The Falconeer: Warrior Edition – Recensione su PlayStation 5

Nato dal sogno aereonautico di Tomas Sala, sviluppatore indipendente di videogiochi, distribuito da Wired Productions e nominato ai BAFTA Games Awards, The Falconeer è stato il titolo di lancio di XboX Serie S e Serie X nel 2020.

Una bellissima fiaba fatta di combattimenti aerei che Sala stesso ha deciso di riproporre, questa volta portandola su altri lidi, ma sarà riuscito a entusiasmarci?

Scopriamolo insieme in questa recensione su PlayStation 5 nella sua versione aggiornata e comprensiva di DLC!

Announce Trailer per The Falconeer: Warrior Edition

“Un’isola è un’isola solo se la guardi dal mare”

Poche civiltà sono rimaste vive e intatte nell’arcipelago di Grande Ursee, mondo purtroppo completamente rivestito d’acqua, di cui i suoi abitanti si sono rifugiati nelle poche isole rimaste.

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Noi saremo dei Falconieri, guerrieri addestrati per andare a caccia ma soprattutto per difendere le città rimaste dai pericoli del mare, come pirati o creature di questo mondo.

Nostro compito sarà quindi aiutare i capi di queste città per poter progredire nella storia, ma permettendoci ogni tanto di dare uno sguardo a un mondo ormai in ginocchio.

Sebbene le premesse della storia di The Falconeer possono essere interessanti, a complicare il tutto è una narrazione molto complicata, legata spesso a dialoghi in momenti poco adatti e che fin da subito non vi farà squadrare cosa sta succedendo in un continuo domandarsi che cosa possa accadere di lì a poco.

“Che cosa dico ai ragazzi?
Digli che sono andato a pesca”

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Menù principale del gioco

Una volta aperto il gioco, ci troveremo davanti a un menù principale molto scarno, anche in fatto di opzioni per la nostra partita. Avviato, avremo la possibilità di scegliere tra 6 capitoli tra cui giocare, tranne l’ultimo che andrà sbloccato completando i precedenti.

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Scelta la parte di storia che vorremo seguire, passiamo al nostro personaggio: oltre ad essere personalizzabile esteriormente, possiamo decidere la sua classe tra 5 (di cui 2 bloccate all’inizio) e il nostro compagno volatile, di cui sbloccheremo delle varianti continuando a giocare. Una buona varietà in questo campo, anche se un po’ limitata.

Verremo quindi catapultati a Grande Ursee, un’enorme piana oceanica open world composta da diverse basi d’appoggio in cui trovare NPC che ci racconteranno la storia del luogo, ci daranno missioni principali, di allenamento e speciali, oltre a trovare anche un commerciante, che ci darà upgrade per le nostre armi, buff e debuff per il nostro volatile e oggetti per accedere ad altre basi.

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Ad inizio di ogni missione avremo un briefing per vedere l’iter da seguire e alla fine di questa una schermata di recap sull’accaduto, anche se entrambe potrebbero risultare un po’ estenuanti alla lunga nel gioco.

Ai molti, se non a tutti, il gameplay di The Falconeer potrà richiamare alla mente grandi giochi di combattimenti aerei, come ad esempio la saga Ace Combat, di cui non ne prende purtroppo aspetti essenziali.

Avremo a disposizione una barra con la vita e una con l’energia, che si ricaricherà poco a poco se la utilizziamo per volare veloci, a meno che non entriamo in zone di temporali, utili a ricaricarci continuamente. In automatico, se mollassimo il pad, il nostro volo continuerà, naturalmente seguendo una navigazione tipica di un uccello in volo.

Nonostante questo, i controlli che avremo a disposizione sono un po’ ostici e rendono il gameplay alla lunga molto stressante, soprattutto per la fase di grab del nemico, che molto spesso potrebbe prendere uno dei nostri alleati.

Innovativa però l’implementazione del DualSense, sia come Feedback Aptico, sia per i Trigger Adattivi, che si integrano perfettamente con il volo e le battaglie aeree del gioco, specialmente mentre spariamo ai nostri nemici.

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La varietà delle missioni all’interno del titolo è veramente limitata. Ci troveremo sempre a ripetere il solito pattern, come andare in un luogo, spostarci verso un altro e ingaggiare una battaglia aerea, per poi tornare verso la base di appoggio, se non dover recuperare qualcosa nel mentre o scortare una nave.

Mancanza di questa varietà e di una progressione in questo caso porta ad una ripetitività estenuante, capace alla lunga di stancare anche i giocatori più decisi a portare a termine questo titolo.

“Ci serve una barca più grossa!”

Grafica

Uno dei pregi e allo stesso tempo un difetto del gioco è proprio il comparto grafico. Se da un lato si può lodare la direzione artistica e l’originalità dei modelli dei personaggi, allo stesso modo la fin troppa basicità di questi diventa un punto di critica, ridotti veramente all’osso.

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Nonostante l’immensità di Grande Ursee, questi mari di questa mappa assomigliano più a una landa desolata, molto vuota e spesso con enormi aree contornate dal nulla in cui è necessario passare, saltabili soltanto nei punti morti delle missioni principali.

Sonoro

Ad accompagnarci nelle nostre avventure sopra i mari ci sarà una colonna sonora che permea in maniera attinente il nostro tragitto, nonostante la presenza di pochi brani. A livello sonoro, invece, il titolo risulta molto dettagliato, immergendoci e facendoci davvero provare sulla nostra pelle la vita di mare.

“Ma che ci fai con quella roba, fai il cosmonauta?”

In conclusione, Tomas Sala prova a riportare la sua fiaba aerea su altre console, non conscio purtroppo delle gravi mancanze del titolo alla base. Si nota l’intenzione di voler realizzare un ottimo porting, adattando addirittura feature della console, ma inciampando nei propri stessi passi iniziali.

The Falconeer: Warrior Edition si è rivelata quindi un’ottima panca di allenamento, in vista di futuri progetti videoludici da parte di Sala.

Riassumendo

Tomas Sala ci ricrede e decide di riportare The Falconeer anche sulle altre console, con interessanti upgrade ma mantenendo la poco sufficiente linea generale.

Voto Finale
5.5/10
5.5/10

Pro

  • Storia interessante e complessa…
  • Level e character design originali
  • Ottima implementazione del DualSense

Contro

  • …a tratti anche fin troppo
  • Gameplay ripetitivo allo sfinimento
  • La grafica è fin troppo basica
  • Controlli macchinosi
Luca Enrico Pio De Iure

Classe ’97, fin da piccolo ha una grande passione per il mondo videoludico e il cinema, che porta con sé all’interno dei suoi lavori.
SMM per GameIndustry.it, presentatore del podcast “Industry of Gamers”

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