NINJA GAIDEN: Master Collection – Una recensione vendicativa

Era il lontano 2004 quando Team Ninja capitanato da Tomonobu Itagaki decise di riportare in vita Ninja Gaiden, con un reboot esclusivamente per Xbox dell’apprezzatissimo Shadow Warrior per NES.

Riscosse in brevissimo tempo un enorme successo, tanto da diventare una vera e propria killer application per Xbox grazie al suo profondissimo combat system che riusciva a regalare al giocatore un appagamento senza pari ma anche una difficoltà estremamente elevata.

Col passare degli anni il titolo ottenne dei sequel e dei veri e propri remake in esclusiva Sony, (Ninja Gaiden Sigma e Sigma 2), fino ad arrivare al meno apprezzato Ninja Gaiden 3.

Oggi dopo 9 anni di distanza dall’uscita dell’ultimo capitolo della saga andremo a recensire, grazie a Koei Tecmo Europe, la NINJA GAIDEN: Master Collection che include tutti e 3 i Ninja Gaiden nella loro versione definitiva e completa di tutti i contenuti bonus usciti. Seguiteci in questo viaggio fatto di vendetta, demoni e sangue.

La Spada del Drago Nero

Tutto inizia con lei, la spada del Drago Nero, arma demoniaca dall’immenso potere che viene custodita e difesa da generazioni dalla stirpe del Drago, il Clan ninja Hayabusa che vive all’ombra del monte Fuji.

Al termine di una sessione di allenamento il giovane ninja Ryu Hayabusa viene a sapere che il suo clan è stato attaccato e una volta arrivato al villaggio scopre che sono stati tutti uccisi dal grande demone Doku, decidendo dunque di vendicare il proprio clan e recuperare la Spada del Drago Nero.

Da questo inizio quasi banale la trama andrà ad evolversi pian piano arrivando a picchi sempre più alti come l’introduzione dei 4 signori dei demoni in Ninja Gaiden Sigma 2, oppure l’assurda trama di Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge che vede un miscuglio di elementi orientali ed occidentali poco riusciti.

Affilate la vostra Katana

La saga di Ninja Gaiden è da sempre apprezzata soprattutto per il suo sistema di combattimento preciso ed estremamente reattivo. L’esempio perfetto di quanto detto è Ninja Gaiden Sigma che si ripresenta più vivo che mai grazie al suo combat system che non lascia spazio ad errori e che richiederà più volte i riflessi pronti per poter tenere testa ad ogni nemico che vi si parerà davanti.

Le combo effettuabili saranno parecchie e verranno sbloccate man mano che proseguirete con la trama, inoltre la spada del drago non sarà l’unica arma a vostra disposizione. Il titolo presenta infatti un totale di 12 armi uniche ognuna con le rispettive sequenze di combo da imparare.

Saranno presenti anche diverse armi a distanza (Shuriken, Arco, Bombe fumogene…) utilizzabili tramite la pressione del tasto cerchio, ed infine i Ninpo, delle magie che vi permetteranno ad esempio di sparare palle di fuoco.

Ninja Gaiden Sigma è quello meccanicamente più complesso e se siete dei neofiti troverete difficile proseguire nella storia anche alla difficoltà più facile ma non scoraggiatevi: il titolo richiede parecchia dedizione e studio dei pattern d’attacco dei nemici. Possiamo assicurarvi che una volta padroneggiato, il combat system saprà regalarvi parecchie soddisfazioni.

Come se tutto questo non bastasse, possiamo dirvi che Ryu non sarà l’unico personaggio da dover imparare ad utilizzare. Sarà presente, infatti, anche Rachel una cacciatrice di demoni afflitta da una misteriosa maledizione.

Rachel presenta una mobilità ridotta a favore di una maggiore potenza d’attacco grazie al suo Martello.

Ninja Gaiden Sigma 2 si discosta leggermente dal primo capitolo in quanto inizia ad essere improntato più sull’azione e meno sulla tecnicità dei combattimenti, tuttavia rimane assolutamente godibile sia per quanto riguarda la resa grafica che per la difficoltà generale del titolo e pur essendo leggermente più facile riuscirà a darvi del filo da torcere.

Anche qui troviamo parecchie armi anch’esse tutte potenziabili ed i Ninpo. Vediamo, inoltre, anche l’aggiunta di 2 nuovi personaggi giocabili: la bellissima Momiji, sacerdotessa del tempio del drago e la letale Ayane.

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Il Combat system di Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge è il peggiore della saga, nonché primo ed ultimo capitolo a non essere stato diretto da Tomonobu Itagaki.

Il titolo abbandona totalmente l’aspetto legato ai riflessi ed allo studio dei pattern per diventare a tutti gli effetti un action con l’implementazione di quick time event e di vere e proprie sequenze scriptate per eliminare i nemici che vi si pareranno d’avanti.

Il tutto diventa quindi sicuramente più spettacolare e dal taglio cinematografico ma va a perdere lo spirito tecnico che faceva da filo conduttore per quanto riguarda i primi due capitoli della saga.

Non solo azione

La collection ha dato un’ottima svecchiata ai titoli che si presentano graficamente migliorati e con texture ad alta risoluzione. Per quanto però il primo Ninja Gaiden si dimostri meno impattante a livello visivo, gli altri due sapranno invece regalarvi delle atmosfere sempre ben riuscite e degli ottimi scorci da poter ammirare.

Anche per il comparto tecnico è stato fatto un lavoro egregio, giocati su PS5 in retrocompatibilità i titoli girano in 4K a 60 FPS granitici che, lasciatecelo dire, sono oro per questa tipologia di giochi. Punto a favore va anche alla colonna sonora che risulta sempre azzeccata e carica di adrenalina in tutti e tre i giochi.

Il bene non vince sempre

Ninja Gaiden è una serie che ha avuto momenti di gloria ed altri invece sicuramente dimenticabili, Ninja Gaiden 3 Razor’s Edge è uno di questi, nonostante il nome che porta è il capitolo che meno incarna lo spirito della saga, tra una trama al limite dell’imbarazzante ed un combat system ridotto all’osso non possiamo che segnalare questo terzo capitolo come uno dei pochi punti deboli di questa collection che seppur graficamente molto appagante va totalmente a snaturare la saga.

Arrivederci Ryu Hayabusa

Siamo dunque arrivati alla fine, come avrete letto NINJA GAIDEN: Master Collection ha soddisfatto le nostre aspettative ed ha dato nuova vita a questa saga che stava in silenzio da troppo tempo.

I titoli ancora oggi sono parecchio soddisfacenti e veramente divertenti da giocare e rigiocare, grazie al loro profondissimo sistema di combattimento che a distanza di anni riesce a fare scuola anche ai titoli più recenti, eccezion fatta per Razor’s edge.

Peccato inoltre per l’estrema difficoltà del primo capitolo che potrà sicuramente mettere a disagio chi si approccia per la prima volta al genere.

Noi di GameIndustry.it non possiamo fare altro che consigliarvi caldamente questa collection (ovviamente se siete disposti a passare oltre ai problemi sopracitati) e speriamo vivamente con tutto il cuore che il grande maestro ninja Ryu Hayabusa possa ritornare più forte che mai con un titolo inedito.

Riassumendo

I titoli ancora oggi sono parecchio soddisfacenti e veramente divertenti da giocare e rigiocare, grazie al loro profondissimo sistema di combattimento che a distanza di anni riesce a fare scuola anche ai titoli più recenti, eccezion fatta per Razor’s Edge e l’estrema difficoltà del primo capitolo. Noi di GameIndustry.it non possiamo fare altro che consigliarvi caldamente questa collection (ovviamente se siete disposti a passare oltre ai problemi sopracitati) e speriamo vivamente con tutto il cuore che il grande maestro ninja Ryu Hayabusa possa ritornare più forte che mai con un titolo inedito.

Voto Finale
8/10
8/10

Pro

  • Combat system immortale
  • Altissima rigiocabilità
  • Tecnicamente ottimo

Contro

  • Difficoltà iniziale non per tutti
  • Terzo capitolo dimenticabile

 

Antonino Nicola D'angelo

Nato a Palermo il 3 Febbraio del 1999, cresciuto a pane e videogiochi ed amante di anime e manga. Gioca ad un po’ di tutto, prediligendo il genere degli RPG.
“Da un calcio alla ragione e fa spazio all’impossibile”

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