Twelve Minutes – Recensione del Thriller Interattivo

Si sa, i viaggi nel tempo e i loop temporali sono una tematica che viene spesso affrontata, anche in ambito videoludico: basta pensare, per quanto riguarda la tipologia, al recente Returnal e all’arrivo di Deathloop il mese prossimo.

Anche Twelve Minutes affronta questa tematica, questa volta incorporandola a un’avventura interattiva di stampo thriller, dove ci ritroviamo a rivivere gli stessi dodici minuti mentre cerchiamo di risolvere un intricato mistero.
A realizzare il titolo è stata una singola persona, il veterano dell’industria Luis Antonio, ed è stato rilasciato il 19 Agosto su PC, Xbox One e Xbox Series, oltre a essere disponibile fin da subito su Xbox Game Pass.

Abbiamo avuto modo di giocare Twelve Minutes nella sua incarnazione per Xbox Series: sarà riuscito a convincerci con il suo intreccio narrativo? Oppure i loop temporali hanno fatto emergere qualche problema di troppo? Scopritelo in questa recensione!

Dodici minuti e un omicidio da risolvere

Il nostro protagonista rientra da lavoro nel suo piccolo appartamento, trovando la moglie che ha preparato il suo dolce preferito e ha una sorpresa in serbo per lui.
Tutto sembra procedere normalmente, finché il brusco rumore del campanello pone fine alla tranquillità: un poliziotto irrompe nell’appartamento, accusando la moglie del protagonista di omicidio e chiedendo insistentemente di un orologio da taschino.

Twelve Minutes gameplay cena

Ben presto è chiaro per il nostro protagonista senza nome che si ritrova intrappolato in un loop temporale, costretto a rivivere i dodici minuti che passano da quando rientra nell’appartamento fino all’epilogo dopo l’arrivo del poliziotto.
Perdere i sensi o semplicemente varcare la porta d’ingresso fanno ricominciare il loop dall’inizio.

Non solo dobbiamo trovare un modo per fuggire da questa trappola temporale, ma dobbiamo anche scoprire la verità su ciò che dichiara il poliziotto. La moglie ha davvero commesso un omicidio? O c’è una verità più grande di cui il nostro protagonista non è a conoscenza?

La trama è il punto cardine di Twelve Minutes, rendendolo il fiore all’occhiello di tutta la produzione. Loop dopo loop, mettiamo insieme i pezzi del mistero, fino ad arrivare a una soluzione tutt’altro che prevedibile.
Non solo, l’intento dell’autore è quello di colpire nel profondo il giocatore, facendo realizzare a un passo dai titoli di coda la rivelazione finale e lasciando un senso di disagio e inquietudine.

Sono presenti vari finali, ma solo uno, quello vero, pone fine al loop e ci riporta alla schermata iniziale, oltre a lasciare alcuni punti della storia alla libera interpretazione del giocatore.

Twelve Minutes gameplay poliziotto

Loop temporali macchinosi

Alla base il titolo è un punta e clicca ridotto all’osso, dove tutto quello che dobbiamo fare è interagire con gli oggetti, e alle volte combinarli tra loro, e scegliere le opzioni di dialogo opportune.

Se dal punto di vista narrativo Twelve Minutes non sembra sbagliare un colpo, la stessa cosa non si può dire per il gameplay. Infatti la parte ludica del titolo risulta quella più debole dell’intera produzione.

Per procedere nella storia attraverso i loop temporali, spesso è necessario compiere delle azioni estremamente precise e non sempre intuitive per il giocatore. È necessario sbattere la testa più volte per capire come procedere, e alle volte dipende tutto da un singolo dettaglio che non è andato esattamente come previsto dall’autore.

Twelve Minutes gameplay dialogo

Alcune volte si rischia di incorrere in sezioni alquanto ripetitive quando siamo bloccati: l’appartamento è molto piccolo e non sono molte le interazioni che possiamo avere nelle stanze e anche con l’unico personaggio con cui ci ritroviamo a interagire maggiormente, ovvero la moglie.

Il rischio è che il gioco possa diventare davvero frustrante andando avanti nei loop temporali mentre non sappiamo come andare avanti, nonostante si stia parlando di un’esperienza di gioco nemmeno troppo longeva.

Un doppiaggio memorabile

Se da un punto tecnico il titolo risulta piuttosto semplice, e artisticamente è sì ben fatto, ma non molto memorabile, ciò che innalza la produzione è il doppiaggio d’eccezione con tre stelle del cinema: Willem Dafoe, James McAvoy e Daisy Ridley. Tutti e tre hanno svolto un lavoro eccelso, soprattutto Dafoe nel ruolo del poliziotto.

Per la versione italiana è stato mantenuto il doppiaggio originale, mentre sono presenti i sottotitoli in lingua nostrana. Tutto sommato sono ben fatti, ma alle volte c’è qualche errore che sarebbe potuto essere facilmente evitabile, visto che non stiamo parlando di un gioco particolarmente longevo, tutt’altro.

Twelve Minutes gameplay oggetto

Tempo di uscire dall’appartamento

Twelve Minutes è senza ombra di dubbio una produzione peculiare e interessante, con una narrazione veramente memorabile e un doppiaggio stellare.
Tuttavia, l’esperienza di gioco rischia di diventare estremamente stressante a causa della progressione dettata da azioni e scelte di dialogo estremamente precise e non sempre intuitive per il giocatore.

Noi di GameIndustry.it vi invitiamo comunque a provare con mano l’intreccio narrativo e i loop temporali unici creati da Luis Antonio, specialmente se siete abbonati al servizio Xbox Game Pass.

Twelve Minutes

Riassumendo

Twelve Minutes riesce a sorprendere con il suo intreccio narrativo, ma pecca con l’effettiva componente ludica del gioco, riuscendo comunque a risultare un’esperienza piacevole e unica.

Voto Finale
7.5/10
7.5/10

Pro

  • Intreccio narrativo sorprendente e memorabile 
  • Doppiaggio di altissima qualità

Contro

  • A tratti frustrante nella progressione
  • Qualche errore nei sottotitoli in italiano
Seraphim Marotta

Classe ’95, videogiocatrice dal 1998. Da quando ha scoperto Shin Megami Tensei i RPG sono il suo pane (quasi) quotidiano insieme a The Binding of Isaac. Quando non gioca o non parla di videogiochi, scrive racconti o guarda quello che capita su Netflix mentre ricama.

Leave a Reply