Abandoned, Blue Box e il vizio del gioco

In questi giorni stiamo assistendo a una vera e propria epopea per quanto riguarda Abandoned e Blue Box Interactive, studio di sviluppo al centro dell’attenzione a causa della campagna di marketing assolutamente esemplare (in senso negativo) che sta portando avanti.

Tra annunci ingigantiti, testate giornalistiche che vedono Kojima dietro ogni angolo con la stessa facilità con la quale gli americani si spaventano per un film horror, app non funzionanti e rinviate per “motivi tecnici”, Blue Box Interactive è sicuramente l’argomento di discussione più dibattuto su internet al momento. Eppure, sarebbe interessante capire perché stiamo parlando di una software house con un passato piuttosto oscuro alle spalle, di cui è meglio parlare prima di evocare Silent Hill o P.T. un’altra volta.

Abandoned, di nome e di fatto

La nostra storia inizia ben 6 anni fa, nell’ormai lontano e malinconico 2015. Quell’anno è stato un tripudio di videogiochi di grandissima qualità, tra un incredibile Bloodborne e uno spaccamascella Halo 5, un agrodolce Ori and the Blind Forest e l’enorme ed epico The Witcher 3, il magnifico e colorato Splatoon e il titanico Xenoblade Chronicles X.

In tutto ciò, Blue Box prometteva già di lanciare sul mercato un videogioco sensazionale, un certo Rewind: Voices of the Past, titolo che avrebbe dovuto essere rilasciato a scaglioni e il cui primo capitolo si chiamava, guarda caso, proprio Abandoned. E proprio come oggi, anche allora la software house promise di mostrare il gioco in un primo teaser giocabile, pur senza gli elementi cinematografici che sarebbero stati inseriti successivamente.

Nemmeno a dirlo, ma l’app rilasciata all’epoca venne rinviata per motivi tecnici, proprio come accaduto qualche giorno fa per Abandoned. Interessante anche notare come il progetto era stato pubblicato su Kickstarter e poi rimosso grazie a un “investitore privato” che aveva finanziato interamente il progetto.

A scoprirlo è stato un utente di reddit, il quale ha sfruttato un tool chiamato WayBack Machine per “riportare in vita” i siti non più in uso e legati a Blue Box.

Successivamente, il gioco è stato “abbandonato” a sé stesso, malgrado la sua pubblicazione su Steam Greenlight, assieme ad altri due titolo: The Lost Tape e The Haunting. Il primo titolo avrebbe dovuto essere l’originale Rewind, un gioco ricco di esplorazione e puzzle, da superare comunicando in maniera innovativa con degli spiriti grazie a diversi equipaggiamenti.

Il secondo, invece, era un horror creato per omaggiare Fatal Frame, popolare serie giapponese di giochi dell’orrore da cui lo stesso The Haunting ereditava meccaniche del tutto simili all’originale. Solo poco tempo fa, il progetto è stato spostato su Steam e rinominato The Haunting: Blood Water Curse, ed è stato tolto dalle mani di Blue Box per essere affidate a quelle probabilmente più esperte di CreateQ Interactive.

La particolarità di questo gioco è quella di avere tanto, tantissimo in comune con quello che è stato mostrato di Abandoned. Uno dei primi trailer di The Haunting sembra quasi Abandoned, erba compresa.

Come se non bastasse, gli stessi sviluppatori avevano tentato di avventurarsi nei selvaggi meandri del mercato mobile con The Whisperer: A Paranormal Investigation Game, un gioco ovviamente di stampo horror e ricco di combattimenti con spettri e demoni. Non è mancato anche un secondo titolo mobile, Tales of the Six Swords, ovviamente mostrato e poi rimosso da App Store e Play Store e mai più ripubblicato.

Abbiamo temporaneamente rimosso Tales of The Six Swords da Google Play Store per evitare problemi con la versione integrale.

Abandoned oggi

Torniamo quindi ai giorni nostri, all’epopea che coinvolge Abandoned e Kahraman. È chiaro come lo sviluppatore cerchi di ritornare spesso allo stesso concetto per quanto riguarda le sue “creazioni”, ma è anche altrettanto chiaro quanto egli stesso sia bravo a cavalcare l’onda dei rumors alla ricerca del successo.

È infatti noto a tutti quanto questo titolo sia stato associato a Silent Hill e a Kojima, associazione che Kahraman non ha negato né confermato per molto tempo, lasciando che siti d’informazione specializzati gonfiassero per lui la notizia. Ed era ovvio che, raggiunta una certa grandezza, questa bolla sarebbe esplosa portando il malcontento tra i fan in attesa di questa esclusiva PlayStation 5.

La vera domanda che ci poniamo tutti ormai è: ma Abandoned esiste davvero? Oppure parliamo di una delle più grandi prese per i fondelli dai tempi di Cyberpunk 2077 a oggi? Perché è incredibile notare le similitudini con quanto avvenuto in passato, e al tempo stesso vedere la gestione assolutamente mal fatta della comunicazione tra software house e utenza.

Vedremo mai Abandoned? Oppure tra un po’ il gioco verrà sospeso grazie a un misterioso e oscuro finanziatore ancora più in alto di Sony?

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