La voce del Male

Uno delle novità più importanti è sicuramente il doppiaggio, aggiunto per l’occasione sia in inglese che giapponese. Riteniamo che siano entrambi piuttosto piacevoli da ascoltare, ma la recitazione di quello occidentale non regge il confronto con quello nipponico, soprattutto in alcune sequenze dove l’interpretazione anglofona viene meno.

La colonna sonora è oggi come allora impeccabile. Le tracce musicali riescono ancora oggi a emozionare e donare la giusta carica durante le sequenze di gioco. Ancora una volta Shoji Meguro si riconferma un compositore di grande spessore, proponendo questa volta delle sonorità molto più cupe e dark rispetto al funky a cui siamo stati abituati dalla serie Persona.

Contenuti altalenanti

Come vi avevamo anticipato, l’edizione si basa sulla Maniax Chronicle Edition, ma nonostante ciò, i contenuti aggiuntivi presenti in quest’ultima e quelli inediti, saranno disponibili solo per chi acquisterà il gioco nella sua versione Digital Deluxe, la quale permette anche un accesso anticipato al gioco rispetto alla data di uscita.

Tra i contenuti troviamo la Maniax Mode che ci permetterà di avere Dante anziché Raidou Kuzunoha all’interno del party. Troviamo anche la difficoltà Clemente, che permetterà di calare drasticamente il livello di sfida del gioco. Tra le aggiunte più rilevanti vi è “Pietà e Aspettative”, che aggiunge un nuovo dungeon, del quale non vi anticipiamo nulla per evitare di rovinarvi la sorpresa. Ultime, ma non per importanza, troviamo le colonne sonore di tutti gli altri Shin Megami Tensei, anche quelli successivi all’originale Nocturne.

Commento Finale

In conclusione, Shin Megami Tensei III: Nocturne HD è riuscito a soddisfarci in quasi tutte le sue componenti. Si tratta del gradito ritorno di uno storico JRPG che ha segnato l’epoca PlayStation 2, gettando le basi per la creazione dei Persona dal terzo capitolo in poi.

Purtroppo non sono tutte rose e fiori, il titolo si porta dietro il peso degli anni, soprattutto nelle animazioni di gioco che nonostante vengano accompagnate da dei modelli poligonali tirati a lucido, non riesce a nascondere la sua “vecchiaia”. Peccato pure per i filmati non rimasterizzati, rimasti al loro formato originale. Fortunatamente in soccorso vengono alcuni elementi degni di nota, come il doppiaggio inedito ed i miglioramenti alla quality of life di questa nuova versione.

Se non avete giocato ai tempi il terzo capitolo di Shin Megami Tensei o in generale nessun capitolo della serie, è il momento giusto per recuperare una di quelle che è ancora oggi una perla imprescindibile per gli amanti dei JRPG.

Riassumendo...

Shin Megami Tensei III: Nocturne HD è il porting di un’iconica perla dell’era PlayStation 2. La versione rimasterizzata presenta una serie di migliorie che permettono di godersi il titolo nella sua forma migliore. Ci saremmo aspettati qualche sforzo in più per quel che concerne la pulizia grafica, ma al netto di alcuni difetti di carattere estetico, non possiamo che consigliarvi questo cult.

Voto Finale
8.5/10
8.5/10

Pro

  • I nuovi modelli poligonali sono ben fatti
  • Ancora oggi la trama risulta eccezionale
  • La colonna sonora di Shoji Meguro è memorabile
  • Il doppiaggio inedito è di qualità 

Contro

  • I contenuti della Digital Deluxe dovevano essere parte integrante della versione base
  • Gli ambienti di gioco necessitavano di una maggiore rifinitura
  • I filmati sono rimasti in 4:3 

Amante delle opera di nicchia e delle belle OST. Appassionato instancabile di molte cose, ma tra le tante spiccano il cinema e la fotografia.

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