Akiba’s Trip: Hellbound & Debriefed – Una Recensione senza Veli

Questa estate si preannuncia molto calda, ma a farci sentire quel giusto venticello sotto i vestiti ci ha pensato ACQUIRE Corp., che con il rilascio di Akiba’s Trip: Hellbound & Debriefed è pronta ad offrirci una stagione tutt’altro che noiosa.

Sono già passati otto anni da quando in Occidente è uscito Akiba’s Trip Undead & Undressed, il secondo titolo del Brand che ha spinto i giocatori ad accontentarsi di prendere in mano un’avventura in un mondo non proprio approfondito, poiché impossibilitati a recuperare il precedente titolo in cui tutto ebbe inizio.

Per questo motivo, studio Gonzo, per sopperire a tale mancanza, si è occupata dell’anime conosciuto come Akiba’s Trip: The Animation che sicuramente è molto divertente grazie alla sua lettura in chiave comica, ma che purtroppo non riesce a rendere pienamente giustizia al gioco. ACQUIRE, redendosi conto che questa mossa commerciale non aveva sortito un vero e proprio beneficio per un’IP che è giunta al traguardo senza passare dal via, ha sorpreso tutti i fan Occidentali per il decimo anniversario della serie con l’annuncio della Remastered del primo titolo mai arrivato sugli scaffali nostrani.

Il capostipite era uscito solo in Giappone per PSP seguito poi da una versione migliorata ( Akiba’s Trip Plus) nel lontano 2012. La Remastered invece, verrà rilasciata su Nintendo Switch, PlayStation 4 e PC.

Grazie a Decibel che ci ha dato il benvenuto nella famosissima Akibahara, abbiamo potuto mettere le nostre mani sul gioco permettendoci di rendervi partecipi di una recensione senza “veli”. Senza ulteriori indugi accendiamo la nostra PlayStation 4 e gettiamoci all’interno del luogo più attraente della cultura giapponese. Riusciremo a sopravvivere in una Akihabara così caotica? Venite insieme a noi e scopritelo!

È cosi sbagliato cercare di incontrare una ragazza ad Akihabara?

Mettiamo insieme la scomparsa di un amico e la foto di una misteriosa ragazza ed ecco che veniamo a conoscenza del motivo per il quale Nanashi (nome di default), il nostro protagonista, si ritrova in fin di vita in un vicolo oscuro di Akihabara.

Nanashi, un otaku che adora alla follia Akibahara, alla ricerca del suo sopracitato amico, lo ritrova privo di sensi e sanguinante in un vicolo. Come se non bastasse, viene attaccato da una sinistra figura dalla brutalità peggiore di qualsiasi horror immaginabile e che lo lascia in sospeso tra la vita e la morte. Mentre sta esalando il suo ultimo respiro, la fortuna vuole che la misteriosa ragazza che stava cercando, donandogli un “bacio maledetto” con l’aggiunta del proprio sangue, gli cambierà per sempre la vita.

Ora Nanashi è una Soul Shadow, una delle creature dai poteri sovraumani che infestano e comandano le strade del quartiere del Sol Levante. NIRO, un’agenzia per debellare in segreto queste creature, coglie la palla al balzo e non si lascia scappare l’occasione di sfruttarlo; con loro o contro di loro.

Per proteggere e svelare i segreti del mondo sotteraneo nel cuore di Akibahara dovrà affrontare questi esseri, ma riconoscerli non sarà semplice…con l’aspetto di normali umani, la luce del sole giocherà un ruolo fondamentale.

C’è solo un modo per fermarli: attirarli per strada ed esporre la loro pelle. Riusciranno il nostro protagonista e gli Akiba Freedom, uno strambo gruppo di otaku, a conquistare tutte le tecniche di spogliarello e a difendere la loro amata terra da una vasta cospirazione Vampirica?

Una Battaglia fino all’ultimo Vestito!

Akiba’s Trip: Hellbound & Debriefed è un Action JRPG che non concede un attimo di tregua alle nostre scorribande di quartiere. Questo strip-’em-down senza dubbio trascina con sé quel briciolo di originalità che non guasta mai, ma che pecca con una meccanica alquanto invecchiata che non riesce a reggere bene il confronto con i titoli di oggi.

Questa Akibahara (basata su quella del 2011) ci permette di entrare nei suoi negozi e fare razzia anche del più piccolo degli oggetti, da una bottiglia di plastica ad un monitor, che possa diventare un’arma letale per difenderci dagli agguati nemici.

Come detto in precedenza, i nostri fantomatici nemici sono i Soul Shadow e per riconoscerli avremo a disposizione una fotocamera che ha anche la funzione di radar. Durante la partita ci abitueremo a individuarli la maggior parte delle volte anche senza utilizzarlo, ma dopo che ci saremo fatti una nomea, i nemici più coraggiosi ci attaccheranno, mentre alcuni inizieranno a correre come se avessero visto il diavolo in persona.

Un altro ruolo importante nel gameplay sono i vestiti: la classica barra della salute verrà sostituita dai punti resistenza di ogni capo che indosseremo. Inoltre, saremo muniti di tre differenti tipologie di attacchi che a seconda dei tasti ai quali corrispondono, cambieranno l’obiettivo. L’attacco in basso si concentra a strappare via i pantaloni o la gonna della vittima, invece il medio, si focalizza sulla maglietta o sulla divisa mentre l’attacco in alto spezzerà cerchietti, cuffie e qualsiasi altro copricapo una testa possa indossare.

Dopo aver danneggiato a sufficienza l’abbigliamento di un avversario, potremo attivare una catena di combo in grado di spogliare più nemici insieme, ma al contrario se il vestito non sarà abbastanza danneggiato, inizierà una battaglia di resistenza dove quasi sicuramente verremo allontanati con un bello spintone. Più permetteremo agli avversari di strappaci i vestiti di dosso e più il Game Over sarà dietro l’angolo.

Molto frustante in questo gioco abbiamo trovato gli Youngsters e i poliziotti. Nel momento in cui i primi attaccano briga per estorcerci soldi, i secondi si fanno strada in mezzo a quella che di solito diventa una rissa di strada per portarci in galera e costringerci a pagare una cauzione per riottenere la libertà. Insomma, il risultato sarà sempre lo stesso a meno che non riusciremo a mettere via l’arma in tempo e ad indossare una faccia da gnorri nel frattempo che i poliziotti finiranno quello che noi abbiamo iniziato.

Oltre ad avere a disposizione numerose missioni secondarie che ci porteranno a conoscere meglio le personalità uniche che popolano questa sostanziosa fetta del popolare quartiere di Tokyo, il titolo contiene molteplici finali accompagnati da retroscena diversi per ogni percorso a seconda delle decisioni che prenderemo durante il corso della partita. Per svelare tutti i segreti che si celano dietro a questa travagliata storia, sarà necessario passare attraverso ogni finale prestando attenzione a dettagli e informazioni che saranno correlati agli altri percorsi, donando un’ottima rigiocabilità al titolo.

Un comparto tecnico senza troppo impegno

La prima cosa da dire è che questa Remastered è stata fatta con il minimo indispensabile e ciò non solo si nota nell’ambiente di gioco (anche se non in modo così grave), ma si ripercuote soprattutto sui modelli dei personaggi che si presentano molto statici e rigidi (come pali della luce). Noi di Gameindustry, andando a cercare il pelo nell’uovo, lo abbiamo confrontato con la versione PSP e abbiamo solo constatato un leggero miglioramento nelle texture, ma nulla di così degno di nota. Giudizio finale: una Remastered molto misera.

Nonostante i minori bug riscontrati, come ad esempio gli NPC che corrono e si incastrano contro il protagonista e da lì ci vorranno alcuni minuti per togliersi d’impiccio, il gioco si mantiene sui 30 FPS stabili. I movimenti dei personaggi sono leggermente rigidi, ma il motivo per il quale abbiamo sospirato di disappunto parecchie volte è stato che, tra le numerose risse, gli avversari non possono essere agganciati. Questa mancanza porterà il nostro personaggio a colpire a vuoto e da tutt’altra parte rispetto all’obiettivo (per intenderci, il colpo segue la direzione dello sguardo).

Un gradevole punto a favore del gioco sono invece le animazioni e il comparto sonoro. La intro presenta delle animazioni ben fatte e l’opening è cantata dalle Claris, un duo di idol Giapponesi molto famoso che hanno composto molte sigle di apertura sia di videogiochi che di anime.

Ricapitolando, in tutta sincerità, possiamo affermare che una grafica così poco curata, per una remastered che non tiene per nulla alto l’umore della console che stiamo utilizzando, difficilmente può essere perdonata.

In conclusione

In sostanza, consigliamo questo titolo agli amanti della cultura Giapponese, ma soprattutto ai giocatori che prediligono particolarmente quella K-pop, anime e manga. Akiba’s Trip: Hellbound & Debriefed per merito della sua trama parecchio frizzante, è anche un titolo per chi cerca qualcosa di diverso dai giochi di tutti i giorni. Purtroppo ci sentiamo in dovere di avvertire i giocatori che sono già avvezzi al sequel di questa serie che si ritroveranno a fare un salto indietro nel tempo e ad avere in mano un prodotto con delle meccaniche meno adattate.

Riassumendo:

Akiba’s Trip: Hellbound & Debriefed è un action JRPG con una trama molto divertente che grazie ai suoi numerosi finali permette al giocatore di plasmare la partita a seconda delle sue scelte. Nonostante proponga un gameplay dai tratti veramente originali, il comparto tecnico lascia abbastanza a desiderare e non riesce a tenere il passo con i JRPG moderni. ACQUIRE Corp. di certo poteva fare arrivare sul mercato un lavoro sicuramente migliore e speriamo che nei suoi prossimi progetti ci metta il giusto impegno.

Voto Finale
7/10
7/10

Pro

  • Trama divertente
  • Una buona rigiocabiltà grazie ai suoi molteplici finali
  • Personaggi dalle personalità uniche che sanno intrattenere
  • Un bellissimo tuffo nel Sol Levante
  • Un gameplay dai tratti originali

Contro

  • Le continue battaglie dopo un po’ di tempo possono venire a noia
  • Meccanica di base invecchiata
  • Una remastered graficamente pigra
  • I modelli dei personaggi lasciano molto a desiderare
  • Ottimizzazione non proprio ottimale

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