El Shaddai: The Ascension Of The Metatron – Una recensione celestiale

Sono passati 10 anni dall’uscita di El Shaddai: The Ascension of the Metatron su PlayStation 3 e Xbox 360. Per festeggiare questo importante anniversario, Crim ha lavorato sulla remaster del titolo e l’ha resa disponibile a tutti i giocatori su PC grazie alla piattaforma Steam.

El Shaddai: The Ascension of the Metatron ha destato tanta curiosità in passato ed è rimasto un po’ relegato ad un pubblico di nicchia. Dopo aver analizzato in precedenza il titolo in una nostra retrorecensione, è giunto il momento di esaminare se l’intervento di Crim è riuscito a rendere giustizia a questo gioco, le cui peculiarità lo hanno reso intrigante e un’esperienza indimenticabile.

Bentornato Enoch!

El Shaddai: The Ascension of the Metatron è un gioco che pone le sue basi sul libro apocrifo di Enoch, appartenente alla bibbia giudaica, dalla natura prettamente apocalittica: non per nulla lo scopo del nostro protagonista, Enoch appunto, sarà quello di salvare l’umanità dall’ennesimo diluvio.

Enoch è uno scriba di natura umana che gode della più totale fiducia di Dio, l’unico uomo ad essere stato assunto da vivo nel suo regno. Inoltre, essendo quest’ultimo il più puro sulla terra e nei cieli, è l’unico che può riuscire a salvare l’umanità dalla corruzione portata sulla terra da alcuni angeli caduti (Azazel, Ezekiel e Sariel) che si atteggiano a dei di una nuova evoluzione, sfruttando i doni che Dio stesso ha concesso all’umanità, incluso il libero arbitrio.

Fin dal filmato iniziale il nostro narratore, l’arcangelo Lucifel, ci fa presente che la nostra storia va al di là dei confini del tempo e dello spazio per come lo conosciamo noi: potrebbe essere avvenuta ieri, un milione di anni fa o anche domani. E ci assicura che abbiamo tutto il tempo del mondo per riuscire nella nostra impresa.

A dimostrazione di ciò, ci ritroveremo in luoghi e situazioni altamente anacronistiche: per salvare la partita, ad esempio, vedremo Lucifel che parla tranquillamente con Dio al cellulare.

Lo stesso Enoch utilizzerà un’armatura particolare composta da jeans e sandali coperti da una strana corazza bianca a cui dovremo sempre far riferimento per capire quanti punti vita ci restano: un Enoch che indossa esclusivamente i jeans è sinonimo di morte imminente… O quasi!

Grazie all’aiuto di Dio e dei suoi potenti arcangeli (Michael, Uriel e Gabriel), Enoch potrà ritentare infinite volte una battaglia. Gli arcangeli non saranno solo indispensabili in combattimento, ma anche per ricevere aiuti ed indicazioni nelle parti esplorative.

È giunto quindi il momento di aiutare Enoch a scalare la torre degli angeli caduti e salvare l’umanità!

Questione di stile!

Parlare di El Shaddai: The Ascension of the Metatron definendolo un action game con fasi platform sarebbe altamente riduttivo.
Il gioco è un’avventura che bilancia e fonde perfettamente diversi tipi di gameplay: ci troveremo di fronte ad un’esplorazione in ambienti 3D con battaglie in 3D assieme ad un’esplorazione in 2D con battaglie a loro volta in 2D in base non solo alla situazione di gioco, ma anche al tipo di esperienza narrata.

I comandi sul pad sono essenziali e ciò porterebbe a pensare che si ha di fronte un gioco dalle dinamiche semplici, ma in realtà avremo a che fare con un’esperienza quanto mai complessa perché il mondo di El Shaddai risulta veramente particolare nel concept stesso di ogni livello: nulla è realmente quello che sembra.

Ci ritroveremo ad affrontare zone platform molto semplici e subito dopo sezioni più complicate non solo per la tipologia di salto, ma anche per il design ambientale che ci circonda. Capiterà spesso di essere ingannati dalla prospettiva o dal tipo di sfondo e ciò comporterà delle difficoltà ulteriori al momento di fare il balzo. I colori e i disegni di molte sezioni darà addirittura l’impressione di un vero e proprio trip allucinogeno.

Questo smarrimento del giocatore corrisponderà anche ad uno smarrimento del protagonista. Enoch sarà più volte vittima dei piani degli angeli caduti con lo scopo di corromperne l’integrità. Le difficoltà esteriori diventeranno allora difficoltà interiori in livelli e combattimenti che saranno esclusivamente dentro l’anima del protagonista e che lo proveranno nel corso dell’avventura.

Ed è in questo che El Shaddai: The Ascension of the Metatron eccelle: il gioco, infatti, è un vero gioiello del design!
Ogni piano della torre, come anche ogni livello dentro l’anima di Enoch è il frutto di un lavoro magistrale. Nulla è uguale al precedente e nulla è lasciato al caso: luci, colori struttura del livello… Tutto fa parte di un piano ben preciso dedito a far immergere il giocatore nella mente di quell’angelo caduto e del suo modo di vedere sia il mondo che l’umanità.

Questa bellezza visiva si può godere adesso in tutte le sue sfaccettature grazie al lavoro degli sviluppatori in questa remaster: si può dire che l’attesa è stata ripagata!

Ci preme sottolineare anche l’ottimo lavoro svolto sul reparto audio. Non solo gli effetti sonori sono resi molto bene, ma la colonna sonora risulta sempre azzeccata e mai fastidiosa. I brani esaltano anche l’epicità delle vicende narrate all’interno del titolo e sono degli ottimi compagni di avventura.

È il momento della redenzione!

Addentrandoci all’interno della remaster, bisogna ricordarsi che il gioco è negli altri suoi aspetti identico alla versione originale e, di conseguenza, questa cura maniacale per la diversità delle fasi non la ritroviamo nei nemici.

Quest’ultimi hanno una forma 3D o 2D, ma ad eccezione del design dell’armatura o qualche altro accorgimento estetico, a livello di move set non presentano particolari diversità.

I nemici 3D, si distinguono per le armi usate (3 in totale) e per il tipo di armatura indossata che può essere più o meno spessa e, in base a questa, bisognerà colpire un determinato numero di volte. Un’ulteriore pecca è anche il fatto che questi combattimenti non sono evitabili in quanto l’ambiente di gioco si chiuderà in una sorta di arena e di conseguenza potrebbero annoiare nelle fasi avanzate del gioco: non esistendo un sistema di sviluppo del personaggio, sembrano quasi una perdita di tempo.

I nemici 2D rappresentano delle ombre, anime perdute o delle fiammelle e hanno come scopo quello di porsi come ostacolo durante le fasi platform. Sono evitabili, ma conviene affrontarli per ripristinare l’armatura o caricare velocemente la turbo.

Anche per quanto riguarda i boss, la varietà di design è molto scarsa ad eccezione delle loro true form. Questa scelta, voluta o meno, influirà sulla continua sensazione di ridondanza non appena viene avviata qualsiasi tipo di battaglia.

Enoch in fase di combattimento può utilizzare le mani nude, ma può anche rubare le armi ai nemici ed utilizzarle dopo averle purificate in modo che abbiano il potere divino.
Come per i nemici, avrà a disposizione a sua volta 3 tipologie di armi, le quali saranno più o meno efficaci in base al tipo di avversario.

Con l’avanzamento nella storia, si sbloccherà lo stato di turbo: una mossa veramente potente che potrebbe decretare la fine di un boss in un colpo solo.
Tuttavia, anche qui, non abbiamo nulla che ci segnali a schermo il livello della carica ad eccezione del segnale di Uriel una volta che la mossa sarà disponibile.

La scelta di uno stile essenziale si rispecchia anche nella tipologia delle combo, sempre molto basiche e che il giocatore dovrà rendere invincibili.

Conclusioni

El Shaddai: The Ascension of the Metatron è un piccolo gioiello di game design al quale finalmente è stato reso giustizia grazie al lavoro svolto da Crim e dai suoi sviluppatori.
Pur presentando dei caratteri ibridi tra un action e un platform, intrattiene e delizia con le sue stranezze, le quali risultano accattivanti e tengono incollato il giocatore allo schermo finché non riesce a mettere assieme i pezzi fino alla fine.

Accompagnare Enoch in questo strano mondo visionario è un’esperienza che consigliamo a tutti di fare, nonostante il design e la varietà dei nemici non rendano pienamente giustizia ad un titolo la cui bellezza è da scoprire.

El Shaddai: The Ascension of the Metatron

Riassumendo...

El Shaddai: The Ascension of the Metatron è un gioiellino del game design che ritorna su PC nella sua veste migliore con questa remaster. Il game design, la colonna sonora sono di altissimo livello. I comandi sono essenziali, ma molto responsivi. Peccato che nei combattimenti non ci sia una reale sfida in quanto i nemici alla lunga risultano uguali.

Voto Finale
8.5/10
8.5/10

Pro

  • Ottimo game design.
  • Colonna sonora eccellente.
  • Ottima responsività dei comandi.
  • Trama intrigante e con colpi di scena.

Contro

  • Combo limitate.
  • Nemici uguali, nonostante i cambiamenti estetici.
Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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