Critica aperta alla critica dei prezzi

Una delle frasi più celebri e comuni che si leggono spesso quando si parla del costo di un prodotto è “siete dei ladri“. E questa frase è terribilmente pericolosa, da un lato perché dimostra un’innata incapacità di leggere il mercato e di conoscerne le regole, mentre dall’altra potrebbe anche comportare possibili ripercussioni legali.

Prima ancora di iniziare il discorso ripassiamo il significato del termine ladro:

Ladro s. m. (f. -a) [lat. latro (-onis)]. – 1.a. Chi ruba, chi si appropria indebitamente di beni altrui, violando con astuzia, o col ricorso all’inganno, alla frode, e di solito agendo di nascosto (meno spesso con mezzi violenti), il diritto di legittima proprietà

Come funziona il mercato?

Anzitutto è bene fare un piccolo approfondimento su come funziona il mercato e sul perché, al netto di quello che può essere il nostro interesse di spesa, alcune aziende si possono permettere di vendere alcuni prodotti a prezzi alti per lunghi periodi di tempo.

Il nostro mercato si basa essenzialmente su due fattori, ovvero la domanda e l’offerta, essenziali per il corretto funzionamento dell’economia di ogni singolo settore.

“Domanda e offerta: la domanda è la quantità totale di beni e servizi disponibili necessari per coprire il bisogno effettivo sul libero mercato. Invece, l’offerta è la quantità totale di beni e servizi disponibili sul libero mercato. La ” domanda” è il concetto complementare dell’offerta.”

In parole povere, le persone creano la domanda (che essa possa riguardare un prodotto culinario oppure un prodotto elettronico, non fa differenza) e le aziende rispondono con un’offerta, la quale arriva sul mercato e dovrà competere con più aziende per poter conquistare una fetta più grande possibile del mercato stesso.

E da qui il ragionamento dietro ai prezzi di molti prodotti, tra cui le console (che ricordiamo costano 499€ per PlayStation 5 e Xbox Series X, 329€ per Nintendo Switch e 299€ per Xbox Series S). Perché, per esempio, Nintendo può permettersi di mantenere alto il prezzo di Nintendo Switch malgrado il lancio avvenuto più di quattro anni fa?

Perché ad un’offerta particolarmente interessante corrisponde una domanda estremamente alta. Nel giro di quattro anni Nintendo è riuscita a vendere oltre 80 milioni di console, vendite record per l’azienda, e alcuni analisti hanno prospettato la possibilità che Nintendo Switch arrivi a vendere ben 150/155 milioni di unità in tutto il suo ciclo vitale.

Questa domanda estremamente alta, la quale non sembra voler calare nemmeno nei periodi di magra a livello di supporto software (per esempio nel 2020, dove l’azienda ha pubblicato ben pochi titoli) permette quindi a Nintendo di intensificare i ricavi dalle vendite. Essendo, inoltre, un’azienda che basa la sua intera esistenza esclusivamente sui videogiochi, riuscire a garantire un incasso costante è semplicemente vitale.

Questo non significa, però, che le strategie di altre aziende siano sbagliate. Prendiamo per esempio Sony, la quale non applica alcun controllo al decadimento dei prezzi dei suoi giochi, i quali iniziano a perdere valore già pochissimi mesi dopo il lancio. Non è una politica sbagliata, poiché le permette di vendere più copie dei giochi stessi al netto di guadagni molto minori (in base alla riduzione del prezzo quando acquistate il gioco in questione).

ps5

Il punto è che Sony, a differenza di Nintendo, è un’azienda che non basa la propria esistenza esclusivamente su videogiochi, ma produce anche elettrodomestici, TV, impianti audio, è un’importante produttore cinematografico, produce e detiene una grossa fetta del mercato fotografico con le sue Alpha. Insomma, dove va a perdere da un lato può reintegrare dall’altro (ma non completamente, essendo divisa in settori, ma questo è un discorso più lungo e complesso).

A questo punto sorge spontaneo comprendere perché l’azienda non abbia ancora creato una linea “select” per i suoi titoli di maggior successo, laddove ce ne sarebbe la necessità per garantire altre vendite ai giochi stessi. Semplicemente (e purtroppo, a questo punto) i titoli principali di Nintendo sono quasi sempre dei million seller, di quelli che sfondano facilmente quota 10 milioni di copie vendute (anche 20 o 30, se prendiamo in considerazione alcuni giochi come Mario Kart 8 Deluxe o Animal Crossing: New Horizons).

Questa non dev’essere vista come una “giustificazione” ai prezzi alti, ma bisogna sempre tenere a mente un concetto più che fondamentale: Nintendo è un’azienda, e come tale il suo obbiettivo principale è guadagnare denaro, così come la stessa regola vale per Xbox e le sue politiche volte ad attrarre tantissime persone sul Gamepass e Sony con la sua PlayStation.

Xbox Game Pass giochi Agosto

Una questione legale

Il motivo principale per cui sarebbe bene evitare di dare della ladra a un’azienda sotto a ogni post, tweet o immagine della stessa è, inoltre, una questione squisitamente legale.

Benché difficilmente commenti del genere vengano tenuti in considerazione dell’azienda di turno, additare un’azienda come ladra ci porterà a rischiare una denuncia per diffamazione. Poiché l’azienda è libera di lanciare sul mercato un prodotto, purché la pubblicità e la comunicazione non risultino fasulle, non è possibile additarla come ladra qualora i prezzi dei loro prodotti non dovessero essere di nostro gusto.

Questo modo di comportarsi è particolarmente comune ormai un po’ ovunque, e nell’industria videoludica è quasi una questione quotidiana. Capita spessissimo di leggere messaggi del genere sotto a trailer di lancio di giochi o pubblicità di una qualsivoglia console.

La vera domanda da porsi, prima di rischiare seriamente, è: che cosa comporta una denuncia per diffamazione? Ebbene, comporta la reclusione fino a 1 anno o una multa fino a 1.032 euro. Non poco, se consideriamo che alla fine rischiamo così tanto per aver scritto una frase su Facebook, Twitter o Instagram.

C’è una soluzione

Dopo aver parlato di questioni economiche e legislative, è ora di fare una ragionamento serio sulla questione e di tirare due somme. Abbiamo capito il motivo per cui certe aziende si permettono di vendere prodotti a prezzi altissimi e perché lo stesso prezzo non cali nel corso del tempo, se non di pochi punti percentuali.

E quindi c’è una soluzione a questo problema? E’ possibile trovare il modo di far sapere a una determinata azienda che non siamo d’accordo con la loro politica dei prezzi e che vorremmo un’occhio più attento al consumatore?

La risposta è si, ed è anche molto più semplice di quello che sembra. Non stiamo parlando di prodotti primari, la cui esistenza ci è indispensabile, ma di prodotti di cui possiamo fare tranquillamente a meno. Se il prezzo ci sempre troppo alto, dunque, nulla ci obbliga né ad acquistare tali prodotti né, tantomeno, a piratarli nel caso parlassimo di videogiochi.

Per mandare un messaggio forte a un’azienda non serve a niente tempestare le relative pagine social di insulti. E’ molto più facile non acquistare proprio i loro prodotti. Solo così l’azienda interessata da questo fenomeno si troverà di fronte a una scelta obbligata: andare avanti a testa bassa, rischiando il tracollo della sua offerta, oppure adeguarsi alle leggi del mercato e venire più incontro al consumatore.

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